domenica 23 ottobre 2016

Golem: Manga all'italiana


Conosco il lavoro di Lorenzo Ceccotti, più celebre con il nome d’arte di LRNZ solo di fama, per compensare a questa mia lacuna ho deciso di leggermi “Golem”, fumetto di cui ho sentito parlare molto bene. Giunto all’ultima pagina ho anche capito il perché.

Uscita come serie nel 2010, autoprodotta per la rivista PicNic dal collettivo dei Superamici, di cui LRNZ faceva parte, ma visti i tempi di gestazione di Lorenzo Ceccotti, il progetto si è arenato, almeno fino all’arrivo dei tipi della Bao Publishing, disposti a distribuire il lavoro terminato in volume, dopo sei mesi fatti della tipica reclusione che i fumettisti conoscono bene, il risultato finale è un volume di 270 pagine, una graphic novel che si legge davvero velocemente, ma per contenuti, tematiche e riferimenti ha un peso specifico non indifferente e, soprattutto, una vera novità nel panorama del fumetto italiano.

La trama è assolutamente minimale: in uno strambo Paese a forma di scarpa di un futuro prossimo non ben precisato, la vita prosegue tra multinazionali che controllano ogni aspetto della vita quotidiana, talmente radicate, che persino il nostro Paese, storicamente retrogrado e periferia del mondo sembra il Giappone futuristico. In questo scenario Steno incontra Rosabella: un ragazzo incontra una ragazza, no dai ditemi se esiste una trama più essenziale di questa.


Un ragazzo e una ragazza, non iniziano così quasi tutte le storie migliori?
Rosabella è figlia del presidente del consiglio Oudeis, mentre Steno che vive con la mamma, da anni non vede più suo padre, scomparso misteriosamente. I nostri due protagonisti si ritrovano incastrati nella classica situazione più grande di loro, farcita di personaggi coloriti come il Generale X, uno che sembra l’incrocio tra Mick Jagger nel film “Freejack - Fuga dal futuro” e lo storpio di “Pulp Fiction”, ma anche gli Shorai, in parti uguali terroristi o ribelli, a seconda da quale dei due fronti opposti li guardate. Ah beh, come il titolo lascia intuire, c’è anche un Golem.

Ho sempre pensato che fare i palloni con il Big Babol può essere molto pericoloso.
Inutile parlare ulteriormente della trama, sarebbe quasi un peccato, non è certo difficile intuire le svolte principali e il tempo di lettura è pari a quello dei manga ai quali LRNZ (in parte) si ispira per i disegni, la forza di “Golem” non sta certo nella complessità o nell’originalità della sua trama, ma nell’incredibile livello di dettaglio utilizzato per mettere in scena questa società futura e nell'enorme quantitativo di argomenti e letture di secondo livello che farciscono la storia.

Nel futuro di “Golem” la società è dominata dalla tecnologia, o forse sarebbe meglio dire: è ancora più dominata dalla tecnologia. Il risultato è un credibile futuro colorato, ricco di dettagli e quasi al limite del Cyberpunk, una realtà fittizia e dispotica, inquietante per quanto potrebbe essere plausibile solo tra pochi anni.


Il frenetico futuro della società, sinistramente simile al nostro presente.
LRNZ fa valere la sua seconda professione di designer inventandosi un numero esagerato di marchi da applicare ai vari oggetti di uso comune, ma anche alle grandi multinazionali che dettano le regole della vita di tutti. In davvero poche pagine iniziali, Ceccotti tratteggia un mondo complesso in cui il lettore deve immergersi per capirne le regole.

“Golem” da questo punto di vista riesce a far valere lo spessore del mondo immaginario in cui è ambientata la storia, la miriade di simboli (e simbolismi) sparsi, la complessità di tematiche e dettagli potrebbe fornire materiale per una serie regolare a fumetti, ma, perché no, anche d’animazione.

L’influenza per le tavole di LNRZ arriva chiaramente dai Manga, i giovani protagonisti e il messaggio ecologista potrebbero essere stati mutuati dai film di Hayao Miyazaki, io ci ho visto moltissimo della tavole di Katsuhiro Otomo, sia per l’ossessione per i dettagli, che per il tipo di storia, che parte piano e leggera, per diventare, stratificata in un crescendo che porta ad un finale drammatico ed epico, proprio come succedeva in “Akira”.

Una (doppia) tavola pittorica di LNRZ.
Sarebbe limitativo ridurre il lavoro di LNRZ ad uno “Spaghetti Manga”, perché l’influenza europea è chiara, anche solo per la scelta di utilizzare determinate inquadrature o vignette, è chiaro che Lorenzo Ceccotti si sia tritato svariati fumetti di Moebius in vita sua.

La trama contiene riflessioni sul Capitalismo, sul rapporto tra l’uomo e la natura, sui rapporti famigliari, un quantitativo impressionante informazioni che per essere sviscerate tutte, richiederanno sicuramente più di una lettura del volume, queste possibili chiavi di lettura passano anche attraverso i nomi dei vari personaggi.


Steno alle prese con la sua coscienza.
Già il nome del protagonista, Steno, da solo si richiama svariate possibili interpretazioni, così come Rosabella che potrebbe farvi pensare a “Quarto potere” di Orson Welles, ma anche il padre della ragazza, Oudeis, che in greco antico significa “Nessuno” ed era il nome con cui Ulisse riuscì a sfuggire a Polifemo, proprio perché il personaggio è ridotto ad un nessuno nelle mani delle multinazionali. Il capo degli Shorai si chiama Lamaco, come il generale Ateniese del V secolo (A.C.), senza contare l’altro migliore e mezzo di riferimenti che sicuramente mi sono perso e potrò cogliere nelle prossime letture, solo dopo aver studiato e fatto i compiti a casa.

Insomma, “Golem” si legge velocemente, ma resta una lettura di gran spessore, un'opera in cui il suo autore ha saputo infondere tanto di se stesso, della sua cultura e del suo lavoro, il risultato è qualcosa di nuovo e decisamente autoriale nel panorama del fumetto italiano, ci ho messo un po’ a decidermi a leggerlo, ma l’attesa è stata ripagata.

6 commenti:

  1. M'hai fatto venire una voglia matta di leggerlo, l'ho cercato su amazon e vedo che è distribuito anche in inglese e spagnolo.. gran bel risultato no?

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  2. Si, un risultato non da poco, non avevo mai letto nulla di LRNZ ne sono contento di aver recuperato la lacuna, aspetto poi un tuo parere su questo fumetto ;-) Cheers!

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  3. Ma cavolo, non lo conoscevo... I disegni spaccano davvero tanto, perché finalmente non scimmiottano lo stile manga anche se si ispirano a quello (come "dinamicità").
    Provo a cercarlo, potrebbe interessarmi^^

    Moz-

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    1. Esatto l'ispirazione é chiara ma non siamo davanti al solito disegnatore che fa occhi grandi e linee cinetiche per darsi un tono. Buona lettura fammi sapere come lo hai trovato ;-)Cheers

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  4. Katsuhiro Otomo e "Akira".
    Hai detot tutto quello che mi serve.
    Bene, ne ordino tre!

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    1. Bravo è questo lo spirito, poi mi dirai se Otomo c’è in “Golem”, in tutte e tre le edizioni ;-) Cheers

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