giovedì 10 novembre 2016

Black Mirror - Stagione 3: Fantascienza o distopia? Forse solo la realtà


Lo sapete che ho una predilezione per il formato antologico ed è inutile girarci attorno temendo di passare per esagerati: “Black Mirror” è una delle migliori serie tv in circolazione. Quel pazzoide geniale di Charlie Brooker ha saputo aggiornare “Ai confini della realtà” all’Era di Internet, dei sociale network e degli smartphone.

Quando Netflix ha annunciato una terza stagione di questa serie sulla sua piattaforma, ero preoccupato, temevo che questa apertura al grande pubblico, avrebbe fatto perdere qualità ad un prodotto finora curatissimo e micidiale, anche nella sua capacità di far venire una sana ansia allo spettatore.

Anche perché in due stagioni, “Specchio Nero” aveva collezionato un totale di sei episodi, più un (geniale) speciale natalizio. Con questa terza stagione il numero di episodi totali è raddoppiato, ma per fortuna, non si è dimezzata la qualità. Certo, bisogna dire che i soldi degli Americani hanno portato qualche regista in più, alcuni attori famosi e una certa aria leggermente più patinata del solito, ma lo spirito corrosivo della serie è rimasto quasi completamente intatto.


Tranquilli, non vi si è rotto lo schermo a furia di leggere le mie caSSate.
“Black Mirror” s'interroga sull’utilizzo eccessivo della tecnologia nelle nostre vite: televisori, monitor dello schermo e del telefono, sono lo specchio nero in cui l’anima delle nostra società Facebook-dipendente è costretta a specchiarsi, un punto di vista caustico e satirico, capace di far riflettere e di smuovere la coscienza.

Spesso parlando di questa serie vengono fuori espressioni come “Fantascienza” o “Distopia”, ma è chiaro ormai che se anche lo spunto di una storia è di natura fantascientifico, “Black Mirror” lo sfrutta per descrivere il nostro presente, o un futuro che potrebbe essere già qui dopodomani. Questa serie parla di noi oggi, forse per quello risulta così disturbante. Lo fa dal suo (chiacchieratissimo) episodio pilota, quel “National Anthem”, in cui il rapitore dell’amatissima principessina inglese, chiede in cambio per la sua liberazione che il primo ministro inglese faccia, ehm, sesso con un maiale in diretta tv.


Vecchia, ma mi fa ancora ridere un sacco (sono una brutta persona lo so).
Un episodio che definire angoscioso sarebbe riduttivo, non mi considero uno facilmente impressionabile, ma vi assicuro che quell’episodio mi è rimasto in testa per giorni ed è tornato sinistramente di moda, per via del famigerato “Piggate” che ha visto protagonista David Cameron, tanto che Charlie Brooker intervistato, ha dovuto dichiarare che l’episodio era stato scritto ben prima. Se non basta questa come prova del fatto che “Black Mirror” sappia anticipare la realtà, solo come la grande fantascienza sa fare, allora non esistono le prove!

Devo dire che ho apprezzato tutti e sei gli episodi che compongono questa terza stagione, qui sotto troverete un breve commento ad ognuno di loro tutti rigorosamente NO SPOILER! Non voglio di certo togliervi il gusto della sorpresa… And here we go! (cit.)

3x01 - Nosedive

Laice è una ragazzotta dall’invidiabile media di 4.3, che convive in una casa troppo piccola con lo stropicciato fratello, uno che gioca ai videogames tutto il giorno, passiona che si nota anche dalla sua pessima media di 3.1.
Sì, perché nella realtà della storia, tutto è gestito dalla media punti che ogni cittadino accumula ogni giorno, ognuno va in giro con uno smartphone con cui valuta le persone con cui interagisce, avete presente il sistema di votazioni a stellette, da zero a cinque di Amazon? Stessa cosa.


"Cinque stelline per voi!".
In questo futuro che assomiglia (sinistramente) al nostro presente, un alto indice di popolarità porta con sé vantaggi notevoli, in base alla tua media punti puoi avere una casa migliore e, perché no, anche amici migliori.

La svolta arriva quando Laice riceve una videochiamata da Naomie (Alice Eve) una Miss perfezione dalla media punti paurosa che chiede alla sua vecchia amica d'infanzia di farle da testimone al suo matrimonio. Il discorso davanti agli invitati dalla media punti altissima è l’occasione di cui Laice ha bisogno per ricevere parecchie “Five stars” dalla gente che conta e potersi finalmente permettere la casa dei sogni.

“Nosedive” dimostra subito che ora “Black Mirror” può avvalersi dei soldi degli Americani, alla fine è forse l’episodio più all’acqua di rose di tutti, con quella scena finale che sembra quasi una risposta a tutto questo sistema di plastica, per cui non è importante se ti diverti davvero, l’unica cosa che conta è che sui “Social Cosi” i tuoi amici pensino che la tua vita è meravigliosa.


Beh però dai, io darei cinque stelline anche a questa rossa qui.
Il regista Joe Wright (quello di “Hanna” e The Soloist”) fa un buon lavoro, era dai tempi di “Edward mani di forbice” che non vedevo una rappresentazione di una società perfettina e dai colori pastello fuori, ma ipocrita e finta dentro. Se non fosse per gli smartphone e le utilitarie dal look futuristico, sembrerebbero quasi gli anni ’50 prossimi venturi.

Il salto di qualità l’episodio lo fa grazie a Bryce Dallas Howard, la figlia del regista Ron Howard qui è perfetta, il fatto che sia più rotonda del solito (causa maternità) aiuta a rendere la sua Laice ancora più credibile nei panni della ragazza che le prova tutte per essere accettata.

3x02 - Playtest
Il protagonista di questo episodio sembra una specie di Charlie Hunnam dei poveri, in realtà ha un pedigree mica da ridere, visto che si tratta di Wyatt Russell (visto in Cold in July), ovvero, il figlio di Kurt Russell and Goldie Hawn, che qui interpreta uno scemone in fuga dai suoi problemi familiari e dal dramma di aver visto suo padre spegnersi per colpa dell’alzheimer.

Diciamo che ha preso più dal lato materno ecco...
Il biondone è uno scemo patentato, gira il mondo paragonandosi ad Indiana Jones e per stemperare la tensione, si mette pure a gridare “Kali maaaaaa!” citando il tempio Maledetto, giusto per darvi un'idea del personaggio. Bloccato a Londra si offre volontario per testare un nuovo segretissimo videogioco horror, siete liberi d'immaginarvi una cosa a metà tra “Resident Evil” e “Silent Hill”, ma giocato in prima persona, anzi primissima persona, grazie ad una realtà virtuale rivoluzionaria e, forse, più vera del reale.

Il gioco consiste più o meno nello stare da solo in un vecchio maniero ottocentesco (virtuale) per il maggior tempo possibile, con la possibilità di uscire dal gioco se le cose dovessero diventare troppo spaventose.


Paura? Se si avete visto ben pochi Horror in vita vostra.
“Playtest”, di tutto il mucchio, è l’episodio più smaccatamente horror, non solo per le premesse, ma anche per la messa in scena, non possiamo certo dire che sia originale, anzi, state pur certi che se siete spettatori avvezzi ai film horror, potrete prevedere svolte principali (e finale) con svariati minuti di anticipo, garantito al limone.

Quello che funziona di “Playtest”, però, è la messa in scena: il regista Dan Trachtenberg (quello di 10 Cloverfield lane) fa un buon lavoro e il figlio di Jena Plissken tutto sommato tiene bene lo schermo. Per dire della cura generale dei dettagli, provate a tenere d’occhio quanti ragni si vedono PRIMA che il biondo cominci il suo gioco, vi do due indizi: il film trasmesso sull’aereo (se non ho visto male mi sembrava Big ass spider! del 2013) e il ragazzo con la maglietta da aracnide che passa in primo piano. Forse non è l’episodio più rivoluzionario di “Black Mirror”, però mi sono molto divertito a guardarlo!

3x03 - Shut up and dance
Kenny (Alex Lawther visto in The imitation game) è un ragazzino inglese con la testa sulle spalle, ma in questo adolescente in piena crisi ormonale ci sono dei sani istinti, che sfoga solitario in camera sua davanti al pc. Sfiga! Qualcuno riprende la (ammettiamolo, non tanto bella) scenetta e inizia a ricattarlo: "O fai quello che ti diciamo, oppure il filmato finisce a tutti i tuoi contatti…". GULP!

S'inizia con cose semplici, tipo pedalare per chilometri con tempi brevissimi per raggiungere un posto, guidato solo da messaggi intimidatori telefonici. Fino a qui nulla di diverso rispetto a quello che Foodora fa fare ai suoi driver.

Ma le richieste si fanno sempre più rischiose e il nostro Kenny dovrà fare squadra con Hector (Jerome Flynn il mitico Bronn di Giocotrono!) per salvare la sua reputazione.


"Mi manca Giocotrono, lì nessuno fa storie per qualche scena di sesso!".
Lo dico subito: il mio episodio preferito, insieme a quello che commenterò qui sotto.
L’atmosfera è totalmente “British”, sembra quasi un episodio perduto che avrebbe potuto comparire nella prima o nella seconda stagione di “Specchio Nero”, anche per l’angoscia che la puntata ti lascia addosso, siamo pienamente in quei territori.


Il momento di sana angoscia che solo "Black Mirror" può regalare.
Kenny, fin dal nome che ricorda il suo omonimo di “South Park”, sembra la vittima sacrificale predestinata, è impossibile non restare coinvolti dal suo dramma, Jerome Flynn in stato di grazia è la marcia in più di un episodio che con il suo intreccio misterioso ti tiene incollato allo schermo e il finale… Beh, andatevelo a vedere, da me non saprete nulla!

3x04 - San Junipero
Voi siete tra quelli che aspettano tutta la settimana il sabato sera, solo per poter andare a ballare in qualche locale? Personalmente non faccio parte di questa categoria, in ogni caso, questo episodio potrebbe piacervi, perché le protagonista dell’episodio, Kelly (Gugu Mbatha-Raw vista in Jupiter Ascending) e Yorkie (sì, si chiama come il cane ed è interpretata da Mackenzie Davis), passano i sabati sera in locali come il “Tucker” nella cittadina balneare di San Junipero… Nell’anno 1987. Solo che da come parlano, non sembrano proprio due ragazze degli anni ’80.

Ok, lo so cosa state pensando: ancora l’omaggio agli anni ’80? Proprio nell’anno in cui Stranger Things miete successi? Lo so, però tutta questa malinconia è totalmente sensata all’interno dell’episodio, non è il solito modo per buttare nel mucchio una citazione a Puzzle Bubble o a “Lost Boys”. Il regista Owen Harris, veterane di tante serie tv, adatta alla perfezione la sceneggiatura di Charlie Brooker che ha firmato tutti gli episodi della stagione, ma qui si è davvero superato.

Vorrete un gran bene a queste due, garantito al limone.
La storia sembra un film di John Hughes in miniatura, anche grazie al look di Mackenzie Davis, ormai legata a filo doppio agli anni ’80 anche grazie al suo ruolo nella serie “Halt and Catch Fire”. Inoltre, penso che sia l’episodio più liberale e, in qualche modo, “ottimista” (virgolette d’obbligo) di tutti, verso metà puntata vi verrà da pensare che le nostre protagoniste siano una specie di viaggiatrici temporali, ma vi assicuro che in realtà l’intreccio è molto più interessante di così.

Il risultato è un “Thelma & Louise”, anche se Kelly guida una Jeep rossa che sembra quella di Sarah Connor in Terminator. L’ho trovato l’episodio più etico forse mai prodotto da questa serie, un gioiellino scritto e recitato alla grande, come direbbe Laice: cinque stelle!

3x05 - Men Against Fire
Un gruppo di soldati super addestrati si aggira per le campagne Inglesi, la missione è semplice: caccia allo scarafaggio. Mostri schifosi umanoidi che spaventano i contadini e meritano solo di essere sterminati.
Il soldatino motivato Stripes (Malachi Kirby) alla sua prima missione ne manda tre al creatore, ma viene “Sparaflashato” da uno di essi con una strana lucetta, una versione povera del cacciavite sonico del Doctor Who.


Spogliatoi misti che farebbero la gioia di Paul Verhoeven.
Il ragazzo inizia ad avere strane visioni, ma dovrà continuare ad andare a caccia di scarafaggi con la sua socia, la soldatessa Raiman (Tricia Miller vista in Orange is the new black).

Sì, il modello è ancora una volta “Fanteria dello spazio” di Robert A. Heinlein, già fonte per filmoni come Aliens - Scontro finale e “Starship Troopers”, ci sarebbe anche un altro titolo di fantascienza ultra celebre che dovrei citare, ma se lo facessi in pratica vi racconterei il finale dell’episodio. Voi guardatelo e godetevi lo psicologo militare Arquette, interpretato dal grande Michael Kelly (il Doug di Houseof Cards), in questa apologia anti militarista intinta nell’ottimismo che ha sempre caratterizzato questa serie… Sono ironico, se non si fosse capito.

3x06  - Hated in the Nation
L’episodio più lungo mai sfornato da “Black Mirror”, un film di un’ora e mezza diretto da James Hawes (Penny Dreadful), con Kelly Macdonald (Boardwalk Empire) come protagonista.

Avete presente quando Internet si smuove come un solo uomo contro qualcuno? Magari uno di quei VIP colpevoli di essere degli stronzi irrecuperabili? Bene e se questi personaggi iniziassero a morire malamente? Sì, lo so, Gianluca Vacchi sarebbe il primo a lasciarci le penne!

La poliziotta Kelly Macdonald indaga su un gioco online, in cui la persona nominata muore davvero nella realtà. Gli echi sono quelli del primo mitico episodio di “Black Mirror”, quel “National Anthem” che ha messo questa serie sulla carta geografica, gli intenti satirici sono molto simili, anche se non arriva lo stesso pugno allo stomaco, in una puntata che mescola indagine, riflessioni sull’odio vomitato vigliaccamente in rete da dietro uno schermo di Smartphone o di computer (sono buoni tutti così, a pugni! Alla vecchia maniera bisogna fare!) ed echi da B-Movie, uno in particolare che anche qui, non vi posso citare altrimenti vi rovino la visione.

"Lei è mai stata l'amante di Nucky Thompson? Le ricordo che è sotto giuramento".
La terza stagione di “Black Mirror” conferma quello che sapevamo, questa è una delle migliori serie in circolazione, c’è davvero poco da aggiungere, oggi come oggi, nessuno omaggia le vecchie serie antologiche come fa quel genio pazzo di Charlie Brooker e, allo stesso tempo, nessuno punta il dito in maniera più intelligente e satirica verso la nostra società Facebook-Dipendente.

“Black Mirror” passa indenne anche attraverso lo sdoganamento presso il grande pubblico che Netflix può garantire, forse ora la confezione è più patinata, ma la cattiveria intrinseca è sempre la stessa. C’è davvero bisogno di una serie così ai giorni nostri, che ti fa felice grazie alla qualità di regia e sceneggiatura e ti lascia con un turbamento al fondo del cranio, si chiama satira, in questo strambo Paese a forma di scarpa non sappiamo nemmeno cosa sia, ma cavolo se è un'arma potente.

14 commenti:

  1. Devo ancora gustarmelo, tornerò a commentare :-P

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    1. Bene, aspetto il tuo parere in merito, tanto il post non scappa ;-) Cheers

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  2. Black Mirror, nonostante la brevità delle prime 2 stagioni, mi ha affascinato subito. Sinceramente, quando hanno annunciato una terza stagione con più budget, più popolarità e più episodi, ho temuto il peggio. Invece Black Mirror si conferma come hai ben detto una delle migliori serie tv in circolazione. Devo ammettere che il primo episodio della prima stagione più scoraggiare i più, infatti consiglio sempre di guardare almeno tutta la prima stagione prima di abbandonarla (credo sia impossibile abbandonare black mirror). Sarebbe bello parlare per ore di questa serie, anche perchè è più attuale che mai. Fatta così bene che anticipa la realtà e quel che non è ancora accaduto prima o poi sicuramente accadrà. Per quanto riguarda la 3a stagione, credo che l'episodio più blando sia proprio "Men Against Fire" (blando perchè nessuna puntata di questa serie è brutta). Quello che mi è piaciuto di più è stato "San Junipero", anche se è un episodio tra i meno "mirroriani" della serie. Cosa curiosa è che al termine della puntata la parola che mi è venuta in mente è gioiello, un piccolo gioiello all'interno di questa bellissima serie, stessa parola che hai usato anche tu nella recensione, "coincidenze? Io non credo!":LOL:
    Forse uno degli episodi di questa 3a stagione, più in linea con la filosofia di BM è "Shut up and dance". Un episodio che ti fa sentire male nel senso buono e ti lascia un'angoscia straziante, cosa a cui sicuramente questa serie punta. Potrei continuare a parlare di questa serie per ore ma ho già scritto tantissimo per un commento. Comunque Cass, vorrei leggere il tuo parere sulle prime 2 stagioni, se ti va!

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    1. Non credo nemmeno io sia una coincidenza ;-)
      “Shut up and dance” è l’episodio che sembra uscito dalle stagioni precedenti, mentre il primo 3x01, quello in cui i soldoni americani si vedono di più, infatti uno ti fa torciare le budella per la sua satira, l’altro invece è più all’acqua di rose, sempre per la media di questa serie ovvio ;-)

      “San Junipero” è a metà, vero sembra quasi un tradimento a quello che “Black Mirror” si impone di essere, in realtà parla sempre di tecnologia, e a ben guardare il lieto fine è agrodolce.

      “Men Against Fire" è anche quello (insieme a “Playtest”) in cui è più facile capire il colpo di scena, ma li ho apprezzati entrambi, “Hated in the Nation” più ci penso, più credo che sia un grosso schiaffo in faccia al popolo dei social-network ;-)

      Ci avevo pensato, ma dovrei trovare il tempo di rivedermi i vecchi episodi, ai tempi avevo scritto qualcosa sul forum di Movieplayer:
      http://forum.movieplayer.it/search.php?searchid=738&pp=

      Verso il fondo e a pagina due, trovi qualcosa, io con molta fantasia sono quelli che si chiama “Cassidy” ;-) Cheers

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  3. Devo recuperarla, diciamo subito? :-P

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    1. Ecco bravo, il messaggio era quello, vai che merita ;-) Cheers

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  4. Ho visto l'altro giorno il primo episodio della seconda. Sempre livello altissimo. Ho eltto che in questa terza ci sono Mackenzie Davis e Jessica Chastain. Ancora meglio proprio!

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    1. Bryce Dallas Howard, al posto di Jessica che purtroppo ha rinunciato, hanno fatto un cambio basket tra rosse. Avercene ;-) Cheers

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  5. Non ti leggo perchè ho appena visto la prima puntata della prima stagione, prima della terza per cui...! Tuttavia ho bisogno di un attimo per riprendermi da quella e poi forse continuo ;)

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    1. La 1x01 è una mazzata, per un paio di giorni mi è rimasta incollata addosso, ma ti assicuro che poi passa e vale la pena continuare ;-) Cheers

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    2. me lo hanno detto anche altri, per cui lo farò ;)

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    3. Bene, aspetto il tuoi parere sugli episodi ;-) Cheers!

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  6. alti livelli, non della prima ma sicuramente questi episodi sono superiori alla seconda stagione, levando lo speciale...

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    1. si lo speciale di Natale ha una marcia in più, fa storia a se. Temevo che si svendessero invece si sono riconfermati aprendo anche al grande pubblico, insomma ottimo. Cheers

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