lunedì 14 novembre 2016

In a Valley of Violence (2016): Ti West(ern)


Se mai avessi stilato una classifica di tutti quei registi che mai avrei pensato di veder dirigere un film Western, probabilmente Ti il Terribile, sarebbe stato tra questi. La cosa incredibile è che il risultato finale, non è affatto male.

Lo sapete, ormai è una frase fatta, il Rock è morto, lo ripetono da quarant’anni tutti a rotazione, nel mondo del cinema, il giochino è tutto sommato lo stesso, si strepita che il Western è morto, considerando che per me è Rock ‘N Roll dei generi musicali, le due cose sono anche legate.

Un altro giochino molto in voga a affermare che il Western sta “Bene benissimo”, giuro che non ho intenzione di farlo anche io, eppure questo “In a valley of violence” ha dei tratti in comune con gli altri due Western usciti quest’anno, lasciatemi l’icona aperta che ripasso…


"Vi voglio concentrati, dobbiamo girare questa complicata scena acquatica".
Dove avevamo lasciato quel fastidioso Hipster di nome Ti West? Nella boscaglia a dirigere quella porcata di The Sacrament, una roba tediosa che puzzava tanto di mer… Battuta d’arresto per una carriera da regista Horror che fino a quel momento procedeva con film dal ritmo ultra lento, ma capace davvero di strappare dei brividi, tipo “The Innkeepers” (2011) che avevo apprezzato.

Riprendiamo quell’icona di cui parlavo: il Western è la cifra stilistica con cui ogni filmaker americano prima o poi deve confrontarsi, parlavo di questa cosa in riferimento al remake dei Magnifici 7, per sottolineare come Antoine Fuqua abbia estratto in fretta, ma mancando il bersaglio di chilometri. Di quel film salvavo giusto la caratterizzazione del personaggio di Ethan Hawke, l’unico con un passato minimamente travagliato. Non so se Ti il Terribile ha visto il remake di Fuqua e non ho modo di sapere se condivide la mia teoria sul genere Western, in ogni caso, ha trovato il modo di far scucire a quel tirchiaccio di Jason Blum i soldi sufficienti per dirigere un western. Il Maestro Carpenter dice sempre che noleggiare cavalli per girare un Western costa, infatti in questo film ci sono il minimo sindacale di cavalli ed un mulo, Blum lo avrò pagato la metà!


"Blum solito spilorcio, dopo il film voleva vendere bistecche di cavallo".
Tenetevi forte perché la trama è di una linearità irrisoria, Paul (Ethan Hawke) è un tormentato reduce di guerra in cerca di pace, vaga per il West con il suo cane, Abbie, una specie di citazione a quattro zampe, infatti è un Australian Cattle Dog (stessa razza del cane di Mad Max per capirci) ed ambisce a mani zampe basse a miglior cane cinematografico del 2016, grazie anche al tormentone: “She do any trick?”, “She bite".


A boy and his dog (secondo estratto).
Giunto in una cittadina dimenticata da Dio e popolata da ben pochi uomini (se ho contato bene in tutto saranno dieci persone, le comparse costano!), lo straniero (quasi) senza nome, fa subito la conoscenza del vicesceriffo Gilly Martin (James Ransone) che lo punzecchia e lo sfida, ma riesce solo a portare a casa una figura di niente davanti alla sua fidanzata Ellen (la guardabile Karen Gillan) e a sua sorella minore Mary-Anne (Taissa Farmiga quella di American Horror Story).

"Sicuri che non volete mia sorella Vera? Ha la stessa età di Ethan Hawke".
L’odioso giovanotto, oltre ad essere il vice, è anche il figlio dello sceriffo John Travolta (al suo primo Western) e non d’accordo con la decisione paterna di esiliare dalla città lo straniero, pensa bene di farsi giustizia a suo modo. Non è impossibile capire come procede il resto della storia.

Scene che fanno venire gli occhi a forma di cuore ai cinofili.
Ti West popola il suo film di facce giuste, Ethan Hawke è convincente come pistolero solitario, ma funziona anche meglio quando fa intravedere qualcosa dietro alla scorza da duro, in particolare con la logorroica Mary-Anne, personaggio che ha più di una cosa in comune con la pistolera Natalie Portman di Jane Got A Gun, così chiudo definitivamente l’icona con l’altro Western del 2016.

John Travolta che ormai ha ridimensionato di molto il suo status di Divo, dopo le serie tv ora accetta anche un western a basso budget, il risultato resta invariato, anche qui Travolta recita, il suo personaggio non è facile, ma lui tira fuori il meglio e viene quasi da sperare di vederlo in altri Western.

"La gamba sta bene, sto fingendo, Ti West voleva farmi ballare anche in questo film".
Per il reparto cattivi, uno degli sgherri di Gilly è il mitico Larry Fessenden che, come sapete, non sta mai troppo distante dal suo protetto Ti West, a tenere banco, però, è proprio il viscidissimo vice sceriffo interpretato da James Ransone, molto bravo a recitare il ragazzino isterico e probabilmente con non tutte le rotelle al loro posto, uno che viene voglia di prendere a schiaffi dal primo minuto del film, fino alla fine dei titoli di coda.

Ti West lo conosciamo, è simpatico come una spinta alle spalle mentre stai scendendo dalle scale, tende all’Hipsterismo violento, però non si può dire che non sia uno che i generi li conosce, o che non vada a studiarseli come si deve.


Come potreste aver intuito, questo simpaticone qui è il cattivo di turno.
Qui fa la stessa identica cosa: fin dai titoli di testa che urlano Sergio Leone ad ogni fotogramma, ci porta subito nell’atmosfera giusta, sfruttando anche il riuscitissimo tema musicale composto da Jeff Grace, alla quarta collaborazione con Ti il terribile.

La trama sta perfettamente a metà tra “Lo straniero senza nome” (1973) e “Rambo”, a metà film succede una cosa che non è difficile da intuire, ma che comunque mi ha incollato allo schermo, anche perché arrivando dai film indipendenti, West può permettersi di uccidere chi gli pare, senza doversi fare grossi problemi di censura, quindi da metà film in poi, avrete solo voglia di fare il tifo per il protagonista, guardando il film mi è scappato un sonoro “brutto figlio di puttana!” rivolto al cattivo (storia vera).


"Lasciami stare o scateno una guerra che non te la sogni neppure" (Cit.)
Proprio la sua precedente esperienza di regista Horror qui fa capolino, un flashback sul passato del personaggio di Ethan Hawke, viene condito da West con gustosi tocchi horror e gli ammazzamenti hanno il giusto quantitativo di sangue senza tirar via la mano, per un film drittissimo e dal minutaggio snello che rende “In a Valley of Violence” una visione godibilissima.

Certo, se sperate di vedere il film che rivoluzionerà per sempre il genere Western rimarrete sicuramente delusi, la trama è più classica del classico, come detto Rambo incontra “High Plains Drifter”, anzi, per un attimo ho quasi pensato che Ti West volesse abbracciare la svolta soprannaturale presente nel western di Clint Eastwood che è stata brutalmente cancellata dal doppiaggio italiano (storia vera, storia purtroppo vera), così non è stato, ma il film resta godibilissimo.


Ti, hai visto qualche film di John Ford di recente?
Inoltre, si tratta dell’ennesima prova che Western e Horror sono due generi con dei punti in comune, come abbiamo visto anche con titoli recenti come Bone Tomahawk, d’altra parte sono i due generi che hanno incarnato meglio il concetto di Homo homini lupus, per questo Ti West non ha fatto proprio un salto nel buio, anche perché Ti il Terribile è furbo, qui ha fatto anche un bel lavoro quindi, bravo il nostro Ti West(ern)!

14 commenti:

  1. Hai ragione, non esiste genere cinematografico che sia stato dato così tante volte per morto pur rimanendo costantemente in salute da più di cento anni!
    Come sai il mio rapporto con Ti è burrascoso - grazie per la citazione ;-) - eppure la tua rece mi fa venir voglia di vedermi questo film, foss'anche per il mitico Ethan, che mi è rimasto l'amaro in bocca nei Magnifici 7...

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    1. Siamo sempre lì, Il Re è morto, lunga vita al Re ;-)
      Figurati doverosa, malgrado abbia apprezzato due suoi film, “The Sacrament” era davvero una porcheria, e Ti West non brilla certo per simpatia, proprio per questo io stesso sono partito prevenuto nei confronti di questa operazione. Ma alla fine il film fa il suo dovere, è super-mega-iper classico, ma fa il tuo dovere, dopo i Magnifici 7 ci voleva. Cheers!

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  2. Questo (Ti)Western sembra fare proprio al caso mio, vado a lucidare gli speroni!

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    1. Va e uccidi gringo, aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  3. ...poi mi ricordo una Karen Gillan ben più che guardabile, in altri film :D

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    1. Qui é (apparentemente) senza trucco per motivi cronologici e resta comunque bellissima, ma lo era pure rasata e dipinta di viola in "Guardiani della galassia" poi sono di parte, sono un fan di Doctor Who (in cui lei ha recitato per anni) con un debole per i capelli rossi quindi faccio poco testo ;-) Cheers

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  4. Adoro Ti West per i suoi horror, amo Karen Gillan per i suoi capelli rossi e amo Taissa Farmiga. Questo me lo segno e prima del 31 Dicembre me lo vedo sicuro!

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    1. Ottimo questo è lo spirito! Aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  5. curisossisimo di vederlo anche perchè i film precedenti di T. West mi erano piaciuti...

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    1. Idem, escluso "The Sacrament" che non mi era proprio piaciuto. Aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  6. Risposte
    1. In effetti se ne sono visti pochi, ma ne abbiamo uno qui sotto! ;-) Cheers

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  7. Uscito in DVD, finalmente mi sono visto il film. A sorpresa mi è piaciuto un Ti West!!!
    Un classicone, sicuramente, davvero è andato sul sicuro trattando temi sfruttatissimi e presentati nell'ordine esatto in cui ci si aspetti che entrino in scena, ma la mancanza di originalità è stata ampiamente sopperita dall'esecuzione piacevole e da un protagonista in splendida forma. Me lo sono gustato e mi è addirittura piaciuto: mai avrei pensato di dire queste cose di un film di Ti West :-D
    Grazie della dritta ;-)

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    1. Oh sono felice di averti consigliato bene :-D Certo non inventa nulla, però davvero è tutto eseguito molto bene, avercene di western vecchia scuola come questo ;-) Cheers!

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