martedì 30 agosto 2016

L'Era glaciale - In rotta di collisione (2016): Scratmageddon - Giudizio finale


Ridendo e scherzando, Manny, Sid e tutta la compagnia dell’era glaciale è arrivata al quinto capitolo, superando in curva anche l’orco verde di casa Dreamworks per numero di film... Per ora.

Il film capostipite del 2002 era davvero uno spasso, anche grazie alla presenza dell’ossessivo Scrat alla costante e ansiogena ricerca della sua noce, un gran casinista che non solo faceva molto ridere, ma è diventato il logo della studio Blue Sky, al pari della lampada della Pixar e del Totoro dello Studio Ghibli.

Il secondo film del 2006 (L'era glaciale 2 - Il disgelo) già non pareggiava in brillantezza con il primo, mentre il terzo del 2009 (L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri) mi era piaciuto un sacco, la scena dell’elio era uno spasso e, poi, grazie all’introduzione del mio personaggio preferito, il furetto pazzoide Buck, tutto il film aveva una marcia in più. Del quarto capitolo del 2012 (L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva) non ricordo quasi niente, mi sono annoiato un sacco, quindi non avevo molte aspettative per questo quinto capitolo, ma evidentemente ai ragazzi della Blue Sky portano bene i numeri dispari, perché il film funziona ed è anche molto divertente.


Anche meglio di "Meit Deimon" (Citando Team America).
L’assunto iniziale è folle, azzardato e non proprio originalissimo, vi ricordate l’astronave aliena che si (intra)vedeva nel primo capitolo della serie? Bene, qui torna prepotentemente di moda, quando Scrat, al costante inseguimento della sua agognata noce, trova il disco volante tra i ghiacci e dopo averlo rimesso in moto per errore, parte alla volta dello spazio profondo… Un UFO tra i ghiacci, eppure tutto questo mi ricorda qualCOSA.


"Signor Noce velocità warp!".
Da qui inizia quello che da solo potrebbe essere un riuscitissimo cortometraggio solista, con l’isterica bestiaccia che nel tentativo di governare la nave spaziale e rimettere le grinfie sulla noce, scatena un enorme carino cosmico, giocando (letteralmente) a biliardo con i pianeti del sistema solare e provocando una pioggia di meteoriti, di cui il più grosso, come da tradizione dei film catastrofici punterà in direzione di quel gnocco minerale acquoso che noi chiamiamo Terra.

Solo questa porzione di film giustificherebbe la visione, perché Scrat manda a segno dei momenti splapstick veramente divertenti, come la gag della gravità aumentata a bordo della nave, o i suoi esperimenti con il teletrasporto che citando “La Mosca” di David Cronenberg creano svariati ibridi di Scatnoce.

La riuscita intuizione dei registi Mike Thurmeier e Galen T. Chu è quella di far sì che ogni disastro spaziale di Scrat, abbia un effetto sui protagonisti a terra, che per evitare l’estinzione totale, dovranno raggiungere il punto di impatto previsto del sassone e trovare il modo di scongiurare il disastro sfruttando i minerali piovuti dallo spazio profondo già presenti sul pianeta.


"Dite che dovremmo preoccuparci?" , "Ma no, è solo un puntolino nel cielo".
Il tutto, mentre la situazione affettiva e familiare dei protagonisti è cambiata, Ellie, ma soprattutto Manny dovranno fare i conti con il nuovo arrivato, l’entusiasta Julian, il nuovo fidanzato della loro figlia Pesca. Ma anche Diego e signora iniziano a sentire il richiamo della famiglia, l’unico che continua a restare single (per scelta altrui) è il povero Sid, chissà perché, un così bel bradipo.

Ovviamente, non mancano i soliti messaggi che sembrano inevitabili nei film d’animazione: la famiglia, i figli che crescono, l’importanza di lasciare il nido e di lasciare andare i “piccoli” e così via. Per nostra fortuna, se nello spazio Scrat garantisce la giusta dose di divertimento, sulla Terra ci pensa Buck, che entra in scena cantando sulle note della sua personale versione de “Le nozze di Figaro” di Mozart e poi guida i protagonisti nel loro scontro con il meteorite, nemmeno fosse Bruce Willis in “Armageddon” ed, in effetti, la celebre camminata in parata del film di Michael Bay viene replicata identica da Manny e compagni (storia vera!).


"Vinciamo noi Grace" ma noi chi? Chi??
Non è l’unica citazione cinematografica che il film si gioca, vengono omaggiati anche Il Pianeta delle scimmie e “Matrix” giusto per fare due titoli dal mucchio. Mi rendo conto che se non vi è simpatico il furetto Buck, doppiato in originale da Simon Pegg, potreste mal digerire la sua massiccia presenza (in termine di battute e minutaggio), ma essendo il mio personaggio preferito di tutta la compagnia non posso certo lamentarmi.


Sei sempre il numero uno Buck!
Se dovessi segnalare un difetto, nella parte centrale ambientata a Geotopia si avverte un certo rallentamento del ritmo, forse per introdurre i nuovi (mattissimi) personaggi che abitano questo microcosmo farcito di gemme e cristalli, probabilmente l’idea dei tipi della Blue Sky è quella di approfondire questi nuovi arrivati nei prossimi film della saga e per quanto il capo di questa comune Hippy, Shangri Llama, sia spassoso, la storia stagna un po’ troppo, anche se, per fortuna, si riprende nell’esplosivo (in tutti i sensi) finale.


Insomma, questa lunga Era glaciale si prospetta ancora molto lunga, malgrado qualche battuta che concede un po’ troppo alla modernità (perché Sid il bradipo dovrebbe avere una foto profilo?), la comicità fisica e schietta continua a funzionare, mi sono ritrovato a ridere e ridacchiare abbastanza spesso durante la visione, il che non è mai un male, niente male considerando che durante il quarto capitolo ho sonnecchiato quasi tutto il tempo.

L’unico problema ora è che dopo aver portato Scrat nello spazio, cosa potranno inventarsi mai nei prossimi capitoli? Non lo so, ma se continuano a far ridere, ben vengano altri film su questa banda di mammiferi. 

12 commenti:

  1. Ma lo sai che non riesco a ricordare se ho visto gli altri titoli? Mi sa che qui scatta una maratona... :-P

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  2. In effetti ho ricapitolato perchè avevo il dubbio di essermi perso qualche capitolo, in ogni caso confermo, siamo arrivati a cinque ;-) Cheers

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  3. C'ho davvero troppa poca voglia per vedere il quinto capitolo... Solo la parola "quinto" mi fa venire l'orticaria

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    1. Ero nella tua stessa condizione, ma alla fine il film mi è piaciuto ;-) I “Numero Johnny Cinque” vanno forte, tra poco arriva anche il nuovo Bourne. Cheers!

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  4. Devo, devo farlo vedere a mio figlio (con la scusa me lo guardo anche io hehehehehe).

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    1. Bravo, per una volta non è una tortura genitoriale, a me ha fatto ridere ;-) Cheers

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    2. Belin quella dei figli è sempre un ottima scusa per vedere quel genere di film, fantastica scusa.

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    3. Vero, ti va bene che i film di animazione moderni spesso sono davvero belli. Ai miei genitori as esempio non é andata cosi bene, ma per fortuna già da bambino preferivo i film violenti (si, sono sempre stato strano) ;-) Cheers!

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  5. Da quando mia sorella è cresciuta non ho più scuse per andare a guardare al cinema i film di animazione :D Ma lo recupererò presto!

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    1. Una scusa si trova sempre, se non altro questo a differenza del precedente, fa ridere ;-) Cheers

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  6. Il primo è bellissimo, nulla da dire. Però mi fa pensare che lo avevo visto alle medie e che il brand continua pure adesso che mi avvicino alla terza decade...

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    1. Concordo, veramente bellissimo, per il resto “Non sono gli anni, sono i chilometri” (Cit.) ;-) Cheers

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