domenica 13 novembre 2016

Baltimore vol.3 - Uno straniero di passaggio e altre storie: L'Ammazzavampiri più tosto dei fumetti


Mike Mignola è uno dei più straordinari talenti del fumetto americano, partendo da Hellboy, ha saputo creare un universo narrativo coerente, nelle tematiche e nel look, la stessa cosa vale per “Baltimore” che non avrà legami diretti con il diavolone rosso, oppure con la squadra del B.P.R.D, ma resta un'opera Mignolesca al 100%, si dice Mignolesca? Mignolosa? Mignoliana? Boh, insomma, avete capito.

La prima apparizione del personaggio, però, non è tra le pagine dei fumetti, ma tra quelle di un romanzo “Baltimore, Il Tenace Soldatino di Stagno e il Vampiro”, tradotto in Italia da Mondadori. Scritto insieme a Christopher Golden, il romanzo narra di Lord Baltimore, soldato inglese della Prima Guerra Mondiale, sopravvissuto per miracolo ad un attacco di vampiri e trasformato per vendetta nel più letale cacciatore di succhia sangue della storia. Se il capitano Achab era ossessionato dalla cattura della balena bianca, Baltimore come un mastino segue le tracce di Haigus, sfregiato vampiro responsabile della morte della sua famiglia e della gamba di legno che, comunque, non impedisce al nostro di mietere vittime tra i succhia sangue.

Il romanzo è stato un buon successo in patria (ovviamente, qui da noi? Ciccia), tanto da giustificare un seguito a fumetti della avventure di Lord Baltimore, sempre scritta da Mike Mignola in compagnia del romanziere Christopher Golden e le matite di Ben Stenbeck.

Più letale per i vampiri di aglio, sole e paletti messi insieme.
Come da tradizione, prima di Hellboy e poi di B.P.R.D. anche per Baltimore arriva un volume intero composto da racconti brevi, arte in cui Mignola eccelle e porta avanti caparbiamente, sempre sulle tracce di Haigus, Baltimore s'imbatte in altri orrori che richiedono i suoi speciali talenti, sì, perché l’umanità oltre a dover affrontare l’epidemia che ha posto fine in maniera anticipata al primo conflitto mondiale, deve pure fare i conti con vampiri e mostri vari.

Nel primo racconto doppio, intitolato “La vedova e il carro armato”, Baltimore incontra proprio la vedova di un soldato che forse sarebbe stato meglio rimanesse defunto sul campo di battaglia ed è proprio in un campo che il nostro cacciatore fa la conoscenza di un vampiro che di giorno di nasconde in un carro tedesco abbandonato e di notte… Cerca di sopravvivere ad un orrore anche peggiore!
Una vedova allegra ma non troppo.
Mignola e Golden giocano con gli stereotipi dell’Horror, mescolandoli richiamano Edgar Allan Poe, Bram Stoker e i film della Hammer, cercando sempre un punto di vista innovativo e comunque divertente per il lettore.

Nel secondo racconto, ad esempio, Baltimore finisce nella Verona del 1919 devastata dall’epidemia, dove la più improbabile compagnia teatrale manda in scena lo spettacolo “La maschera della morte rossa”, a cui assiste anche il suo autore, Edgard Allan Poe, la cui capoccia, in stile “Futurama” viene conservata in una teca immersa in acqua. Vi avevo detto o no che bisogna aspettarsi di tutto da questo fumetto?

Sulle coste della Croazia, invece, il più figo ammazzavampiri ad Ovest di Jack Crow s'imbatte in un villaggio di pescatori, tenuti in scacco da un “Mad Doctor” che per tentare di estirpare la piaga del vampirisco ha evocato un'alternativa altrettanto malvagia.
Ma i Graboidi non uscivano solamente da sotto la sabbia?
Il disegnatore Ben Stenbeck fa un ottimo lavoro, il suo stile è molto appropriato all’atmosfera delle storie e sfoggia anche una discreta capacità di disegnare mostri e creature dal look interessante, poi apprezzo molto la forma del racconto breve che si presta a qualche sperimentazione.

Anche questa volta, immergendomi nel “Mignolaverse” porto a casa un'ottima lettura, il volume precedente, il numero due (“Le campane della maledizione”) fino a questo momento è il più bello di quelli con Lord Baltimore come protagonista, ma anche in versione racconto breve, questo incazzatissimo cacciatore regala delle gioie, a meno che voi non abbiate lunghi canini e la propensione a dormire di giorno ovvio.

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