martedì 27 settembre 2016

Elvis & Nixon (2016): The king has entered the building


Tra tutte le foto conservate nella Casa bianca a Washington DC, una in particolare è la più richiesta dai visitatori, è quella che immortala lo storico incontro avvenuto il 21 Settembre del 1970 tra il presidente Richard “Tricky Dicky” Nixon e Elvis “The King” Presley. Il re del mondo e il re del Rock, riuscite a pensare a due personaggi più agli antipodi?

Dicky, potrai anche essere il presidente, ma lui è il Re.

Allo stesso tempo, riuscite a pensare a due personaggi più difficili da interpretare? Definirli due volti noti è appena riduttivo, entrambi con fattezze e movenze caratteristiche, imitate tanto da diventare iconografiche, il simbolo della vittoria del Presidente e le movenze da karateka del Re.

Entrambi sono stati interpretati da un sacco di attori sul grande e sul piccolo schermo, non pretendo di ricordarli tutti, ma Nixon ha avuto il volto di Frank Langella (“Frost/Nixon - Il duello” di Ron Howard, 2008) e di Anthony Hopkins (“Gli intrighi del potere” di Oliver Stone, 1995) entrambi piuttosto riusciti.

Mentre Elvis, ah beh, Elvis è un'altra faccenda, quel volto che ha fatto sciogliere centinaia di signore è appena complicato da replicare, ci ha provato Jonathan R. Meyers nella serie tv “Elvis” (2005), con risultati tutto sommato decenti, almeno fino al momento di cantare (FACCIAPALMO).

Due che ci sono riusciti molto bene sono sicuramente stati Bruce Campbell e Kurt Russell, il primo aveva dalla sua la carta dell’anziano Re del racconto originale di Joe R. Lansdale, portato sul grande schermo da Don Coscarelli, il bellissimo Bubba Ho-Tep (2002). Kurt, invece, ha interpretato il giovane Elvis nel film diretto dal suo amico John Carpenter.


"Toh! Cassidy che parla di Carpenter, non succede mai".
Non so voi, ma un film che mette insieme due personaggi di tale calibro m'interessa a prescindere. Quando ho sentito l’annuncio degli attori, il mio livello di interesse è salito ulteriormente, per la semplice ragione che il cast può vantare non uno, ma due attori che trovo fenomenali.

Kevin Spacey deve averci preso gusto ad aggirarsi nello Studio Ovale, visto che da quattro stagioni (e il tassametro corre…) interpreta il Presidente Frank Underwood nella serie tv Netflix House of cards, insomma, ormai è quasi uno specialista.


"Anche così, i miei capelli non sono brutti come quelli di Trump".
Un altro affare, invece, è l’attore scelto per interpretare il Re del Rock, no sul serio, con tutta la stima che ho per lui, se mai avessi dovuto stilare una lista di possibili candidati per la parte di Elvis, Michael “Capoccione” Shannon non sarebbe MAI stato tra questi.

La regista Liza Johnson, ci racconta l’incontro tra questi due celebri personaggi, fortemente voluto e caparbiamente ricercato da Elvis, il suo obbiettivo ultimo era molto semplice: aiutare il suo Paese contro il degrado portato dalla droga, facendosi assegnare un distintivo e diventando un agente sotto copertura della narcotici.

Ve lo ripeto: è una storia vera. E sì, Elvis, una delle facce più riconoscibili del mondo, secondo forse solo a Gesù di Nazareth, aveva davvero in testa di fare l’agente sotto copertura. Capirete da soli che l’unico modo credibile per raccontare una storia del genere sia usare la commedia.


Questi due mi convincerebbero a guardare qualunque film.
L’incontro farebbe comodo ad entrambe le parti: una asseconderebbe le idee bislacche del Re e l'altra guadagnerebbe voti e popolarità. Associando Nixon (non propriamente Mr. Simpatia) ad una delle personalità più amate del mondo, sicuramente dagli aventi diritto al voto americani. Quindi, da una parte abbiamo l’entourage di Presley, composto dall’amico Jerry (Alex Pettyfer) e il magheggione Sonny (Johnny Knoxville, sì quello di “Jackass”, complimenti al direttore del casting per il coraggio). Mentre per #TeamNixon abbiamo Egil Krogh (Colin Hanks, figlio di Tom, visto nella serie tv Fargo) e Dwight Chapin (Evan Peters, veterano di mille American Horror Story).

Ma a fare la parte di veri mattatori sono, ovviamente, Spacey e Shannon, con il primo che in certi momenti si ritrova quasi a fare da spalla comica e vi assicuro che più di una volta ho temuto che venisse fuori il Frank Underwood dentro di lui.

Kevin Spacey, ingobbito come Nixon e aiutato da una capigliatura quasi identica a quella di “Tricky Dicky”, il suo Nixon è volutamente sopra le righe, ma nemmeno poi così tanto, sembra quasi una versione distorta di Underwood, senza la possibilità di rivolgersi allo spettatore guardando dritto in camera. Spacey fa davvero un ottimo lavoro nel sottolineare tutte le manie di Nixon, da quella, direi abbastanza celebre per registrare le conversazioni, fino all’ossessione per l’aspetto fisico.

"Non mi freghi con quei basettoni, tu facevi lo sbirro in una serie tv".
Ma, per assurdo, il film tira fuori il suo meglio proprio in quello che sulla carta avrebbe dovuto essere il punto debole, la prova di Michael Shannon è talmente sbagliata da risultare giustissima. Se riuscite a superare i due minuti iniziali, in cui vedendolo conciato da Elvis, sembra di guardare il peggior imitatore al mondo, uno capace di arrivare ultimo anche contro il classico Giapponese ubriaco che canta “Love me tender” al Karaoke.

Poi, contro ogni pronostico, la capacità di esagerare, ma in maniera sempre controllata di Shannon, si rivela perfetta per un personaggio, che all’apice del suo successo, può permettersi di portare armi da fuoco su un aereo di linea, o di avere un colloquio con i più alti papaveri, sfruttando numeri di telefono ottenuti dalla groupie ai suoi concerti. Il dialogo chiave è quello in cui il Re spiega al suo amico Jimmy che quando lui entra in una stanza, nessuno vede Elvis, ma quello che lui rappresenta nelle loro vite. A questo punto la somiglianza fisica non con il vero Presley non è più fondamentale, ci vuole solo uno capace di portare sul grande schermo la lucida follia dell’uomo più famoso del mondo, che vuole sconfiggere gli spacciatori andando sotto copertura. A questo punto, trovatemi uno più adatto di Michael Shannon ad interpretare la follia.


"Hey modera i termini, non sono pazzo, sono Elvis".
Il suo Elvis Presley è magnetico come richiede la parte ed ironico quel tanto da convincere anche lo spettatore, lui sicuramente è quello che si diverte più di tutti e il film vola via velocissimo, una commedia brillante con pochissime location con dialoghi irriverenti e sagaci, potrebbe piacere a chi apprezza House of Cards e anche agli Elvis-maniaci, proprio perché non ha nessun intento di sbeffeggiare i personaggi, anzi, ad un certo punto sembra quasi che lo strambo piano del Re del Rock potrebbe funzionare.

Unica nota negativa, forse, non si sentono canzoni di Elvis Presley, in compenso abbiamo “Hold On! I'm a Comin'” di Sam and Dave e “Susie Q” dei Creedence, poteva andarci decisamente peggio!

Elvis has left entered the building.

12 commenti:

  1. Mentre lo vedevo pensavo a te :-D
    Mi è davvero piaciuto e hai detto benissimo, proprio l'esagerazione rende credibile l'incredibile. Quando Elvis mostra il karate a Nixon stavo morendo dal ridere, anche se ovviamente rimane imbattibile Nunchaku Nixon di "Black Dynamite" :-P

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    1. Avevo messo gli occhi addosso a questo film, fin dalla sua prima immagine promozionale, con quei due nei loro costumi di scena, non potevo perderlo ;-)

      Ti ringrazio, penso che la regista abbia azzeccato il tono giusto per raccontare la vicenda, al resto ci pensano gli attori, che esagerano il giusto. Incredibile come un soggetto così stringato, riesca ad appassionare, personalmente il film mi è volato via. La scena del karate è fantastica, in particolare per la faccia che fa Nixon/Spacey, che un minuto prima si interrogava sul suo poter battere Elvis nella specialità ;-)

      Nunchaku Nixon è una delle cento trovate geniali di quel film, una di questa volte me lo voglio rivedere “Black Dynamite" e provare nel mio piccolo a pubblicizzarlo, lo conoscono troppe poche persone. Cheers!

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  2. Sono indeciso se andare al cinema o guardarlo in lingua originale, cosa mi consigli? :)

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    1. Visto in lingua originale, quei due sono abituato a sentirli nella loro lingua madre ;-) Cheers!

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    2. Stasera lo provo al cinema, semmai lo riguardo poi prima di scrivere una recensione :)

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    3. Ottima strategia, cosi mi fai sapere come hai trovato il doppiaggio. Cheers!

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    4. Visto! Caruccio, ma non so se mi è piaciuto abbastanza da meritarsi una seconda visione... recensione in arrivo, comunque :)

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    5. Bene dai, si in effetti non é un film da vedere e rivedere, la leggeró di gusto ;-) Cheers

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  3. Ormai sono stufo di biopic. Ma questo mi incuriosiva proprio per Shannon, che credo ormai sia il mio attore preferito.

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    1. Bongustaio, Shannon è un grande, per altro, per altro mi fai notare che parlando di questo film non ho mai usato la parola “biopic”, forse è significativo di quanto sia differente rispetto ai film di questo tipo ;-) Cheers!

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  4. Ma quindi esiste? Questo è un film che ho perso di vista. E me lo segno per recuperarlo!

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    1. Annunciato parecchio tempo fa in effetti, ma esiste ed é anche uscito nelle nostre sale, misteri della distribuzione ;-) Cheers

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