lunedì 3 ottobre 2016

Blair Witch (2016): Nuove tecnologie e vecchi spaventelli


Non si fa così, eh! No no, è politicamente scorretto, lede al galateo e al buongusto, non si fa. Non è tanto l’idea di un remake di “The Blair Witch Project” che mi urta, ma è lo sputtanamento della carriera di Adam Wingard che proprio non riesco a mandar giù.

Sì, perché qualche tempo fa, tutto felice mi guardo il teaser del nuovo film diretto da quel genietto del nostro Adamo, una roba di tipi nel bosco che con molta fantasia si chiamava “The Woods”, come tutti i teaser che si rispettano, non si vedeva molto e della trama si capiva poco o nulla, siccome Wingard è lo stesso che ha saputo mandarmi a casa felice con l’home invasion “You're Next” (2011), ma soprattutto mi aveva esaltato tantissimo con lo strambo (nel senso migliore del termine) The Guest (2014), vuoi non dargli fiducia? Vai Adamo sei tutti noi! Ed io scemo proprio non ci ho pensato che poteva essere una fregatura, ma con il senno di poi hanno tutti dieci decimi di vista, porco mondo.

Arriva il Comic-Con di San Diego, con tutta il suo tsunami di notizie sui prossimi film in uscita e tra il dodicesimo film della fase 47 della Marvel, l’annuncio di King Kong Vs Godzilla Vs Peppa Pig, la notizia forse passa un po’ troppo in sordina, il nuovo film di Adam Wingard intitolato “The Woods” in realtà si chiama “Blair Witch” ed è il remake di quell’altro film là, quello famoso. Io comunque prendo bene la notizia.

Signora è inutile che continua a chiamare, abbiamo già ricevuto sette chiamate in merito al pazzo che ulula disperato alla luna sul tetto di casa sua, abbiamo già inviato una volante e avvisato la protezione animali per farlo scendere, non serve continuare a telefonarci…

Non che io sia mai andato pazzo per il film originale (di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez), ma è innegabile che alla sua uscita fu in grado di spostare qualcosa ed ora mi sa che vi tocca allacciarvi le cinture, sta partendo il treno del flashback diretto verso l’anno 1999…


"Sento che qualcuno sta per parlare di me...".
Nell’anno celebrato da Prince in un suo celebre pezzo, io sono già un infognato di film e un maniaco di Horror, per vedere “The Blair Witch Project” di cui parlava pure il vice bidello a scuola, parto dal mio paesello nebbioso, prendo tipo quattordici pullman per andare nella sala grande del cinema Lux di Torino, per altro, uno degli ultimi spettacoli prima che chiudesse per restauri durati un'Era geologica e terminata da davvero poco tempo.

Insieme a me ci sono due miei amici, uno ancora oggi schifa ogni genere di Horror, l’altro, non vi so dire se abbia sviluppato una passione dopo quella serata, perché ci siamo persi di vista, ma allora era uno di quelli che non concepiva un film che non prevedesse due che si accoppiano in favore di telecamera. Lo so è dura da digerire, fatevi forza.

Ora, che io mi sia sobbarcato la trasferta ha una certa logica, sono malato di mente per i film (e non solo) quindi ci sta, ma perché gli altri due miei compari avrebbero dovuto fare lo stesso? Per la semplice ragione per cui “The Blair Witch Project” era diventato un tale fenomeno mediatico che chiunque ai tempi voleva vederlo, con la storiella del vero (finto) ritrovamento del filmato, Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez hanno mandato a segno un colpo notevole, considerando che nel 1999 eravamo ancora all’alba dell’Era di Internet.


"Voglio chiedere scusa per il rumore fastidioso del modem a 56K".
Della visione ricordo uno, che durante l’ultima concitata scena del film, si mette ad urlare disperato in mezzo alla sala, ricordo di aver girato la testa di scatto in direzione delle urla, a fine film con luci accese in sala, l’omino era circondato dagli amici intenti a consolare la crisi di panico del poveretto, unica volta in vita mia che ho assistito ad una scena che un pubblicitario userebbe per vendere il film a chiunque.

Il film originale non era nemmeno malaccio, il suo non mostrare nulla lasciava un senso di inquietudine efficace, non ha inventato il found footage, quel primato tocca a “Cannibal Holocaust” (1980) di Ruggero Deodato, se non addirittura a “The Legend of Boggy Creek” (1972), ma la scampagnata nel bosco si guadagna comunque il suo posto nella storia.


Una volta di questa potrei anche decidermi a riguardarmelo questo...
Il remake di un film del genere metterebbe in difficoltà chiunque, ci vorrebbe qualcuno capace di giocare con i generi per provare a dire qualcosa di nuovo, in questo senso la scelta di Adam Wingard è impeccabile, peccato che il nostro, in collaborazione con Simon Barrett sembra che si sia limitato ad un compitino: volete il remake del vostro film famoso aggiornato all’anno 2016? Eccolo! Pronto e servito. Anche perché parliamoci chiaro: la tecnica del found footage è stata cucinata in tutte le salse, dagli horror ai viaggi nel tempo, passando per film confezionati per sembrare dei videogames e il pubblico si è bello che rotto le palle di traballamenti, urla e roba inquadrata poco e fuori fuoco.

Wingard e Barrett partono da uno spunto anche interessante: James Donahue (James Allen McCune) da diciassette anni è alla ricerca di sua sorella, che altri non è che Heather Donahue, quella che smoccolava e piagnucolava in favore di telecamera nel film originale. In pratica, il nostro protagonista è una specie di Fox Mulder, giusto per stare in atmosfera anni ’90.

Tutti gli indizi portano al famigerato bosco, quindi si parte, questa volta più preparati, nel primo film i protagonisti avevano un vecchia videocamera, bene, qui abbiamo walkie talkie, auricolari, telecamere che offrono il POV (point of view) di ogni personaggio e persino un drone pilotabile, ce l’avevate voi il drone volante nel 1999? Tiè! Beccati questo anno con troppi nove!


"I nostri compari degli anni '90 camminavano di più e facevano meno selfie".
Tutto questo armamentario è giustificato dalla volontà di fare un documentario sulla ricerca della sorella scomparsa, quindi anche per questo remake la faccenda del found footage l’abbiamo sistema, inoltre, Wingard e il suo sceneggiatore di fiducia Simon Barrett fanno un lavoro decente con i protagonisti, creando subito attriti tra la coppia di amici (neri) a supporto del protagonista e i due buzzurri fanatici del mito della strega, che sfoggiano una bella bandiera confederata in soggiorno, si propongono come guide, esperti del luogo della vedute ristrette.

Apparecchiato il tavolo, Wingard preme sull’acceleratore di tutto quello che fa “The Blair Witch Project”: un sacco di omini di legno appesi agli alberi, un sacco di gente che corre qua e là facendo traballare l’inquadratura gridando “Oh my God!”, insomma la versione aggiornata del film originale, in cui, però, di originale c’è davvero poco, perché tolti dall’equazione drone e GPS (con una scusa da FACCIAPALMO), le novità latitano.


Quello che Wingard ha visto e capito del film del 1999.
Per un attimo Wingard pare concentrarsi sulla sfiducia tra gli allegri (si fa per dire) campeggiatori, un amorevole accusarsi uno con l’altro che poteva essere davvero la novità del film, poi, improvvisamente, piazza l’unica differenza grossa del film, ovvero la ragazza che si ferisce il piede nell’attraversamento del ruscello, con questo assesta un clamoroso calcio al secchio del latte e buonanotte... Al secchio tanto per restare in tema!

"Oddio non voglio morire proprio ora che ho i capelli come Faye Valentine!".
Questa storia della ferita al piede viene ribadita anche troppe volte, bisogna dire che la scena in sé quando arriva al suo apice funziona e risulta anche piuttosto schifosa grazie a ottimi effetti speciali, il problema è che da un film come questo, ci si aspetta la paura di una minaccia costante, una scena di puro Body Horror per quanto ben fatta, mi fate capire cosa serve nell’economia di un film così? Infatti, risulta tanto bella quanto inutile. Ma la vera delusione arriva dopo: la scena del cunicolo.

Senza rivelarvi troppo, ad un certo punto un personaggio s'infila in un angusto cunicolo, ho guardato l’ora per capire quanto durasse quella scena, perché sul serio mi sembrava infinita, ma non per la noia, proprio per il senso di fastidio, la scena è magistrale, Wingard utilizza alla grande il poco spazio e davvero sembra mancare l’aria pure a te che te ne stai comodo in poltrona. Se c’è una scena da salvare in questo film, è sicuramente questa, che per la cronaca, dura la bellezza di dieci, interminabili e angosciosi minuti.


I claustrofobici sono pregati di astenersi.
Perché deludente allora? Perché cacchio Adamo! Ma vedi che volendo qualcosa di buono e giusto avresti potuto farlo anche con un idea nata morta come questo remake? Invece nulla, il finale è la becera (e anche meno riuscita) fotocopia di quello originale, con tanto di strega mostrata, trovata che ammazza ogni speranza di brividi per sempre. Adam! Avresti dovuto distruggere i Sith non unirti a loro!!!

La sensazione finale è quella di un compitino arrivato fuori tempo massimo, persino l’inguardabile sequel di “The Blair Witch Project” (“Il libro segreto delle streghe - Blair Witch 2” 2000) aveva più idee di questo moscio remake, che mi getta nello sconforto non solo perché rappresenta un grosso passo falso nella carriera di un regista molto promettente, ma forse è l’inizio della “Fase due” della carriera di Wingard.


Signorina, le tonsille tutto bene, sta una favola.
Adamo e il suo compare Simone hanno già annunciato di essere al lavoro sull’adattamento cinematografico del manga “Death note” e sul remake americano di “I saw the devil” che già non è uno dei miei preferiti tra quelli diretti da Kim Jee-woon. Inoltre, Wingard si è detto interessato a dirigere il rilancio della saga di Halloween, che sarà prodotta da Jason Blum. Insomma, mi sa che l’Era in cui Adam Wingard e Simon Barrett si sbattevano cercando di produrre qualcosa di nuovo è già conclusa, spero vivamente di sbagliarmi…

Pronto polizia. Ma di nuovo signora? Ancora il pazzo che ulula disperato sul tetto? Sì signora, certo signora, interveniamo d’urgenza...

22 commenti:

  1. Mi sono addormentato e, sul finale, mi hanno svegliato le urla degli odiosi protagonisti.
    Nel dubbio, orribile e superfluo.
    Cade la telecamera a mano. Fine.

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    1. Per la serie: "Shhhhh! Qui c'è gente che domani va a lavorare!" ;-) Cheers

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  2. No dai, questo a me è piaciuto quasi quanto il primo. I momenti angoscianti ce li ha, a momenti dovevano staccarmi dalla poltrona. :D :D
    E comunque discreta bomba: ho letto che a detta dei registi quella non è la strega. ..

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    1. Anche a me è piaciuto quasi quanto il primo, anche se è arrivato in un momento in cui i found footage ormai ci escono dalle orecchie. Certo che ci sono i momenti paurosi, la scena del cunicolo è angosciosamente fantastica, motivo per cui mi mangio le nocche delle mani, perché escluse poche scene, in generale mi è sembrato un compitino fatto con poca voglia.

      Voglio crederci che quella non fosse la strega, la cosa aprirebbe scenari interessanti per possibili sequel, se mai li vedremo, non sono aggiornato sugli incassi del film. Cheers!

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  3. ahhh...crashh...bohhh.bang...sgrattt...ma morite in fretta e non rompete!!!Già sai..a me poi aveva fatto schifo pure il primo.L'unico problema è che ci siam giocati Wingard...

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    1. Lo so lo so, e temo pure io che il Wingard con la voglia di fare sia bello che andato, la sua regia era l’unica cosa interessante del pilot di “Outcast”, ma un film come “The Guest” temo non lo vedremo più. Cheers!

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  4. Questa è la recensione ESSENZIALE e completa sul film. Ottimo articolo, le memorie risalenti al 1999 mi hanno fatto morire dalle risate. Io il primo lo vidi in VHS essendomelo perso al cinema (non mi fidavo e avevo ragione), il secondo film seppi che esisteva e lo ignorai. Questo remake lo vedrò probabilmente per curiosità quando uscirà in DVD perché tutti parlano di questa scena del tunnel e la parte della ferita al piede con body horror annesso che però non va da nessuna parte.
    Ti dovrei mandare la versione di Blair Witch 2 realizzata da un fan secondo le indicazioni che il regista ha lasciato in varie interviste, documentari e dietro le quinte, perché il secondo film voleva essere più sofisticato di quello che abbiamo pensato, poi sono arrivati gli "executives" ed hanno detto: dov'è lo splatter? (All'epoca andava di moda)
    Dov'è lo sbudellamento? E così il montaggio finale di Blair Witch 2 lo ha trasformato in un film stupido ed abbastanza insensato.

    Se sei ferrato con l'inglese dai un'occhiata a questo video che ne descrive bene la storia https://youtu.be/hAkmHSzUIHQ

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    1. Ti ringrazio moltissimo, era l’occasione giusta per ricordare quella trasferta del 1999 ;-) La scena del piede è tanto ben realizzata quanto inutile, quella del tunnel invece funziona, Wingard gioca su una paura atavica, come quella degli spazi ristretti, e lo fa per bene, purtroppo solo quello.

      Sapevo qualcosa in merito alla produzione di “Blair Witch 2”, che era davvero un filmetto con poco da spartire con l’originale, non sono ferrato ma lo capisco piuttosto bene, quindi ti ringrazio per il video, me lo guarderò con piacere ;-) Cheers

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  5. Non sapevo che dietro ci fosse il regista dello spettacolare The Guest...

    Chissà perché l'ha fatto.
    Non si può manco dire che sia per soldi, visto che resta pur sempre un film low-budget (anche se non quanto il primo).

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    1. Proprio lui, ora capisci la mia sofferenza ;-)
      Sono andato a leggere ora, costato la cifra standard di 5 milioni di ex presidenti defunti, incassati 19 (solo USA), potrebbe venirci fuori lo stipendio per Wingard, per il sequito non so ;-) Cheers

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  6. L'immagine di Cassidy sul tetto di casa che ulula contro i remake inutili è deliziosa! ^_^
    Ricordo poco il primo e anche il secondo BW, all'epoca ero intrippato con altro tipo di cinepresa a mano, quella di Von Trier. Per questo devo assolutamente vedermi questo remake, perché la scena del piede che citi... mmmm, mi puzza di idea presa proprio al folle e geniale Lars! Ti saprò dire...
    Proprio l'altro giorno una collega mi dice "Hai visto che sta per uscire un film sui cannibali? Dicono che la gente si è sentita male al cinema". Ho cercato di spiegarle che è la più vecchia forma di marketing cinematografico, ma non l'ho convinta. Ricordo che davvero tutti parlavano di Blair Witch e ovviamente era pieno di gente che si era sentita male in sala... tutto cambia perché niente cambi...

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    1. Ti ringrazio, penso che dovrò prendere residenza sul tetto, almeno a giudicare dai film che sto vedendo ultimamente ;-) Stai pensando ad “Antichrist” per caso? Aspetto il tuo parere in merito su questa proto citazioni al vecchio Lars.

      Si ora parlano tutti di “Raw” come l’altro ieri parlavano di (quella buffonata) “A serbian film”. “Più le cose cambiano più restano le stesse” (Cit.) per il marketing vale sicuramente ;-) Cheers

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  7. Ripeto quello che ho già detto e ridetto da altre parti, il primo TBWP aveva un suo senso e come dici tu ha fatto epoca. Il secondo era a dir poco imbarazzante...questo qui secondo me è solo l'ennesima operazione furbetta tesa a fare un poco di soldi e a coprire una ormai cronica mancanza di idee in quel di Hollywood.

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    1. Concordo su tutta la linea, le possibilità erano infinite, far tornare un gruppo di persone in quel bosco 17 anni dopo, mi vengono dieci idee solo scrivendo qui ora a me che non sono nessuno figuriamoci chi fa film di mestiere. Cheers

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  8. Io ho sempre preferito la quadrilogia di Bare Wench Project con Julie Strain nella parte della strega... ;-)

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    1. Mitica Julie Strain! Sai che non l'ho mai visto? Dovrò assolutamente recuperarlo, sicuramente meglio di questo remake :-D Cheers!

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  9. Povero Wingardo, speriamo l'abbiano pagato molto bene! PEr il resto condivido soprattutto il commento di Ivano!

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    1. Lo spero anche io, questo tipo di progetti sono più facili, ok vado a scaricarmi Bare Wench Project ;-) Cheers!

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    2. Se lo prendi nello spirito che gli si confà ti diverti un sacco, soprattutto con il secondo episodio. Ma guarda di procurarti anche l'uncensored che è un bel vedere.

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    3. Mi cercherò quello, quando vedo "Uncensored" punto sempre a quella versione ;-) Cheers

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  10. Sai, in base ai gusti, credo fortemente che i sequel o li fai subito o non li fai affatto. Far passare troppo tempo è deleterio: a volte è meglio lasciar stare.
    "Blair Witch" non mi ha fatto impazzire, si è spenta la magia.

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    1. Si vero, oppure se sono passati tanti anni devi saper sfruttare il mito che si é creato, una fotocopia serve a dopo a tutti. É un discorso che ha senso il tuo. Cheers!

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