venerdì 11 novembre 2016

Mato Grosso (1992): L'uomo della medicina


Quando si parla della filmografia di un regista, è fisiologico imbattersi in qualche titolo minore, eppure ero piuttosto curioso di rivedermi “Mato Grosso” che poi è il film di oggi per la rubrica… John McTiernan had a gun!


Se siete più o meno della mia leva, anno più o anno meno, sicuramente Sean Connery è stato una presenza quasi costante della vostra televisione durante l’infanzia, senza nemmeno scomodare i vari James Bond di cui sono sempre stato appassionato, lo Scozzese era protagonista di un serie di classici della mia infanzia, da Il Vento e il Leone, fino ad Highlander o Il nome della Rosa. Poi c’erano un paio di film meno famosi che, però, venivano replicati all’infinito, uno era “Mato Grosso”, l’altro? Magari una volta di queste ne parliamo.

Ecco, l’unica differenza con “Mato Grosso” è che spesso andava in onda su Canale 5, canale che frequentavo meno, perché solitamente i film che piacevano a me, erano decisamente più caciaroni e, quindi, relegati al palinsesto di Italia 1 o della RAI, nei momenti in cui era particolarmente ispirata.

Sì, perché c’è quell’altra componente del fascino di Sean Connery che su di me non ha mai avuto molto effetto, su di me no, ma su migliaia di signore e signore davanti alla tv sì, il fattore “Bell’uomo” che ha sempre fatto la fortuna del vecchio Sean, se volete fare i giusti paragone con il presente, fate conto che George Clooney non gli allaccia nemmeno le scarpe, o se preferite, non fa nemmeno la decalcificazione alla macchinetta del caffè allo Scozzese.


"Tranquilla, solo un serpente, anche mio figlio Henry li odia".
Di “Mato Grosso” ricordo fondamentalmente Sean Connery capellone che si aggira per la Foresta Amazonica, con una bionda generica, una alla Meg Ryan, ma meno, meno caruccia, meno fastidiosa, in generale meno memorabile. Ricordo che dovevano fare qualcosa d'importante, non ricordavo cosa, e, soprattutto, non ricordavo nemmeno il finale, strano, ma vero. Il che mi lascia pensare che probabilmente iniziavo a vedere il film per via della presenza di Sean Connery e poi passavo a far altro per eccesso di noia.

In effetti, “Medicine Man” (titolo originale ben più figo), è una strana scelta nella carriera di McTiernan, mi sono fatto un'idea, però, soprattutto quando ho letto il nome “Sean Connery” alla voce “Produttore Esecutivo”. Sì, perché lo Scozzese per questa interpretazione si è portato a casa, ben dieci milioni di ex presidenti morti stampati su carta verde, mica roba da poco e non facciamo battute sugli Scozzesi attaccati ai soldi, dai!


"Guarda la vastità del mio conto in banca".
Forti del successo di critica e di pubblico, di quel clamoroso capolavoro che risponde al titolo di Caccia ad Ottobre Rosso, attore e regista si ritrovano sullo stesso set, mi viene da pensare che in veste di produttore esecutivo, Connery abbia voluto proprio McTiernan, per la serie: mi fido di pochi, ma mi faccio dirigere da ancora meno eletti.

La storia è grossomodo quella che ricordavo: la ricercatrice Rae Crane detta "Bronx" (Lorraine Bracco) rappresentante di una casa farmaceutica americana, viene spedita nella giungla amazzonica (in realtà il messico, come per Predator) alla ricerca del Dott. Robert Campbell (Sean sean!), l’obbiettivo è quello di chiarire la natura e gli eventuali progressi che lo scorbutico dottore sta portando avanti tra gli indigeni locali.


"Insomma Bronx un po' di collaborazione, sto giocando al Dottore".
La scoperta è clamorosa: una rara pianta che cresce a trenta metri sopra gli alberi secolari, potrebbe contenere il segreto per debellare per sempre il cancro, ma bisogna prima sintetizzare il medicinale mantenendo stabile il famigerato “Picco 37” e, ancora più complicato, convivere con il Dottor Campbell!

“Mato Grosso” è esattamente quello che vi aspettate da un film che viene etichettato come “Adventure/Romance”: lui è scorbutico, divorziato e perfettamente a suo agio con i locali nella giungla, felice di avere come unico confort moderno, le sue mazze da golf per fare due tiri ogni tanto. Per altro lo sport preferito di Connery, quindi vedete che quella questione “Executive producer” torna buona.

Lei prossima al matrimonio, con la fobia dei serpenti, prontissima a mettere in discussione il lavoro di questo “Mengele con la coda di cavallo”, ma anche a dimostrarsi molto capace come ricercatrice. Chiaro, come solo al cinema può essere, che questi due opposti finiranno per attrarsi.


"Il finto affogamento, è il trucco più vecchio del mondo".
Prima tacca alla cintura di McTiernan, il film non abbraccia la svolta inevitabilmente romantica per un tempo incredibilmente lungo, anzi, sarà necessario arrivare fino alla fine per vedere il classico bacetto, certo, lungo il percorso non mancano i soliti punti fermi, tipo lei che fa la doccia nella cascata e lui che arriva di soprassalto, oppure l’immancabile momento comico per la serie “Facce ridè” (che, infatti, non fa ridere), qui riassunto da una Lorraine Bracco in botta di zuccheri, dopo essersi scolata la caffeina pura dell’albero di Yoko, ovvero come passare dal mal di testa al dopo sbornia senza passare dal via.

Bisogna dire che John McTiernan ha un certo stile nel cercare di non inciampare in proprio tutti i clichè di un film come questo, si vede che è molto più a suo agio quando può rifugiarsi nel suo cinema estremamente visivo, non è un caso se forse la scena migliore di “Medicine Man” è l’arrampicata dei due protagonisti sugli alberi alla ricerca della rara pianta. I due sfruttano l’attrezzatura da arrampicata per salire e poi per tornare giù, prendono la scorciatoia scivolando lungo il cavo teso.

Una roba al limite del Disneiano che McTiernan dirige (bene) con una facilità irrisoria, il problema è che la sceneggiatura di Tom Schulman (autore di cosine come “L'attimo fuggente”, e "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi") lascia ben poco alla parte “Adventure” della storia. Quando la Bracco in botta di zuccheri becca la classica scarpata e rischia di finire giù nel vuoto, in un attimo McTiernan cambia registro al film passando da commedia a suspence, semplicemente una zoomata all'indietro sul vuoto sotto e interrompendo di colpo la musica.


"Si sta come d'autunno in Predator sugli alberi le foglie".
Va un po’ peggio quando si ritrova a dirigere la lotta tra i due “Medicine men”: da una parte Connery e dall’altra il vecchio sciamano della tribù. Siccome dei due il giovane è Sean (il che è tutto detto), il combattimento non è proprio la scena più dinamica che potreste aver visto al cinema, mettiamola così: sembra più la sfida a colpi di spada e insulti di “Monkey Island”, se ricordate quel capolavoro dei videogiochi sapete di che parlo.

"Io sono la gomma e tu la colla" (Cit.)
Purtroppo, per gran parte del tempo è costretto a dirigere battibecchi tra i due protagonisti, i dialoghi non sono nemmeno malissimo, se non altro caratterizzano bene i personaggi, anche se Lorraine Bracco in certi momenti è fin troppo petulante ed esagerata, tanto che si portò a casa una nomination per i famigerati Razzie Awards. Pensare che pur di prendere parte a questo film, la Bracco rifiutò il ruolo di Catwoman in “Batman Returns”, ma d’altra parte ve la immaginate una che di cognome fa Bracco, interpretare la parte di una donna Gatto?

Per il resto, la storia si ripete, perché non riuscivo a ricordare la protagonista femminile di questo film, malgrado le svariate visioni (spezzettate) durante la mia infanzia, in compenso per tutto il film non ho mica riconosciuto che Lorraine Bracco era la stessa che interpretava la dottoressa Melfi, psicanalista di Tony Soprano e pensare che “I Soprano” è una delle mie serie preferite!


Non faccia così Dottoressa! Non l'avevo riconosciuta.
Connery, invece, è sempre stiloso anche in braghini corti, qui si toglie anche lo sfizio di fare il capellone (sempre il discorso sul “produttore esecutivo”), pare che la capigliatura l’abbia presa in prestito dal compositore del film, il leggendario Jerry Goldsmith, quando i due si sono visti per la prima volta Connery ha puntato il dito dicendo “Voglio i tuoi capelli!”, risposta laconica del Goldsmith, “Non puoi, sono i miei”. In ogni caso, un modo alla fine Connery lo ha trovato, si sa che la faccenda della pelata è sempre stata l’unico punto debole del più famoso degli 007.

"Sfotti pure Cassidy, sono comunque più figo di te".
“Medicine Man” non è affatto un brutto film, certo ora ho capito perché lo replicavano sempre su Canale 5, però ha un messaggio ecologista forse un po’ facilone, ma assolutamente etico e condivisibile, nel 1992 come oggi, visto che non siamo migliorati molto quando si parla di maltrattare Madre Natura.

Certo, se il film avesse avuto più momenti d’avventura, forse lo avrei apprezzato di più allora ma anche oggi, far venir già John McTiernan per dirigere un film come questo, è un po’ come chiedere a Banksy di darti il bianco alle pareti di casa.


"Perché si è portato limoncello nella giungla?","Quello è il mio test delle urine".
Non è un film con il ritmo di, che so, “All'inseguimento della pietra verde” (titolo a cui potrebbe avvicinarsi) e malgrado il fatto che nella filmografia di McTiernan, salti all'occhio come un bianco sul marciapiede di Harlem, alla fine si lascia guardare, pensate che sono riuscito a vederlo tutto fino alla fine, non posso dire di avere lo stesso fegato quando si tratta di certe commedie romantiche moderne.

Per oggi è tutto, la prossima settimana torniamo dalle parti dei film che, invece, su Italia 1 passavano spesso, sento già risuonare gli AC/DC in lontananza.

10 commenti:

  1. Quando uscì, fu molto pompato dai giornali italiani, che poi lo abbandonarono subito come loro solito. Non mi piacque la prima volta che l'ho visto, perché in effetti all'epoca c'era roba dannatamente migliore in giro. Oggi credo però rimanga un onesto film minore, anche se non viene mai citato quando si parla di Sean :-P

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    1. Nemmeno quando si parla di McTiernan, tanto che è stata una mezza sorpresa quando mi sono ricordato che anche questo è stato diretto da lui. E’ tanto (troppo?) divo-centrico, questo spiega anche la troppa pubblicità, si sa che qui da noi i nomi di Hollywood interessano al pubblico più dei film in cui recitano.

      In effetti è un onestissimo film minore, qualche appassionato di questo genere potrebbe considerarlo anche un piccolo culto, sono contento di averlo rivisto, però sia Sean che McTiernan hanno fatto di più e meglio ;-) Cheers

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    2. E a produrre ho visto sulla locandina sopra che c' è A. Vajna a produrre e pure di mezzo l' Hollywood pictures, una delle sotto etichette della Disney!

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    3. Cavolo é vero, sono ovunque! ;-) Cheers

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  2. Filmettino un po' bollito, non mi piacque troppo neanche all'epoca. E neanche io ricordavo fosse di McTiernan, la cosa mi sorprende un po'!

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    1. Il paragone a Bansky è stato il mio modo per tentare di riassumere, in un paio di momenti, il cinema molto visivo di McTiernan viene fuori, senza quei momenti, un film che avrebbe potuto dirigere un anonimo mestierante capace di fare primi piani. Ha tutte le caratteristiche del film minore ;-) Cheers

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  3. Mi sembra passata una vita da quando lo vidi. Della trama ricordo poco, ma ricordo un fatto buffo a lui legato. Era il periodo che la Mediaset inserì i bollini colorati per bambini. Praticamente ricordo che ero a casa con i miei fratelli più grandi, mentre i miei erano fuori a cena. Mandarono in onda "Mato Grosso" con il bollino giallo. Che fare? Non vederlo perchè gli adulti sono assenti o fregarsene delle regole. Alla fine ce ne fregammo e vedemmo un film che di certo non ci traumatizzò ahah

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    1. Eh eh, si il vecchio sistema dei bollini, rosso per me voleva dire "film divertente", con tutti gli altri andavi tranquillo ;-) Cheers

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    2. A T2 misero il giallo. In un passaggio però di qualche anno dopo aveva quello rosso! °_O Però al TG oggi possiamo vedere cadaveri veri e terroristi in azione con la scusa del dovere di cronaca! Mah!
      Parlando del film, non mi ha mai attirato, titolo a parte, pensando a roba noiosa. Invece il tuo articolo mi ha quasi convinto a vederlo. XD Mi unisco al partito di quelli stupiti di trovare un titolo simile nella filmografia del regista! XD Anche SC quì come Fiorello e Baggio! XD
      Lorraine Bracco vero! Io suo l' ho sempre trovato un nome figo! XD

      " ma assolutamente etico e condivisibile, nel 1992 come oggi, visto che non siamo migliorati molto quando si parla di maltrattare Madre Natura."

      All' epoca la questione amazonica era all' ordine del giorno! Oggi quasi abbandonata a se stessa! Mah!

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    3. In effetti é uno dei titoli che non ti aspetti in una filmografia cosi, il primo ma non l'unico. Amazonia e strato di ozono non sono più problemi, é bastato smettere di parlarne e puff! Risolti ;-) Cheers!

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