lunedì 7 novembre 2016

Doctor Strange (2016): No one remembers your name (When you're strange)


I Doors cantavano che nessuno ricorda il tuo nome, quando sei strano, ed in effetti, ci sono pochi personaggi di casa Marvel più strani (anche nel nome) del Dottor Strange, scusatemi se ogni tanto lo chiamerò ancora con il titolo di laurea all’italiana, vecchia abitudine da lettore di fumetti.

Di sicuro pochi conoscevano il nome del Dottore prima che venisse annunciato questo nuovo film Marvel, anche se il personaggio creato dal grande Steve Ditko (il primo disegnatore dell’Uomo Ragno, scusate se è poco) nel 1963 sulla pagine di “Strange Tales”, è in giro da parecchio. Il mago supremo dell’universo Marvel diventò il personaggio simbolo della controcultura psichedelica degli anni ’60, pare che qualche lettore arrivò a credere che le strambe formule magiche pronunciate nelle vignette dal Dottore, fossero veri incantesimi, in realtà, erano semplici neologismi privi di senso inventati da Ditko, ecco perché non è consigliato leggere fumetti sotto effetto di dietilammide.


Psichedelia, tutti i neuroni ti porti via... (Cit.)
La Marvel aveva già cercato di portare il personaggio sul grande schermo negli anni ’80 con risultati disastrosi, ma ora che i Marvel Studios possono permettersi film ad alto budget con alberi e procioni parlanti, i tempi sono di nuovo maturi per il ritorno del Dottore.

1978, quando la Marvel non era proprio la corazzata di oggi.
Alla regia, Scott Derrickson, se ve lo state chiedendo, no, non è un omonimo, è proprio lo stesso Scott Derrickson di “L’esorcismo di Emily Rose” (2005), di “Sinister” (2012) e purtroppo anche del remake di “Ultimatum alla terra” (2008) su cui preferirei non dire nulla perché potrei cominciare ad inveire usando espressioni degne degli incantesimi pensati da Steve Ditko, ma con molti più vaffanculo dentro.


Si si, fai il bravo nerd, per questa volta ti è andata bene Scotty.
Se per la regia avevo qualche dubbio, la scelta dell’attore protagonista, che non è stata affatto facile mi ha tranquillizzato, sotto la cappa di levitazione di Strange abbiamo Benedict Cumberbatch, l’amatissimo Sherlock della serie BBC, evidentemente il suo oroscopo prevedeva per lui un ruolo da Dottore, visto che prima di infilarsi nel cappotto di Sherlock Holmes, ha accarezzato a lungo l’idea di sostituire David “Ten”nnat ereditanto da lui il titolo di Doctor Who. La cosa curiosa è che il buon Benedicto, pare abbia rinunciato a viaggiare nel tempo a bordo del TARDIS, per paura della sovraesposizione, le sue parole sono state «I didn't really like the whole package - being on school lunchboxes.», ma si sa che la Marvel Comics non produce nessun tipo di merchandising legato ai suoi film no? No no, proprio nessuno…


Benedict... STACCE!
Se siete tra quella porzione di pubblico, frastornata dai film Marvel, ormai incastonati uno sopra l’altro, e quasi del tutto impossibili da seguire senza aver visto tutti i film precedenti (come Civil War per capirci), sappiate che “Doctor Strange” ha il compito di far conoscere il personaggio al grande pubblico, quindi non siete costretti a recuperare tutti i film della Marvel che avete perso per seguirlo, ma allo stesso tempo il film ha anche il compito di introdurre gli elementi magici dei fumetti Marvel, nel famigerato Marvel Comics Universe (MCU) cinematografico, detta fuori dai denti, il film è una lunga “Origin Story” affidata ad un regista che ha il compito di trasformare l’arrogante neurochirurgo Stephen Strange nel mago supremo della Marvel, se conoscete già il personaggio non aspettatevi grosse novità, per tutti gli altri, mi spiace, ma vi tocca rassegnarvi agli “Spiegoni”, qualcuno anche di troppo a dirla tutta.

Questi spiegoni mi lasciano con le ossa rotte...
Stephen Strange (Benedict Cumberbatch) è il miglior neurochirurgo del mondo, ma è tanto talentuoso quanto arrogante, un sera recandosi ad una festa sul suo macchinone, ascoltando “Interstellar Overdrive” dei Pink Floyd (il loro secondo disco “A Saucerful of Secrets” in copertina omaggiava una pagina di “Strange Tales” #158 una delle ultime apparizione del dottore su quella rivista), va fuori strada e si devasta le mani in un modo che la scienza medica occidentale non è in grado di curare. Disperato e pronto a tutto pur di guarire, Strange raggiunge Kamar-Taj, comunità dell’Himalaya guidata dall’Antico (Tilda Swinton pettinata come il Dalai lama), scoprendo così l’esistenza delle arti mistiche e delle forze oscure che minacciano il nostro pianeta, una guerra eterna che si combatte dietro la facciata del mondo, che solo il Stregone Supremo può affrontare. Seguono viaggi acidi e casini intergalattici.


Per voi anche un contributo sonoro ad amplificare l'esperienza lisergica.
Il film inizia molto bene, la prima mezz’ora scorre via che è una meraviglia, poi purtroppo incespica su qualche spiegone di troppo, su un umorismo non molto azzeccato, e su una parte centrale che risulta ripetitiva e noiosa, inoltre avendo parecchia roba da raccontare, il film spesso zompa in avanti, lasciando indietro la caratterizzazione di alcuni personaggi secondari, ma soprattutto riducendo il lungo apprendistato di Strange a troppi pochi minuti. Capisco che il buon Dottore sia incredibilmente intelligente e dotato di memoria fotografica, ma in un arco di tempo davvero troppo breve, passa dall’essere lo studente somaro da spedire dietro la lavagna al primo della classe, eletto e destinato a salvare il pianeta.

"Come vado?" , "Come mago fai schifo, ma saresti un ottimo vigile urbano".
Chiaro che la parabola del personaggio sia già segnata, ma velocizzando così tanto si rischia di perdere di credibilità, in un film che alla voce “sospensione dell’incredulità” richiede davvero molto allo spettatore, prendere in prestito dai vecchi film di Kung-Fu, un po’ di quel sano sacrificio del protagonista, e non solamente qualche combattimento improvvisato, avrebbe sicuramente aiutato.


"Ti do una castagna così forte che ti trasformo nel fantasma formaggino".
Promossa Tilda Swinton, una che ormai con i personaggi dal look assurdo ci “Azzuppa” come dicono i Francesi, la sua versione dell’Antico è flemmatica e ambigua, capace di portare lo scompiglio tra Stefano Strano e Mordo (Chiwetel Ejiofor), anche se più di un volta, mi sono ritrovato a pensare ai cavalieri Jedi di Star Wars, maestri, apprendisti, lati oscuri, predestinazioni, l’archetipo narrativo è sempre un po’ quello e anche qui non ci si discosta poi molto.


Ehm, ecco dove si erano già visti questi due.
Avrebbe meritato ben più spazio il Mordo, appena abbozzato da uno sprecato Chiwetel Ejiofor (visto di recente in Codice 999), il suo personaggio nel fumetto è ben più sfaccettato, qui invece ha un ruolo di poco rilievo, per assurdo la seconda (si sono due!) scena dopo i titoli di coda, forse sarebbe stato meglio integrarla nel film, ma è chiaro che il personaggio qui viene rimandato ad un eventuale sequel. Consolati Chiwetel! A Michael Stuhlbarg è andata molto peggio, qui fa poco più che la comparsa, anche se il personaggio che interpreta, Nicodemus West, nel fumetto originale ha ben altro spessore, ma con questo film Marvel bisogna pensare quadrimensionalmente e soprattutto in termini di numerosi seguiti.

La dottoressa Christine Palmer, interpretata da Rachele D’Adami (Il caso Spotlight, True Detective) qui ha il ruolo ingrato di donna del protagonista e suo baricentro emotivo, serve qualcuna da prendere a male parole per far vedere quanto Stephen Strange sia stronzo? Rachel roba tua. Serve qualcuna in grado di strabuzzare gli occhi quando Strange torna carico di magie e strambe richieste? Ancora la McAdams, che per carità regge benissimo il ruolo, ma è davvero sprecata, e va sotto bevendo dall’idrante nello scontro diretto con l’altra “infermiera” dell’MCU, ovvero la Claire Temple che Rosario Dawson interpreta nelle serie Netflix (ad esempio Daredevil), personaggi femminili veramente di peso in un film della Marvel? Attendiamo ancora l’avvistamento nemmeno si trattasse del mostro di Loch Ness.


"Andrà tutto bene, ho già chiamato Rosario Dawson, sta arrivando".
Per altro, la McAdams deve avere lo stesso oroscopo di Cumberbatch, visto che qui fa la spalla del famoso Sherlock televisivo, ma era già stata la spalla dello Sherlock interpretato da Robert Downey Jr. che poi è lo stesso che fa Iron Man nei film Marvel… Complotto? Mi sta salendo la paranoia? Forse non dovevo calarmi un acido prima di vedere il film, ooohhh guarda quanti bei colooooooriiiii….

Altro punto debole dei film della Marvel, i cattivi, qui a provare a portare un po’ di carisma ci pensa il Kaecilius interpretato da Mads Mikkelsen, l’Hannibal Lecter con le labbra a becco di papero, che qui è perfettamente a suo agio nel ruolo del promettente allievo passato al lato oscuro (Star Wars, secondo estratto…). Mikkelsen è micidiale perché può stare fermo immobile a snocciolare i piani del suo personaggio, e comunque buca lo schermo, il problema che qui il suo personaggi ribadisce i piani del suo padrone, il terribile Dormammu (Proveniente dalla dimensione oscura… Non dalla Sardegna), per tre o quattro volte durante la pellicola, cattivi che fanno spiegoni, ma il film della Pixar “Gli Incredibili” non aveva già detto la parola fine su questo argomento?


"Mi è scappata la mano con l'Eyeliner, ma mi mangio sempre la scena".
Per altro realizzo solo in questo momento che il nostro Benedict, qui è alle prese con Mads Mikkelsen, ma in “Sherlock” aveva già affrontato il cattivissimo Charles Magnussen, interrpetato da Lars Mikkelsen, fratello maggiore… Inizio a vedere tutti gli intrecci della realtà, il grande disegno mi è chiaro, e poi guardate che scia colorata lasciano nell’aria le mie mani se le sventolo così in cielo… uhhhh che bellooooo, guarda che coloooooriiiii…

Le porte della percezione sono aperte...
Ah! Non vi ho parlato del concorso nascosto nel film! Il primo che riesce a riconoscere Scott Adkins vince un quartino di acido! Occhio perché è più facile trovare Wally in un libro della serie “Dov'è Wally?” che il nostro Scott qui, gli hanno appioppato il ruolo di sgherro di Kaecilius, lo riconoscete perché è quello che picchia forte, utilizzato troppo poco, in una scena confusa per via dei tanti effetti speciali, ma è andata meglio a lui che a Georges St-Pierre in "Winter Soldier" ad esempio.

Scott Adkins, protagonista di una lunga scena di lotta (se riuscite a scovarlo).
Anche perchè i combattimenti, per quanto tutti in rigoroso PG-13, devo dire sono oltre le media dei film Marvel, dove le scene di lotta sono ovattate, se non addirittura non mostrare. Per lo meno qui ci sono personaggi che restano incastrati nelle pareti, ed il protagonista che ad un certo punto, realizza di aver ucciso un uomo (incredibile ma vero!), e anche in questo Il Doctor Strange si conferma diverso (e strano) riaspetto alla media dei suoi colleghi in calzamaglia.

"Ciuffus! Deciuffus!" (Cit.).
L’umorismo, croce e delizia di ogni film della Marvel, ormai un tratto distintivo di questo studios, qui alcune gag riuscite (come quella della password del Wi-Fi) erano già state bruciate dal trailer del film, mentre altre stridono parecchio con il personaggio di Strange, il povero Wong, qui ridotto ad una mal tratteggiata macchietta (in odore di stereotipo raziale), consulta libri in biblioteca beccandosi del “Adele”, “Bono” o “Beyoncè” per via del suo mono-Nome. Meh!

"Ti chiami Stefano Strano e prendi per il culo me per il nome?".
L’umorismo del Dottore è quello di un intelligentissimo sociopatico, che dice cose che fanno ridere lui, e lasciano spiazzati tutti gli altri, lo stesso tipo di gag in cui Benedict Cumberbatch già eccelle nella serie “Sherlock”, l’idea di renderlo un computer umano che ricorda a memoria tutte le canzoni degli anni ’70 era la via giusta da seguire, che purtroppo va annacquata in troppe battutine da sbruffone, amici della Marvel, il personaggio ha il pizzetto, ma non è Tony Stark!

"Non sono Tony, andiamo solo dallo stesso barbiere".
In tutto questo Cumberbatch se la cava molto bene all’inizio, poi risulta un po’ in affanno nella parte centrale, forse costretto dai troppi eventi (e spiegoni) del film, mi spiace solo non aver potuto vedere il film in lingua originale, perché il vocione di Benedict è indoppiabile, inoltre, e non so se si tratta di un invenzione del nostro doppiaggio, non si fa mai riferimento al testo sacro della magie di Strange, il libro dei Vishanti, ma nel film viene citato spesso il libro di Cagliostro, per saperne di più dovrò rivedere il film in lingua originale.

"Libri? Ma la Marvel non faceva solo fumetti?".
Quello che mi è mancato è un po’ di epica, il sacrificio di un personaggio che disimpara tutto quello che ha imparato (come direbbe Yoda) e si carica sulle spalle il peso del mondo che è destinato a proteggere, eppure se la trama a alcune lacune e qualche lungaggine, dal punto di vista visivo Scott Derrickson fa un lavoro davvero incredibile.

Gli effetti speciali della ILM riempiono lo schermo, trasportandoci in un mondo magico appena sotto la superfice del nostro, chiaro che vedendo un intera città che si accartoccia su se stessa, si smonta e si ricompone, viene subito da puntare il dito verso lo schermo gridando fortissimo “Inception!!”, ma la suggestione arrivano proprio dal film di Nolan, uno che a mio avviso non inventa nulla, ma è stato anche l’unico a saper mettersi in scia a “Matrix”, un titolo che tanti hanno copiato (specialmente per il “Bullet time”) ma pochi hanno davvero saputo sfruttare, guarda caso, anche in “Matrix” c’era un Mr Nessuno che imparava ad essere l’eletto per proteggere il mondo, proprio come accade a Stefano Strano.


"Christopher Nolan? Non era quello di quel film con i maghi?".
Anche se il mega scontro tra pareti rotanti e scale che farebbero venire la paura delle altezza anche a Maurits Escher è una figata, le mie parti preferite del film sono quelle più palesemente ispirate alla psichedelica anni ’60 del fumetto originale e delle tavole del decano Gene Colan, il super trip lisergico fatto di manine che si moltiplicano all’infinito, trasformandosi in altre manine farcite di manine, è visivamente uno spasso, che per altro, rende il 3D un effetto narrativo centrale rispetto alla storia, e non il solito modo, come dice il Maestro Carpenter, per scucire più soldi allo spettatore.

You'll lose your mind and play, free games for may, see Emily Stephen play...
Senza rovinare la visione a nessuno, ho amato moltissimo la scena finale, i protagonisti che si muovono in avanti, mentre il tempo si riavvolge su se stesso è molto efficace, ma è lo scontro con Dormammu che mi ha esaltato, spesso gli eroi Marvel surclassano l’avversario in astuzia più che in forza, qui la trovata messa su da Strange mi ha fatto ripensare a più di un episodio del Doctor Who, resto sul vago perché merita la visione, ma è una trovata che sottolinea ancora una volta quando Strange sia anomalo rispetto a tutti gli altri personaggi di casa Marvel.

La cosa curiosa, questa posso dirvela senza rovinarvi la visione, è che il faccione di Dormammu è stato creato utilizzando il motion capture e ricalcato le fattezze di… Benedict Cumberbatch!
Lo stesso Benedicto ha proposto l’idea a Derrickson, il che è anche una trovata metanarrativa interessante, come se l’eroe e il cattivo fossero due lati della stessa medaglia, infondo nei fumetti è spesso così, l’avete visto “Unbreakable” vero!?


La vendetta della faccia gigante.
Alla faccia di quelli che a fine film ancora lasciano la sala (ottantadue film Marvel è ancora succede, people are strange…), la prima delle due scene post credit è una specie di spot al prossimo film Marvel in programma, ovvero “Thor 3” (detto “Thor Ragnarok”), quindi mettete in conto anche una comparsata del Dottore di casa Marvel anche in quel film, d’altra parte hanno fatto di tutto pur di inserire il personaggio (e la sua personale gemma dell’infinito, l’occhio di Agamotto… Che non è un agrume) nel grande affresco, quindi fatevene una ragione, Cumberbatch avrà parecchio da lavorare nei prossimi anni.

"Sappiate che chiamare il Dottore a casa costa il doppio".
People are strange when you're a stranger
Faces look ugly when you're alone.

16 commenti:

  1. Risposte
    1. Bene, aspetto il tuo parere, tra pregi e difetti comunque é un film da vedere ;-) Cheers

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  2. Ho abbandonato il carrozzone Marvel da un bel po', ma il Dottor Strano mi ha sempre ispirato non poco.
    Mi sa che lo recupererò sicuramente.

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    1. Questa è la classica “Origin story”, ma visivamente il film è davvero bello, uno dei pochi in cui il 3D merita davvero. Un occhiata se la merita, perché è davvero il personaggio più “Strange” di tutto il fitto bosco Marvel ;-) Cheers

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  3. Credo sia uno di quei film che va visto al cinema. In alcune scene ci sono talmente tante cose che succedono sullo schermo che è difficile non rimanere esaltati. E' la cosa più vicina ad un orgasmo visivo e sono felice che il tutto non si sia limitato alle scenettine mostrate nel trailer con i grattacieli. A pensarci bene se toglievano gli effetti i combattimenti diventavano decisamente meno interessanti e così facendo hanno creato un certo spessore. Come te ho poi apprezzato lo "scontro finale." Ormai siamo così abituati a cazzottoni e sfide a suon di raggi laser che veder risolvere il conflitto finale di un lungometraggio così non può che farti sorridere. Se il loro intento era rendere il Dottor Strano un supereroe anomalo e diverso direi che ci sono riusciti in pieno nonostante una delle trame più scontate e prevedibili degli ultimi secoli. Avrei potuto chiamare ogni scena con un buon anticipo di dieci minuti... però ero comunque curioso di vedere COME l'avrebbero realizzata.

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    1. I palazzi alla “Inception” ricordano molto le atmosfere della nuova serie a fumetti del personaggio, mentre i trip acidi, sono un omaggio alle storie degli anni ’60, per una volta, hanno usato gli effetti speciali (e il 3D) in modo creativo, il prezzo da pagare, è una “origin story” lineare e scolastica, con un po’ di stanca nella parte centrale, ma secondo me vale la pena resistere ;-)

      Ho amato il fatto che il Dottore usasse l’astuzia e il sacrificio, un finale degno di un altro Dottore (Who). Per essere un blockbuster fatto per vedere pupazzi e lunch box (per la gioia di Benedict), ha un sacco di trovate davvero gustose ;-) Cheers!

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  4. Malgrado la mia allergia alla Marvel ho tentato la visione, ma se già con gli eroi "normali" fanno un gran casino, figuriamoci con quelli "strani"! Anni fa provai a leggere qualcosa del Dottor Famolo Strano, mi pare una raccolta 100% Marvel, ma la caciara totale mi ha impedito di capire una sola vignetta. Peccato, perché è un simbolo delle mode esoteriche anni Settanta molto utile: dimostra quanto la Marvel abbia perfettamente ricreato i sistemi dei vari santoni (e truffatori) per vendere i loro libri magici. Strange almeno è scusabile perché è un fumetto, ma persone dal vivo hanno davvero usato i suoi sistemi per far soldi sulla creduloneria della gente!
    Sai che i libri nei film stuzzicano i miei sensi di ragno! A 36 minuti Wong recita i quattro titoli che Strange ha appena letto. Due sono arci-noti - "Astronomia nova" di Keplero e la abusatissima e inflazionatissima "Clavicola di Salomone" (Usano l'accezione "chiave" ma se non ricordo male il latino clavis, claviculis ha dato vita sia a chiave che a clavicola), testo di magia medievale falsamente attribuito a Salomone - e due di cui non ho trovato notizia, come il Codex Imperium e il The Book of Invisibile Sun: entrambi sono stati ricreati dalla Lego nella serie "Minifigures" dedicata al Dottor Strange, quindi immagino siano due titoli che appartengono alla sua storia fumettistica. Continuerò ad informarmi ;-)

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    1. Tu sei molto più preparato di Wong, sui libri non ti batte nessuno! ;-) Il Codex Imperium in effetti mi ricorda qualcosa, ma non ricordo in qualche ciclo di storie potrei averlo trovato, per gli altri vale la tua ottima analisi, se scopri qualcosa fai un fischio!

      In effetti hai ragione, hanno cavalcato quel filone, anche loro per vendere, però sono riusciti a sfornare una vera icona popolare, che dagli anni ’60 è rimasta fin troppo uguale a se stessa. In effetti la capacità di annusare l’aria e capire dove tira il vento la Marvel l’ha sempre avuta, anche oggi, malgrado quello che dicono i fan che commentano i fumetti leggendo le notizie in rete, invece che leggendoli ;-) Cheers

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  5. Titolo di post decisamente azzeccato.
    Magari dopo questo film qualcuno si ricorderà del nome di questo Doctor...

    com'è che si chiama? :)

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    1. Ti ringrazio, penso che sia Doctor… Doctor, ah si! Doctor WHO? Chi? ;-) Cheers

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  6. Manco solo io per vederlo.... Che palle, questo mese mi sto perdendo tutto :P

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    1. Ma chi ti corre dietro? Tanto mica scappa il film, aspetto il commento con il tuo stile colorato come i trip che si spara il Dottore ;-) Cheers!

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  7. Bellissimo film anche se concordiamo sia sui pregi che sui difetti. Il suo lavoro lo fa egregiamente ed è forse, tra gli ultimi soprattutto che mi hanno un po' deluso nel post Avengers 2, il migliore.

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    1. Sulle origini del personaggio hanno fatto un lavoro lineare, ma visivamente hanno saputo valorizzare alcuni punti della storia e del personaggio. Non è male vedere un film creativo anche nel campo dei blockbuster per tutti ;-) Cheers

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  8. L'unica cosa che mi chiedo è...
    ... MA LE DONNE COME FANNO A TROVARE CUMBERCOSO BELLO????

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    1. Ah amico mio siamo nati con il cromosoma Y, certi segreti dell'altra metà del cielo resteranno sempre tali ;-) L'unica cosa che ho capito, e che per noi uomini è più facile essere etichettati come sex symbols, altrimenti non mi spiego perché piacciano che so, Chris Bale! ;-) Cheers

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