giovedì 28 luglio 2016

Never Back Down - No Surrender (2016): Michael Jai White VS Seguiti in Home Video


Non so voi, ma io ho una teoria tutta mia sulle T-Shirt, vi faccio un esempio così è più facile spiegarmi: non indosserei mai una maglietta di un gruppo che non conosco, perché se qualcuno dovesse mai farmi una domanda, semplicemente non saprei cosa rispondere. Ora sono consapevole del fatto che non esiste una “Polizia della T-Shirt” che interroga i passanti sulla loro effettiva preparazione, ma in ogni caso l’idea mi mette a disagio… Poi chiedetevi perché mi vesto sempre di nero.

Come sono arrivato a parlarvi di magliette? Facile! (Se seguite il flusso mentale di questo pazzo…). Quando penso alla saga di “Never Back Down” mi viene sempre in mente la maglietta che aveva un mio compagno di squadra (uno con cui non avevo grossa intesa, pallacanestro esclusa) che un giorno arrivò con la maglietta del film ad allenamento, quando gli chiesi se gli era piaciuto, la sua risposta fu una cosa del tipo: “Che film?”.

La t-shirt l’aveva avuta gratis da qualcuno che lavorava presso la promozione del film, lui la indossava perché le frasi stampate sopra suonavano “Abbastanza tamarre” (mi pare fu queste l’espressione esatta). No, sul serio, poi criticatemi perché mi vesto sempre di nero.


"L'unico che mi ha criticato la maglietta è ancora in trazione".
Quando uscì il primo “Never Back Down” nel 2008 ricordo un grosso tam tam mediatico, l’idea era quella di sdoganare le arti marziali miste presso il grande pubblico con un film dal target giovanile (nel cast anche Amber Heard), una filmetto onesto che se siete abituati a guardare film “di menare” risultava meno peggio del previsto, ma a distanza di anni ricordo solo l’ormai famigerata t-shirt, il che è tutto dire.

Nel secondo capitolo compariva, oltre ad una serie di veri campione della MMA, anche il grande Michael Jai White, ormai esperto di seguiti di film famosi usciti direttamente in home video. “Never Back Down 2: The Beatdown” non solo era interpretato da MJW nei panni del lottatore Case Walker, ma era anche diretto da lui e se questa saga è ancora in piedi lo dobbiamo proprio a White, protagonista assoluto anche del questo terzo capitolo.


Ditelo a LUI che "Mad Max Fury Road" è un filmetto da niente.
Questa volta, Case Walker viene assoldato dal suo amico, il campione di MMA Brody James (Josh Barnett) come allenatore personale, in vista del suo scontro con Caesar “Psycho” Braga, uno che “Psycho” lo è per davvero, visto che ogni volta che qualcuno accenna ai suoi trascorsi (alla Oscar Pistorius) con la ex moglie lui (s)braga malamente e devasta tutto. Il fatto che sia interpretato dall’enorme Nathan Jones (visto in Mad Max: Furiostrada nei pochi panni di Rictus Erectus, non potete mancarlo, era quello grosso come la Blindosisterna) dovrebbe farvi intuire che Brody abbia davvero bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Quindi, si parte tutti per la Thailandia, non solo perché così il film costa meno, ma perché Brody è lì che si allena, anche se pare più interessati ai passatempi locali che ad allenarsi (la scena del sollevamento pesi con le due… Ehm, ragazze, lo ammetto mi ha fatto ridere), qui entra in azione Case, duro e puro poco propenso ai compromessi a riportare il campione sulla retta via, ma siccome il film dura quasi 100 minuti, tranquilli, le cose si complicheranno ulteriormente.


Vola come una farfalla, mena come MJW.
Confesso la mia ignoranza, non conoscevo Josh Barnett, l’attore (si fa per dire…) che interpreta Brody in questo film, ad una prima occhiata mi è sembrato un ex giocatore di Football, in realtà si tratta di un campione di MMA, in ogni caso vi basta vederlo recitare per capire che con lo sport andiamo bene, con la recitazione, invece, siamo proprio alle aste, ma poco importa perché tanto il film è tutto incentrato su Michael Jai White, ditemi che avevate dubbi in merito?

La pellicola è il palcoscenico del nostro che per tutto il tempo si allena, solleva pesi, prova le mosse prima di metterle in pratica con qualche giovinastro che mette in dubbio le sue tecniche definite “Old school”, o spernacchiandolo citando “I tre dell’operazione drago” (“boards don't hit back”) di fronte alle spartana (ma efficacissima) tecnica di allenamento.


"Tu prendi in giro me? Con quei Fuseaux addosso?".
White è in una forma splendida e ci crede un sacco, quando lo vedi prendere da parte due aspiranti allievi e spiegargli che tirare pugni ad un sacco non serve a nulla, viene voglia di vederlo anche solo fare un film dove parla per due ore di tecniche marziali senza nessuna velleità di trama, ci si potrebbe appassionare lo stesso senza nessun problema poco ma sicuro.

Cercando di schivare tutti i clichè di un film del genere, purtroppo Michael Jai White si fissa sul fatto che il suo personaggio debba essere sfaccettato a tutto tondo, quindi lo porta fuori dalla palestra e lo mette al centro di una serie di scenette che dovrebbero approfondire Case Walker, dimostrando che comunque MJW quando non si tratta soltanto di menare, davanti ad un macchina da presa ci sa anche stare, quindi tocca pupparsi tutta la sottotrama romantica che porta via fin troppo tempo, così come la redenzione di Brody che azzoppa la parte centrale rendendola lenta e noiosa.

Le motivazioni del cattivissimo capoccia della lega di MMA (interpretato da Esai Morales) sono ben poco approfondite, così come il personaggio di Caesar Braga, di lui sappiamo che è pazzo e pericolosissimo fine, per fortuna quando “Never Back Down: No Surrender” inizia a fare quello che ci si aspetta da un film del genere (ovvero scene di lotta ben fatte) ci si dimentica presto dei difettucci e diventa tutto un gran divertimento. Non vi aggiungo altro, il combattimento finale riesce a distinguersi dai canoni del genere grazie ad un trovata semplice, ma efficace.


"Mira el dito?"
Ci sarebbe ancora una questione da trattare: l’ambientazione Thailandese, che richiede il suo tributo di sangue.

Iniziamo con Jeeja Yanin che viene inserita a forza dentro la trama, con un personaggio del tutto inutile che serve solo ad allungare il brodo e il minutaggio del film, davvero sprecata per una parte del genere che pare quasi un'imposizione necessaria a mettere qualche nome in cartellone e rendere il film appetibile anche per i mercati locali.

L’unica cosa che posso aggiungere è che guardando Jeeja Yanin conciata in quel modo, mi è venuto in mente l’episodio di “How met your mother” in cui Robin andava in palestra vestita come una che si vuole allenare davvero, quindi niente trucco, capelli in ordine e vestiti aderenti che magari fanno fare bella figura, ma per allenarsi sono solo un intoppo. Malgrado Yanin sia bravissima, ormai mi era scattato il paragone nella testa e proprio di prendere seriamente la sua parte mi è risultato impossibile!


How i met your Jeeja.
Ma poteva secondo voi la Thailandia non giocarsi il suo marzialista più rinomato? Ovviamente no! Quindi, un po’ a sorpresa (per me sicuramente) ad un certo punto ciccia fuori Tony Jaa, non faccio in tempo ad esaltarmi nella speranza di vedere qualcuna delle sue ginocchiate, che il suo cameo si riduce a “Tony Jaa nella parte di Tony Jaa”, fa dei versi fa “Fanboy” francamente imbarazzanti e, di fatto, la sua presenza si riduce ad elemento comico, una gag che fa talmente poco ridere nel suo essere avvilente che non mi sento nemmeno di illustrarvela. Vi dico solo che c'entra il film “Snowdogs”, sì, quello con Cuba Gooding Jr che guidava la slitta con gli Husky… No, sul serio, imbarazzo e senso di fastidio.

"Facciamo pure 'sta pagliacciata con Tony, dai".
Insomma, se sorvoliamo sulla presenza di Tony Jaa (che per fortuna dura pochissimo) e sulla voglia di Michael Jai White di fare per forza la parte del personaggio sfaccettato, “Never Back Down: No Surrender” tutto sommato si lascia guardare, White è tirato come una spina e non perde un colpo e in questi seguiti di titoli famosi per il mercato Home Video fa il bello e il cattivo tempo, non mi stupirei un giorno di vederlo prendere a calci gli alieni di “Starship troopers”, se mai dovesse uscire il quarto capitolo, potrebbe anche accadere! 

6 commenti:

  1. Ti posto nei miei social ma aspetto a leggerti: ho in programma per questo weekend la visione del nuovo NBD ed eventualmente il recupero dei primi due. Ritorno poi a leggerti ;-)

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    1. Ti ringrazio per la fiducia, non vedo l'ora di leggere il tuo parere in merito a questo film ;-) Cheers!

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  2. Ancora questo mi manca, ma sicuramente essendo un film di botte lo recupererò presto!

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    1. Merita, non inventa molto, ha qualche lungaggine verso metà, ma il suo dovere lo fa alla grande, aspetto il tuo parere;-) Cheers

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  3. Me lo segno, questo periodo ho voglia di "film di menare"

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    1. Questo non è niente male, Michael Jai white è una sicurezza ;-) Cheers!

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