domenica 12 giugno 2016

Xenozoic Vol. 1 & 2: Cadillac e Dinosauri... Sono tornati!


Cadillac e dinosauri… frase che non mi ricordo, ma che parla di una strada.
Una strada che nessuno sa se finirà…

Se vi ricordate la frase mancante mi fareste un gran piacere, ma soprattutto: vuol dire che probabilmente siete della mia stessa leva.

Fine anni ’80, più probabile primi anni ’90, uno dei miei cabinati preferiti si chiama “Cadillacs and Dinosaurs” è un picchiaduro a scorrimento laterale tipo “Final Fight” o “Double Dragon”, passo ore appeso al joystick ci butto dentro un ragguardevole numero di monetine, ma lo finisco in pochi giorni. Una figata! Ci sono tre personaggi da scegliere: un tipo grosso, uno nero e una ragazza sexy con la camicia rossa legata sopra l’ombelico, oltre ai brutti soggetti in stile Mad Max, ma menare. La variante è l’ambientazione da natura selvaggia, in cui non mancano i dinosauri, dinosauri a frotte, a volte da combattere a volte da evitare, ogni tanto, con la giusta combinazione di (fortuna) tasti, spunta fuori una fiammante Cadillac rossa che ti porta fuori da guai lasciando parecchie nemici a terra, questo spiega il titolo… A memoria mia, uno dei giochi da bar più divertenti di sempre.


"Non ce la faccio, troppi ricordi" (Cit.).
Qualche tempo dopo, non tanto credo, in tv passa una serie a cartoni animati, la sigla è grossomodo quella che (cercavo) di canticchiare in apertura, riconosco subito il legame tra il cartone e il videogioco, vi ho già raccontato di come nei primi anni ’90 i dinosauri dominassero la Terra più che nel Giurassico? Ecco, immaginate la reazione del me stesso bambino di allora, già parecchio scimmiato per la questione dinosauri, che scopre che esiste anche il cartone animato di quel fighissimo cabinato.

Avanti veloce, saltiamo tutta la pubertà che è piuttosto imbarazzante e fa pure un po’ senso, avanti avanti, ok ferma qui! Sono in coda alla fumetteria, aspetto di pagare, faccio quello che faccio sempre mentre sono in coda alla fumetteria per pagare, ovvero mi guardo intorno per non pensare a quanto sto per spendere, mi cade l’occhio su un fumetto dal formato tipo bonelli, si chiama “Xenozoic”, ma il titolo del volume è rivelatore: Cadillac e Dinosauri. Il cerchio è completo, spero nella Cadillac rossa fiammante che piombando dal nulla mi salva, non arriva, quindi mi tocca pagare. Poco male: il fumetto è un Capolavoro, chissà perché non avevo dubbi.

No sul serio, Cadillac e Dinosauri, trovatemi un accoppiata migliore di questa!
L’editore Cosmo porta finalmente in questo strambo Paese a forma di scarpa, il capolavoro di Mark Schultz che ha dato vita al mito di “Cadillacs and Dinosaurs”, ovvero “Xenozoic Tales”. Bianco e nero, ragguardevole numero di pagine, comprende due volumi, il primo intitolato appunto “Cadillac e Dinosauri”… A volte il mondo è un posto davvero semplice.

Vol.1 - CADILLAC E DINOSAURI

A metà degli anni ’80 molti fumettisti americani hanno cercato fortuna lontano dai supereroi che dominavano (e ancora dominano) il mercato, tra questi il talentuoso Mark Shultz che lancia la sua pubblicazione a puntate “Xenozoic Tales” per parecchi editori, prima per la rivista antologica “Death Rattle” per poi approdare al classico formato comic-book per varie case editrici, tra le quali la Dark Horse.


Rifatevi un pò gli occhi sulle tavole del grande Mark Schultz.
Nel ventisettesimo secolo, dopo una non ben precisata catastrofe, sicuramente causata dall’uomo e dalle sue macchine, la razza umana è stata pesantemente ridimensionata sia come numero che come tecnologia, i sopravvissuti dispongono ancora di armi da fuoco, ma hanno dovuto adattare alle loro esigenze le rovine del mondo antecedente al disastro, o per lo meno, tutto quello che non è stato fagocitato dal ritorno in grande stile di Madre Natura che si è prepotentemente ripresa oceani e terre emerse del pianeta, grazie alla razza che per intere Ere geologiche questo pianeta lo ha dominato per davvero: I Dinosauri.

"L'Ordigno fine di mondo!" (Cit.).
Mark Shultz crea un mondo che è un riuscito miscuglio di natura strabordante, selvaggia (e, quindi, pericolosa) e scarsa tecnologia. Ad incarnare le due anime di questo coraggioso nuovo mondo troviamo Jack Tenrec, soprannominato da tutti “Cadillac”, per via del suo vasto parco macchine, interamente composto da vecchi bolidi, riadattati per funzionare alimentati a ehm… Cacca di dinosauro, ma comunque ancora rombanti. Se ci fosse qualche fan dei Rush che sta pensando a robe tipo “Red barchetta”, tranquilli, siete liberi di esaltarvi!

Jack è un tipo risoluto (ricalcato volutamente sul Duca John Wayne) che, escluse le sue vecchie automobili, non vede tanto di buon occhio la tecnologia, il cui utilizzo irresponsabile è stato la principale causa della catastrofe. In città, però, arriva l’ambasciatrice della tribù dei Wassoon la splendida Hannah Dundee, scienziata dal fisico che levati (ma levati proprio…) convinta della possibilità di vivere tutti insieme pacificamente (dinosauri compresi) e dell’importanza legata ai reperti tecnologici proveniente dal vecchio mondo… Insomma: gli opposti che ovviamente finiscono per attrarsi, ma prima, a collaborare (volenti o nolenti).

"Tu hai qualche idea?" , "Circondarli lo escludo" (Cit.).
Composto inizialmente da storie auto-conclusive, ma sempre più legate tra loro con il passare delle pagine, “Xenozoic” è un miscuglio narrativo molto coinvolgente, la parola che sto per utilizzare è abusata (perché spesso impiegata a casaccio), ma Mark Shultz fa un lavoro postmoderno incredibilmente riuscito, no sul serio gente… Cadillac e dinosauri, riuscite a pensare ad un'accoppiatea più figa di questa?

I punti cardinali narrativi di Shultz sono molto chiari: il gusto per l’avventura e la natura selvaggia proviene dai racconti di Edgar Rice Burroughs e da quelli di Robert E. Howard, qualche omaggio alla serie B Hollywoodiana e ai fumetti della golden age, il tutto portando avanti una storia coerente che si srotola sotto i nostri occhi un po’ alla volta, facendosi largo anche lei tra la natura selvaggia, come vediamo accadere nel…

Vol.2 - I SIGNORI DELLA TERRA

Visto che roba? Vi ho piazzato anche il titolo del secondo volume a tradimento tiè!

La missione diplomatica di Hannah Dundee viene messa a dura prova. La fama di Jack Tenrec lo precede e niente pare riuscire ad ucciderlo, anche se in tanti ci provano (umani e rettiloni) e molti iniziano a considerarlo un rappresentate degli Antico sangue, un gruppo discendente dagli abitanti del mondo pre-catastrofe, possessori di arcane conoscenze. A complicare l’assunto ci pensa una vecchia fiamma di Jack, la guardabile (pure lei) Dhalgren. Vuoi perdere l’occasione di mettere i bastoni tra le ruote alla relazione, ormai sempre più evidente, tra Jack ed Hannah?


Hannah e il suo costume da bagno in stile Xenozoico.
I disegni di Mark Schultz migliorano letteralmente di pagina in pagina, basta guardare il modo in cui Hannah viene disegnata nelle prime storie e nelle ultime: con occhi molto più grandi e un look nei vestiti sempre più dettagliato. Ecco, proprio il maniacale livello dei dettagli presenti nelle tavole di Schultz rendono la lettura di “Xenozoic Tales” doppiamente spettacolare.

Qui, purtroppo, il formato proto-Bonelliano dell’editore Cosmo non rende troppa giustizia alle tavole di Schultz. Ok che di recente mi hanno installato dei nuovi occhi bionici, ma per poter apprezzare a pieno i disegni, ho dovuto leggermi entrambi i volumi con il naso affondato tra le pagine!


Un quantitativo di dettagli da far girare la testa ad un T-Rex!
L’altro difetto grosso è che, purtroppo, “Xenozoic Tales” si conclude brutalmente. O meglio: la storia è ancora in corso, solo che il suo autore, come dice lui stesso nell’intervista contenuta alla fine del secondo volume, è in pausa dal 1993, quindi giunti alla fine del secondo volume, proprio quando la storia è nel pieno del suo appassionante svolgimento, si conclude lasciandoci tutti come i dinosauri impegnati a guardare la grande cometa che li ha fatti sloggiare dal Pianeta…


Mark Schultz sa tirare fuori il meglio da carta, chine e matita.
Malgrado questo, sono davvero contento di aver finalmente quadrato il cerchio iniziato nella mia infanzia, appeso al joystick di un cabinato, anche l’anno scorso, guardando quella mezza marchetta (ma fai anche completa…) di Jurassic World, mi sono ritrovato a pensare che piuttosto che fare l’ennesimo sequel ricalcato malamente sull’originale, forse sarebbe stato meglio annaffiare di soldi Schultz e portare al cinema il favoloso mondo da lui creato sulla carta.

Ma forse è meglio così, tra la tecnologia di Hollywood e la selvaggia bellezza dei fumetti, forse è meglio lanciarsi all’avventura tra le pagine. Se questa volta mi garantite quella famosa Cadillac rosso fiammante come supporto, consideratemi pure della partita!

6 commenti:

  1. All'inizio degli anni 90 le avventure di Xenozoic Tales apparvero a puntate sulle riviste "L'Eternauta" e "Comic Art" pubblicate dall'omonima casa editrice. Il grande formato permetteva di apprezzare meglio il tratto di Schultz. Interessante il fatto che il disegnatore abbia smesso di disegnare praticamente nel 1993, anno in cui in America si esaurì la fase della case editrici indipendenti che facevano del fumetto di qualità la loro bandiera, nello stesso periodo nasceva la prima Image, quella delle trame nulle e delle immense splash page. L'autore forse aveva capito che i tempi stavano cambiando e che non ci sarebbe stato più spazio per lui e per la sua creazione.

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    1. Nel secondo volume della Cosmo compare una bella intervista a Schultz, dove dichiara che Xenozoic Tales è in "pausa" dal 1993, alla faccia della pausa ;-) Hai riassunto bene lo scenario, pensare che oggi la Image è l'opposto di quella degli anni '90, punta su storie di qualità e meno su splash page ed eroi muscolari, temo che non vedremo mai la fine, a meno di un colpo a sorpresa di Schultz. Cheers!

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  2. Incredibile, mi hai rivelato un mondo! ^_^ Purtroppo la Cosmo porta roba ottima in Italia ma deve risparmiare così fotte colore e formato, e ormai i suoi fumetti mi tocca leggerli con i tripli occhiali! Seguendo il consiglio di Nick, mi sa che vado a curiosare nei vecchi Comic Art per vedere se pesco la versione a colori...
    Sebbene la mia formazione sia degli anni Ottanta, non ho mai infilato una sola moneta nei videogiochi da bar: sia perché non ne avevo, sia perché nel mio quartiere praticamente non c'erano, sia perché avevo a casa il Commodore64 pieno di giochi, perché pagare fuori? Tutto questo per dire che ignoro i giochi da bar dell'epoca, a meno che non avessero un corrispettivo per C64, ma incredibilmente questo gioco me l'ha fatto conoscere un collega nei primi anni del Duemila. Eravamo in ufficio e ci siamo ritrovati a far fuori dinosauri come due ragazzini :-D

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    1. Ah ah avrei pagato per vedervi! ;-) In effetti penso che esistesse il corrispettivo, e non solo per C64, ma dovrei indagare meglio. Sto leggenda svariate cose della Cosmo, presto arriveranno altri commenti di loro pubblicazioni, offrono molte pagine ad un prezzo contenuto, ma dici bene, ci vuole una super vista! ;-) Cheers!

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  3. Mi hai segnalato una chicca fumettistica. Me lo segno!

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    1. Segna perché merita, spero che ti piaccia ;-) Cheers!

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