giovedì 20 ottobre 2016

Kickboxer: Vengeance (2016): Potrebbe essere il remake meno peggio dell'anno


Alla fine doveva succedere, no? Il remake è ingiusto con tutti, non guarda in faccia nessuno dei nostri film del cuore e nel dubbio, li rifà tutti quanti (un esempio recente), questa volta tocca a “Kickboxer - Il nuovo guerriero” (1989) che dopo una sfilza di seguiti (quattro se non ricordo male) ricomincia da capo, riuscendo anche nell’impresa di convincere Jean-Claude Van Damme a tornare alla saga che insieme a “Senza esclusione di colpi” lo ha reso celebre.

Non sono mai stato un fan di Van Damme, ho visto un sacco di suoi film, quelli principali tutti, anche più volte, ma sono certo di essermene perso più di uno, specialmente quelli legati alle idee più balzane del grande marzialista belga, tipo le commedie dove piazza dentro i suoi figli non le ho proprio viste tutte tutte, ecco.

Jean-Claude non è mai riuscito a diventare l’attore totale che sognava di essere, quindi per questo nuovo “Kickboxer” chiude idealmente il cerchio ritagliandosi il ruolo di maestro, lasciando il testimone del ruolo di Kurt Sloane ad Alain Moussi, mettiamola così: la migliore imitazione a buon mercato di Van Damme disponibile oggi, che tutto sommato fa un buon lavoro, ma l’originale, beh, era decisamente un'altra cosa.


"Quella è una macchina da presa, i film si fanno usando quelle capito?".
Kurt versione 2.0 sbarca in un paese così orientale che su tutto c’è scritto “Made in Thailandia”, per motivi che ci verranno chiariti solamente da un flashback, a colpi di pugni e calci, riesce ad entrare a far parte degli allievi del più grosso maestro in circolazione e quando dico grosso intendo dire grosso sul serio visto che lo interpreta Dave Bautista con i dread sulla capoccia, signore, signore, Tong Po versione 2.0!

"You bleed like Mai Li Triple H".
Giusto per togliere ogni dubbio sulla sua identità, Bautista si esibisce nella classica mossa di Tong Po, la devastazione di qualche antico manufatto, possibilmente in durissima roccia marmorea, nel film originale era una colonna presa a ginocchiate, qui, invece, è tipo uno di quei conetti stradali, però fatto di granito. Poco importa, il risultato è lo stesso: portate scopa e paletta che qui tocca pulire!

Kurt vuole vendicarsi, suo fratello Eric, aggirato da Marcia (Gina Carano che spunta a caso, non fa niente, ma è sempre un piacere vederla) ha sfidato Tong Po ed è morto sotto i suoi colpi, quindi Kurt ha fatto tutto quel viaggio per, sfidarlo e batterlo? Ma va, siamo nel 2016 gente, usiamola sta tecnologia! Kurt armato di pistola vuole uccidere Tong Po. Su come abbia fatto arrivare una pistola dagli Stati uniti alla Thailandia preferirei non indagare.


"Ringrazia che non picchio nessuno, altrimenti tu saresti stato il primo".
Siccome Tong Po mastica proiettili come M&Ms lo scontro dura poco, il nostro Kurt prende una selva di mazzate e finisce pure arrestato dalla bella poliziotta Sara Malakul Lane, a me al massimo chiede i documenti un carabiniere con i baffi e la panza, a lui, invece, la Malakul Lane... No no, dai continuiamo così, facciamoci del male.

Ecco a voi il corpo di polizia Thailandese.
Potreste aver intuito che questo è il momento in cui entra in scena il maestro Durand che altri non è che Van Damme, che non si toglie MAI cappello e occhiali da sole, non voleva farsi riconoscere?


"Lasciami perdere, sono sotto copertura".
Qui succede una cosa che nei film di arti marziali non succede mai: il maestro non vuole allenare il protagonista (nuuuoooo colpo di scena!), la perdita di Eric ancora brucia e poi te dove devi andare? Sfidi il cattivo con la pistolina non sei un guerriero. Poi inizia a piovere come se sul set si fosse rotta la maniglia degli idranti, Van Damme riduce il protagonista come un mucchio di carne frollata e poi dice: "Ma si ti alleno va, sei abbastanza una pippa da rappresentare una sfida".


Inutile portate l'ombrello, tanto volano mazzate.
Perché un Belga col cappello dovrebbe allenare ragazzotti americani non lo so, ma in fondo chissene, perché qui inizia la versione 2.0 del “Training montage” più crudele della storia del cinema, ovvero: quello del film originale.


"Veloce! Risparmiamo tempo, così fai cyclette e acqua gym insieme!".
La lotta in equilibrio sul dorso degli elefanti, corde e tiranti e, soprattutto, le mitiche noci di cocco da sfasciare, ovvero tutto quello che ci si aspetta quando si parla di “Kickboxer”. Da qui in poi la trama è piuttosto prevedibile, tra sottotrame amorose e la comparsata di George St. Pierre, combattente ‘mbriago che trova il tempo di fare a botte anche con Van Damme in uno degli scontri migliori del film.

"Lo vedete questo qui? Ora lo gonfio come una zampogna".
Quello da cui mi aspettavo di più, ma parecchio di più, è senza ombra di dubbio lo scontro finale tra Kurt e Tong Po, il regista John Stockwell è il feticista dei protagonisti in costume da bagno, grazie alla “Trilogia del Bikini” (nome che mi sono appena inventato, Stockwell puoi usarlo ma prima… Paga!) composta da “Blue Crush” (2002), “Trappola in fondo al mare” (2005) e “Turistas” (2006). Ultimamente si è reinventato con i film di menare, ma secondo me non è molto a suo agio con la materia, s'impegna tanto in un sacco di movimenti di camera, dimenticandosi che in un film d’azione è meglio restare semplici e mostrare bene pugni e calci, specialmente quando hai tutti questi atleti a disposizione sul set. Dai, sul serio, non è possibile che Gina Carano picchi più gente in Deadpool che qui, dai!

Alain Moussi fa il suo dovere, ma gli manca proprio il fuoco, il primo “Kickboxer - Il nuovo guerriero” era un film più mitico che davvero bello, non me ne vogliano i fan di Van Damme, era un filmetto nobilitato da un protagonista in forma smagliante: Jean-Claude Van Damme in quel film aveva una forma fisica talmente perfetta, ma soprattutto ci credeva, ci credeva tantissimo e la sua intensità era il vero valore aggiunto del film.


Nel vocabolario, alla voce "Intensità" dovrebbe esserci questa foto.
Qui, invece, pare nascondersi (e non solo per via del cappello) per lasciare spazio ad Alain Moussi che non ha un terzo del fuoco che smuoveva Van Damme ai tempi, il risultato è che va sotto a livello di carisma contro il cattivo, che è la cosa più memorabile di questo “Kickboxer: Vengeance”.

Dave Bautista ormai è un nome grosso anche al pubblico che non lo ha mai seguito nella sua carriera nel Wrestling, o che normalmente non guarda troppi film di menare. Grazie a film come Guardiani della Galassia si è guadagnato la notorietà che tanti suoi colleghi (ed ex colleghi) della WWE non vedono nemmeno con il binocolo, trovo encomiabile che non si sia montato la testa e che ancora s'impegni in film di genere, certo non tutte le ciambelle escono con il buco (tipo Heist giusto per non fare nomi), però ogni tanto manda a segno un colpo come questo, il suo Tong Po vince tutto a mani basse e senza troppo sforzo.

Per la parte di Kurgan, lui è ancora il mio candidato ideale.
Bautista è talmente grosso che riempie lo schermo con la sola presenza, il look aggressivo fa il resto, infatti in alcuni momenti non fa altro che guardare storto qualcuno per risultare cattivissimo, spero faccia come Michel Qissi e torni a vestire i dread di Tong Po anche nel seguito già annunciato di questo film che uscirà nel 2017 e si chiamerà “Kickboxer: Retaliation” ed io spero tantissimo che per il mercato italiano (se mai uscirà) decideranno di intitolato “Kickboxer - La vendetta”, sarebbe una gioia per l’amante dei film di genere in me!

Ah! Non manca nemmeno l'omaggio alla celebre scena di ballo di Van Damme del film originale, siccome è diventato un meme su Internet possiamo negarcela? Alain Moussi sui titoli di coda ci prova, tutto sommato mi è sembrata una strizzata d'occhio divertente dai.

Per una recensione super dettagliata scritta da un grande fan di Van Damme, passate a trovare il Zinefilo!

12 commenti:

  1. Mi sto masturbando, giuro.
    Madonna... non ne sapevo niente. Ora parte la corsa al recupero di questo per me già cult.
    E lo dirò a un amico, farà salti di gioia.
    Ah, io di Van Damme son fan, non pe vandamme :p

    Moz-

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    1. Eh eh non lo faccio pe vandamme ;-) I film di Van Damme mi piacciono, anche se non sono mai stato un fan sfegatato, ho originale “Kickboxer” più e più volte, ma forse il mio preferito è “Lionheart”.

      A me il film ha divertito, certo non è molto originale, e il protagonista non ci mette molta vervè, però è rispettoso dell’originale, il coinvolgimento di Van Damme nel ruolo del maestro chiude il cerchio, potrebbe davvero essere il remake meno drammatico (come risultato finale) del 2016 ;-) Cheers!

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    2. No ma vedi, per me è già il cult dei cult.
      Ho avvisato questo mio amico, ha detto che gli ho dato la notizia più bella dell'anno!
      Lionheart stupendo, anche per la trama coi due francesini rompicazzo^^

      Moz-

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    3. Bene mi fa piacere di avervi dato una buona notizia :-D Lionheart mi piaceva un sacco, anche se per anni ho creduto che il mitico Andrè the giant, interpretasse la parte di Atilla, devo aver fatto confusione con "La storia fantastica" ;-) Cheers

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  2. Huah! Anche io metterei quella foto alla voce "intensità". Superclassicone. Quando lo passano in tv il potere delle mazzate mi costringe a sedermi per proseguire la visione. L'ultima volta ho pure coinvolto my girl, che è quanto di più lontano da questo genere di film. Ci siam poi lanciati nel chiamare a gran voce "Nak Su Kao". Non sapevo ne avessero fatto un remake. Di recente ho rivisto Jean- Claude ne Jean-Claude Van Johnson e tutto sommato mi sembra sempre in gran forma. Grazie per la segnalazione filmica, magari lo recupero, Jean-Claude con perenne cappello e occhiali fa molto Maestro Muten di Dragon Ball.

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    1. Per me era proprio l’intensità di Van Damme a far fare il salto di qualità a “Kickboxer”, quello è un cattivo veramente cattivo. Il coro “Guerrieri bianco” è l’apice del fomento, impossibile non farsi travolgere! :-D

      Il pilot di “Jean-Claude Van Johnson” devo ancora vederlo, mi pare di aver letto che la serie però è stata confermata, il che mi pare una buona notizia. Figurati, grazie a te per il paragone con il maestro Muten, in effetti è davvero lui, gli manca il guscio sulla schiena ;-) Cheers

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  3. E giù botte da orbi hahahahaha. Poi ti vien voglia di andare al lavoro e prendere a calcioni tutti. :D

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    1. Ahahahah davvero certi giorni (tipo oggi), vorrei polverizzare una colonna con una ginocchiata in puro stile Tong Po, solo per far calare il silenzio tra i colleghi ;-) Cheers

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  4. Condivido in pieno, Bautista Po è la colonna d granito del film che Kurt non riesce a spezzare: infatti il big fight finale è bruttino perché è impossibile che quel ragazzino affronti la montagna umana!
    Le scene acrobatiche (e con gli elefanti) sono palesemente tentativi di rifarsi agli action thailandesi, ma siamo davvero lontani anni luce...
    Mi ha fatto piacere vederlo ma a parte gli splendidi primi minuti non mi ha soddisfatto: è pur sempre un film action "moderno", cioè girato con pochi mezzi e senza alcuna epicità.

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    1. Anche a me ha dato la sensazione di: “Siamo in Thailandia? Vuoi non metterci gli elefanti di Tony Jaa?”.
      L’inizio è ottimo, così come il nuovo Po, però hai ragione, manca l’epica, e poi penso che Stockwell sia più agio a riprendere gente in costume da bagno, piuttosto di atleti che di picchiano. Cheers!

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  5. Beh dai, potrebbe essere il remake meno peggio dell'anno proprio per manifesta inferiorità dei contendenti, ma alla fine è un filmetto che si lascia guardare solo per merito di Batistone... Spinoff prequel con Tong Po SUBITO!, e lasciamo perdere il povero Moussi, che ha il fisico e le mosse, ma manca proprio di carisma...

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    1. Si è abbastanza carisma-leso il ragazzo, invece Batistone quando distribuivano il carisma, ha bullizato tutti quelli davanti a lui nella fila e si è preso tutto il cucuzzaro ;-) Veramente l'idea su uno spin-off su Tong Po (uno Spin-Po) non sarebbe mica così male ;-) Cheers

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