giovedì 8 settembre 2016

The Trust (2016): Quando Nicolas Cage scende dal letto con il piede giusto


Quanti film con Nicolas Cage escono ogni anno? Non lo so, a volte mi sembra che ne sforni uno al mese nei periodi in cui lavora poco, oltre ad avervi già raccontato che il nipote di Francis Ford Coppola è l’attore preferito del mio cane (storia vera!).

Penso che Nicola Gabbia sia sempre uno spettacolo, quando sbaglia in maniera clamorosa vengono fuori capolavori dell’involontariamente comico come il remake di “The Wicker man” (un apice assoluto, non credo di aver mai riso tanto al cinema), quando, invece, ha per le mani il personaggio giusto, il suo andare sopra le righe funziona alla grande, come nel remake de “Il Cattivo tenente”, ad esempio. Un po’ a sorpresa, “The trust” è una di quelle volte in cui avere Nicolas Cage fa la differenza.


Eccolo! Sta già indicando cose a caso, grande Nicola sei una sicurezza.
Nel corpo di polizia di Las Vegas non potrebbero esserci due sbirri più agli antipodi del tenente Jim Stone (Nicolas Cage) e il sergente David Waters (Elijah Wood): il primo è diligente, studioso, una sicurezza, infatti i colleghi gli appioppano tutte le pratiche burocratiche che nessuno vuole sbrigare e lui zitto, testa bassa e pedalare.

Non ha una vita sociale, non ha amici e certo quei baffi non aiutano il suo look, ha un padre con cui cerca di avere un rapporto, ma in risposta ottiene solo sguardi malinconici e conversazioni ancora più tristi, Jerry Lewis magnifico in un ruolo che mi ha ricordato quello di Charles Bronson in “Lupo solitario”. Se ve lo state chiedendo: sì, Jerry Lewis è il padre di Nicolas Cage in questo film e ditemi se non è una scelta di casting più che azzeccata!

L’altro poliziotto, invece, è giovane, scazzato anche quando fa sesso con le prostitute (scena di apertura del film), fuma troppo e non solo sigarette, a guardarlo sembra uno dei commessi di “Clerks” di Kevin Smith, tutto tranne che un poliziotto, anche se con Jim Stone va d’accordo, tanto che il tenente lo tira dentro al suo piano.


"Questa volta non ho nemmeno Sam Gamgee a fare il lavoro sporco".
Spulciando tra le carte Jim Stone scopre un modo per fare tanti bei soldi facili: una cassaforte da svaligiare in un topoi classico dei film di questo tipo, gli sbirri che saltano la barricata e utilizzano le loro conoscenze per diventare criminali. La stessa meticolosità di solito applicata all’essere un buon poliziotto, viene utilizzata per fare il colpo della vita, quello da due ore di paura e poi passa tutto e via alle Bahamas, la spiaggia e i cocktails, "pe' fà na vita meno amara" avrebbe cantato Nino Manfredi, se avete visto più di due film nella vostra esistenza, già sapete che le cose non andranno come da programma.

Noia e tedio in una trama già vista con Nicolas Cage che indica, strabuzza gli occhi e fa il pazzo… Sbagliato, perché malgrado la poca originalità della storia, i due registi esordienti, i fratelli Alex e Benjamin Brewer fanno un ottimo lavoro, non so nulla di cosa abbiano fatto prima, la loro pagina IMDB indica solo tanti video musicali, ma non avendone visto nessuno, li giudico sulla base di questo film e il loro lavoro funziona.


"No dai Nick sul serio, reciti con la crema solare sul naso?".
La Las Vegas di questo film è lontana anni luce da quella notturna e piena di neon che vediamo di solito al cinema, sembra la Las Vegas del mattino dopo la sbornia, anche se i protagonisti si giocano tutto scommettendo sul loro piano criminale.

I Brewer sono bravi a lavorare per sottrazione, non spettacolarizzano quasi nulla, nemmeno le poche scene d’azione che ci sono nel film, ma sanno caricare il tutto con grande tensione, sembra sempre che un incudine sia pronto a cadere sulla testa dei protagonisti, inoltre, dimostrano di aver fatto i compiti studiando i grandi del cinema, era dai tempi di “Strade violente” (Thief, 1981) di Michael Mann che non vedevo un utilizzo tanto realistico di una trapano a colonna in un film di rapina, oh! Badate bene, non sto dicendo che i Brewer sono i nuovi Michael Mann, sto dicendo che apprezzo due che all’esordio si ispirino ai film giusti.

"Regola numero uno, mai interrompere IL Cage mentre sta creando".
Un piano che sulla carta avrebbe dovuto filare liscissimo, diventa un percorso ad ostacoli, da superare o da occultare per non essere beccati, in questo i due protagonisti uniti nell’intento, restano comunque agli antipodi, Elijah Wood in certi momenti deve restare calmo, ma è chiaro che il suo personaggio sia sempre ad un millimetro da una crisi isterica, Elia Bosco è molto bravo, ormai pare uscito dall’ombra di Frodo Baggings e questi personaggi con il tormento dentro gli vengono bene (sto pensando anche alla sua prova nel remake di “Maniac”). Curioso che ogni volta che il suo personaggio debba gestire un casino, lo faccia affidandosi al suo essere un poliziotto, cosa per la quale, nella parte iniziale del film, pareva proprio non provare il nessun minimo interesse.


Ma come detto “The trust” è il Nicolas Cage Show, più il personaggio di Wood si lascia prendere da un evidente panico, il suo Jim Stone resta calmissimo, pragmatico nel fare tutto quello che deve per risolvere i vari problemi che gli si pongono davanti, un attimo prima risoluto e apparentemente privo di sentimenti umani, un attimo dopo pronto a scherzare parlando di cocktails con un umorismo esagerato e fuori luogo che solo uno come Cage può rendere credibile, tanto da farti pensare: “Ma è pazzo?” e sicuramente il personaggio di Wood lo guarda con lo stesso pensiero in testa.


Classico momento Nicolas Cage che fa esaltare tanto il mio cane (Storia vera).
Infilato nei panni di un omino insoddisfatto, Nicolas Cage azzecca tutti i tic giusti, le risatine fuori luogo, mandando a segno un altro cattivo tenente, se non lavorasse come un pazzo (in tutti i sensi) per pagarsi i suoi costosi vizi (principalmente fumetti e crani di dinosauro… Storia vera!) e recitasse solo nei film giusti per lui come questo, staremmo parlando di un attore eccentrico quanto volete, ma del tutto differente, capita una volta su dieci che sforni una prova come questa in “The Trust”, ma quando succede capisci perché piace pure al mio cane.

12 commenti:

  1. Ma Frodo mi è tanto simpatico (però mi passa da Sasha Grey a coso, qui) e Cage sembra non fare peggio del solito...
    Potrei vederlo, sì ;)

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    1. Elia Bosco sta mandando a segno un sacco di bei titoli, quello con Sasha Grey non mi è piaciuto, ma “Cooties” era divertente e il remake di “Maniac” una bombetta. Ora lo attendo nella nuova serie BBC dedicata a Dirk Gently, il detective olistico creato dal grande Douglas Adams (yeah!).

      Da questo film non mi aspettavo nulla, la trama è vista mille volte, eppure mi ha tenuto incollato allo schermo fino alla fine, proprio per la prova sia di Wood che di Nicolino Gabbia, che qui si mangia tutto ;-) Cheers

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  2. Noooo i baffi noooo! Vedrò il film solo per ridere in faccia ai baffi del Cage :-D
    No, scherzo, mi intriga la trama classica fatta bene, quindi magari piacerà anche ad un anti-cage come me ;-)

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    1. Il poster è un photoshop orribile almeno quanto i baffi di Cage, la coppia è stramba, ha tutto per sembrare il solito ignorabile film di Nicola Gabbia, eppure funziona senza davvero inventare nulla, se facesse solo film così, Cage piacerebbe a tutti e non solo al mio cane ;-) Cheers

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  3. Ma quanti debiti di gioco ha Cage?!!! :-)))

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    1. Quando ho visto le immagini di lui scatenato, a compare fumetti come se non ci fosse un futuro, al Comicon di San Diego, ho capito perché fa tutti questi film ;-) Cheers

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  4. Non che non mi fidi di te, ma sul fatto che Nicolas Cage abbia fatto un film decente proprio non ci credo! :)

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    1. Ti ringrazio per la fiducia, lo so, succede con la frequenza di un eclisse solare totale, ma ogni tanto pure lui becca un canale ;-) Cheers

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  5. Una bella tamarrata, sembrerebbe. Bene, me lo segno :D

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    1. Non è poi così tamarro di suo, di suo è un thriller anche serio. Però Cage riesce a buttarla sul ridere sempre quando non dovrebbe, e per assurdo funziona, ti fa sospettare della sanità mentale del personaggio. Cheers

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  6. Ohhh e che notizia è questa? Nicolas Cage decente??? Non lo vedevo dai tempi di "Kick-Ass"

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    1. Vero bravissimi Big Daddy! Vuoi vedere che sono i baffi che portano bene a Cage? ;-) Cheers!

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