domenica 16 ottobre 2016

Chew Vol. 11 - Le ultime cene: Masticate bene, la cena sta (purtroppo) per terminare


L’undicesimo volume di “Chew” ha un difetto, anche molto grosso: si tratta del penultimo numero, dopodiché la serie sarà terminata, non riesco a pensare ad un difetto più grosso di questo. Mettere la parola fine ad un fumetto grandioso come questo dovrebbe essere considerato un crimine!

La serie creata da John Layman e dal disegnatore Rob Guillory si avvicina a grandi passi alla sua conclusione, best seller, successo di critica e pubblico, vincitore di numerosi Harvey e Eisner awards, viene proposta in Italia dalla Bao Publishing che non mi paga per parlarne bene, perché non serve, è talmente una bomba che se non l’avete mai letta, vi state privando di una gioia.

Di che parla “Chew”? Di Tony Chu, inflessibile agente dell’FDA, l’agenzia governativa americana per la regolamentazioni di farmaci e prodotti alimentari. L’FDA ha scalato rapidamente le vette, superando a destra gli altri acronimi più famosi come CIA ed FBI, quando nel mondo è scoppiata una tremenda influenza aviaria che ha sterminato una buona fetta della popolazione. In tutta risposta, il governo ha bandito la commercializzazione e il consumo di pollo, un proibizionismo aviario che considera la carne di pennuto peggiore di qualsiasi droga.


Copertina interna in stile Tarantiniano.
Provate a pensare ad un mondo senza pollo, se siete Vegani non è complicato, un pelo più difficile se siete Yankee, grandi consumatori di pollo fritto e sue gustose varianti, tra i contestatori, anche il gruppo terroristico noto come E.G.G. che reclama il suo diritto al consumo di uova, insomma la situazione potrebbe essere più grottesca di così? Solo in un modo: mettete che un giorno nel cielo, compaiano strane scritte infuocate in una lingua illeggibile. Ecco, in “Chew” succede anche questo.

Come può un agente dell’FDA contrastare tutto questo? Non può, ma Tony Chu non è un agente qualunque, è un “Cibopatico” uno dei pochi al mondo, il suo talento è semplice: se mangia una mela, può dirvi da che albero è stata colta, che pesticidi sono stati usati, come si chiamava la primogenita del contadino che l’ha coltivata, un super potere utilissimo nelle indagini, perché funziona con tutto, anche le cose più schifose, basta mangiarle (gulp!).


It's Christmas in Heaven. All the children sing (Cit.)
I cibopatici non si limitano a questo, il loro potere si manifesta in svariate forme, ad esempio, Amelia Mintz, l’amore della vita di Tony, è una Scriboletica, capace di descrivere scrivendo i piatti, in maniera talmente dettagliata, che i suoi lettori riescono a sentirne gusti e sapori. Ma in tanti volumi di “Chew” letti, ormai ho perso il conto degli strampalati poteri legati al cibo che quel matto di John Layman ha saputo inventarsi, leggere per credere, per darvi un'idea della follia: in questo volume Tony incontra un Vittolocatore, capace in base all’anzianità del cibo che mangia, di trasportarti nel periodo storico da cui il suo pasto proviene. In pratica un teletrasporto e una macchina del tempo a portata di forchetta. Se questo non è uno dei fumetti più folli del mondo mi mangio tutti gli undici volumi della mia collezione (Fumettopatico!).


Penso sia il caso di dirlo... Yabba Dabba Chew!
Dopo lo scontro con il Collezionista del volume precedente, Tony è sempre più vicino a scoprire il mistero dell’influenza aviaria, delle milioni di persone uccise e degli strambi simboli nel cielo, tra lui e la verità si frappone un solo uomo, piuttosto corpacciuto bisogna dirlo, il cibopatico, ex alleato ed ora tremendo avversario Mason Savoy e se pensate che il volume si concluda con un duello Western, lasciatevi stupire dall’enorme colpo di scena con cui Layman conclude il volume, lasciandoci tutti in ansia per il finale.

In compenso, l’ultima storia di questo “Le ultime cene” è un racconto speciale, il primo crossover di “Chew” con un'altra serie a fumetti, ovvero “Revival” (Image Comics, qui da noi Saldapress), Tony Chu e il suo compare, finiscono nella piccola cittadina di Rothschild, Wisconsin, dove i morti sono tornano a vivere.


Chew Clearwater Revival (è una caSSata ma non potevo non dirla!).
Rob Guillory ai disegni fa un ottimo lavoro anche in questo volume, il suo tratto semi-cartoonesco sottolinea la natura satirica di “Chew”, che fa della chiarissima ironia sulle idiosincrasie della nostra società, il tutto condito da comicissime scene splatter, personaggi assurdi, amori, senso di giustizia e gente cannibalizzata, insomma: il grottesco e l’umorismo nero al suo meglio.

Se pensate che questa roba possa fare per voi, fate ancora in tempo a sedervi a tavola prima dell’ultima portata, poi ognuno ha i suoi gusti, ma se fossi in voi questo banchetto non me lo perderei!

6 commenti:

  1. Cavoli, questo fumetto non lo conoscevo. Dove lo recupero?

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    1. In fumetteria si trova facile, ma anche su Amazon. In Italia esce per la Bao Publishing, il primo volume si intitola "Chew 1 - Menù degustazione", è fighissimo ma non è nemmeno il migliore della serie, andando avanti con la lettura ti assicuro che il fumetto migliora ;-) Cheers!

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  2. Cominciano ad essere troppo quelli che consigliano Chew, e io ancora non l'ho iniziato!!!

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    1. Il volume numero dodici sarà l'ultimo, sei in tempo per una maratona, te la consiglio caldamente, questo fumetto è una bomba, ognu volume è migliore del precedente ;-) Cheers

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