lunedì 21 novembre 2016

Kickboxer - Il nuovo guerriero (1989): Nak su Kao! Nak su Kao! Nak su Kao!


Il Belgio, uno stato Europeo che confina a nord con i Paesi Bassi, a est Germania e Lussemburgo e a sud con la Francia. Capitale? Facile, Bruxelles.
Principale esportazione: beh, se chiedete a me di getto vi rispondo birre molto alcoliche e Jean-Claude Van Damme!

Se l’Austria ha dato i natali a Schwarzenegger, proprio dal Belgio è arrivato quello che sul finire degli anni ’90 era davvero il “Nuovo guerriero” dell’azzeccato (per una volta) sottotitolo italiano, certo il vero battesimo del fuoco per Jean-Claude Van Damme è stato “Senza esclusione di colpi” (Bloodsport, 1987), ma è proprio con “Kickboxer” che il Belga ha fatto il botto, diventando il terzo polo dei film d’azione, capace di rosicchiare voti alla maggioranza divisa tra Stalloniani e Schwarzeneggeriani.



Ma prima di parlare del film, cliccate fortissimo sui link qui sotto, per completare il Blogtoru dedicato a Kickboxer!

Il Zinefilo ci spiega perchè dovremmo tutti essere fan di Van Damme.
Il Cumbriugliume immerge i guantoni nella resina
Non perdetevi il cattivissimo (e spassoso) videocommento di Doppiaggi Italioti

La trama per quei sette sul pianeta che non la conoscono è semplice e lineare: il campione dei pesi massimi di Kickboxing Eric Sloane (Dennis Alexio) non ha avversari, vince facile ostentando arroganza fuori e dentro il ring, ma le voci parlano che laggiù in Thailandia, ci sia un campione locale di Muay Thai davvero temibile, uno che da ginocchiate così forti da far venire giù l’intonaco, un tale di nome Tong-Po (Michel Qissi).

Eric, ovviamente, vola in Thailandia portandosi dietro il fratello Kurt (Gianclaudio Van Damme), qui Eric scopre nel modo peggiore possibile che la storia dell’intonaco e delle ginocchiate è vera sul serio, il “Nuovo guerriero”, quindi, è il fratello Kurt che dovrà imparare le vie del menare per vendicare il fratello finito su una sedia a rotelle. Seguono mazzate.


Eccolo qui "The Muscles from Brussels" e 'mo sono cavoletti vostri!
Fino a quel momento non si era visto niente di lontanamente simile a Van Damme, un culturista di 1.76, dotato di tendini flessibili e un’apertura di gambe degna del vostro compasso delle scuole medie, il faccino da bravo ragazzo aiuta anche presso il pubblico femminile, infatti i registi Mark DiSalle e David Worth costruiscono il film attorno al suo talento, anche quando si tratta di farlo ballare in una scena (ormai celebre) messa lì per stemperare la violenza sparsa nel film.

Una scena del film che potreste aver visto OVUNQUE su Internet.
Senza girarci troppo attorno: “Kickboxer” è ricalcato sullo schema di Rocky, in particolare del quarto capitolo. Sostituite il fratello con Apollo Creed e l’avversario senza pietà straniero Ivan Drago, con Tong-Po ed il gioco è fatto, l’unica differenza sono gli allenamenti che, però, arrivano da “Karate Kid”. Xian Chow (interpretato da Dennis Chan) è un maestro Miyagi che, invece di farti dipingere steccati e lucidare automobili, ti farcisce gli stinchi di braciole e ti sguinzaglia dietro i cani. Avete dei cani? Se sì, sapete che verso ora di cena non vogliono sentire ragioni.

Beccati questo Heather Parisi!
Per altro, la trovata dei cani non è poi così campata in aria, anzi è stata suggerita da Van Damme (autore di tutte le coreografie di combattimento del film), memore di quando il suo allenatore faceva lo stesso con lui, facendogli indossare, però, le protezioni al posto delle braciole (storia vera!).

“Karate Kid” è il film che guardi alle elementari, “Kickboxer” lo scopri quando vai alle medie, perché, di fatto, è lo stesso film, ma con contenuti più adulti, anche perché da un certo punto in poi, diventa un'escalation di cattiveria da parte del cattivo. Ecco, il cattivo, parliamone!


A confronto di questo signore, Ivan Drago è un chierichetto.
Michel Qissi, Belga di origini marocchine, amico di Van Damme e quindi tirato dentro alla produzione del film, truccato a dovere per passare per un Thailandese, tipo il maestro di Il mio nome è Remo Williams, per capirci. La cosa curiosa è che nei titoli di coda il personaggio di Tong Po viene accreditato come “Himself”, ho sempre trovato divertentissima l’idea di uno spietato campione di Muay Thai che si presenta sul set dicendo: “Ho sentito che girate un film, fatemi fare il cattivo oppure vi distruggo tutto a colpi di ginocchiate!”.


Tong-Po Inc. tiriamo giù più intonaco della muffa dal 1989.
Tong Po diventa subito uno dei più terrificanti cattivi della storia del cinema, uno capace di gesti terribili come lo stupro della povera Mylee (Rochelle Ashana), una scena piuttosto forte anche per la media dei film degli anni ’80, ma anche di rapire il fratello del protagonista prima del combattimento finale, giusto per motivarlo ancora un po’. Ecco, poi non ho mai capito come mai i rapitori di Eric Sloane facciano irruzione lanciando granate dentro il luogo dove si nasconde la persona che dovrebbero rapire, ma sono dettagli dai! I cattivi fanno cose da cattivi tipo queste.

Dopo aver mandato a segno un cattivo che tutti amiamo odiare, “Kickboxer” entra nell’immaginario popolare grazie all’allenamento nella Città Morta, un tripudio di gambe divaricate con cavi tesi, i già citati cani affamati e il maestro Xian Chow che come una scimmia impazzita dall’alto del suo albero lancia noci di cocco sugli addominali del protagonista, anche se la scena più memorabile resta la serie di calci alla piccola palma, se hanno passato la giornata a lanciarvi noci di cocco, un minimo di risentimento nei confronti della pianta che le produce finirete per avercelo.


Lui sicuramente non vuole sentir parlare di olio di palma.
Mark DiSalle e David Worth riescono a sfruttare la bella location thailandese, ma anche qui, inutile girarci attorno: se dovessimo valutare “Kickboxer - Il nuovo guerriero” solo sulla base della qualità generale, non potremmo certo dire che è questa gran lezione di cinema, anzi, il suo vero valore sta tutto nel suo protagonista.

"Jean-Claude un po' più di intensità in ques... No vai benissimo, bravo".
Qui Jean-Claude Van Damme ha fame, la fame vera, quella voglia di arrivare che hanno solo gli sportivi sicuri dei loro mezzi e anche se come attore è ancora grezzo (seppur già migliorato rispetto a “Bloodsport”), qui recita con una carica agonistica che levati, ma levati proprio!

Recita come uno che non vuole solo tirare clamorosi calci in qualche film, ma vuole diventare una super star mondiale, ci crede talmente tanto che ogni scena la fa premendo a tavoletta, il risultato è che il suo fomento, diventa il fomento del pubblico che inizia ad incitarlo chiamandolo “Guerriero bianco” ed è anche il fomento di noi spettatori. Sfido chiunque, anche il meno interessato ai film “di menare” a non lasciarsi tirare dentro al giochino, il finale è sempre lo stesso, davanti allo schermo tutti a fare Nak su Kao! Nak su Kao! Nak su Kao!


"Adesso hai capito perchè mi chiamano nak SU KAo".
Dello scontro finale Tong-Po vs Kurt Sloan cosa vi devo dire? La perfetta messa in scena di un cattivo che provoca l’avversario con colpi bassi (la celebre “Sanguini come Mylee quando l’ho posseduta”) e che provoca la vendetta di un Van Damme in trance agonistica recitativa. Ed è proprio il fuoco che manca ad esempio al protagonista del remake del film uscito quest'anno.

Basta dire che è uno dei pochi film che non ha perso un grammo della sua credibilità, nemmeno nello scontro diretto con la sua parodia, la (mitica) scena di “Hot Shot 2”, che fa il verso ai leggendari guanti ricoperti di vetri rotti.

"Orsetti! Orsetti! Orsetti!" (Cit.)
Questo perché, a volte, un film può diventare una pietra miliare anche senza per forza essere il più bel film, cinematograficamente parlando, in circolazione, la forza trascinante del “Nuovo Guerriero” arrivato dal Belgio tante volte basta e avanza.

16 commenti:

  1. Dovrei tirar giù dell'intonaco ammuffito: puoi passarmi il numero della Tong Po Inc? :-D
    Pezzo fenomenale per un film che ha davvero segnato un'epoca

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    1. Certo, fanno ottimi lavori e sono veloci, l’unica cosa costosa è l’interurbana fino in Thailandia ;-)

      Ti ringrazio, non sono un "Van Dammiano" (si dirà così?) tu sai che il mio film preferito del Belga è “Lionheart”, ma ti ringrazio ancora per l’invito, ci tenevo a parlare di questo film da queste parti. Cheers!

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    2. Lionheart mi manca, però mi fa piacere che ci siamo ritrovati ben in QUATTRO a parlare di questo film! Ognuno a modo suo

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    3. “Lionheart” è anche quello che ho visto più volte. Seguito a ruota da delle cazzatone come “Street Fighter” e “Double Impact” ;-) Si è stato figo, con quattro differenti livelli di passione per il film.

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  2. Un'altra recensione ubercomica, Cassidy. Non sto neanche a citare tutte le battute che mi hanno fatto ridere, sono troppe.
    Dico solo che io ero uno dei 7 al mondo che non lo avevano visto alle scuole medie, ora ne sono rimasti solo 6.

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    1. Ti ringrazio moltissimo, e ricambio ripetendo anche qui che a proposito di comicità, mi avete fatto morire tu e Petar con il vostro video commento. La mentalità medioevale di Kurt Sloane e i ruoli femminili del film, mi ha piegato in due dal ridere :-D
      In effetti dovrei specificare, che ora gli “Highlanders” sono rimasti in sei ;-) Cheers

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    2. Infatti, vedendo questo film, la mia testa è già rotolata... e non solo quella

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    3. Ahaahah si vedeva dalle tue facce durante il video.
      Il top per me è stato quando hai detto (cito a memoria): «è tutto moscio in questo film, anche i titoli di coda sono lenti» :-D :-D

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  3. Per me è un vero cult.
    Vero, funziona benissimo anche a distanza di anni, e vero: è lo stesso schema di tanti altri film. Ma che importa? C'è Tong Po!
    E devo dire che il trucco da thailandese è pure riuscito.
    Non sapevo dell'allenamento di JCVD coi cani... roba da anime anni '70 :)

    Moz-

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    1. La storiella che ho letto, più divertente tra le tante che girano intorno a questo film, avrei voluto essere una mosca per vedere Van Damme liberarsi dei cani affamati ;-)

      Vero Tong-Po è un cattivo unico, spietato tanto da potersi permettere anche la “Risatona da cattivo”, schematico quanto vuoi ma comunque memorabile, nei film moderni troppo spesso si dimenticano che il cattivo deve essere memorabile quanto il protagonista per essere una vera sfida. Cheers!

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    2. Io direi che la forza dei film del passato (fino ai '90) era proprio che il cattivo risultava più fico del protagonista.
      Skeletor e Hordak battono quella checca di He-Man, per dire.

      Moz-

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    3. In effetti è proprio così per un sacco di titoli, i film odierni risentono del visto censura, infatti non muore quasi più nessuno. Per altro mi ricordi che sarebbe anche ora che mi decidessi a rivedermi “I Dominatori dell’universo”, considerato che l’anno prossimo si festeggerà il trentennale del film, devo proprio metterlo sul menù ;-) Cheers

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  4. Non sono un appassionato di Van Damme, però ci sono alcuni film suoi che funzionano e dove non ha l'espressione di uno che passa da lì per caso, non dico recitare perché quella è un'altra cosa, ma dove il "broccolo venuto da Bruxelles" (giuro così lo chiamano alcuni detrattori che operano nel settore agonistico)riesce a far divertire, questo è uno di quelli.

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    1. Si decisamente la recitazione è un'altra cosa, ma la storia del cinema a volte si fa anche senza essere Marlon Brando, per il resto ti capisco, nemmeno io sono un super appassionato di Van Damme, però negare la sua importanza per i film d’azione sarebbe gravissimo! Cheers

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  5. Si, però dobbiamo metterci d'accordo sulla traslitterazione dal thailandese! Nat-Su-Kao, Nak-Su-Kao, Nat-Su-Kow... come lo scriviamo? :D

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    1. Ci sono, colpo di tosse secco-su-altro colpo di tosse ;-) bella domanda ho sempre detto Nak-Su-Kao, conosciamo qualcuno in Thailandia per verificare? A parte Tong-po e la sua società di restauri ;-) Cheers

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