domenica 11 settembre 2016

Crossed +100 Vol.2 - Io sono leggenda: Un futuro ben poco rassicurante


Ereditare una serie scritta da Alan Moore può essere un’impresa molto difficile, oppure molto semplice, in questo caso Simon Spurrier può considerarsi fortunato, ma prima, un piccolo passo indietro.

“Crossed” creata da quel pazzoide di Garth Ennis parla di un misterioso virus che trasforma la popolazione in essere spietati senza nessun freno inibitore, mossi dagli istinti più bassi, violentano e uccidono senza ritegno, uno tratto distintivo, una vistosa eruzione cutanea a forma di croce sul volto, da qui il nome della serie il loro soprannome: Scrociati.

Alan Moore è entrato a gamba tesa su una serie puramente survival horror, applicando il suo solito genio e spostando la trama cento anni del futuro dopo l’avvento degli Scrociati. Il risultato è stato il primo volume della serie Crossed +100, splatter e violenza non mancano, ma Moore sfrutta il soggetto per mandare a segno una riuscita storia di fantascienza, tratteggiando un mondo riconquistato dalla natura selvaggia e un'umanità rispedita all’Età della Pietra che muove i primi passi per ricominciare, anche nelle scelte linguistiche, Moore sottolinea i cento anni passati, inventandosi una geniale parlata futura fatta di neologismi, più legati alle singole azioni (“Fantasmare” al posto di spaventare, “Occhieggiare” al posto di guardare e via dicendo), ma anche non semplicissimi da seguire, almeno nei primi numeri, poi con il passare delle pagine ci si fa l’orecchio e questa “Fintastoria” diventa “Cinematica”, senza dover “Capocciare” poi troppo sull’utilizzo della parole.


Quest'anno ad Haloween mi travesto da da "Faccia di chiesa".
Altra caratteristica del primo volume? Quella di intitolare ogni capitolo come un celebre libro di fantascienza, ovviamente scelto in tema con il contenuto del capitolo stesso, aiuta il fatto che la protagonista sia l’archivista Future Taylor, giovane ragazza che nel suo girovagare, cerca di recuperare e salvare libri di “Fintestorie”, specialmente quelli di fantascienza, i suoi preferiti.

Ad ereditare la serie tocca a Simon Spurrier, uno che ha una certa esperienza con il mondo violento creato da Garth Ennis, visto che è stato autore del ciclo di storie “Crossed: Manchi solo tu” e proprio da qui Spurrier continua, assicurandosi di non uscire mai dai sicuri binari tracciati dal Mago di Northampton.

Dopo la distruzione della comunità di Future, Chooga, avvenuta nel finale del primo volume, la ragazza è ancora ospite di Murfreesboro, comunità filo-islamica, rappresentante dell’unica religione sopravvissuta sulla terra dopo la catastrofe. Ma dopo un anno Future non è ancora tranquilla, sospetta che i “Faccia di chiesa” stiano organizzando qualcosa, il suo fiuto e tutti quei romanzi di fantascienza non le concedono di credere davvero che sia tutto finito, ovviamente la comunità non la pensa allo stesso modo, capire chi ha ragione in questo dissidio non è la parte più complicata della storia.


Cento anni nel futuro, altro che automobili volanti!
Simon Spurrier si gioca furbetto l’omaggio iniziale al capolavoro di Richard Matheson, “Io sono leggenda” per sottolineare le paure di Future e anche per dare un titolo al volume, dopodiché seguendo il copione di Moore, per ogni svolta della storia, inserisce un nuovo romanzo, Future organizza una “Sgambata” fuori dalla comunità per accertarsi che gli Scrociati non stiano architettando qualcosa? Bene, allora l’occasione è ghiotta per omaggiare il viaggio della nave “Gateway” in viaggio per Venere, del romanzo “La porta dell'infinito” di Frederik Pohl.

L’evoluzione di una civiltà nell’arco degli anni, secoli e millenni, somiglia al lavoro fatto da Olaf Stapledon sulle pagine di “Infinito” e l’impossibilità di comunicazione tra umani e Scrociati ricorda quella tra umani e Taurani di “Guerra eterna” di Joe haldeman.

In sè “Crossed +100 Vol. 2” non ha grossi difetti da segnalare, ho trovato la lettura molto più semplice rispetto a quella del primo capitolo, non solo perché mi sono abituato alla stramba parlata futuristica, ma più che altro perché Spurrier ne fa un utilizzo molto più didascalico, limitandosi a sostituire alcuni verbi con i loro equivalenti nella neo lingua (per altro sottolineati, per maggiore chiarezza). Il risultato non richiede la stessa concentrazione durante la lettura del primo volume, ma vengono meno anche le trovate brillanti e, in senso più ampio, il genio del grande scrittore.

Rejex rejex, you've torn your dress. Rejex rejex, your face is a mess...
Alla fine il problema è tutto qui, tra il primo e il secondo volume intercorre la differenze che c’è tra Moore e Spurrier: il primo è geniale, il secondo è “solo” un solidissimo scrittore che fa un buon lavoro, ma nello scontro diretto il paragone è impietoso.

Parlando di disegni, invece, anche qui assistiamo ad un cambio della guardia: Fernando Heinz e Rafael Ortiz prendono il posto di Gabriel Andrade, disegnano ognuno tre capitoli a testa dei sei che compongono il volume. Fernando Heinz mi ricorda una marca di Ketchup che mi piace, ma il suo tratto è un po’ troppo fumettoso per la storia, con influenza da Anime specialmente nel tratteggiare i volti, cosa che, specialmente nelle prime pagine, mi ha spiazzato un po’.


Quando parlo di matite in stile Manga mi riferisco a questo.
Rafael Ortiz, invece, ha un tratto più sporco e grezzo, decisamente più azzeccato per la storia ma anche leggermente più confusionario. Insomma, la sensazione che ho è che anche Crossed +100 diventerà una serie regolare magari anche interessante, ma come mi è già capitato per la serie madre, con l’addio dello scrittore titolare (Garth Ennis là, Alan Moore qui) non so quanta voglia avrò ancora di proseguire con la lettura.

Vabbè, vedremo, non si può mai dire magari un salto tra queste ben poco rassicuranti pagine piene di loschi “Faccia di chiesa” potrei sempre aver voglia di concedermelo.

2 commenti:

  1. Crossed lo amo ma con questo spin off mi sono fermato al primo volume, che mi ha annoiato. Preferisco le secchiate di sangue e le morbosità della serie regolare. Ma si sa, leggere Moore non è facile. Almeno per me.

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    Risposte
    1. Qui Moore manca, infatti anche la lettura del volume è molto più scorrevole, anche se preferivo scervellarmi con la neo lingua inventata da Moore. Cheers

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