mercoledì 20 luglio 2016

Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra (2016): Cowabunga! (la prossima volta più Ninja però)


Non ci posso fare niente gente, è più forte di me, le Tartarughe Ninja per me sono come “Ammazza la vecchia” per Roger Rabbit, non posso resistere e malgrado gli svariati (grossi!) difetti del primo film, ho dovuto vedermi anche questo, sapete che c’è? Rimanendo pur sempre un filmetto, non è poi così male.

Ho davvero un debole per i Ninja corazzati creati da Kevin Eastman, che nella prima scena del film fa anche un piccolo cameo (è il tizio che consegna la pizza), faccio parte di quella generazione che all’uscita della prima serie animata dedicata ai personaggi, aveva l’età giusta per essere il target di riferimento. Vostro onore mi dichiaro colpevole di tutto: ho comprato astucci per la scuola, ogni tipo di gadget e avevo una scatola grossa così con tutto il babaciame (ora lo chiamano “Action Figures”) necessario a garantirmi ore di battaglie seduto sul pavimento della mia camera... Sono colpevole vostro onore, non rinnego niente! Ma il costume di carnevale da Tartaruga Ninja quello non lo avevo! Quello no, era una specie di tutone di peluche capace di garantirti una sudorazione da maratoneta anche a Febbraio. No quello no, a Carnevale mi facevano vestire sempre da Cosacco (storia vera) e questo dovrebbe già darvi un'idea su molti dei miei problemi…


"A Carnevale ti vestivi da COSA!?".
Come vi dicevo parlando del primo film del 2014, per me le Tartarughe Ninja sono personaggi perfetti nella loro impeccabile semplicità, sono talmente ben caratterizzati che funzioneranno uguali a loro stessi anche tra trent’anni, infatti puntualmente tornano di moda, pronti a garantire gli studi universitari dei pronipoti di Eastman per le generazioni a venire e a intrattenere una platea di bambini pronti a scegliere quale di quei quattro è il suo preferito. Per la cronaca, il mio è sempre stato Michelangelo, mangiatore di pizza, battutacce sempre pronte e armato di Nunchaku... No, dai, sul serio… Non c’è gara!


"Mi spiace fratellini, sono sempre io il suo preferito".
Il primo film era pieno di difetti, il più grosso di tutti: la trovata di far imparare alle tartarughe il Ninjutsu da un libro trovato nelle fogne intitolato “NINJA”. Un'idea talmente idiota che anche a due anni di distanza fa ancora venire voglia di esibirsi dell’antica tecnica Ninja del FACCIAPALMO!

Ma il dramma vero del film è stato più che altro l’idea insana di affidare a quel cagnaccio di Jonathan Liebesman, i tecnici, gli attori feticcio e il budget (stratosferico) messo a disposizione dal produttore esecutivo Michael Bay, l’uomo che è capace di scacciare le persone dal cinema con la sola presenza del suo nome in cartellone.


"Michael Bay è solo il produttore esecutivo! Non scappate dai!".
Ora, possiamo far finta di aver già fatto tutto il lungo prologo su Michele Baia? Riassumiamo dicendo: regista fenomenale (su questo non accetto discussioni) dotato di un gusto estetico agghiacciante e una propensione per le tamarrate per cui bisognerebbe processarlo all’AIA per crimini contro l’umanità. I difetti di Bay li conosciamo tutti, ora parliamo dei pregi, più che altro di quelli da produttore. Tutto si può dire, ma non che non sia uno che non ascolta il pubblico, magari è un po’ duro di comprendonio e ci mette il suo tempo, ma quando il pubblico critica qualcosa dei suoi film, lui nel sequel corregge (in parte) i difetti, ad esempio in “Trasformers 4” i robot si muovevano ad una velocità che consentiva all’occhio umano di capire qualcosa (a differenza dei film precedenti), ma soprattutto quel cretino di Shia LaBeouf (detto Shia LeBLUFF) è stato condotto alla cinta daziaria e fucilato… Spero.


Se vedendo questo avete urlato "Turtle Van!", allora siete dei nostri.
Non so se esiste un numero verde da chiamare dov'è possibile lamentarsi dei difetti dei film di Michael Bay (diretti e prodotti), ma sicuramente il suo servizio clienti funziona, perché anche “Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra” corregge parecchie dei difetti del primo film, non tutti bisogna dirlo, ma essendo libero dal gioco di dover per forza introdurre i personaggi, la pellicola funziona molto meglio.

Alla regia troviamo Dave Green… No, aspettate, chi è Dave Green? Di questo ragazzo ho scoperto solo che ha diretto un film d’animazione intitolato “Earth to Echo” (che non ho visto), che siamo nati nello stesso anno e, infatti, anche lui si è dichiarato un grande fan della Tartarughe Ninja, da bambino si travestiva spesso da Donatello… Ah! Eccolo, uno che il costume di peluche ce l’aveva!

Quattro fette di pizza alla volta non l'ho mai fatto nemmeno io.
Tutto sommato, Green (è pure del colore giusto per un film sulle Tartarughe Ninja!) fa un compitino svolto in maniera più che decente, malgrado i difetti il film ha un ottimo ritmo, le sue quasi due ore di durata filano lisce e Green non si lascia spaventare nè dalle scene d’azione nè dall’utilizzo massiccio di motion capture e computer grafica. Se devo essere onesto ho visto registi giovani molto più in difficoltà a dirigere blockbuster estivi, ma uscire dall’ombra (molto lunga) di Michael Bay è difficile e la sua presenza si avverte anche in questo film.

Non sono tanto le autocitazioni (Michelangelo durante la parata incontra un tizio con il costume da Bumblebee) a pesare, ma proprio quei momenti in cui si vede che Bay ci ha messo lo zampino, tipo la scena iniziale dedicata a Megan Fox, un inutile momento sexy, in cui la gonnellina da scolarella della Fox fa un po’ a cazzotti con quelli zigomi di plastica, sembra un'imitatrice di Cher, non potevano utilizzare un po’ di computer grafica per farla somigliare alla se stessa del primo “Transfomers”?.


"If I could turn back time, If I could find a way...".
Poi capisco che Bebop e Rocksteady non brillino per intelligenza, ma nella scena in cui uno dei due tuona una sonora scoreggia, è impossibile non ricordarsi del (terrificante) “Transfomers 2”, dove tutti i personaggi (robot compresi) erano afflitti da aerofagia, evidentemente Bay pensa che una bella scoreggia sia sempre il modo più facile per far ridere il pubblico... Me lo immagino Dave Green, orecchie basse, mentre si becca un coppino dal suo produttore esecutivo al grido di “E mettici una bella scoreggia qui!”. Ma la mia solidarietà va al povero tecnico della computer grafica che ogni sera per giorni è tornato a casa e alla domanda della moglie: “Com'è andata la tua giornata?” ha dovuto rispondere: “Oggi ho animato al computer un rinoceronte antropomorfo che scoreggia”… Quando pensate che il vostro lavoro sia brutto pensate al povero animatore.


Per fortuna le (cattive) influenze di Michael Bay si limitano a queste scene, per il resto, il film corregge molti dei difetti del primo capitolo, le tartarughe mantengono il loro nuovo (secondo me azzeccato look), ma sfoggiano un po’ meno ninnoli addosso, rendendo il loro design meno confusionario: via gli occhiali da sole sulle testa di Raffaello e l’inguardabile armatura di Leonardo che lo faceva assomigliare al Rufio di “Hook”, un look molto più pulito e riconoscibile che sul grande schermo funziona meglio e non affatica con dettagli eccessivi.


La storia è semplice semplice: Shredder (Brian Tee) fugge e torna a minacciare New York (e il mondo) questa volta, però, si allea con il terribile Krang, che è il vero cervello dell’operazione… Ok, dai, concedetemela questa freddura, non ho potuto resistere!


"C'è nessuno? Niente il cervello di Cassidy non è in casa".
Il piano è quello di recuperare tre aggeggi sparsi per il mondo, tre MacGuffin che combinati insieme permetteranno al cervellone malvagio alieno di portare sulla Terra il suo Technodrome (quello che nei cartoni animati chiamavano all’italiana “Tecnodromo”), super macchina da guerra con cui schiavizzare l’umanità. Le nostre quattro Tartarughe dovranno fermali, combattendo anche i loro dissidi interni, il mutagene viola fornito da Krang ha il potere di trasformare due ottusi sgherri (Bebop e Rocksteady) in nerboruti mutanti al soldo di Shredder, ma anche di rendere umane le quattro tartarughe, che saranno pure Ninja e mutanti, ma in quanto Teeanagers, vorrebbero una vita normale fuori dalle fogne e alla luce del sole, malgrado i precetti del Ninjutsu (e il Maestro Splinter) predichino il contrario. Dalla loro parte la solita April O'Neil (Megan Fox) e il nuovo arrivato, l’agente scapestrato e appassionato di Hockey, Casey Jones (Stephen Amell, il biondo della serie tv “Arrow”).


"Sai io recito in Arrow" , "Ecco bravo, allora metti la freccia e gira al largo".
Ognuna di queste “svolte” (Blockbuster estivo tratto dai miei giocattoli dell’infanzia, se volete Aaron Sorkin dovete citofonare ad un'altra porta…), porta con sè l’obbligatoria scena con il giusto livello di azione. Se riuscite a scendere a patti con molte delle leggerezze della trama (tipo il pericolosissimo Shredder scortato da solo due agenti e nemmeno scelti tra i migliori e altre cosette della stessa entità), il risultato finale è tutto sommato guardabile, non stiamo parlando del blockbuster che vi cambierà la vita, ma nel più deciso passo nella giusta direzione per portare questi arci noti personaggi al cinema.

A ben guardarlo, “Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows” ha moltissimo in comune con un qualunque episodio della prima serie animata (quella del 1987) dedicata ai personaggi, se siete tra quelli che quando sentono le parole “Bebop” e “Rocksteady” non pensano alla musica SKA, ma ad un facocero e un rinoceronte conciati come due Punk, allora potreste anche divertirvi. 


Come portare il concetto di "Punkabbestia" ad un nuovo livello.
Per altro, nei panni Rocksteady, prima del massiccio utilizzo di (buona) computer grafica, è possibile riconoscere i baffoni rossi di Sheamus, wrestler della WWE.


Sheamus si è pettinato con il metodo Stanislavskij.
Will Arnett, ha il compito della spalla comica con la testa annebbiata dalla celebrità, visto che Arnett è abituato a doppiare il divo BoJack Horsmen non deve aver fatto nemmeno troppa fatica, Megan Fox fa il minimo sindacale anche perché se si muove troppo le partono le graffette del lifting, per lo meno il suo contributo non è negativo, il che considerando la sua filmografia è già un mezzo successo.


Guarda chi si rivede, Steve Urkel! E' un vero revival anni '90 questo film.
Tyler Perry nei panni del Dottor Baxter Stockman, sembra quello che ha capito meglio l’operazione, recita un po’ da cartone animato, complici occhialoni e bretelle sembra uno Steve Urkel ingrassato e, persino, Stephen Amell nei panni di Casey Jones risulta meno imbalsamato del solito. In quelle (poche) puntate di “Arrow” che ho visto sembra sempre un ciocco di legno impegnato a mostrare gli addominali, qui se non altro copre bene la parte dello scemone volenteroso e non mi ha fatto rimpiangere l’Elias Koteas del film del 1990… Per quei due che se lo ricordano ancora.


"Hai portato il disco da Hockey?" , "Ma non dovevi farlo tu?".
Alla fine a fare la differenza sono i personaggi in computer grafica, le tartarughe, a differenza del primo film, quando si muovono lasciano quasi la sensazione di corpi con un peso ed una massa, il finale è palesemente influenzato da quello dei vari Avengers (ed è anche abbastanza frettoloso), ma, comunque, si lascia guardare. Krang il super cervellone malefico è davvero figo, sembra tanto il mostro finale di un videogioco, ma se siete venuti su guardando la prima serie animata delle TMNT questo è quello che avreste voluto sempre vedere fin da bambini, garantito al limone!


Il me stesso bambino di un tempo, calorosamente ringrazia.
Se siete appassionati di Basket NBA, sappiate che la lega professionista più celebre del mondo si ritaglia un piccolo spazio anche qui, i New York Knicks sono ben rappresentati anche dal loro giocatore di riferimento, Carmelo Anthony, nella parte di se stesso, per un film in cui la grande Mela viene costantemente citata e celebrata non poteva mancare la squadra di basket locale.


Fascia verde, armato di palla da basket, e ha anche un nome Italiano!
In patria gli incassi stanno andando così così, sarebbe un peccato perché questo franchise pare essersi messo sui binari giusti, di certo non sarà il blockbuster che vi cambierà la vita, né quello più goloso in uscita quest’estate, ma che ci volete fare, sono cresciuto a colpi di Cowabunga e ancora oggi ne pago le conseguenze.

8 commenti:

  1. Gli anni di distanza che ci separano mi hanno permesso di amare il cinema ninja prima delle Tartarughe, e così non mi sono piaciute: malgrado non c'entrassero nulla col ninjutsu quel "ninja" nel nome spazzò via tutto il resto in poco tempo, provocando il mio rancore.
    Ho visto a sprazzi la serie animata e i film li ho visti in continuo facciapalmo: l'arrivo di Vanilla Ice e il ninja rap sono stati devastanti!
    Questo per dire che parto con forte pregiudizio sui personaggi, sebbene il nunchaku sia la mia arma d'elezione e quindi abbiamo un punto in comune ;-)
    Il primo nuovo film non mi ha detto niente e dubito che mi piacerà questo, però sono prodotti in fondo divertenti e fanno il loro lavoro. (Se però magari Bay potesse cacciare di nuovo la Fox e la sua smorfia da "ce l'ho solo io" sarebbe meglio, grazie :-P )

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    1. Se avessi dovuto pronunciarmi sulla tua posizione nei confronti delle Tartarughe Ninja, avrei messo dei soldi sull’opzione “Pollice verso”, anche perché di Ninja questi mutanti hanno sempre avuto davvero poco o nulla, e in questo due film prodotti da Michele Baia meno che mai.

      Questo film, ma in generale un po’ tutti quelli sulle tartarughe ninja (forse si salva solo un po’ il primo del 1990) sono dedicati ai bambini o ai fan sfegatati, restano davvero poco difendibili fuori da questo target, infatti questo me lo sono guardato per quello che è, un costosissimo episodio del cartone animato, portato sul grande schermo con davvero pochissime pretese.

      La Fox oltre ad essere odiosa si ostina a fare la fatalona, ma con quegli zigomi di plastica ormai fa tenerezza, per il resto i nunchaku non si battono, miglior arma di sempre, senza se e senza ma ;-) Cheers

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  2. Infatti, se non fossimo cresciuti tra serie animata e pellicole, col piffero che saremmo corsi in sala a vedere questo film (e quello prima). Concordo su tutta la linea e ci aggiungo che anche il mio preferito è sempre stato Michelangelo. "Scusa Micky, potresti fare un po' più di rumore? Riesco ancora a sentire qualcosa". :-)

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    1. Il giochino è talmente perfetto che tra trent’anni ci sarà ancora qualcuno pronto a correre in sala perché ha passato l’infanzia con le tartarughe. Bro-fist Michelangelesco, con la citazione mi hai migliorato la giornata ;-) Cheers!

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  3. Non so se lo vedrò nell'immediato :/ però cavolo, ma come si è ridotta la Fox?

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    1. Se ti senti in vena per una serata sul divano senza pensieri potrebbe andare anche bene.
      No guarda, ormai è un incidente chirurgico con le gambe quella donna, sembra la prima scena di "Brazil" di Terry Gilliam. Cheers!

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  4. Io però non ho capito il miracoloso ringiovanimento di Shredder

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    1. Penso faccia parte del numero verde di Michael Bay, lo Shredder corazzato non è piaciuto? Via, in favore di uno senza maschera (!) almeno fino alla fine del film, forse per il terzo film, vedremo uno Shredder come si deve ;-) Cheers

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