mercoledì 30 novembre 2016

Kubo e la Spada Magica (2016): Tradizione Giapponese a colpi di stop motion


La stop motion è una tecnica che mi fa impazzire e dai trascorsi cinematografici molto nobili, da sua maestà Ray Harryhausen (sempre sia lodato!) per arrivare giù fino alla Laika Entertainment, responsabile proprio di questo film.

I ragazzi della Laika Entertainment sono già responsabili di un paio di cosette notevoli come “Coraline” (tratta dal romanzo di Neil Gaiman) e il bellissimo “ParaNorman” di cui non si parla mai abbastanza. Dal punto di vista puramente visivo, avevo apprezzato anche “Boxtrolls - Le scatole magiche” anche se la trama non era tutta pesche e crema e si perdeva in qualche lungaggine.

I tre film avevano un look sul gotico andante, per questo nuovo film, invece, l’ispirazione arriva dal Giappone antico e dalle sue tradizioni ed è proprio qui che facciamo la conoscenza del protagonista, di nome Kubo, se ve lo state chiedendo, di cognome non fa Rubik, così facciamo piazza pulita di ogni possibile dubbio.


Eccolo qua il nostro protagonista dal nome geometrico.
Se voi pensate di avere dei parenti invadenti, è solo perché non avete avuto il piacere di conoscere la famiglia di Kubo, suo nonno è il cattivissimo Dio Re Luna (in originale doppiato da Ralph Fiennes) che, con l’aiuto delle sue figlie, le perfide zie di Kubo (doppiate da Rooney Mara), ha portato via l’occhio sinistro al ragazzo. Sopravvissuto all’evento, campa guadagnandosi da vivere raccontando storie sul grande guerriero Hanzo, un leggendario Samurai che Kubo non ha mai conosciuto, malgrado il fatto che sia suo padre.

La magia al pari della Forza per gli Skywalker, scorre potente nella famiglia di Kubo, il ragazzo ha il potere di animare gli origami, suonando il suo Shamisen (ho fatto i compiti si vede?) una specie di banjo a tre corde che suonato dal ragazzo, anima la carta permettendo al ragazzo di intrattenere le folle e guadagnare qualche soldo da usare per prendersi cura di sua madre che non è uscita tanto bene dai drammi famigliari e, oltre ad essere malata, soffre di amnesie gravi.


Lo voglio anche io il Samurai tascabile in versione origami!
Pensate che le sfighe siano già finite per Kubo? Macchè! Il ragazzo dovrà iniziare un viaggio sulle tracce del mitico Hanzo, per trovare la sua spada magica, le parti della sua armatura e salvare capra e cavoli, anzi! Scimmie e scarabei, perché al suo fianco avrà proprio un amuleto scimmia che prende vita (doppiata da Charlize Theron) e un samurai trasformato da una maledizione in uno scarabeo antropomorfo (con la voce di Matthew McConaughey).


Le adorabili zie di Kubo, proprio vero che i parenti uno non può sceglierseli.
Un film che procede per metafore piccole e grandi questo “Kubo e la spada magica”, è chiaro che Scimmia e Scarabeo nel corso del viaggio diventano due figure genitoriali per il ragazzo, la prima protettiva e poco permissiva, il secondo più caciarone, ma in fondo è così in ogni famiglia, no? C’è sempre uno della coppia che deve fare lo “Sbirro buono” e l’altro lo “Sbirro cattivo”, quasi tutto l’umorismo del film viene fuori dai battibecchi tra questi due e da qualche battuta inevitabile quando hai una scimmia e uno scarabeo come personaggi principali della storia.

“Kubo e la spada magica” è un romanzo di formazione, costruito su un'allegoria molto classica, l’avventura “On the road”, ma anche l’elaborazione del lutto, non ci vuole certo Sigmund Freud per cogliere alcune metafore, tipo la discesa di Kubo nel giardino subacqueo, è il più classico dei METAFORONI per una ricerca interiore del personaggio.

Il trio all'erta e pieno di brio di strambi protagonisti.
Vorrei potervi dire che questo film è una bombetta che fila via liscio, il problema è che al pari di “Boxtrolls” ho trovato il ritmo non propriamente brioso, è un film di un’ora e mezza secca, mi è sembrato molto più lungo del suo effettivo minutaggio, un po’ più di ironia sarebbe stata gradita, inoltre, non credo che dei bambini possano davvero capire le svariate letture di secondo livello della trama, il rischio è quello di annoiare tutti gli spettatori, quelli minorenni, ma allo stesso tempo gli accompagnatori adulti.

Resta il fatto che il film è piuttosto originale, anche grazie ai suoi protagonisti ben poco canonici, una scimmia con la cazzima (“Non scherzare con la scimmia” è giù una frase di culto!) e un Samurai Scarabeo un pelo sciroccato, con grossi problemi a rialzarsi in piedi se rigirato sul dorso (storia vera).

"Un'altra battuta sulle scimmie e ti prendo a schiaffi con tutte e quattro le mani".
Al pari del primo “Dragon Trainer” (2010), ci troviamo di fronte ad un altro film di animazione che non ha paura di mostrare un protagonista con una disabilità fisica, qui, però, a differenza del film della Dreamworks, l’occhio cieco di Kubo diventa l’occasione per una sottotrama meta narrativa, di fatto, il ragazzo è un raccontatore di storie, i rimandi agli occhi e al guardare iniziano fin dalla prima frase del film (storia vera) e la stop motion diventa la tecnica migliore per questa “storia che parla di storie”, perché i protagonisti per quanto animati, sembrano marionette di un teatrino.

Inoltre, quando si parla di sguardo, di mostrare e di raccontare storie (quindi di cinema) il protagonista Kubo, avrà pure una capigliatura degna di Sasuke (il piccolo Ninja), ma con la benda sull'occhio si mette in scia a tutti i grandi “monocoli” cinematografici, il Grinta di John Wayne, Jena Plissken, John Ford e a dirla tutta, anche la macchina da presa, anche lei, un solo occhio. Quindi, se tutta questa roba vi sconfinfera, “Kubo e la spada magica” sarà pane per i vostri denti se, invece, vi sta venendo un principio di orchite solamente a sentirne parlare, sappiate che potreste anche annoiarvi.


Riesci a suonare anche il tema musicale di "Deliverance" con quell'affare?
Detto questo, il film è esteticamente bellissimo, l’ispirazione sembra arrivare dalla stampe di Kiyoshi Saito (vi ho detto che ho fatto i compiti no?), il design dei personaggi è ottimo e originale, come detto, il Samurai Scarabeo sembra il sesto dei “Cinque Samurai”, se siete più o meno della mia leva li ricorderete. Ma la scena migliore resta senza ombra di dubbio lo scontro con il mega scheletro gigante ricoperto di spade e beccami gallina se i ragazzi della Laika non hanno pensato a quel capolavoro de “Gli Argonauti” (1963) e l’esercito di scheletri animati a passo uno del già citato Maestro Harryhausen.

Pensate cosa potrà rispondere lui alla domanda "Com'è andata oggi al lavoro?".
Questo film ha fatto pizzicare più volte il mio “senso di ragno” di cinefilo, certo con un minimo di brio in più sarebbe stato un film migliore, in ogni caso, onore ai ragazzi della Laika Entertainment che continuano a scegliere soggetti non banali distinguendosi dagli altri studi di animazione che se la giocano con cose più facili da vendere al pubblico, ogni riferimento a cose, persone o Minion e puramente voluta.

16 commenti:

  1. Bellissimo, dalle foto che hai messo sembra poi proprio una cosa vecchio stile.
    Di quelle stile cartoni russi-rumeni-ungheresi che becchi la notte nelle tv private.
    Mi piace molto. Sì, assomiglia a Sasuke ma credo sia voluto, no?

    Moz-

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    1. In effetti il paragone che hai fatto è molto azzeccato, poi non so se I ragazzi della Laika conosco Sasuke, ma se siamo già in due ad averlo pensato qualcosa vorrà pur dire no? ;-) Cheers

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    2. Ma sì, credo proprio di sì perché è un personaggio cult :)

      Moz-

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    3. Ah si, decisamente di culto, quello sicuramente ;-)

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  2. Viva la stop motion!!! ^_^
    Avevo sentito solo il titolo di questo film ma non sapevo altro: con tutto 'sto Giappone devo vedermelo per forza!

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    1. Il Giappone E una scimmia, non dimentichiamolo ;-) Per il resto, l’animazione a passo uno è un altro mondo, costa e richiede tempi biblici, ma ha un calore che la computer grafica non avrà mai. Cheers!

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  3. Visivamente è sensazionale! Anche io sono un fan dello stop motion, spero di vederlo presto :)

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    1. Fammi sapere come lo hai trovato, i ragazzi della Laika portano avanti una grande tradizione cinematografica ;-) Cheers!

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  4. Purtroppo non lo ho ancora visto, ma una "storia che parla" di storie mi sconfinfera sempre ;) poi la Laika è amore puro dai tempi di "Coraline" <3

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    1. E’ un filone prolifico che regala sempre gioie, ma non è certo a te che devo spiegarlo ;-) “Coraline” era bellissimo, uno di quei casi in cui libro e film non fanno a pugni ma si possono godere entrambi, “ParaNorman” anche mi è piaciuto molto. Cheers!

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  5. Mi dispiace di non esser riuscito ancora a vederlo.
    Aspetterò i dvd o che lo facciano in paytv. Pazienza...

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    1. Beh è anche terminata da pochissimo questa sesta stagione, è ancora calda ;-) Cheers

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  6. è il secondo atto che non funziona tanto bene, visivamente sublime!

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    1. Vero, però a me la prima parte ha davvero annoiato, non mi diceva nulla di nuovo, anche se visivamente concordo, ben fatto ;-) Cheers

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  7. Vero che in alcuni punti si trascina, ma poi si riprende e conclude bene, comunque l'ho appena visto. giudizio sospeso!
    quel che è certo è che lascia un certo senso di meraviglia

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    1. Era rimasto in sospeso anche il tuo commento, Blogger mi ha fatto uno scherzetto cambiandomi le impostazioni, proprio a me, che odio ogni forma di moderazione sui commenti! ;-) Cheers

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