venerdì 1 luglio 2016

Vampires (1998): Il buono, il Baldwin e il Vampiro


Prima o poi, tutti i registi di Horror devono confrontarsi con il mito dei Vampiri e anche questa volta Giovanni non le ha mandate a dire. Quando distribuivano la timidezza, il nostro è rimasto sul divano a guardare l’NBA... Benvenuti ad una nuova puntata di… John Carpenter’s The Maestro!


Parlare di filmografie, può diventare un'avventura lunga e perigliosa, molto spesso il pubblico bolla come minori (o semplicemente brutte) alcune pellicole che hanno semplicemente la colpa di non essere [INSERIRE-QUI-TITOLO-DI-UN-CAPOLAVORO], una questione spinosa che colpisce il 97% dei registi (con tolleranza di un 3%) e che per Carpenter può diventare un'arma a doppio taglio.

Molti spettatori amano Carpenter per i suoi capolavori come La Cosa, Il seme della Follia o 1997 Fuga da New York, o magari per… Vabbè, ne ha sfornati un sacco di capolavori, scegliete il vostro preferito. Poi si sono i fan che, invece, amano TUTTO quello che è uscito con il mio utilizzo del genitivo sassone preferito (John Carpenter’s), proprio perché il nostro è il regista de La Cosa, Il seme della Follia o 1997 Fuga da New York e via dicendo…


Fin dai titoli di testa è chiaro che siamo in pieno territorio Western.
Da una parte i non fan che riconoscono comunque il talento del Maestro, dall’altra i Fantalebani (ho eliminato il trattino perché mi piace la parola, sembra una bibita analcolica per estremisti), per i quali ogni cosa di Carpenter è un capolavoro. Può sembrare una puntualizzazione inutile e probabilmente lo è, ma parlando dei film di Carpenter degli anni ’90 è necessario distinguere. Personalmente malgrado la mia venerazione per il Maestro, cerco di essere sempre il più obiettivo possibile, detto questo, “Vampires” è uno dei miei film a tema vampiresco preferiti di sempre, in un'ipotetica classifica di titoli, questo non può assolutamente mancare!
Proviamo a contestualizzare, gli anni’ 90! Il Grunge, l’esposizione della “Coffe-Culture” di Seattle, l’esplosione di Emme Tivì, l’esplosione delle Boy-Band, c’era più esplosioni negli anni ’90 che nei film di Michael Bay.


Come riassumere gli anni '90, in una sola posa da Bad-ass.
Giovanni arriva da una serie di titoli complicati, lavori minori come Avventure di un uomo invisibile (1992) o Villaggio dei dannati (1995), ma anche capolavori senza sterzo come Il seme della follia (1995) e Fuga da Los Angeles (1996), che sono stati sminuiti dalla critica e al botteghino hanno raccolto noccioline.

La Largo Entertainment contatta Carpenter per proporgli la regia dell’adattamento del romanzo di John Steakley “Vampire$”, sul tavolo mette due sceneggiature: una scritta da Don Jakoby, l’altra da Dan Mazur, Carpenter fiuta il potenziale della storia, si alliscia i baffi e rimette mano alla sceneggiatura, pescando elementi qua e là, Jakoby resta accreditato come sceneggiatore, ma come vedremo più avanti, durante la realizzazione del film, molti momenti vengono modificati in corsa… Lasciatemi l’icona aperta che ci arrivi, un po’ di pazienza su!

Non è difficile capire perché Giovanni Carpentiere trova “Vampires” un soggetto nelle sue corde, il Maestro capisce che di fatto è un film Western e ancora una volta nella sua carriera, ha l’occasione per dirigere un anomalo Western trasvestito da altro, in questo caso, fa film di vampiri, in pratica: un cowboy con i canini a punta.


"Ok gente, solita regola, se è pallido e ha i canini lo impaliamo!".
I primi candidati per il ruolo di regista e protagonista per questo adattamento erano Russell Mulcahy (regista di Highlander) e Dolph Lundgren nei panni di Jack Crow, confesso che mi sarebbe piaciuto molto vedere il grande Dolph in questo ruolo, ma il Maestro che, come detto, non manca di personalità, ha dei piani tutti suoi.

Per il ruolo del cazzuto ammazzavampiri al soldo del Vaticano Jack Crow, viene scelto James Woods, uno che in vita sua ha fatto dei capolavori pazzeschi, solo per citare due dei miei registi preferiti, “Videodrome” (David Cronenberg, 1983) e C'era una volta in America (Sergio Leone, 1984)… Scusate se è poco!

Ma per il resto è celebre per ruoli da: avvocato stronzo, dirigente di banca stronzo, tipo in doppio petto stronzo, stronzo generico e stronzo con il compito di farsi odiare dal pubblico, tutti ruoli incravattati che a Giacomo Boschi vengono benissimo, ma lui stesso era il primo alla ricerca di qualcosa di diverso.


"Siamo in missione per conto di Dio" (Cit.).
Il problema è che se Carpenter è uno a cui non manca il carisma, James Woods ha fama di gran rompicoglioni sui set dove lavora, insomma troppa dinamite nella stessa stanza. Ma Carpenter non sarebbe The Maestro se non sapesse gestire anche questo tipo di situazione. I due fanno un accordo molto semplice: tu James, interpretami una scena in particolare del film, esattamente come l’ho scritta io, per il resto del tempo, potrai improvvisare con il tuo personaggio. James Wood accetta, scambio di cinque alto tra i due, che vanno d’amore e d’accordo per tutto il tempo della produzione, lo stesso Carpenter arriva a considerare molto preziosi alcuni dei suggerimenti di Woods, insomma un trionfo!


"Tutto bene ragà, Giacomo ed io siamo amiconi!".
Ancora oggi penso che tra le migliori interpretazioni di James Wood ci sia il suo Max di “C'era una volta in America” e il Jack Crow di “Vampires”, se volete potete farlo scrivere sulla lapide della mia tomba, tanto non mi pentirò mai di questa frase!

Sarei ipocrita a dichiarare che in “Vampires” funziona tutto alla grande: l’andamento della storia è piuttosto monocorde, il colpo di scena nel pre-finale, non è del tutto imprevedibile e alcuni passaggi della sceneggiatura sono ben poco a fuoco, ma il problema peggiore del film è la mancanza di carisma dei personaggi che ruotano intorno a Jack Crown e qui il casting di certo non ha aiutato molto.

Ora, io ho un rapporto complicato con la famiglia Baldwin, in più sono anche appassionato di “South Park” dove i celebri fratelli sono al centro di numerose gag, qualcuno dei fratellini si è conquistato un posto nel mio cuoricino, Alec per quella volta che non si è limitato a scriverle, Stephen per tanta (in)gloriosa serie Z, mentre William per.. Per… Che film ha fatto William Baldwin? Non credo nemmeno di essere in grado di riconoscere William Baldwin se me lo trovassi davanti in ascensore!


"Ti giuro John, lui è Adam Baldwin" , "Ma va! E' Alec con il doppio mento!".
Daniel Baldwin, invece, è abbastanza riconoscibile: è quello ciccio dei quattro, o almeno, un po’ meno ciccio di Alec, ma soprattutto per me sarà sempre l’Anthony Montoya di questo film! Il rapporto di amicizia virile tra il suo personaggio e quello di Jack Crow è alla base del film ed è anche quello che serve a sottolineare quanto “Vampires” sia un western, nel finale il loro duello, rimandato solo per ragioni di amicizia, è la conclusione ideale per un film che è a tutti gli effetti un western moderno (cioè senza cavalli), ma anche incentrato sull’amicizia maschile. Ecco, non aiuta, però che la protagonista femminile Katrina, sia interpretata da Sheryl Lee.

Celebre per il ruolo di Laura Palmer in “Twin Peaks”, Sheryl Lee è ammettiamolo… Bellissima, inutile girarci attorno, ma quando si parla di recitare, apriti cielo, una cagna maledetta (citando “Boris") che levati, ma levati proprio. Persino David Lynch è inciampato nelle (in)capacità attoriali della Lee, che finchè ha fatto la parte della morta di “Twin Peaks” tutto bene, ma nel seguito, “Fuoco cammina con me”, ogni volta che apriva bocca rovinava la pellicola.


"Ferma così Sheryl, non una parola che vai benissimo".
Carpenter ha sempre sfornato personaggi femminili forti e ben caratterizzati, ma purtroppo Sheryl Lee è davvero senza speranza, il risultato è che il suo personaggio viene sballottato qua e là come un pacco postale, preso costantemente a male parole dai protagonisti, anche da Montoya che se ne innamora, incasinando tutta la faccenda.

Katrina è una svolta della trama in minigonna, un personaggio piatto come una figurina Panini, come riassumerla? Una ehm… “Professionsita dell’amore” che morde Montoya e viene usata come GPS umano per localizzare Valek il Maestro dei Vampiri, che ci puoi fare con un personaggio del genere? Carpenter ne fa l’unico uso possibile: la mette a culo nudo legata al letto, facendo recitare il lato B di Sheryl Lee, l’unico vero talento dell’attrice.


"Dicono che quello posteriore sia il mio profilo migliore".
Non va nemmeno troppo bene con Valek il vampirone, gran Maestro dei vampiri o come mi piace soprannominarlo “Grand Marnier”. Sandy King, produttrice e moglie di John Carpenter ha scelto personalmente l’attore Thomas Ian Griffith per la parte, proprio perché era necessario qualcuno dallo sguardo magnetico per rendere carismatico e sensuale come un vampiro dovrebbe essere il personaggio di Valek, peccato che per tutto il film Thomas Ian Griffith non faccia altro che smorfie mostrando i canini, con l’aria di uno che sta annusando l’altrui puzza in ascensore. Prendi il primo passante per strada e ottieni la stessa interpretazione…


"Ian dai, più vampiresco quel vampiro, tipo così...".
"Già meglio dai, poi lo sistemiamo in post produzione".
Per quanto mi riguarda i difetti di “Vampires” finiscono qui, perché quanto c’è di buono nel film di Carpenter, è buono sul serio e non era nemmeno così scontato che si potesse ancora dire qualcosa di innovativo suoi vampiri, in un periodo, come la seconda metà degli anni ’90, in cui i nipotini di Dracula hanno avuto una seconda giovinezza artistica. Sia nella loro interpretazione più pop, come nella serie tv Buffy L’Ammazzavampiri (1997) o film come “Dal tramonto all'alba” di Rodriguez e Tarantino (1996), che già aveva unito Vampiri e location desertiche quasi Western, ma resta una pellicola molto più Crime/Splatter rispetto a quella del Maestro.

Carpenter spinge a tavoletta sul pedale del Western ed era dai tempi dell’altro mio titolo vampiresco del cuore “Il buio di avvicina (1987 di Kathryn Bigelow, sempre sia lodata!) che nessuno coniugava temi western e canini in un modo così efficace, ma se volessimo dirla tutta, anche “Blade” uscito pochi mesi dopo “Vampires” condivideva con il film di Carpenter alcuni temi chiave (Ammazzavampiri e riti per trasformarsi in Vampiri resistenti alla luce solare) e anche un attore: Tim Guinee presente in entrambe le pellicole.


"Vi prego, tutto ma non di nuovo i vampiri!".
Ma se volessimo dirla proprio tutta tutta, anche il concetto dei Vampiri uniti come una sola mente, da un Maestro in grado di controllarsi e vedere attraverso i loro occhi, ha anticipato parecchi anni il The Strain di Guillermo Del Toro, uno che recentemente si è lanciato in odi sperticate su John Carpenter… Sempre sostenuto che Guillermone è uomo di buon gusto!

Prima di accettare la regia di “Vampires”, Carpenter era prossimo al ritiro, spesso ostracizzato dalle case di produzione, il Maestro era arrivato a dichiarare che non trovava più nulla di divertente nel dirigere film in queste difficili condizioni, per uno che ha sempre detto di fare “I film che avrebbe voluto vedere al cinema” potete immaginare quanto sia grave.

Invece di cavalcare verso il tramonto come un pistolero del passato Carpenter risale in sella e riparte proprio da un Western, il genere che da sempre ha segnato tutta la sua cifra stilistica, i Vampiri di Carpenter non sono gotici, ma concentrandosi sui contrasti, ci mostra dei non-morti muoversi in scenari tipici dei film Western, fatti di toni caldi, il contrasto tra le creature delle notte e il deserto assolato ci ricorda che è proprio il sole la vera minaccia per Nosferatu, quindi il Carpenter porta tutto nel suo campo da gioco, tornando ancora ad omaggiare il suo Howard Hawks, ma anche John Ford e Sam Peckinpah.


Faccio la stessa cosa quando mi alzo dal letto il Lunedì mattina...
Che “Vampires” sia un Western è chiaro fin dai titoli di testa del film, il tema principale e tutta la colonna sonora, ovviamente firmata da Carpenter (questa era la parte facile), è a mio avviso una delle migliori mai composte dal Maestro, insieme a quella di Fuga da Los Angeles, il miglior esempio di colonna sonora ideale per un Western moderno, ma non stonerebbe affatto se nel film ci fossero cavalli e revolver a sei colpi.

L’inizio del film è micidiale, sul serio solo con la scena di apertura Carpenter vince tutto quello che si può vincere, la Posse di Jack Crow arriva sulle note di questa fighissima colonna sonora, si prepara di tutto punto mentre Jack è intento a fissare il suo obbiettivo: una casa abbandonata, covo ideale per dei vampiri.


"Ora vengo lì a vi stacco i canini con le pinze".
L’irruzione è diretta da Carpenter alla grande, Jack Crow ammazza vampiri piantandogli paletti nel torace (ma anche in mezzo agli occhi), dopodichè li aggancia all’argano della Jeep, mentre Montoya li trascina fuori in pieno sole, dove bruciano ed esplodono in mille pezzi, di loro restano solo i teschi, da raccogliere e collezionare come trofei di caccia. Metodo, fucili, giacche di pelle, occhiali da sole, paletti, ma soprattutto huevos (grandes!) per dei cacciatori di Vampiri che sembrano pistoleri di un'altra Era… No, sul serio se non vi piace un inizio così, non vi conosco e non vi voglio conoscere!


"Vado matto per i piani ben riusciti" (Cit.)
Infatti, risulta una delle scene più potenti di tutto il film, insieme alla resurrezione dei Vampiri, che spuntano dalla sabbia del deserto al calare delle tenebre, in un'altra scena girata alla grande da Carpenter, che ribadisce che i suoi Vampiri non sono romantici, sono bestie senza cervello fedeli solo al loro maestro e pronte a spolparti vivo in meno di un nanosecondo.


Se ve lo state chiedendo, no, questi non scintillano al sole.
Dal punto di vista visivo, gli effetti speciali curati da Greg Nicotero (nuovamente al lavoro con Carpenter dopo Il seme della follia) sottolineano la brutalità dei vampiri, uno degli ammazzamenti più riusciti e grondante sangue è sicuramente quello di Mark Boone Jr, dove l’attore di “Sons of Anarchy” viene affettato come Sushi da Valek.

Se Grosso guaio a Chinatown ha anticipato la moda dei wuxia in Occidente, bisogna almeno avere l’onestà intellettuale di ammettere che “Vampires” ha saputo fare un gran lavoro di revisione sulla figura dell’Ammazzavampiri. Fateci caso, di solito in un film sui vampiri, quando arriva l’ammazzavampiri è quasi sempre un palloso parruccone, che sarà anche il buono del film, ma va sotto bevendo dall’idrante contro il Vampiro di turno, che risulta sistematicamente più figo e carismatico, guadagnandosi sempre le grazie del pubblico. Pensate al Van Helsing del “Dracula” di Coppola, solo per fare un esempio, era interpretato da Anthony Hopkins qualcuno si ricorda di lui, per caso? Tutti pensano solo alla (grande) interpretazione di Gary Oldman.


"Mi sono spaccato in due alla festa!".
Questo non succede con Jack Crow, che calamita l’attenzione e si carica tutto il film sulle spalle, James Woods è carico come una molla, è il primo che si diverte nei panni del personaggio e si vede, oh se si vede!

Crow non è solo un professionista che fa il suo lavoro alla grande, è uno che i Vampiri li odia proprio, di quel poco che sappiamo del suo passato, capiamo anche il perché di tanto odio, che però pare inesauribile. Giacomo Corvo ha un odio talmente viscerale per i succhia sangue che li aggredisce fisicamente, gli si avventa addosso come uno squalo sui bagnanti, li costringe a guardarlo negli occhi mentre gli scalpella il torace con il punteruolo di frassino urlando MUORI! MUORI! MUORI! Brutto figlio di puttana! Sul serio, un trasporto che ti fa tifare per lui completamente vorresti essere al suo fianco e prendere per il bavero quei bastardi!

Crow è l’ennessimo antieroe carpenteriano tosto e cazzuto, con moltissimi tratti in comune con Napoleone Wilson e Jena Plissken, lavora per il Vaticano, ma è chiaro che per lui è una situazione di comodo che gli permette di avere soldi e armamenti per coltivare la sua crociate contro i Vampiri, infatti nel pre-finale, quando il Cardinale Alba si rivela un traditore (ennesima critica di Carpenter alla Chiesa, altro tema Carpenteriano ricorrente come visto in The Fog, ma anche ne Il signore del male), Crow non si stupisce poi molto, come se in fondo se lo aspettasse.


"Ecco perchè non ho voluto fare nemmeno la prima comunione".
Per Jack Crow i valori veri sono altri, quelli che si dimostrano sul campo, infatti malgrado l’inizio burrascoso arriva ad apprezzare Padre Adam proprio perché si dimostra un valido combattente e, allo stesso modo, concede qualche giorno di vantaggio a Montoya prossimo alla trasformazione, in virtù della fedeltà che ha sempre dimostrato. Temi di fratellanza “Maschia” che arrivano di peso dal cinema Western.

Il tutto condito da una serie di battutacce che levati, ma levati proprio, metà delle quali improvvisate da Woods durante le riprese. Non basta uccidere i vampiri no, bisogna anche sfotterli deridendoli della loro parti intime mummificate, perché in questi Vampiri non c’è davvero nulla di ammirevole e il monologo chiave di Jack Crow, l’apice di tutto il film, che rappresenta completamente la visione di Carpenter su come dovrebbero essere i vampiri al cinema: “Lei ha mai visto un vampiro? Per prima cosa, non sono romantici. Non assomigliano affatto a un branco di transessuali che se ne vanno in giro in abito da sera a tentare di rimorchiare tutti quelli che incontrano con un falso accento europeo. Dimentichi quello che ha visto al cinema".


Fun fact: Il cameo del grande Frank Darabont!
Come altri film degli anni ’90 Carpenter sfrutta spunti meta-cinematografici, ma soprattutto mette una pietra tombale su tanti clichè di cui il cinema ha spesso abusato e, di fatto, rende obsoleti i Vampiri scintillanti e glitterati di “Twilight” dieci anni prima che Stephenie Meyer annoi il mondo con la sua propaganda bacchettone travestita da romanzetto rosa. Segnate anche questo tra le tacche sul cinturone di John Carpenter.


"Io dico decolliamo e devampirizziamo".
Ma sarebbe troppo facile usare il solito “Tuhail’aids” come metro di paragone, tutti i film di Vampiri sono belli se confrontati alla saga di Bella e quell’altro, “Vampires” funziona per il modo in cui smonta a ricostruisce il genere, con un gusto per la battutacce e gli echi da film Western. Malgrado le difficoltà produttive e il budget ridotto a meno della metà in corsa, Carpenter manda a segno un altro film memorabile. Se pensate che questa roba possa fare per voi, sedetevi al bancone con Carpenter e Woods, la birra non manca, il divertimento e gli sgabelli liberi nemmeno, il locale non è tanto affollato, ma io lo frequento spesso e mi diverto ogni volta, sono sicuro di non essere il solo.

“Ehi, sta attento! Guardami! Muori! Muori! Muori! Muori! Muori! Muori! Muori! Muori! Muori! Muori! Ah, era duro a morire questo figlio di puttana! Mamma mia”.


Se anche voi odiate quelle fottute sanguisughe, fate un salto sulla pagine del Faccialibro de Il Seme Della Follia - Fan Page italiana dedicata a John Carpenter che ospita questa mia rubrica tutta matta, un paletto affilato non lo negano a nessuno. 

20 commenti:

  1. Sempre piaciuto, sto film, anche da "bambino" (quando non sapevo collegare opera a regista) anche se James Woods non mi è mai andato giù, a pelle. Sarà per colpa dei Griffin.
    Che poi Laura Palmer che fa la porcela è sempre un bel vedere O.o

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    1. Uno dei miei film a tema vampiresco preferito di sempre, James Woods secondo me è molto bravo, solo che il suo essere specializzato in ruoli da stronzo non aiuta, la puntata dei Griffin dove compare è spettacolare ;-) Concordo in pieno, mai messo in dubbio che la Lee sia un gran bel vedere! Cheers

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  2. Lo ricordo poco ma sono abbastanza sicuro che mi sia piaciuto, anche perché considero Woods un genio assoluto e per me ogni film dovrebbe avere un suo cameo: lui arriva, insulta tutti e se ne va :-D
    Di sicuro la colonna sonora è stata presenza fissa delle mie playlist per anni: quando le autoradio andavano ancora a cassette, avevo fissa in auto una compilation di colonne sonore con il main theme di questo film ;-)
    Per finire, con "Solo contro tutti" (che conservo gelosamente) Thomas Ian Griffith ci ha fatto sperare fosse nato un nuovo attore marziale, invece ha scelto di essere un pessimo attore qualunque...

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    1. Se facessero un referendum per avere James Woods cameo insultante in tutti i film io voterei sicuramente SI!
      La colonna sonora è meravigliosa, sul serio, se ne fossi capace, monterei i pezzi di Carpenter, sulle immagini di qualche vecchio Western, si sposerebbero alla grande ;-) Ecco, vedi che bisogna chiedere a chi ne sa a pacchi? Thomas Ian Griffith lo ricordavo solo per una parte in “Kull il conquistatore”, purtroppo ha fatto la fine di troppo marzialisti… Cheers!

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  3. Scommetto che l'unica scena a cui teneva Carpenter sulla base dell'accordo con Woods sia quella -meravigliosa- del monologo di Jack Crow in automobile mentre parla con Padre Adam, vero?
    Grandissima, una delle più belle del Cinema di tutti gli ultimi anni.

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    1. Ho trovato vari riscontri sulla storiella della frase, ma nessuna conferma su quale frase fosse, se dovessi metterci sopra un dollaro, anche io scommetterei su quel monologo. Fantastico, da solo basta a modificare la percezione dei Vampiri al cinema per gli anni a venire ;-) Cheers!

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  4. Quando Valek entra nel motel e fa la strage,e Crow e Montoya gli sparano e in coppia si buttano fuori.. e tutto estremamente ridicolo tutto coreograficamente ridicolo..Carpenter ha perso il suo tocco da il Seme della Follia..anzi da Grosso Guaio... e non credo sia solo l'aver smesso di lavorare con Dean Cundey.. qua cè propio un modo di lavorare con lo scazzo..rispetto a prima..

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    1. In effetti vederli saltellare qua e là non rende giustizia a quelli che dovrebbero essere i due tipi tosti del film, la coreografia è confusionaria, e se devo dirla tutta, non mi ha nemmeno mai convinto molto il salvataggio di Jack, quando la croce cade, guarda coso, di schiena (lato legno) e non di faccia schiacciando Jack. Non dico che sia un film impeccabile, ma la scena di apertura non mi sembra affatto una scena pensata e girata a tirar via, mi pare proprio che Carpenter si sia divertito a girarla, io sicuramente a guardarla ;-)

      Sulla questione tocco… Spinosa, il Carpenter dagli anni ’90 in poi mostra molto più sangue, e secondo me cercava progetti divertenti, però ha almeno un altro colpo da grande autore nella sua filmografia, ne parleremo. Cheers!

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  5. Vampires mi manca, anzi... E' la prima volta che ne sento nominare

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    1. Davvero? é abbastanza famoso, te lo consiglio potrebbe anche piacerti ;-) Cheers!

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  6. Ottima recensione!
    E adesso attendo quella per il film più sottovalutato del Maestro... il bellissimo GoM!

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    1. Ti ringrazio moltissimo anche per la pazienza di leggerlo tutto, quando parlo di Carpenter esagero, GOM arriva Venerdì prossimo ;-) Cheers!

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  7. Inutile dire che anche io adoro questo film che arrivava in un momento in cui sui vampiri sembrava essere già stato detto tutto e invece... non accaso è The Maestro.
    Con Blade condivide anche una simile descrizione dei vampiri (quella del “Lei ha mai visto un vampiro? Per prima cosa, non sono romantici. Non assomigliano affatto a un branco di transessuali che se ne vanno in giro in abito da sera a tentare di rimorchiare tutti quelli che incontrano con un falso accento europeo. Dimentichi quello che ha visto al cinema", che è quasi una parodia del genere).

    Sono sicuro che in futuro questo film verrà rivalutato moltissimo. Purtroppo questo, come molti altri dei suoi ultimi film, soffre delle aspettative del pubblico verso il cognome di Carpenter, ormai era diventato troppo grande per qualsiasi suo film, ma la gente dimentica che lui li ha SEMPRE fatti così!

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    1. Concordo in pieno, nel giro di pochi anni abbiamo avuto un boom di film a tema Vampiresco, ma questo ha talmente tanto carattere, da essere riuscito comunque a spiccare. Mi piace molto anche "Blade" e il tuo discorso sulle aspettative è molto sensato, Carpenter ha sempre fatto film autoriali ma di intrattenimento, ha sempre seguito la sua idea di cinema. Cheers!

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    2. Anche Blade è un piccolo capolavoro, sciupato poi dai seguiti che io ho sempre trovato abominevoli

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    3. Adorato e visto un sacco di volte, e dici bene, alcuni seguiti erano davvero inguardabili, una volta mi piacerebbe rivederli e commentarli. Anche la serie tv che avevano fatto era bruttarella forte, ora si parla di una serie Netflix su Blade, non sarebbe male ;-) Cheers

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    4. Ah c'era pure una serie TV? (facepalm)
      Il due era odioso per via di quei vampiri che conoscevano tutti il kung fu. In Blade, Frost sapeva combattere con la spada perché era un fighetto che si allenava di proposito, non è che avevi l'impressione che gli altri vampiri del consiglio fossero tutti maestri di spada e combattimenti. Blade II rende tutto più stupido e qualsiasi personaggio è un gran maestro di arti marziali. Per non parlare del ritorno di Kristofferson nonostante nel precedente film si era chiaramente sparato in faccia... "ma non s'era visto, quindi facciamolo tornare", una cosa che gareggia con la scena del sogno in Dallas.
      Il terzo l'ho visto tre volte (una al cinema, le altre in TV) e continuo a dimenticarmi di che diavolo parla, questo di solito è il segno di un film così pessimo che la mente lo rifiuta continuamente.
      Il primo Blade non aveva bisogno di seguiti.

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    5. Il ritorno di Kristofferson era degno delle ultime trovate di "Giocotrono", il terzo era quello con il peggior Dracula mai visto al cinema interpretato da Dominic Purcell ;-) La serie era questa roba qua: http://www.imdb.com/title/tt0823333/

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  8. Ebbravo! Mi fa piacere che tu abbia reso giustizia a questo film, purtroppo sul web se ne trovano praticamente solo recensioni negative... è vero, ha un sacco di difetti ma chiediamoci: se non l'avesse firmato Carpenter se ne parlerebbe tanto male?! Tra tutti i film sui Vampiri usciti in quel periodo per me è il migliore e vince a mani basse insieme a Dal tramonto all'alba.
    Io lo vidi per la prima volta in una notte horror credo 2000/2001 al massimo e mi piacque da morire... per altro mi ero perso l'inizio, non avevo visto il titolo e per anni non riuscii a ritrovarlo! Rivisto ad anni di distanza, con occhio critico, presenta tutte le sue debolezze, naturale, ma quella fotografia a colori caldi che hai notato anche tu per me rimane leggendaria, è Carpenter, è il west, è horror ed è anni '90 che di più non si può. E Jack Crow spacca i culi.

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    1. Ti ringrazio, lo amo questo film, è uno dei miei titoli Vampireschi preferiti, ha personalità da vendere, e troppo spesso nel valutare i film ci si focalizza nei confronti con la filmografia di cui fanno parte. Se non fosse stato diretto da Carpenter avrebbe avuto un accoglienza migliore, ma solo Carpenter poteva mandare a segno un Western Vampiresco con un protagonista del genere ;-) Cheers!

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