giovedì 14 luglio 2016

Cattivi vicini 2 (2016): Il politicamente corretto vi seppellirà


I film stupidi, quelli che si guardano a cervello spento, che piacciono perché sono leggeri e fanno ridere, quelli che di solito a me stanno profondamente sulle palle.

Badate bene, dovreste aver intuito che l’umorismo è una cosa che gradisco sempre, il mio problema è che le commedie che dovrebbero essere scritte per far ridere tutti, normalmente mi lasciano tiepidino, cosa che non è accaduta con il primo capitolo di questa serie, quel "Cattivi vicini" (Neighbors, 2014) che pur inventando pochissimo riusciva ad essere davvero divertente, forse per una certa dose di coinvolgimento con i protagonisti, non solo Seth Rogen e Rose Byrne soffrono il pessimo vicinato… Solidarietà ragazzi!


"Anche tu hai dei vicini di merda? Qua la mano amico!".
“Cattivi vicini 2”, sfrutta lo schema consumato dei seguiti, ovvero: riproporre la stessa trama, ma di più, più grande e con più casino, forti anche di un budget rafforzato e un numero di sceneggiatori passati da due a cinque (!) tra iquali oltre al regista Nicholas Stoller, il protagonista Seth Rogen e il suo compare Evan Goldberg, che per altro sono la coppia di showrunner della serie tv Preacher… Ancora mi devo prendere a schiaffi in faccia, non ci credo ancora nemmeno quando lo vedo scritto!

Trovo Seth Rogen abbastanza simpatico, il problema del comico canadese è che una volta riesce a farti ridere con un film spassoso ("This Is the End" 2013) e un altro davvero fiacco e spento ("The Interview" 2014), nel grafico che tratteggia la curva di divertimento di Rogen (non cercate la google, me la sono appena inventa), questi due film forse soffrono dello stesso problema. “Cattivi vicini 2” ha i suoi momenti comici in grado di strapparvi la risata, ma in generale non pareggia in freschezza il primo film, lo so sono un cagacazzo, ma ve l’ho detto che io e le commedie abbiamo un rapporto difficile.


"No sul serio, questo filo non serve per ricaricare il telefono?".
Mac e Kelly Radner (Seth Rogen e Rose Byrne) in attesa del secondo figlio meditano di vendere casa e trasferirsi, ma incastrati in un vincolo contrattuale (che hanno ignorato), il compratore ha trenta giorni per cambiare idea, non aiuta la buona riuscita della vendita, il fatto che una confraternita universitaria si trasferisca nella casa accanto, siete liberi di chiedere: “Ma non è la stessa trama del primo film?”. Bravi, è proprio la stessa, solo che questa volta la confraternita è tutta la femminile ed è guidata da Chloe Moretz, evidentemente in vacanza dai film impegnati o a quelli dove e ricoperta di sangue (suo o altrui).


"Ciaoooo! Siamo le vostre nuove silenziosissime vicine".
La costante impazzita in questo fronte di battaglia tra “Vecchi” (virgolette obbligatorie) e giovani è Teddy (Zac Efron) il party boy definitivo del primo film, è rimasto senza lavoro, senza casa e senza amici, quindi sfrutta il suo talento per fare da “Padrino” alla ragazze, forte della sua esperienza di festaiolo professionista… A questo punto avete già capito cosa succederà nel film e come andranno le cose... No, dai sul serio, è impossibile non capirlo!

“Cattivi vicini 2” si barcamena tra gag riuscite (il clown pazzo, i muscoli posticci di Rogen o l’inseguimento con tanto di “Sabotage” dei Beastie Boys, che si ascolta sempre volentieri), altre meno efficaci ripetute anche un po’ troppe volte (i Minion…) ed alcune che sono decisamente dei buchi nell’acqua (quella d’apertura che fa iniziare in salita il film).


Perchè tanti problemi per la prova costume, quando si può fare come Seth Rogen.
Ad un certo punto, ho quasi pensato che tutta la pellicola fosse una specie di metafora sulla carriera (se così possiamo chiamarla) di Zac Efron, uno che quando ha provato a recitare sul serio ha raccolto risate (se penso al film con Nicole Kidman ancora mi viene da ridere…) e che ormai inizia ad essere troppo vecchio pure per lo standard di Hollywood, dove i divi invecchiano più velocemente che ne “La fuga di Logan”.

Anche la nuova sorellanza, purtroppo, non rappresenta lo stesso tipo di minaccia di Zac Efron e Dave Franco (qui utilizzato poco e male) nel primo film: le ragazze sono tutte un po’ anonime, l’unica che spicca è proprio Chloe Moretz, ma solo perché è già famosa e perché viene continuamente da chiedersi: "Ma perché ha accettato di recitare in questo film?".


"Cosa ci faccio qui, ma soprattutto cosa vuole Pennywise qui?".
Ci sarebbe, poi, la questione del femminismo, che tiene banco per tutta la durata della pellicola. Le ragazze della sorellanza fondano la loro confraternita per non dover essere fare la parte degli oggetti sessuali nelle feste Universitarie, l’argomento è molto valido, peccato che non penso proprio sia il film giusto per parlarne, infatti il risultato è che tutto questo buonismo, fa l’effetto del freno a mano tirato per il film.


Ecco, sei poi lo gestite così, difficile che qualcuno vi prenda sul serio.
Il primo capitolo non si faceva troppi problemi a prendere in giro un po’ tutti, ma siccome l’argomento femminismo (e in senso più ampio il politicamente corretto) domina nel Bosco di Holly, tutto si risolve con l’antica tecnica di sceneggiatura nota come: il tarallucciatore.

Vino e tarallucci per tutti e mi raccomando non facciamo incazzare nessuno, che qui bastano già le polemiche sul nuovo “Ghostbusters” potreste averne sentito parlare, a meno che non siate stati su Marte negli ultimi dieci anni, in ogni caso, non vi siete persi poi molto.


"Se parli male del nuovo Ghostbusters, ZAC! Sei un uomo morto".
In soldoni: se avete adorato visceralmente il primo film, questo seguito potrebbe piacervi se, invece, anche il primo capitolo non vi ha detto niente, lasciate pure perdere tranquillamente. Se non altro in questo film non troviamo Robert De Niro che si sputtana completamente anche gli ultimi scampoli di stima accumulata negli anni.

12 commenti:

  1. L'ho trovato abbastanza simpatico, dài.
    La Moretz, purtroppo, mi sta venendo in antipatia (poi se l'è cuccata il figlio di Beckham), però Rogen mi farebbe sempre e comunque ridere. Gli ho preferito l'ultimo film di "Borat", tra disgusto, grasse risate, pance e liquidi corporei vari. Da una parte bleah, ma se è trash, che sia spudorato!

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    1. Si fa il suo dovere, è simpatico, il problema è che il primo aveva un altro passo, questo è un po’ spento. Anche io ritengo “Borat” un capolavoro di politicamente scorretto, però visto in originale, in italiano non si può sentire. Cheers!

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  2. Oddio, era proprio l'ultimo film al mondo di cui fare il sequel, e non me lo aspettavo da Rogen: sa abbastanza di cinema da evitare certi trappoloni. Cosa farà ora, "This is the End 2"? Già il suo ultimo film natalizio col solito gruppo, con il tuo amico Shannon che fa il Gesù spacciatore (non ricordo il titolo, l'ho rimosso) mi ha molto infastidito: mi sa che mi sto disamorando di Seth e la sua allegra brigata...
    E sì che a me è piaciuto "The Interview"!
    《Questo è stato un regalo di Stalin》
    《In America si pronuncia "Stallone"》
    Non ho respirato per mezz'ora a forza di ridere :-D

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    1. Da quanto Seth è diventato lo showrunner della serie tv dedicata a “Preacher” i rapporti tra noi sono diventati piuttosto tesi ;-) Non ricordo il titolo nemmeno io ma non mi è piaciuto nemmeno a me, “The Interview” è stato fin troppo pubblicizzato (è la Corea del Nord bellezza…), solite gag rettali di Rogen, ma una mi ha fatto ridere un sacco, quella sulla canzone di Katy Perry, quello faceva ridere ;-) Cheers!

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  3. Anche a me è piaciuto interview,mentre ho trovato "This is the end" piuttosto fiacco.
    Il primo cattivi vicini non mi era spiaciuto,questo avrà una chance da parte nostra tanto per!

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    1. Ho preferito “This is the end”, ma forse solo perché per me “Team America” (Capolavoro!) è il film definitivo sulla Corea del Nord e tutti i suoi Kim Jong-un ;-) Questo non ha la brillantezza del primo ma ha i suoi momenti divertenti, fammi sapere poi come lo avete trovato. Cheers!

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    1. Se non ti è piaciuto nemmeno il primo, questo proprio croce nera allora. Cheers!

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  5. Il film l'ho trovato passabile, ma Chloë Grace Moretz non ne sta azzeccando una in questo periodo.

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    1. Concordo in pieno, l'apice della tragedia è stato l'inguardabile "La quinta onda" mamma mia che cosa brutta. Cheers!

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  6. No, signori, il femminismo proprio no. Proprio proprio proprio no. Mi è già bastato Mad Max Fury Road, adesso basta per i prossimi mille anni! Che poi, mi domando, cosa lo infilano a fare a sproposito dappertutto? Oltre che politicamente SCORRETTO, perché tale è il femminismo e sempre lo sarà, è pure palloso e fuori luogo più o meno ovunque, a meno che non si voglia girare un film sul femminismo, e allora ok. Solo che poi chi lo va a vedere? A me fa solo incazzare e cambiare canale (o cinema).

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    1. Che poi non è nemmeno femminismo, è più volontà di essere politicamente corretti a tutti i costi, ma si vede che è una forzatura, non trattano l’argomento perché ci tengono, infatti sono tutti molto forzati e tirati e il film ne risente. Cheers

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