sabato 6 agosto 2016

Preacher - Episodi 1x07/10: Non somiglia al fumetto, ma va bene lo stesso


In un'unica soluzione, gli ultimi quattro gustosi episodi che completano la prima stagione di “Preacher”, la cosa incredibile è che questa serie, iniziata in salita, alla fine si lascia anche guardare.
Preacher - Episodio 1x07 - He gone

Di sicuro non un episodio pieno di eventi questo, con un ritmo che inizia a somigliare (troppo) a quello dell’altra celebre serie AMC tratta da un fumetto famoso, le distanze con il fumetto aumentano e il cold open che mostra Jesse raccogliere un foglio dal pavimento della sua chiesa con su scritto “With God all things are possible” ci ricorda che proprio sotto quelle assi Eugene è sparito, spedito per direttissima all’inferno da Jesse, usando il diretto chiamato Genesis.

Il flashback ci mostra un'altra grossa differenza: Jesse e Tulip si conoscevano fin da bambini e per un po’ hanno vissuto sotto lo stesso tetto, quando Tulip s'infila in camera di Jesse per chiedergli conferma usando proprio quella frase (“Fino alla fine del mondo”) lo spettatore occasionale magari non capirà, ma chi conosce il fumetto sicuramente sì. Se il Jesse del presente dubita del suo controllo su Genesis, il flashback conferma che un vero controllo non lo ha mai avuto, Tulip portata via (perché “E’ una O’Hare”) e la celebre promessa di Jesse al padre (che prende definitivamente le distanze dalla sua controparte fumettistica), qui la sua morte sembra quasi un beffardo desiderio esaudito da Dio. I semi del dissenso tra il predicatore e l’onnipotente inizio ad intravedersi.


Le differenze tra fumetto e serie tv riassunte in una sola immagine.
Jesse non riesce più a gestire la sua famiglia disfunzionale, tratta tutti malissimo, a coprire il ruolo della sua coscienza è il più improbabile grillo parlante di sempre: Cassidy!
Nel finale il Predicatore inflessibile lascia bruciare l’amico sotto il sole, colpevole di avergli rivelato la sua natura Vampiresca, chi ha chiesto un Irlandese Brulè?


Roba che i fanatici della tintarella non possono capire.
Concludo con la parentesi, che mi sta sempre a cuore: anche sta volta Joe Gilgun si mangia la scena, il suo monologo sulle trame dei film di Fratelli Coen, ci regala una frase di culto (“La trama è importante!”).

Preacher - Episodio - 1x08 - El Valero

Sarebbe facile bollare questo episodio di “Preacher” come l’ennesima puntata in cui “Non succede nulla”, all’apparenza è tutto molto statico, come l’assedio di Odin Quincannon alla chiesa di Jesse, “One man army” pronto a difendere l’edificio anche da solo contro tutti gli operai (riciclati in soldati della domenica) del pericoloso quattrocchi.


"Un bravo direttore! Un grande direttore!" (Cit.)
Certo, questa serie tv non ha gli apici di genio del fumetto, ma si sta dimostrando incredibilmente coraggiosa nel percorrere strade alternative, facendo modifiche anche sostanziali ai personaggi, ma mantenendo intatto lo spirito del fumetto di Ennis e Dillon.

Nel cold open finalmente capiamo cos'ha visto il giovane Jesse nell’ufficio di Quincannon e capiamo anche perché Genesis non ha avuto effetto sull’uomo, o meglio, ha funzionato in pieno, ma Odin serve il SUO Dio, una divinità molto più concreta, tangibile, fatta di carne sangue e denaro. Nella scena in cui l’uomo si riscopre incapace di distinguere le interiora della figlia da quelle di una mucca, capiamo tutta la sua follia, ma anche le motivazioni della sua crociata contro l’Onnipotente, Jackie Earle Haley enorme, quest’uomo recita davvero troppo poco per il suo talento.


"Ricordatevi di Alamo! La battaglia non il film con John Wayne".
L’assedio alla chiesa poi è fantastico, un Alamo in piccolo, con protagonisti gli stessi due uomini che collaboravano per costruire il plastico del celebre fortino di San Antonio e, anche se NESSUNO pareggerà mai le folli trovate grottesche di Garth Ennis, la scena dell’eroico soldato di Quincannon che torna tra le fila dei suoi (con tanto di musica eroica in sottofondo) mi ha fatto morire dal ridere, un momento di umorismo nero davvero azzeccato.


Il premio scena più divertente di tutta la stagione va a...
Jesse, invece, dentro la chiesa, dubita così tanto del suo nuovo potere da rinunciare volontariamente a Genesis (è l’entità che non vuole rinunciare a lui, però!), avendo la prova (definitiva?) che Fiore e Deblanc verranno pure dal Paradiso, ma non sono certo così buoni, tanto che già parlano di riprendersi Genesis utilizzando l’altro metodo, quello meno pacifico e qui un certo pistolero tornerà utile.


Prega Dio e passa le munizioni.
Ma in un episodio dove “Non succede nulla”, i dubbi sulla sanità di mente di Jesse e il suo ultimo appello, un'ultima messa domenicale durante la quale promette di smuovere mari e monti e portare l’Onnipotente in persone ad Anneville. Per il resto sono tanti tocchi geniali: Eugene esiste o è ancora all’inferno? Il dolcissimo cagnone di Tulip che fa la conoscenza di Cassidy (che non compare ma è ben presente in almeno una scena di questo episodio). Forse per apprezzare questa serie al meglio è necessario accumulare un po’ di episodi, per ora apprezzo il suo strambo percorso alternativo, ci va anche un discreto fegato a discostarsi così tanto da un capolavoro sicuro e già pronto come il fumetto originale.

Preacher - Episodio - 1x09 - Finish the song

Un episodio preparatorio in vista del finale di stagione, con qualche piccolo tocco molto gustoso, come, ad esempio, Tulip che stanca di “badare al pupo” Cassidy, lo smolla alla povera Emily, che si ritrova a dover nutrire il vampiro, regalandoci almeno una scena (volutamente horror) che ricorda un po’ una celebre vignetta del fumetto originale, i lettori sicuramente la ricorderanno.


Se avete risposto Preacher #57 bravi,  avete vinto un mappamondo!
Può sembrare strana la svolta di Emily, in realtà ho molto apprezzato il colpo di scena legato alla ragazza, che realizza di vivere in una gabbia dalle parole di Norman Bates, durante una replica di “Pyscho”, ah ma allora anche negli Stati Uniti è un vizio trasmettere i film di Alfred Hitchcock durante il pomeriggio!

Fiore e Deblanc si guadagnano un passaggio per l’inferno, seduti a bordo strada in attesa del pulmino, mi ha ricordato molto una scena molto simile di un'altra serie AMC, ovvero “Breaking Bad”, il baule pieno di fumetti abbandonato a bordo strada, quello è un dramma vero che pochi possono capire davvero!!


"Regola principale: mettersi al sicuro" (Cit.)
A proposito di Inferno: i due angioletti con cappello da Cow Boy contattano il misterioso pistolero dei Cold Open, posso già chiamarlo il Santo? Non lo so, nel dubbio l’episodio ci riassume tutta la sua triste storia, ancora, ancora e ancora, per ribadire il concetto Kinghiano che l’inferno è ripetizione. Certo ripeterlo così tante volte è un po’ un inferno pure per noi spettatori, però!

Tutto è pronto per il gran finale, Dio onnipotente è atteso domenica mattina nella chiesa di Jesse Custer ed io che pensavo che l’unico Dio in Texas fosse Joe R. Lansdale!

Preacher - Episodio - 1x10 - Call and Response

Le ultime 17 ore che separano Anneville dall’incontro con l’Onnipotente vedono il predicatore locale Jesse Custer ancora in fuga, Tulip tornata in città, dopo la telefonata di Jesse trova il suo ragazzo ospite del più improbabile dei posti: l'appartamento di Donnie.

A proposito di ospitalità, Cassidy, invece, fa i conti con quella delle locali galere (di nuovo!), mentre lo sceriffo Root cerca di interrogarlo per scoprire che fine ha fatto suo figlio Eugene, interrogatorio condotto in puro stile Texano: a revolverate!


"Tu come sei messo amico?" , "Mah non tanto bene".
La scena è debitrice della tortura di Cassidy, che si svolge (quasi) identica nel ciclo di storia L’Orgoglio d’America (almeno stando alla pubblicazione Magic Press), ma lo scontro finale si volge tutto domenica mattina in chiesa ed è qui che parecchie sottotrame, anche quella misteriosa sui condotti del gas, si concludono.

La videochiamata con Dio è assolutamente uno spasso, esagerata e sopra le righe, riesce a risultare volutamente grottesca, rispettando lo spirito del fumetto originale, ma anche a cambiare direzione un attimo prima di diventare eccessivamente pacchiana.

Contratto Conference call con Dio
Risultato: le scene finali dell’episodio replicano quasi esattamente la conclusione del numero uno della serie a fumetti, con il nostro trio di protagonisti pronti a mettersi sulla piste dell’Onnipotente e con il Santo degli assassini alle calcagna, facendo un giro lungo durato dieci episodi, “Preacher” si trova al punto di partenza del fumetto, ma anche di una seconda stagione che si prospetta gustosa.

Ero molto preoccupato di questo adattamento televisivo, come ho già sottolineato, le differenze ci sono tutte e alcune anche molto grosse, ma devo dire che mi sono divertito a seguire questi dieci episodi. 


Sono l'unico che sta pensando ad una scena dei Blues Brothers?
Il fumetto di Garth Ennis e Steve Dillon è un capolavoro, non accetto discussioni in merito, ma questa serie per ora è buona, si lascia guardare, non pareggia il genio, la cattiveria e la follia del fumetto, ma lo spirito resta intatto e le storie differiscono quel tanto che bastano da farmi avere voglia di seguire queste versioni alternative di Jesse, Tulip e Cassidy nel loro folle viaggio, viste le premesse iniziali è già quasi un successo. 

Se vi siete persi qualcosa, trovate tutti gli episodi della prima stagione qui sotto:

Preacher - Episodio - 1x01
Preacher - Episodi - 1x02/03
Preacher - Episodi - 1x04/06

2 commenti:

  1. La cosa che ho apprezzato di più è stato il coraggio di tornarci a quel punto d'inizio. Hanno passato una stagione a raccontarci la storia di questi tizi e poi... puf... il 75% del cast ci saluta. Sicuro che un paio trovano un modo di ributtarli dentro (anche perché Odin se lo merita), ma ormai ero convinto che non l'avrebbero fatto. Ci sono tante piccole cose che mi hanno fatto piacere questa serie più di tante altre.

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    1. Sono arrivati alla fine del primo arco narrativo di "Preacher" ma in dieci episodi, scelta coraggiosa ma azzeccata. Anche secondo me qualcuno tornerà, Odin o lo sceriffo Root hanno ancora delle cose da dire. Ho apprezzato moltissimo come è stato utilizzato Eugene nella serie, un personaggio difficile da rendere credibile, hanno fatto davvero un gran lavoro, non vedo l'ora di vedere la seconda stagione ;-) Cheers

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