giovedì 27 ottobre 2016

The Infiltrator (2016): Bryan “più grande infiltrato del mondo” Cranston


Tra i documentari di Netflix su Pablo Escobar, ma soprattutto sulla bellissima serie tv Narcos, sembra che il più famoso narcotrafficante del mondo sia più vivo che mai, forse avevano ragione quei matti della Bloodhound Gang, quando cantavano dell’inevitabile ritorno della grande droga bianca.

Io, invece, che principalmente mi faccio ancora di film e pellicole cinematografiche, trovo un particolare interesse per questo “The Infiltrator”, la storia dell’agente speciale Robert Mazur, infiltrato(r) sulle piste del cartello di Medelin, nella Florida del 1985… Forse avrei dovuto trovare un’espressione meno infelice di piste che dite?


"Vedi? Cassidy continua a fare battute sui Colombiani. Non gli ha fatto bene vedere Narcos".
Tratto dalla biografia omonima scritta dallo stesso Mazur, “The Infiltrator” è il nuovo film diretto da Brad Furman, nessuno se lo ricorda, ma il primo film in cui Matthew McConaughey (detto Matthew McCoso in amicizia) ha dimostrato al mondo di essere un attore vero, era proprio “The Lincoln Lawyer” (2011) diretto da Furman, uscito ben prima della sua consacrazione con la prima stagione di “True Detective.

“Runner Runner” (2013), invece, lo ricordo come una plateale schifezza, che avevo completamente rimosso dalla memoria, evidentemente aver letto tutti quei romanzi di Sherlock Holmes è servito a qualcosa, come lui faccio spazio nella memoria cancellando i ricordi inutili.

Brad Furman dev'essere uno di quei registi a cui piace richiamare gli attori che conosce, dal suo film di esordio “The Take” (2007), ha preso John Leguizamo, quando c’è bisogno di un Colombiano un po’ tamarro come il compare del protagonista di questo film, Leguizamo è sempre la scelta migliore. Mentre proprio da una particina minore in “The Lincoln Lawyer” arriva anche il protagonista, Bryan “più grande attore del mondo” Cranston.


"Non sono in pericolo, sono l'infiltrato!".
La parte virgolettata tra nome e cognome, il nostro Bryan se l’è guadagnata nelle cinque stagioni di “Breaking Bad”, potreste averne sentito parlare. Certo fa un po’ specie vedere Heisenberg, il grande spacciatore di metanfetamina blu, giocare nella squadra dei poliziotti questa volta, ma a ben guardarli i due ruoli hanno più di un punto in comune.

Il film si apre con quella che io chiamo la “NUCam”, una bella inquadratura sulla nuca del protagonista mentre cammina, in questo caso in un bowling, baffi a manubrio, pantaloni da scavalco e giacca da tamarro di periferia, Cranston interpreta una dei tanti ruoli da infiltrato del suo personaggio, qui si esibisce anche in un riuscitissimo “Mi fa cagare!” in perfetto Italiano.


"Era meno stancante cucinare metanfetamina nel deserto".
Robert Mazur fa l’infiltrato da una vita, come dice il suo compare John Leguizamo è il migliore in questa specialità, anche perché si sa, gli Americani hanno il migliore in OGNI specialità, quindi perché non questa? Questa volta gli tocca il ruolo di Bob Musella, ricco industriale abilissimo nell’arte del riciclaggio di denaro sporco sulle tracce (visto che non ho detto pista?) del denaro di Pablo Escobar.

Un colpo grosso, anzi grossissimo, se nella vostra vita avete visto più di due film e quei due non erano ne “Bambi” ne “La soldatessa alle grandi manovre”, dovreste aver già capito che questa è l’ultima missione "ti giuro cara, poi vado in pensione", ma è anche la più difficile, l’immedesimazione con il personaggio creerà più di un problema alla vita personale di Mazur. Avete capito l’andazzo, no? Che ve lo dico a fa!

Come potete immaginare l’originalità non è proprio il punto forte del film, ma Furman, oltre a chiamare spesso gli stessi attori, dev'essere anche uno di quelli che sa come dirigerli, infatti quello che funziona di “The Infiltrator” sono proprio le singole prove personali, Joe Gilgun, il Cassidy della serie tv Preacher, qui si lancia nell’accento americano (con risultati decenti ma migliorabili) nei panni di un ergastolano che farà da spalla a Mazur nella sua missione.


"Ho fatto tutti questi ruoli, e mi ritrovo con i vestiti che usavo in Misfits".
Il personaggio a sorpresa del film è la bionda Diane Kruger, agente al primo incarico, fidanzata improvvisata di Mazur, creata ad hoc per mantenere la copertura e valida collaboratrice, ma anche motivo di tensione con la vera moglie di Robert, in questo senso, la scena dell’anniversario, rappresenta il punto più basso del matrimonio del personaggio, ma quello più alto se amate vedere Bryan “più grande attore del mondo” Cranston esibirsi in uno scoppio d’ira.

Sembra quasi che il buon Bryan, abbia accettato di recitare in “The Infiltrator”, anche solo per tornare un po’ alle atmosfere della serie che lo ha reso celebre, per lui un altro personaggio che mente costantemente, in nome di un bene superiore, ma che per farlo, ferisce la famiglia che tanto ama.

Il film tutto sommato si lascia seguire, i momenti di suspence funzionano, quasi sicuramente non faranno la storia del cinema, ma lo rendono interessante da seguire. Leguizamo, ad esempio, è protagonista di uno dei momenti di tensione più riusciti, anche se con il passare dei minuti, il suo personaggio sembra sempre più slegato agli eventi principali del film che, ovviamente, ruotano tutti intorno a Cranston e alla Kruger.


"Vediamo di non finire come nella taverna di "Bastardi senza gloria" ok? Ho moglie e figli a casa".
Bisogna anche dire che non è tutto pesche e crema, un paio di scene, risultano piuttosto “MEH!”, ad esempio, il momento del rituale in stile Voodoo davvero non l’ho capito, un rito di iniziazione che sarà anche in grado di creare tensione, ma a livello di logica non sta né in cielo né in terra.

In vista del climax del film, poi, anche Brad Furman prova a salire di livello, inventandosi una piano sequenza (finto, in realtà sono due montati insieme) e poi conclude il film, con un'altra scena efficace dal punto di vista drammatico, ma non totalmente credibile dal punto di vista investigativo.


Se dovessi dirvi che si tratta di un film rivoluzionario dovrei mentirvi, inoltre, Bryan Cranston mi è sembrato molto più a suo agio nei panni di Dalton Trumbo, non che qui sia meno bravo, ma il primo che proverà a vendervi questo film, come qualcosa della stessa qualità di “Breaking Bad” sappiate che sta cercando di rifilarvi un pacco, probabilmente è un infiltrato, quindi fate occhio.

Ma forse è colpa mia, Narcos ha alzato l'asticella parecchio in alto, ci vuole qualcosa di più per restare al passo.

10 commenti:

  1. Non ho letto nulla, mi è bastato Bryan Cranston...poi ripasso...porca miseria però, qui la lista diventa parecchio lunga...

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    1. Bryan é motivo più che sufficiente per vedere un film ;-) Mi consola sapere che non sono il solo, più film da vedere che ahimé vero tempo per farlo. Cheers!

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  2. lo vedrò solo per Cranston, runner runner mi ricorda qualcosa di brutto :-)

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    1. "Runner Runner" ERA qualcosa di brutto, per fortuna ho rimosso tutto ;-) Cheers

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  3. Interessante, anche io sono ancora in pieno trip da Narcos, magari posso provarlo... non so se Cranston sia veramente il miglior attore del mondo, ma sicuramente è nella top 5 :)

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    1. Non è un film rivoluzionario, anzi, visto dopo “Narcos” poi, in alcuni passaggi fa quasi tenerezza, però Cranston è un motivo più che sufficiente per vedere il film. Il soprannome tra virgolette è un etichetta quasi affettuosa che gli ho incollato in cinque stagioni di “Breaking Bad”, esagerata? Forse, ma nemmeno poi tanto ;-) Cheers

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  4. Ahh sticazzi, Brian sarà Zordon nel remake dei Power Rangers... basta con la droga^^

    Moz-

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    1. Il trailer non era malissimo, sono curioso. Anche per vedere cosa fará Bryan in un ruolo così, anche se confesso che mi piacerebbe vederlo in un film Marvel ;-) Cheers

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  5. Nella locandina Cranston sembra Stan Lee :P

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    1. Lo abbiamo pensato tutti, e qualcuno ci ha fatto anche un bellissimo finto poster:

      http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/75SpHnA99VQ2R73KLkXKHM-650-80.jpg

      Sono anni che spero che qualcuno faccia una biopic, non tanto su Stan Lee, quando sulla storia della Marvel Comics, negli anni '60 e '70, non solo si divertivano molto, ma erano delle Rockstar ;-) Cranston sarebbe un perfetto Stan Lee, ma lo vedrei quasi meglio nei panni di Jack Kirby ;-) Cheers

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