giovedì 24 novembre 2016

Howard e il destino del mondo (1986): La Marvel Comics dei vostri padri


Fate una cosa: provate a guardare dietro il monitor del computer o del telefono su cui state leggendo queste righe, vi aspetto qui vi lascio il tempo per controllare. Fatto? Bene, ci avete trovato il disegno stilizzato di una mela morsicata? No? Poco importa, se sì, non è un grosso problema, basta che non vi facciate anche vedere in giro con un dolcevita nero a collo alto, altrimenti siete a rischio coppino sulla nuca, sapevatelo!
Se l’azienda che detiene i diritti sull’utilizzo di quel logo è molto famosa sapete chi dovete anche ringraziare? No, non Steve Jobs, ma Howard il Papero! Il cui disastroso film quest’anno compie i suoi primi trent’anni!

Negli ultimi sei lustri “Howard e il destino del mondo” si è guadagnato la fama di essere uno dei 50 film più brutti della storia del cinema, ma tutto questo io da bambino non lo sapevo e la cosa non mi ha mai impedito di rivedermi il film a ripetizione durante l’infanzia. Questo fa di lui il candidato ideale per la mia non-rubrica de I Bruttissimi di rete Cassidy!


L’intento dei “Bruttissimi” è quello di parlare di quei film oggettivamente brutti, ma che hanno saputo comunque diventare mitici, non è una celebrazione del brutto fine a se stessa, ma un modo per ricordarci che anche un brutto anatroccolo cinematografico può salvare, magari non il mondo, ma probabilmente una serata davanti alla tv.

Il dettaglio davvero incredibile è che Howard il papero è stato il primo personaggio della Marvel Comics ad avere un film ad alto budget tutto suo, sì perché fino a quel momento, i suoi colleghi più celebri erano relegati a film per la tv dal budget risibile e spesso poco rispettosi del materiale originale, i vari Capitan American, Hulk e Spider-Man si sono visti sorpassare a destra da un papero amante dei sigari e dal brutto carattere.

Ma Howard non è certo un personaggio minore dell’universo Marvel, creato da Steve Gerber e Val Mayerik nel 1973, fa il suo esordio nel numero 19 di “Adventure into Fear”, diventando da subito un personaggio di culto. La Casa delle idee ha sempre saputo stare al passo coi tempi, allineandosi ai gusti del pubblico, spesso introducendo nelle storie a fumetti, gli argomenti sociali in voga, penso a cose come Peter Parker coinvolto nelle rivolte studentesche degli anni ’60, o la controcultura psichedelica rappresentata da Dottor Strange.


Fun Fact: La Marvel evitò una causa milionaria con la Disney, facendo indossare i pantaloni ad Howard (storia vera!).
I fumetti sono strapieni di animali antropomorfi, partendo dei topi e (guarda caso) dai paperi di casa Disney, fino a Pogo di Walt Kelly, senza dimenticare la satira pungente di Fritz il gatto di Robert Crumb. Steve Gerber con il suo Howard ha avuto il grande merito di portare questa tradizione nel fumetto mainstream, con un personaggio che sta esattamente a metà tra Paperino e i vizi del gatto Fritz, grazie ad un utilizzo massiccio di ironia, ha dimostrato che la parodia poteva funzionare anche sulla pagine dei fumetti Marvel, il risultato è un successo di pubblico che portò Howard a candidarsi come presidente degli Stati Uniti, ma non nei fumetti… Ma alle elezioni del 1976!

Sempre meglio di Donald, e non sto parlando di "Duck".
Howard non ha alcun potere, è solo un papero piombato dal suo pianeta di pennuti (Duckworld) sulla Terra, ma essendo più strano delle media in un mondo popolato da super eroi, viene scambiato per qualcuno di davvero speciale, ritrovandosi un po’ per caso a vivere avventure surreali accanto agli eroi Marvel. Occasione perfetta per utilizzare tutte le possibilità offerta dal media, per prendere di mira i clichè del fumetto super eroistico. Nel 2016 questo compito tocca a Deadpool, ma nel 1973 c’era solo Howard!

Come vedete, non sono il solo in fissa con i nomi tradotti in Italiano.
Qualcuno potrebbe ricordare il personaggio con il nome di Orestolo il papero, perché è così che il mitico editoriale Corno ha tradotto e portato in Italia il personaggio negli anni ’70, se sì, complimenti, vuol dire che avete una cultura fumettistica invidiabile! Ultimamente la Marvel sta rilanciando il personaggio con una sua serie personale, ma Howard non ha mai davvero lasciato le pagine dei fumetti e, sicuramente, è rimasto nei ricordi di un'intera generazione di lettori, tra i quali anche uno piuttosto influente: George Lucas.


Non so se ti conviene farti dirigere un prequel da lui Howard.
Negli anni ’80 Lucas era il capo assoluto della galassia, forte del successo di Star Wars, poteva permettersi ogni cosa, tipo produrre un film di Akira Kurosawa (“Ran”, 1985), oppure farci ballare tutti sulle note di Dance Magic Dance. Ma, evidentemente, non pago di ben DUE film per la TV sugli Ewoks (di cui preferisco non parlare), o di aver prodotto il più matto viaggio ad Oz di sempre, un giorno se ne esce con la strampalata idea di un film ad alto budget su Howard il papero. Alla Marvel avranno festeggiato la notizia con un baccanale degno delle nozze di Re Priapo.

Bisogna anche dire che il vecchio George stava ancora finendo di pagare la costruzione del Skywalker ranch, una cosina da 50 milioni di ex presidenti defunti, ma che volete che sia: "Ora faccio questo filmetto, sfondo i botteghini e poi sotto con i mobili in cocobolo!".

Oggi è normale pensare ad un film tratto da un fumetto della Marvel, con protagonisti molto ironici, che porta a casa soldoni, nel 1986 era un'idea assurda, per farvi capire quanto Lucas credesse in questo progetto vi basti sapere che il budget stanziato per Indiana Jones e il tempio maledetto era di 28 milioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde, Il ritorno dello Jedi si attestava sui 33 milioni, mentre Howard the Duck ha potuto contare sulla bellezza di 36 milioni di "banane verdi" (cit.), tre, sei, vi lascio il tempo per assimilare la botta.


"Hai pagato il conto?", "Sì ho spedito l'assegno per posta a George Lucas".
Lucas affida la scrittura del film ai suoi sceneggiatori di fiducia, Willard Huyck e sua moglie Gloria Katz, già autori di “American Graffiti” e degli stereotipi raziali sull’India de Il Tempio maledetto. Inizialmente, Giorgione avrebbe dovuto occuparsi anche della regia, poi con una finta di corpo e il più classico dei “Ci pensi tu?” ha sbolognato la patata bollente allo stesso Huyck, vedi? Chi trova un amico trova un tesoro.

Le furie pennute del Quack-Fu!
Non so più nemmeno quante volte ho visto “Howard e il destino del mondo” durante la mia infanzia, complici anche i numerosi passaggi televisivi, ho davvero avuto tutto il tempo necessario per mitizzarlo a dovere, rivedendolo in occasione di questo trentennale, mi sono stupito della chiarezza con cui ricordassi ancora tutti i dettagli e i dialoghi. Devo averlo visto più volte con i suoi effettivi meriti e demeriti!

Inutile girarci attorno: IL DIFETTO principale di questo film sta tutto nella resa visiva del suo protagonista, nel 1986 non c’era un solo modo possibile per rendere credibile un papero alto 93 centimetri, che parla, fuma, fa mosse di Quack-fu e brontola come il vostro New Yorkese medio, la patata bollente tocca ai ragazzi della Industrial Light & Magic.

"Fate ciao ciao all'esaurimento nervoso dei ragazzi della IL&M".
Una faccenda è farcire un costume da Ewoks che deve giusto saltellare e fare versi come un personaggio di contorno, un altro paio di maniche, invece, se il personaggio dev'essere protagonista di TUTTE le scene, la soluzione scelta dalla ILM è l’unica possibile per il 1986: un costume di piume con becco ed occhi animatronici, indossato dall’attore affetto da nanismo Ed Gale e a turno da altri sei colleghi tutti della stessa “altezza”. Me ne rendo conto solo ora che ne sto scrivendo: Howard il papero e i sette nani.


"Come non posso essere un divo di Hollywood? Vesto meglio di Mickey Rourke". 
Non esiste sospensione dell’incredulità abbastanza grande per credere davvero che quello sia un papero, forse l’unico modo per credere davvero a questi effetti speciali palesemente non pronti per l’impresa, è avere meno di dieci anni e questo è anche il vero motivo per cui forse mi sono sempre goduto il film durante la mia bambinezza.

Nel tentativo di replicare al cinema la componente provocatoria e surreale del fumetto di Steve Gerber, il film manda a segno degli scarti di tono che per un film di oggi sarebbero impossibili, ma che risultarono fuori luogo anche per i ben più permissivi canoni delle pellicole anni ’80. Una cosa sono le battute esplicite, ma comprensibili solo dagli adulti del Dottor Peter Venkman, un’altra è mostrare papere femmina con le poppe al vento nella vasca da bagno (Ma allora sono mammifere!), oppure far lavorare Howard come improvvisato idraulico in una sauna dove le coppie vanno ad intrattenersi (storia vera!). Sembra di guardare "E.T." con un papero alieno scorbutico e una cantante rock cotonata al posto di Elliot, però farcito di strizzatine d'occhio al mondo degli adulti.

"Quello è il numero di Ottobre con Ava Paperotica in copertina?".
Al pari degli effetti speciali, drammaticamente non all’altezza nel 1986, anche le auto citazioni sembrano più adatte alla nostra Era cinematografica che vive di strizzate d’occhio, tipo il poster di “Breeders” (versione pennuta di Raiders) o le due lune di Duckworld, che ricordano quelle di Tatooine, sembrano messe lì per dimostrare che trent’anni fa il mondo non era pronto per un film così.

Non importa da che pianeta vieni, alla fine siamo tutti fan di Indy.
Eppure, “Howard the Duck” riesce in qualche modo a girare attorno ad una buona parte di questi (ENORMI!) problemi, il disastroso umorismo e le battute a sfondo “Paperesco”, sono quasi tutte condensate nella prima metà del film. Quando, finalmente, viene introdotto il laboratorio, il laserone (come direbbe il Dr. Male) che apre il portale da cui è stato accalappiato Howard, il film aumenta di ritmo e gli attori fatto un lavoro davvero ottimo.

Fa un certo effetto vedere, Tim Robbins, il futuro vincitore del premio Oscar, fare la parte dello sfigato irritante, con il compito di fare da spalla comica e terzo incomodo, non credo sia una caso che quando il suo personaggio, grazie ad un buco di sceneggiatura mica da ridere (uno dei tanti), torna per aiutare Howard nella seconda metà del film, la trama migliori e Robbins risulti quasi simpatico, impresa notevole visto che ogni volta che apre bocca nei primi minuti di film, viene voglia di colpirlo sul naso con un giornale arrotolato.


"Ti giuro, ho vinto un Oscar!" , "Si certo, ed io sono Zio Paperone dopo la crisi economica".
La scena in cui Howard e Phil fuggono sull’aliante a motore è il momento in cui il personaggio di Robbins diventa simpatico e il film cambia passo, le battute a sfondo “paperesco” diventano quasi divertenti (“Onora i tuoi progenitori Howard! Vola!”) e fino ai titoli di coda il film si trasforma in un'unica travolgente tirata, la ciliegina sulla torta è un favoloso mostro Lovecraftiano, realizzato in bellissima stop motion, con un design che ancora oggi risulterebbe moderno e gustosamente schifoso, non a caso era la mia parte preferita del film da bambino… Sì, lo so, ho sempre avuto gusti macabri.

Devo dire che anche la scena della tavola calda (un sushi bar che sembra uscito da Happy Days) mi è sempre piaciuta molto, specialmente grazie alle battute che finalmente iniziano a girare come si deve, e alla straordinaria prova di Jeffrey Jones, uno che negli anni avrei apprezzato in tanti ruoli da caratterista (Caccia a Ottobre Rosso, “Beetlejuice”) che qui ci regala la trasformazione del Dr. Walter Jenning in uno degli Occulti Super Sovrani dell'Universo, semplicemente girando gli occhi all’indietro e cambiando di colpo voce, da quella piagnucolosa del povero dottore (“La fine del mondo è vicina, ed io sono stato la causa di tutto questo!”) fino a quella ringhiante dell’Occulto super sovrano, che in un momento di distruzione in stile “Carrie - Lo sguardo di Satana” manda a segno una battuta che più di una volta nella mia vita mi sono ritrovato ad usare nella vita reale: “Se non sopportate il calore venite fuori da quella cucina”. No sul serio, ho davvero visto questo film troppe volte!

"Avevo chiesto ben cotta la bistecca, questa ancora muggisce!".
Malgrado il fatto che il costume risulti palesemente posticcio, Howard riesce ad essere carismatico e, con il passare dei minuti, è impossibile non fare il tifo per lui, un povero inetto drammaticamente fuori posto in un mondo di “Scimmie senza peli” che diventa l’eroe più improbabile possibile.

Una menzione speciale se la merita Lea Thompson, forse l’unica che ha davvero pagato il flop del film, peccato perché la Thompson aveva dei numeri, di sicuro la ricorderete nei panni di Lorraine Baines (McFly) in Ritorno al Futuro, un ruolo quasi opposto a quello della spigliata Beverly di questo film, ma che ha in comune quella sensualità che la Thompson ha saputo mettere in entrambi i ruoli.


"Non è come sembra, volevo solo un cuscino in piuma d'oca!".
Nel film di Zemeckis il suo personaggio le tentava tutte per portarsi a letto il suo futuro figliolo, di qua, invece, rende credibile l’impossibile, ovvero che una bella ragazza possa trovare allettante l’idea, non solo di condividere il letto (tanto per cominciare) con un papero marziano, ma che possa anche innamorarsi di lui. Inoltre, malgrado quel look che avrebbe fatto impallidire le Madonna e Cindy Lauper dei tempi d’oro, riesce pure ad essere carina.

Acconciature di cui potresti pentirti, rivedendoti in foto trent'anni dopo.
Di 36 migliori di Paper-Dollari (è il caso di dirlo) spesi, il film ne porta a casa appena 16, Roger Elbert lo etichetta come il peggior film del 1986. Eppure, anche rivedendolo, specialmente nel secondo tempo, è impossibile non notare quanto i singoli talenti abbiano saputo fare il meglio con un personaggio che non era possibile rendere credibile con gli effetti speciali del 1986. Devo dire che mi sono davvero divertito a rivedere il film, il tema musicale è riuscito ancora una volta ad esaltarmi e il mostrone finale è invecchiato alla grande!

Possiamo tenerlo? Lo porterò fuori tre volte al giorno, promesso!
Se i film brutti fossero tutti così, sicuramente non vivremmo in un mondo migliore, ma avremmo un cinema molto migliore, per quanto fuori luogo, l’umorismo di “Howard e il destino del mondo” e il suo protagonista, sono davvero peggio di altri film sfornati da George Lucas? No, sul serio, se Howard è tra i 50 peggiori film di sempre, mi auguro che al numero uno di questa ipotetica classifica ci sia il maledetto Jar Jar!

"Penso che ancora non siate pronti per questo papero... ma ai vostri figli piacerà." (Quasi-Cit.)
Sbaglio o vi sono debitore di un'icona sulla Apple lasciata aperta lassù? Rimedio subito! Lucas aveva ancora il problema di finire di pagarsi il suo costosissimo ranch ricordate? Alla canna del gas dopo il flop di Howard, il suo amico Steve Jobs, si offrì di comprare la divisione della Lucasfilm che si occupava di computer grafica, Lucas che attaccato ai soldi lo è sempre stato, accetta l’offerta di buon grado ed esce dalle secche economiche, l’uomo con il dolcevita nero a collo alto, invece, ha utilizzato quella tecnologia per dare man forte ad un altro progetto in cui aveva le mani in pasta, una casa di produzione nota come Pixar Animation Studios. Visto? Howard aveva davvero il destino del mondo tra le sue piume!

Per assurdo, trent’anni dopo, i tempi sono molto più adatti per un film su Howard che, non a caso, ha già fatto una comparsata nei titoli di coda di Guardiani della galassia, un film con umorismo (anche per adulti), animali antropomorfi in computer grafica e tratto da un fumetto che per anni è stato scritto da… Steve Gerber. No, sul serio signori della Marvel, se volete vantarvi al bar con quei tristoni della Distinta Concorrenza, di essere riusciti a mandare a segno anche un remake migliore dell’originale, qui avete il vostro uomo, anzi… Il vostro papero!

28 commenti:

  1. Howard è uno di quei film bruttissimi che anche io ho sempre amato, mi aggiungo volentieri alla lista di chi chiede un nuovo remake!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un tempo lo passavano in tv a ripetizione ;-) Normalmente non invoco un remake nemmeno per i film più brutti, tra la poca creatività e limiti di censura, le versioni nuove spesso sono peggiori dei vecchi film, ma in questo caso il momento giusto è ora, la Marvel ha i soldi, la tecnologia e la popolarità per fare anche un film con un papero, d’altra parte ha già vinto tutto con un procione e un albero ;-) Cheers

      Elimina
  2. Non ho visto il film ma sono uno di quelli che Howard lo hanno conosciuto su Eureka come "Orestolo il papero". E non ancora soddisfatto, mi sono pure acquistato la "Treasury Edition" che la Marvel gli ha dedicato più o meno in quello stesso periodo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa è la passione dei veri Marvel Fan, sapevo di poter contare sulle tue conoscenze sconfinate ;-) Io ho incontrato Howard dopo, stranamente negli anni ’90 faceva spesso capolino, anche nel folle universo “Amalgam”, una cosa che era possibile solo in quel decennio ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Ah, mi ero dimenticato di Howard! Mi pare che è uscito in Italia di dicembre, quindi tra un po' rispammerò il tuo bellissimo post per festeggiarne l'anniversario italiano ;-)
    Onestamente l'ho visto all'epoca - credo in cassetta - e prontamente l'ho cancellato. Non mi ha preso proprio ma magari rivedendolo oggi, con tutte le vere porcate che infestano il cinema, sicuramente lo rivaluterei alla grande.
    Tim Robbins comunque lo ricordo scemotto fino ai primi anni Novanta: a memoria, credo che con "Bob Roberts" sia iniziata la sua carriera di attore "impegnato".
    Tempo fa ho provato a rileggermi un vecchio fumetto di Orestolo il papero su "Eureka" - il blogger Ivano Landi mi aveva segnalato una parodia di Conan con Howard barbarico che salva Red Sonja! - ma è davvero uno stile a me indigesto: ovviamente non faccio testo su questi fumetti :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era un po’ che avevo il commento in canna, ho rischiato di arrivare tardi per i trent’anni ;-) Ora è qui, fai pure e grazie!
      Se avessi visto il film da grandicello, non credo che lo avrei mitizzato, ma ero piccoletto abbastanza per godermelo, se uscisse con la tecnologia di oggi, sarebbe tutta un'altra faccenda.

      Tim Robbins mi è molto simpatico e mi piace come recita, ma hai ragione, a fare lo scemo è capacissimo, nella recente serie tv “The Brink” lo ha dimostrato. Ecco, "Bob Roberts" mi manca, un titolo che dovrei recuperare.
      Quella storia è celeberrima, poi oh! Questione di gusti personali ;-) Cheers

      Elimina
    2. Per l'anniversario mi rivedete il prossimo dicembre mi sa.
      Comunque Orestolo for President!

      Elimina
    3. Non sapevo che fosse uscito in Italia a Dicembre altrimenti avrei aspettato, ci rivediamo tutti per l'anniversario mentre io imparo a verificare le date di uscita prima :-) Lo voterei Orestolo anche volentieri! ;-)

      Elimina
  4. Uno dei film che più ho adorato da bambino, simpatico e spassoso nonché abbastanza spaventoso per quei tempi e quell'età, comunque non sapevo che fosse in quella classifica, certo ripensandoci come guadagni ha toppato però è veramente un cult, addirittura se dovessi spiegare cos'è un film cult, questo sarebbe l'esempio perfetto ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, Howard non è noto al grande pubblico ma è un personaggio di culto già nei suoi fumetti, questo film, brutto ma amatissimo, alimento il mito intorno al personaggio. L'occulto super sovrano era fantastico, un po' per la stop-motion, un po' per quel suo essere gustosamente orrido ;-) Cheers!

      Elimina
  5. Howard è un cultissimo degli anni '80!
    Magari facessero i film Marvel ancora così, con questa caratura...!
    Il preservativo piccolissimo... ficata XD
    L'ultima volta che mi sono imbattuto in Orestolo è stata su Wiz, testata chiusa quindici anni fa... pensa tu :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Me la ricordo bene Wiz, non mi perdevo un numero, ricordo uno speciale di Natale con Howard letto proprio lì ;-) Hai ragione si sono impegnati anche per i dettagli che ora consideriamo (S)cult, a me fa sempre ridere il paginone centrale di Playduck :-D Cheers!

      Elimina
  6. Bellissima questa rubrica dei bruttissimi! ;)

    Pure io con Howard ci sono cresciuto.
    Maledetti quelli che hanno osato infilarlo tra i 50 film più brutti di sempre!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio, è il mio modo di rendere omaggio ai brutti anatroccoli, è il caso di dirlo ;-)
      Siamo in due allora, sarà pure bruttissimo ma è un gran ricordo d’infanzia! Cheers

      Elimina
  7. Ah! Amavo questo film che per me bimbetto era tutto tranne che uno tra i 50 film più brutti della storia del cinema.Tradurre Howard con Orestolo trovo sia discutibile e geniale allo stesso tempo. Grandissimo Jeffrey Jones, per non parlare di Lea Thompson che all'epoca ero sì bambino ma non castrato. Grazie per la tua attenta ricerca di codeste perle.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fa piacere vedere che eravamo in tanti a goderci questo film. Sul resto hai detto benissimo, Lea Thompson mi ha smosso gli ormoni tanto che sono stato il primo della mia classe a farmi la barba ;-) Grazie a te per aver letto tutto! Cheers

      Elimina
  8. E' tutto sbagliato... Ma è tutto così bello!
    Howard è un cult, nel bene e nel male :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, i migliori tecnici e attori possibili, applicati ad un idea bella ma sbagliata. Un film che si è guadagnato il suo status di film di culto ;-) Cheers

      Elimina
  9. Brutto o bello, Howard si ama a prescindere.
    Personalmente lo ritengo uno dei film preferiti della mia infanzia ed uno dei film che rivedevo volentieri in videocassetta in loop.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh! Sono contento, sto scoprendo che un sacco di gente è cresciuta come me guardando questo film, sono soddisfazioni! ;-) Cheers

      Elimina
  10. A me sto film, nonostante la bruttura, piace davvero un casino!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ad un certo punto cambia passo e diventa una gran tirata fino ai titoli di coda, e malgrado i difetti fa ancora ridere ;-) Cheers

      Elimina
  11. Sappi che di recente abbiamo registrato un episodio proprio su questo film per la serie "i videocommentatori", però ce ne vorrà prima che veda la luce.

    La battuta del "se non sopportate il calore venite fuori da quella cucina" è una diretta traduzione di un detto comune in America che era presente anche in Robocop sebbene adattata diversamente. Ne spiegai le origini qui https://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2014/06/30/robocop-1987-una-recensione-piena-di-parolacce/

    Ottima recensione come sempre, molti degli aneddoti li conoscevo già perché manco a dirlo, anche io lo vedevo da piccolo sebbene non ricordo di esserne stato un appassionato (infatti non lo registrai mai su VHS), all'epoca non era neanche troppo stravagante per i ragazzini, a rivederlo da adulti fa un certo effetto.
    Sul pupazzo non concordo, i soldi spesi si vedono tutti, le espressioni della testa sono fenomenali (2 MILIONI spesi da Lucas di tasca propria! Al di là del budget stanziato per il film), nella mia mente anni '80 è ancora un personaggio che visivamente funziona... è TUTTO IL RESTO che non funziona! Mi riferisco a cose come il fatto che ad alcuni vedere un papero sembra strano, ad altri sembra normale... non si capisce quale diavolo sia la logica di quel luogo. Lasciamo perdere il Pianeta Riferimenti dal quale proviene, tra l'altro a forma d'uovo, tutti elementi cartoneschi che però non si combinano bene con le battute per adulti. Lui che seduce lei, lei ci sta e poi il papero si tira indietro intimorito... poi l'Oscuro Super Sovrano che prima dice di non aver più bisogno di cibo umano e poco dopo si lamenta che gli avevano portato via le uova (messa lì unicamente per fare una battuta non richiesta)... chi era alla sceneggiatura sarebbe da strozzare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene già mi frego le mani per il video commento! :-D La battuta me la ricordo bene anche in Robocop, sul Robo-Poliziotto di Detroit non ho ancora letto nessuno dei tuoi pezzi, ma rimedierò.

      In effetti il personaggio è molto espressivo, merito degli effetti animatronici, che risultano spesso meglio di tanta CGI moderna. In effetti è un argomento interessante, nel film tutti gli umani reagiscono ad Howard in modo differente, alcuni si spaventano, altri pensano che sia uno scherzo, altri invece, non fanno una piega, il che è parecchio strano.

      Per il resto, beh gli autori della sceneggiatura, sono gli stessi dei luoghi comuni sull'India de "Il tempio maledetto" non proprio una garanzia ;-) Cheers!

      Elimina
  12. E non pensare che non mi sia sfuggita la tua citazione su Better Call Saul. Finissima!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai un occhio da falco, sei stato il primo e beccarla, mi diverto a spargere "Easter eggs", giusto per stare in tema con Howard ;-) Cheers!

      Elimina
  13. Come suggerisci più volte tu, Howard era semplicemente troppo avanti per quegli anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti spero che ora che i tempi sono più maturi, possa tornare, magari in buona CGI ;-) Cheers

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...