sabato 12 novembre 2016

Il fichissimo Hulk: Dite ciao ciao a Bruce Banner


No, sul serio, pensavate che non avrei detto la mia su una roba dal titolo “Il fichissimo Hulk”? Non esiste, mai nella vita!

Tra tutti i personaggi della Marvel, Hulk è sempre stato uno dei miei preferiti, uno dei primi che mi ha fatto perdere la testa per i fumetti della Casa delle Idee, ultimamente i ragazzi della Marvel non sono stati molto fermi, anzi per nulla, il nostro amicone verde ha centrato una bella run di storie scritta da Gerry Duggan, il periodo Doc Green che ha fatto pulizia dei tanti (troppi!) Hulk che ormai infestavano le pagine della serie.

Dopo il gran casino di “Battleworld”, il nuovo rilancio prende il titolo di “The Totally Awesome Hulk” che da noi è diventato “Il fichissimo Hulk”, che non so voi, ma a me fa riderissimo, ogni volta che lo vedevo sul mio comodino scoppiavo a ridere, anche se non è stato lì sopra a lungo, incredibile, ma vero, ero ansioso di leggerlo, in particolare per i disegni di uno dei miei artisti preferiti: il grande Frank Cho.

Le matite di Frank Cho sono un motivo sufficente per leggere un fumetto
Ai testi di questo strambissimo (ma fichissimo) rilancio, una vecchia conoscenza del Golia Verde, uno dei pochi che ha saputo usare il personaggio in maniera sensata, Greg Pak, già autore dei cicli di storie (campioni di incassi), “Planet Hulk” e “World War Hulk”, proprio in quei cicli di storie, ha fatto capolino un personaggio molto importante che, guarda caso, si chiama pure lui Cho di cognome, Amadeus Cho, un ragazzo di vent’anni che, però, è l’ottava persona più intelligente dell’universo Marvel e che qui scopriamo essere… Il nuovo Hulk!

Dopo tanti anni, i celebri pantaloni viola hanno gettato la spugna.
Il dubbio è: che fine ha fatto il vecchio Bruce Banner? Lo scopriamo attraverso alcuni flashback, o almeno, assistiamo al passaggio di testimone, in cui Amadeus ha ereditato la capacità di trasformarsi nel Golia Verde, mantenendo comunque una certa lucidità, quindi se ve lo state chiedendo, niente “Amadeus Spacca!”.

Per ora si spacca di panini e cibo spazzatura.
Coadiuvato da sua sorella Marie Curie Cho (complimenti ai genitori per la scelta dei nomi), il piano di Amadeus è semplice: essere il migliore Hulk possibile, usando i muscoli gamma della creatura a fin di bene. Il risultato è che il nuovo (fichissimo… eh eh, fa ancora ridere!) Hulk s'impegna parecchio, ma ha la testa e gli appetiti (non solo in termini di cibo) di un ragazzo, intelligente quanto volete, ma comunque di vent’anni.

Quindi, è un Hulk che si distrae a parlare con belle ragazze in bikini e quando viene attaccato dalla tostissima Lady Hellbender, gongola perché la ragazza è “Messa bene”, testuali parole.


Dinosauri e donnine formosa, Frank Cho al suo meglio!
Questo “Totally Awesome Hulk” è un'allegra puttanata, nel senso che nel suo essere completamente assurdo intrattiene, ribadisco che Greg Pak non è certo il campione del mondo quando si tratta di scrivere dialoghi e nemmeno le spiritosaggini gli riescono poi così bene, per fortuna trova una chiave di lettura interessante, “Il fichissimo Hulk” omaggia la tradizione dei fumetti di mostri della Marvel Comics.

Negli anni ’60 i mostri popolavano le pagine dei fumetti Marvel, ben prima dell’arrivo dei Super eroi che hanno reso celebre la casa delle Idee, sua maestà Jack “The King” Kirby già offriva la sua straordinaria arte ad alcuni mostri celebri ancora oggi, come il gigantesco drago cinese Fin Fang Foom che qui fa la sua spettacolare entrata in scena.

Grande, grosso e verdone.
Pak che è tutto tranne che stupido, approfitta per mandare in scena un bell’omaggio al grande Jack Kirby, che qui compare come un bambino, ovviamente impegnato a disegnare, responsabile del nuovo aggettivo di Hulk, non più “Incredibile”, ma “Fichissimo”.

Ci vuole un mostro per prendere a cazzotti un mostro.
Ma per quanto mi riguarda, quello che è veramente “fichissimo” di questo fumetto sono senza ombra di dubbio le tavole di Frank Cho. Artista pazzesco che spazia nel fumetto come pochi, è celebre per due cose: la sua meravigliosa striscia a fumetti Liberty Meadows che se non avete mai letto in vita vostra, vi consiglio caldamente e per il suo talento per disegnare belle ragazze formose, che poi è anche il suo vero marchio di fabbrica.

Su le mani chi vorrebbe una serie di She-Hulk disegnata da Cho!
L’artista di origini coreane, è un vero talento, è forse l’unico artista americano capace di portare avanti la tradizione di corpi femminili disegnati alla grande che è propria di maestri come Milo Manara o Paolo Eleuteri Serpieri, di cui Cho è un enorme ammiratore. Non esiste al mondo uno che disegna strisce a fumetti, con così tanta tecnica di disegno, perché l’anatomia umana il nostro Frank la conosce bene, che siano belle ragazze, o muscoli maschili, Cho è a suo agio, quindi questo fa di lui il disegnatore perfetto per il muscolosissimo Hulk.

Per altro, Frank Cho sta portando avanti, sempre a colpi d'ironia, una battaglia contro la svolta bacchettona dei fumetti americani, la sua campagna “Outrage” fa davvero ridere, oltre che a regalarci un sacco di cover una meglio dell’altra.

Ecco perchè continuo a preferire la Gatta nera a Spider-Gwen (Outrage!!).
Greg Pak, astuto come una faina, fa di tutto per metterlo a suo agio, gli chiede di disegnare mostri e dinosauri (altra grande passione di Frank Cho), utilizza come comprimaria She-Hulk e quando bisogna creare la nuova arrivata, Lady Hellbender pare dire: “Frank, fai quello che ti viene meglio”. Infatti, il risultato è magnifico, anzi fichissimo!

Ora, personalmente Hulk mi piace per il suo essere un archetipo, un po’ Frankenstein un po’ Mr. Hide, da un personaggio così mi aspetto altre cose, ma per una volta, questa curiosa deviazione me la posso godere, anche perché i lettori di fumetti, in particolare quelli di super eroi, spesso sono dei conservatori bacchettoni ben poco aperti alle novità, potreste aver sentito parlare della “polemica” (mi fa ridere usare questa parola per questo argomento) su Capitan America agente dell’Hydra, un vespaio inutile alimentato sui social cosi.

Spin.off su Lady Hellbender... Subito!!
Ci sarebbe un lungo discorso da fare, mentre la Distinta Concorrenza ristabilisce lo status quo, con l’operazione “Rebirth” (dopo il disastro di “New 52”), la Marvel ha un approccio più punk, Thor Donna, Capitan America Falcon, piace Miles Morales? L’uomo ragno di colore dell’universo Ultimate? Bene, promuoviamolo e diamogli spazio. Certo, forse esagerano, questo “Fichissimo Hulk” non è destinato a durare, ma è un tipo di approccio iconoclasta che funziona. Che cacchio! Sono solo fumetti! Sono divertenti anche per questo, no?

6 commenti:

  1. Grazie a te e a Orlando di Fumetti di carta, faccio finta di continuare a leggere i fumetti Marvel, anche se poi all'atto pratico mi sono bloccato al momento in cui Chris Claremont ha salutato per la prima volta gli X-Men (1991). Bel post e belle copertine! Un viva alla campagna Outrage ;-)

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    1. Il grande X-Chris, ho seguito anche qualcosa del suo ritorno agli X-Men, peccato che non lo abbiano mai fatto lavorare sui personaggi come avrebbe voluto lui. Ti ringrazio molto e vado a fare un salto su Fumetti di carta. Frank Cho è un grande anche per cosine come la campagna Outrage ;-) Cheers!

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  2. Ahahah immagino la tua espressione davanti ad Hulk disegnato da Cho e con "quel" titolo :-D

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    1. Ogni volta che vedevo il fumetto sul comodino ridevo per quel titolo italiano scemissimo :-D Qualcuno comunque si è divertito, non posso credere che alla Marvel non abbiano detto: "Visto che il personaggio si chiama Cho, facciamolo disegnare a Frank Cho!" ;-) Cheers

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  3. E diciamo addio anche al vecchio Hulk...

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  4. Tra il ciclo precedente di Doc Green e questo, tutta la "Hulk family" è stata rivoluzionata, ma anche questo fichissimo Hulk non destinato a durare, nei fumetti tutto cambia per poi tornare come prima, sono divertente anche per quello ;-) Cheers

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