mercoledì 6 luglio 2016

Orange is the new black - Stagione 4: La vita in un carcere femminile, non è roba da signorine


Si offende qualcuno se dico che la quarta stagione di “Arancione è il nuovo nero” è una delle migliori mai sfornate da questa serie? Forse non raggiunge le vette della stagione numero due, ma poco importa, stagione spettacolare! Da qui in poi qualche moderato SPOILER, lo dico così lo sapete.

Era chiaro che nella terza stagione di “Orange is the new black” le cose stessero cambiando nella struttura della serie, passata ufficialmente da “Comedy” a “Drama” (anche se è sempre stata in equilibrio tra questi due generi) anche per venire incontro agli Emmy awards. La serie era chiaramente diventata più corale anche attraverso un utilizzo (massiccio) dei flashback e con alcune attrici del cast ancora in attesa di conferma, la quarta stagione ha saputo sistemare tutti questi dettagli mandando tutte le parti del puzzle al suo posto.

Si comincia un minuto dopo il finale della terza stagione, con quasi tutte le detenute ancora bagnate dopo il bagno nel lago (cosa che genera più di una battutaccia, per altro…), Alex e Lolly ancora alle prese con quel corpicino di sicario rimasto sulle croste. La prima puntata parte alla grande con Laura Prepon e Lori Petty sugli scudi e un tocco ironico finale che non guasta mai. Dopo anni passati ad ascoltarla tra i miei pezzi da corsa, “Last Resort” dei Papa Roach assorge a nuova vita, grazie OITNB!


La chiamano la Morticia di Litchfield, ed io ho sempre amato la famiglia Addams.
In questa stagione la narrazione si fa molto più corale, i flashback più mirati e meno invasivi, utilizzati solo per regalare spaccati importanti del passato dei vari personaggi e non più per riempire intere puntate, viene, inoltre, colmata una lacuna che personalmente avevo sentito molto durante la terza stagione, ovvero l’assenza di una cattiva vera e propria, che qui ha un volto e un nome: Piper Chapman.


"I'm not in danger, I'm the danger!" (Cit.)
La biondina interpretata da Taylor Schilling, sembrava avesse esaurito la carica propulsiva del suo personaggio, in questa stagione, invece, sono riusciti ad utilizzare alla grande la sua smania di potere, che ha portato la ragazza a credersi la Heisenberg del racket delle mutante usate e poi recuperare alla grande (anzi direi grandissima) il personaggio con quel finale di episodio incredibilmente drammatico nella puntata 4x07 (It Sounded Nicer in My Head).

Il tutto perfettamente integrato nello scenario generale di questa stagione: l’aria è cambiata anche tra le mura del penitenziario di Litchfield, i sassolini che iniziano a rotolare lungo la discesa partono dall’arrivo in carcere di Judy King (Blair Brown), star televisiva di un noto programma di cucina, liberamente ispirata alla celebre (negli USA da noi molto meno) Martha Stewart, regina dei fornelli televisivi, finita al gabbio per una storiella con le tasse, perché negli Stati Uniti con il temibile IRS (la loro agenzia delle entrate, ma più cattiva) non si scherza. Dimostrazione che a volte la grande pozzanghera chiamata Atlantico che ci divide è davvero grande.

Judy King in virtù del suo stato di VIP viene tenuta nella bambagia da Joe Caputo (Nick Sandow) che ha già i suoi bei problemi a gestire sia i suoi datori di lavoro dell’MCC, che il nuovo zelante capo della guardie Desi Piscatella (Brad William Henke, visto ovunque, ultimamente anche in Fury), personaggio più sfaccettato di quello che si direbbe ad una prima occhiata, in grado di far quasi passare il mitico Pornobaffo come un santo!


Vi assicuro che non resta vestito da Robocop per tutta la stagione.
In tutto questo s'incastrano alla perfezione tutte le trame e le sottotrame dedicate ai vari personaggi, da Sophia Burset (Laverne Cox) ancora in isolamento, fino al ritorno della mia preferita (ad Ovest di Alex): vi assicuro che mi sono esaltato tantissimo quando ho rivisto la zazzera fuori controllo di Nicky! Natasha Lyonne mi sembra sempre quella più a suo agio con il personaggio, quando la trama richiede di recitare intensamente risponde sempre: "Presente!"… E poi fa morire dal ridere! Dai, quando saluta Piper con il saluto Nazista conferma di essere la più faccia da schiaffi di tutta la banda!

Indovinate chi è tornata a casa? (...and the crowd goes banana!)
Ecco, Nazismo, sì, perché Piper nel suo delirio di onnipotenza, nel tentativo di eliminare il cartello (delle mutande) rivale delle latine, guidato da Maria Ruiz (Jessica Pimentel), di fatto si trova ad “inventare” l’equivalente del KKK, dando vita al movimento per l’orgoglio bianco nel carcere di Litchfield, brava Piper, bella idea!


Tra le tante cose che ho apprezzato di questa stagione non posso non citare le parti dedicate a Lolly, personaggio centrale interpretata alla grande da Lori Petty. Se questa serie è sempre in equilibrio tra commedia e dramma (o “drammedy” come dicono gli americani che hanno una parola per tutto e se non ce l’hanno la inventano), allora l’unica donna del cast di Point Break, si dimostra la più adatta a passare da un registro all’altro, in tutto questo regalando anche una nuova chiave di interpretazione ad un personaggio come quello di Sam Healy (Michael J. Harney) che rischiava di diventare un po’ monodimensionale.


Lori Petty si aggiudica il mio personale premio di MVP della stagione (M-WIP-P!).
Anche a causa del sovraffollamento della prigione, le latine si trovano in vantaggio numerico, tutti quegli estrogeni, radunati insieme in così poco spazio rendono l’aria elettrica, a questo aggiungete le nuove guardie sempre più sadiche (Gulp!) ed è chiaro che il disastro è dietro l’angolo.


Viva la raza! (Latino heat).
Ho apprezzato moltissimo come gli autori sono stati in grado di gestire l’escalation di soprusi e ingiustizie subite dalla nostre WIP preferite, nel corso della stagione, spostando sempre un po’ più in là quella fatidica ultima goccia che fa traboccare il vaso.


"Com'era quella parola con la A che urlava Pacino in Dog Day Afternoon?".
Il finale di stagione è spalmato sui due episodi finali, il colpone di scena che conclude l’episodio 4x12 (The Animals) è costruito ad arte e vi farà fare un salto di un metro sul vostro divano (garantito al limone!). Nell’ultimo episodio (4x13 - Toast Can't Never Be Bread Again), invece, le cose degenereranno completamente dimostrando ancora una volta l’intelligenza degli autori. Ero pronto a vedere la rivolta già in questa stagione, ma complice la conferma di “Orange is the new black” fino alla settima stagione (Yuppi!!), ora Jenji Kohan può permettersi di gestire trame più lunghe, il che è un gran bene per questa serie.

Per altro, non ho nemmeno notato la solita flessione che rende gli episodi centrali più pesanti da seguire, mi sono bevuto questa stagione numero quattro senza mai un momento di noia e la sensazione generale è che il meglio debba ancora venire! Non lo avrei mai detto alla fine della terza stagione, invece “Orange is the new black” ha menato il suo colpo più duro, confermandosi come una delle migliori serie tv che vi possa capitare di guardare e non è che le manchi la concorrenza.

Una volta avevamo "Oz", e se l'arancione è il nuovo nero, possiamo dire che (forse) Netflix è la nuova HBO?

4 commenti:

  1. Cioè, senza metterci d'accordo... abbiamo fatto uscire lo stesso giorno un post su OITNB?? ^_^
    Stagione spettacolare e sono disperato: chi ce la fa ad aspettare un intero anno????

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  2. Senza coordinarci abbiamo deciso che oggi é la giornata mondiale di Orange :-D Stagione ottima che ha corretto anche i difetti di quella precedente, ora che Netflix ci ha abituati ad avere un'intera stagione lo stesso giorno, ora dovremmo imparare l'arte della pazienza, e dopo QUEL finale sarà durissima Dover aspettare, arrrrgh! Cheers

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  3. Mi sono unito volentieri alla giornata mondiale di OITNB, mi dispiace un po' che la mia recensione sia la meno positiva ;) Anche a me è piaciuta tantissimo la parte di Lolly, mentre ormai odio visceralmente Piper, anche se la seconda parte della stagione avrebbe dovuto essere nelle menti degli sceneggiatori quella della redenzione, almeno in parte. Le ultime tre/quattro puntate comunque sono di ottimo livello, spero che si riparta con quella qualità e... con più spazio a personaggi come Nicky e Red, e più TETTEEEEE!!!

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    Risposte
    1. Buona giornata mondiale di OITNB! :-D
      Alla fine della terza stagione consideravo Piper un personaggio odioso e irrecuperabile, qui sono riusciti ad utilizzare la sua antipatia al meglio e poi a farla tornare in seno al gruppo. Lolly è diventata quello che Bubbles era in “The Wire”, per il resto se nella serie ci fossero anche solo Nicky e Red la seguirei lo stesso di gusto ;-) Cheers!

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