sabato 23 luglio 2016

Silver Surfer - Alba Nuova: Una tavola da Surf per due


Silver Surfer è uno dei migliori personaggi della Marvel di sempre, ma anche uno dei più complicati da gestire, il surfista d’argento ha un design geniale, immutato nel tempo perché nella sua essenzialità risulta ancora attualissimo, frutto del genio del tavolo da disegno Jack “The King” Kirby.

Per quei due che nella galassia non conoscessero il personaggio, la sua storia è semplice. Norrin Radd era un astrologo che sognava le stelle sul suo pianeta natale Zenn-La, quando un giorno questo divenne la portata principale nel pranzo di Galactus, il divoratore di mondi, entità cosmica del divino tipo, che si nutre di pianeti, consumandoli di tutte le risorse e le vite, in modo da mantenere l’ordine e l’equilibrio nella galassia. Per salvare Zenn-La, Norrin si sacrifica offrendosi volontario per l’infame ruolo di araldo di Galactus, insignito del potere cosmico, ricoperto totalmente di argento e a cavallo della sua tavola da surf, il surfista solca solitario lo spazio alla ricerca di pianeti morenti per placare la fame del suo padrone… Lo capisco, avete mai visto che faccia fanno i miei cani quando si avvicina l’ora di cena?


Cattivo Galactus cattivo! cuccia! vai a cuccia!
Giunto sulla Terra, con l’aiuto dei Fantastici Quattro, Surfer rivede qualcosa della sua Zenn-La nel nostro disgraziato gnocco minerale che ruota intorno al Sole, si ribella, scaccia Galactus, ma viene esiliato sulla Terra, di cui diventa difensore, nel vero senso della parola, perché insieme al Dottor Strange e a Hulk fondano il più improbabile trio di eroi di sempre: i Difensori, appunto.

Creato da Stan Lee e Jack Kirby sulla pagine di “Fantastic Four” nel 1966, Surfer, come detto, deve la sua esistenza a Kirby, che un giorno si presenta dal suo compare con questa enorme tavola su cui aveva disegnato il gigantesco Galactus e, al suo fianco, un piccolo omino d’argento su un tavola da Surf volante, Stan Lee chiese: “Questo chi è?”. La risposta di Kirby fu che uno come Galactus aveva bisogno di un viaggiatore che annunciasse il suo arrivo, un araldo, un'idea tanto semplice, ma geniale (anche nel design) che continua a funzionare anche oggi.

Il problema delle storie a fumetti di Silver Surfer è che davvero pochissimi autori sono stati in grado di scriverne di davvero buone, il più delle volte la vostra classica storia del surfista è così composta: ennesimo racconto delle origini dei poteri del personaggio, numero imprecisato di tavole dove il nostro malinconico Surfista solca lo spazio in solitaria, poi BAM! Arriva Galactus, veloce lotta e via così, fino al prossimo numero, uguale a se stesso e diciamolo, un po’ noioso per un personaggio così iconico.


Michele Tuttorosso riassume tutti gli universi possibili di Surfer in una sola pagina.
Forse l’unico che ha saputo davvero scrivere una bella storia sul personaggio è stato Moebius (scusate se è poco!), che con “Parabola” ha dimostrato di poter fare fumetto d’autore anche utilizzando un personaggio della Marvel. In questo ristrettissimo club di autori capaci di scrivere belle storia di Surfer, però, oggi si iscrivono altri due nomi: lo sceneggiatore Dan Slott e il disegnatore Mike Allred.  “Alba Nuova” non è soltanto uno dei più bei fumetti della Marvel che abbia letto di recente, ma è una delle migliori raccolte di storia mai scritte sul personaggio, le quattro nomination ai prossimi Eisner Awards sono tutte meritate!

Questo fumetto ha attirato la mia attenzione fin dal giorno in cui ho letto la notizia che Mike Allred, il papà di Madman (e uno dei miei artisti preferiti di sempre) avrebbe prestato la sua arte al personaggio, a completare il team creativo c’è Dan Slott, autore quanto meno controverso che io personalmente adoro.

Slott è da parecchi anni l’autore principale della storia di Spider-Man per la Marvel e si sa che chiunque osi modificare anche di pochissimo, personaggio del peso specifico dell’Uomo Ragno, si attirerà l’odio di tutti i Marvel-Zombie del pianeta. Dan Slott non ha solo modificato Spidey, lo ha ucciso e sostituito per un po’ con il suo peggior nemico (il Dottor Octopus) in un ciclo di storie rischiosissimo, ma incredibilmente riuscito. Dan Slott mi è sempre piaciuto, fin dai tempi della sua run sulle pagine di “She-Hulk” è un autore estremamente preparato, ha una cultura immensa sullo (sconfinato) passato di tanti storici personaggi della Marvel, sa scrivere dialoghi brillanti pieni di humor e battute divertenti e in una singola storia scritta da lui solitamente accadono un numero di eventi tali da riempire tre storie. Risultato: le sue trame hanno un gran ritmo e in generale sono una gran lettura, lo stesso vale per questo suo ciclo di storie sulle pagine di “Silver Surfer”.


Interstellar overdrive.
Dan Slott capisce una cosa molto semplice: un personaggio che è in circolazione dagli anni ’60, dotato di poteri (cosmici) quasi divini, che ha passato decenni sul nostro pianeta, non può più essere descritto come un alieno malinconico che non comprende a pieno l’umanità, il suo Silver Surfer conosce a memoria tutta la cultura pop del nostro pianeta e, ovunque vada, la sua (brutta) fama lo precede: tutti scappano alla vista dell’araldo, poco importa se Surfer non va più a caccia di pianeti da sacrificare da decenni, certe etichette ti restano incollate apposto.

Slott applica all’argentato Surfista una cura degna del Doctor Who, affiancandolo ad una giovane “Companion” umana di nome Dawn, che di lui non sa nulla, ma è legata al Surfista dal giorno in cui da bambina, alla vista di una stelle cadenti ha espresso il desiderio che quella stella non smettesse mai di volare. Peccato che il corpo celeste nel cielo non era una stella cadente, ma lo stesso Silver Surfer, a cui Dawn (Alba, così abbiamo spiegato il gioco di parole che dà il titolo al volume) da quel giorno è legata.


“Se fossimo soli l'immensità sarebbe davvero uno spreco.” (Isaac Asimov)
Dan Slott basa tutta la sua run di storie sul rapporto tra Silver Surfer e Dawn Greenwood: da una parte l’alieno che viaggia nello spazio con i suoi straordinari poteri, dall’altra l’empatica ragazza fissata con i vestiti con colori da coccinella. Due personaggi opposti, ma complementari che dovranno imparare (anche uno dall’altra) a conoscersi e a convivere, un rapporto tenero, mai banale, tratteggiato da un humor brillante e un intelligente utilizzo delle citazioni alla cultura pop.

Slott non si limita mettere nelle stesse vignette l’alieno semi onnipotente e la ragazzina terreste e a guardare cosa viene fuori, ma basa ogni storia sulla convivenza tra i due con risultati spesso geniali. Surfer abituato a viaggiare per mesi solo in silenzio tra le stelle, si ritroverà in compagnia di una che non sta zitta un attimo e ogni due minuti deve andare in bagno, cosa che crea problemi, ma allo stesso tempo risulta divertente, facendoci affezionare ai personaggi.

La scena delle tonsille è una delle più divertenti di tutto il volume (storia vera!).
In tutto questo, Dan Slott ci porta su impossibili pianeti alieni e riesce anche ad utilizzare in maniera non banale l’immancabile apparizione di Galactus, che in questo ciclo di storie non è affatto l’apice della narrazione (come succede… SEMPRE!), ma è solo una grossa svolta in un volumone pieno di colpi di scene a trovate, anche visive geniali.

Come, ad esempio, il racconto #11 (serie originale) in cui Surfer, Dawn e sei miliardi di esuli spaziali restano incastrati in un loop spazio temporale da cui non è possibile uscire, se non utilizzando il libero arbitrio e rompendo lo schema, un vero e proprio Nastro di Möbius anche dal punto di vista visivo, Mike Allred disegna le vignette nella parte superiore della tavola a forma di freccia (direzione da sinistra a destra, come il verso di lettura) e quelle nella parte bassa identiche, ma capovolte a testa in giù. Risultato: per leggere l’albo è necessario ruotare il volume fino a metà storia dove le vignette s'intrecciando cambiando posizione sulla pagina… Non vi dico che bellino che ero sul bus, a leggermi questa roba facendo piroettare il volumone della Panini Comics come se fossi un giocoliere, ora capisco perché nessuno si siede mai accanto a me!


Adesso voglio vedervi a ruotare lo schermo al contrario.
Per altro, la (roteante) storia in questione è ambientata in una porzione di galassia che prende il nome di Giraud, in cui i locali alieni parlano con accento francese, evidente omaggio al grande Jean Giraud, più noto al mondo come Moebius (se avete un cappello in testa è il momento di toglierlo).

Dan Slott è molto bravo anche a gestire le citazioni all’universo Marvel, presenti in questo ciclo di storie che comunque è perfettamente in continuità, fanno un piccolo cameo i Guardiani della galassia, ma soprattutto assistiamo alla reunion (come si direbbe per i gruppi Rock) dei Difensori, infatti Silver Surfer, Hulk e il Dottor Strange, si ritrovano ad affrontare un vecchio avversario del dottore, il famigerato Incubo, con l’aiuto di Dawn e di tutta la sua colorita famiglia.

Nel finale, fa la sua entrata a gamba tesa anche il mega evento Marvel (l’ultimo, fino alla prossima volta…) noto come “Secret War” e il suo seguito “Battleworld”, riassumibile come: simpatico cinque minuti, poi rompe anche i coglioni…

Se non sapete nulla di questa storia, consideratevi fortunati, ma sappiate che non vi servirà leggervi trenta albi Marvel prima di potervi godere “Silver Surfer: Alba nuova”, perché Dan Slott utilizza il maxi evento come spunto e va dritto come un fuso a raccontare la sua storia, quindi non avete scuse!


"Liberati della scimmia!" (Cit.)
Ciliegina sulla torta di un volume fantastico, i disegni di Mike Allred, uno che con i personaggi malinconici è perfettamente a suo agio (così come con gli alieni), ma era da un pezzo che non sfoggiava questo stato di grazia al tavolo da disegno, Allred riesce ad essere onirico e psichedelico, perfettamente adatto ad omaggiare le tavole di Jack Kirby, il tutto senza mai perdere quel gusto per l’arte che lo ha sempre contraddistinto, ad esempio, in una volta omaggia apertamente il celebre dipinto “Nighthawks” (i Nottambuli) di Edward Hopper.

In coppia con la moglie Laura Allred al lavoro sugli straordinari colori, “Silver Surfer: Alba nuova” è un pezzo di arte moderna applicata al disegno, ennesima dimostrazione che la Marvel Comics può permettersi i maxi eventi tipo “Secret wars”, ma anche albi in cui i personaggi della Casa delle idee, nelle mani giuste, possono diventare veri e proprio fumetti d’autore, dopo Occhio di Falco e Moon Knight, anche il mitico Silver Surfer entra a far parte di questo club.

Un albo bellissimo offerto da Panini Comics in un volumone perfetto per godersi tutto il ciclo di storie, Eisner award o meno, sicuramente uno dei più seri candidati a miglior fumetto del 2016, vedere per credere.

14 commenti:

  1. Grazie della bella recensione! Se ricordo bene, negli anni '60 la serie originale di "Silver Surfer" (Lee-Buscema) si è aggiudicata l'Eisner per entrambi i suoi due anni di vita.
    "Nighthawks" è forse l'opera con più omaggi nella storia dell'arte. L'aveva omaggiata pure Alex Ross nel primo numero di "Marvels".

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    1. Grazie a te di averla letta tutta, si ricordi bene, era da tanto che un team creativo non riusciva a rendere Silverado un personaggio così interessante, spero che Slott e Allred si uniscano al clun di Lee e Buscema. Si lo penso anche io, anche Phil Sheldon ha mangiato in quel ristorante ;-) Cheers!

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  2. Mi piacerebbe leggere Alba Nuova, sarebbe un bel modo per riavvicinarmi a Silver Surfer

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    1. Caldamente consigliato, il bello di "Alba nuova" è che può essere letto sia da chi conosco bene il personaggio sia da chi non ne ha mai sentito parlare, il punto di vista di Dawn su Silverando aiuta l’immedesimazione. Cheers!

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  3. I volumi raccolta che ti parlavo prima sull'altro commento riguardo le storie di Visione.
    Quando parli di tavole originali del numero 11 , ti riferisci a quelle apparse dentro i Fantastici quattro dove il surfista con la sua serie (qui raccolta in unico volume che stai recensendo)faceva da comprimario fino a Secret wars..?
    Quindi leggevi anche le storie del meraviglioso quartetto?
    Massimiliano

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    1. Mi riferivo alla serie originale americana, nell’edizione in volume è riportata come numero 11, però queste storie sì, sono le stessa già apparse sulle pagine di “Fantastici Quattro”, dove Silverando era il comprimario, le stanno solo ristampando in volume, e anche qui come per Visione, è uscito da poco il secondo volume, già sul mio comodino in attesa di essere letto ;-)

      Si certo, mi piacevano un sacco i Fantastici Quattro, li ho seguiti quasi fino alla chiusura della loro serie, anche se le storie post Jonathan Hickman soffrivano un po’ di stanca. Mi mancano gli FQ, mi spiace che la Marvel attuale non abbia piano per un loro ritorno come squadra, ci spero ma ormai il destino degli eroi di carta va di pari passo con il successo dei loro film, per questo i “Guardiani della galassia” ora sono ovunque in fumetteria. Cheers!

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  4. Se devo essere sincero i F.Q li seguivo perchè speravo tra le loro pagine di ritovare storie con il mio gruppo di super eroi in assoluto favorito e cioè gli INUMANI.
    Vedi gli scherzi del destino ho dovuto aspettare quasi trentanni perchè Freccia nera e soci occupassero finalmente il posto che meritassero tra le pagine dei fumetti marvel.
    Oggi sono più che mai sotto i riflettori e non centra niente Agent of Shield in tv ...stanno vivendo storie sempre molto originali ricche di nuova linfa vitale.
    Ma se segui i fumetti Marvel che te ne parlo a fare ...dovresti saperlo!
    Comunque non credo che il successo editoriale di un fumetto dipenda per forza dalla sua versione cinematografica…che se vuoi è pure riduttiva.
    Per quanto riguarda i F.Q li ho amati con Lee e Kirby li ho ritrovati dal 1995 in poi con il ciclo di Tom De falco che a dispetto dei piu' considero il migliore del nuovo corso sia per i disegni che per le storie da li fino ad ONSLAUGHT.
    Diciamo che nonostante fossero passati 20 anni dall’ultima storia dei F.Q che avevo letto che ero ragazzino ho ritrovato dei personaggi adulti ai passi con i tempi, i miei almeno.
    Dopo Heros reborn Altro ciclo che mi è piaciuto un sacco le storie son diventate fiacche e noiose, veramente non riesco a ricordare un ciclo che mi abbia entusiasmato e pure io li ho seguiti fino al loro epilogo.
    Anzi ti dico di più se devo fare un paragone in questi anni con ad esempio i vendicatori che ho seguito abbastanza costantemente almeno finchè c’era Visione presente ebbene devo confessare che rispetto a tutti gli eroi marvel i F.Q non hanno avuto autori che li elevassero a fumetto adulto come meritavano.
    Son rimasti sempre in un certo senso infantili….questo è quello che secondo me li ha danneggiati!
    Comunque se torneranno come spero sicuramente una chance gliela daro’…
    Max

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    1. Gli Inumani oggi spopolano, certo le logiche cinematografiche centrano, il fatto che la cinema la Marvel, non possa utilizzare i mutanti (in mano alla Fox) ha regalato più visibilità agli Inumani, non è certo merito della pessima “Agent of Shit” ;-)

      Sto aspettando un edizione in volume, per ora non seguo la testata a loro dedicata, ma mi sto godendo il modo in cui Ulysses sta creando il panico nell’Universo Marvel con “Civil War II”.

      Tom De Falco controverso ma non mi dispiaceva, a me degli FQ è piaciuto moltissimo il ciclo di Mark Waid con i disegni del compianto Mike Werrigo, quello era davvero un bel ciclo secondo me, la storia in cui gli FQ vanno al creatore (nel vero senso della parola!) mi ha quasi commosso ;-) Cheers

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  5. Non lo ricordo!
    Ciao

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    1. Era dei primi anni 2000 direi, sempre un po' giocoso e infantile come detto prima, ma anche con momenti forti, ad esempio c'era stata una piccola polemica, perché Waid nelle prigioni di Lavteria aveva mostrato una ghigliottina, ricordandoci che il Dottor Destino è comunque un dittatore, secondo me era un buon ciclo, pieno di idee ;-) Cheers

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    2. Ho cercato sul web e visto la copertina di qualche albo di quel periodo ,sicuramente c'è l'ho ma non mi ricordo la storia e non è un problema di memoria.
      Se mi chiedi qualcosa sugli inumani ti saprei dire morte e miracoli ...dalle storie dirgli anno 70 fino ad oggi e forse episodi salienti della storia dei vendicatori.
      È proprio il fumetto dei F.Q che negli anni ha prodotto storie che si faticano a ricordare.
      E c'è l ho con chi ha guidato il progetto del favoloso quartetto per tutti gli anni 2000 e non è riuscito a produrre storie decenti.
      Sa analizziamo i personaggi fra i 4 forse la donna invisibile è quella che è stata rivalutata di più diventando addirittura la più potente del gruppo.
      Ben venga
      Mr Fantastic è diventato dopo il ciclo di De Falco una macchietta prigioniero dell'antipatico ruolo di genio tutt'a razionalità fino all'esasperazione.
      Che poi son geni pure Tony Starl , Banner e Pantera nera ma non annoiano come gommoso.
      La cosa , sempre la solita storia dell' uomo dentro il mostro ...simpaticone e forse punta di diamante fra i quattro ma purtroppo schiavo sempre di quel ruolo.
      La torcia nonostante morte e risurrezione è riuscito ad essere prima quarantenne poi sbarbato ventenne poi ancora vecchio nella serie dedicata alla Fondazione Futuro.
      Se pensi ad infantile jhonny Storm è l'apoteosi.
      Mi dispiace dirlo ma se i F.Q vogliono tornare a splendere i loro autori devono farli crescere.
      Non puoi comprare un albo dello stesso periodo di Iron man e uno dei Fantastici quattro e nel primo ti sembra di leggere Corto Maltese e nel secondo Topolino!!!!
      Ciao
      Max

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    3. Non potrei essere più d’accordo di così con la tua analisi, Sue è passata da “Ragazza invisibile” a membro più potente del gruppo, gli altri sono rimasti al palo, pensare che Ben Grimm a carisma, non è secondo a nessuno, ma ti do completamente ragione, sono fermi immobili da troppi anni, superati a destra da tutti. Cheers!

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  6. Sai mi fa piacere scambiare opinioni con te sui F.Q.
    Spero di non annoiarti.
    Se tu leggi i guardiani della galassia Ben è nel loro team ora.
    Sue so che ha fatto parte dello Shield per un po'...mi sembra eh...non ho seguito!
    Reed credo faccia il mammo e la torcia cornifica Freccia nera con Medusa sulle pagine degli Incredibili inumani.
    In una versione sicuramente più matura!
    Adesso mi viene la domanda d'obbligo: ma se ti piacciono i F.Q perché non c'è nessun albo di loro tra quelli recensiti in questa sezione del tuo blog?
    Ciao

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    1. Ma figurati quale noia, non ci si annoia mai a parlare di fumetti ;-)
      Si Ben sta con i Guardiani e Johnny con gli Inumani, Reed invece non sapevano che farsene nel Marvel Universe ;-)

      Bella domanda, non commento i numeri singoli, quelli che escono in edicola per capirci, altrimenti non ci starei più dietro, perché ne leggo parecchie, anche se non più tante come un tempo. Cerco di commentare volumi o cicli completi, e recentemente non ne ho letto nessuno sugli FQ, anche perché come ben (grimm) sai sono un po’ spariti dai radar.

      Potrei riprendere in mano qualche vecchio volume, la sezione fumetti va rimpinguata, un po’ alla volta rimedierò ;-) Cheers

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