mercoledì 8 giugno 2016

Undisputed III - Redemption (2010): The most complete "film di menare" in the world


Esterno Giorno.
Cassidy è ancora alla fermata del pullman che aspetta l’uscita di “Boyka: Undisputed”.

Signora! Signora! Questa volta ci siamo! Vedo qualcosa laggiù all’orizzonte! Forse è il nuovo film su Boyka! Ci siamo! Ci sia… No, no niente, è solo un altro sequel di Star Wars di cui nessuno sentiva il bisogno. Manteniamo la speranza signora, presto arriverà, signora? Signora respiri! Signora!! Non mi lasci solo ad aspettare! Signora…. NUUUUUUUUUOOOOOOOOOO!!!! Governo Bastardooooooooo!!

In principio fu Ruggero Collina, meglio noto come Walter Hill.
Poi venne il seguito più strano (e divertente) di sempre dove il cattivo era caratterizzato almeno quanto il buono.

Ma nel 2010, il panorama dei film di menare è cambiato per sempre grazie al terzo capitolo di questa saga che non ha di certo consumato tutte le sorprese nel secondo capitolo.


"Tienimi la gamba, tanto con te faccio giusto un pò di stretching...". 
Ancora una volta ritroviamo insieme nelle stesso film il regista Isaac Florentine e Scott Adkins, due che hanno già ampiamente dimostrato di poter scalciare culi e tirare giù i nomi, a questa coppia di matti aggiungete anche Marko Zaror e potete capire che il livello di aspettativa dietro a questo titolo era piuttosto alto, ma per fortuna il risultato finale è un gran spettacolo!

Cominciamo dall’inizio, anzi, dalla fine del film precedente: Yuri Boyka è ancora in prigione, dove risente dell’infortunio al ginocchio rimediato per mano di George "Iceman" Chambers, il nostro passa il suo tempo a spazzare il pavimento dei cessi e a rinforzare l’articolazione con mezzi di fortuna (tipo un secchio pieno d’acqua da sollevare). Voi direte: "Ma Yuri Boyka non era il cattivo?". Bravi, grazie per avermi fatto questa domanda!


"Non sono io rinchiuso qui con voi, siete voi rinchiusi qui con me!" (Cit.)
Esatto! Perché “Undisputed III - Redemption”, come si evince dal sottotitolo, è la redenzione di Boyka, che passa dall’essere il violento (e non del tutto equilibrato) cattivone del film precedente ad assoluto protagonista, una cosa che non si era mai vista prima. Un po’ come se in “Rocky IV” il protagonista fosse un Clubber Lang che si riscopre Cristiano rinato, oppure se in “Rocky V”, Ivan Drago andasse a cercare la pace in un tempio Buddista, prima di essere contattato dal suo vecchio mentore, il Col. Samuel Trautman… Mi sa che sto facendo un po’ di confusione.

La redenzione di Boyka inizia riprendendosi la corona di campione delle prigione contro Sykov, quattro pugni e due calci ben piazzati dopo e il coro “Sy-Kov! Sy-Kov!”, presto sostituito dal ben più familiare “Boy-Ka! Boy-Ka!”.


"Altrimenti? ...Altrimenti ci arrabbiamo".
Ma sequel vuol dire trama più grande, quindi Gaga (Mark Ivanir), il loschissimo “manager” (virgolette obbligatorie) di Boyka iscrive il suo campione al PSC, torneo internazionale tra galeotti di tutti il mondo, tenuto dietro alle sbarre di massima sicurezza di una prigione in Giordania, una specie di “Street Fighter”, ma per chi è abituato a prendere il sole a strisce.

Torneo più grosso vuol dire anche scommesse più grosse e per vincere un po’ di soldi facili, Gaga e il bastardissimo capo della prigione Giordana si accordano per scommettere forte sul campione locale, il colombiano Raul 'Dolor' Quinones (Marko Zaror), perché si chiama Dolor? Provate a farci a pugni, poi ditemi se il nome non è azzeccato!


"Fatti sotto, che ti spiego perché mi chiamano Dolor".
A dare quel pizzico di colore, aggiungiamo che tutti gli sfidanti passano le loro giornate alla locale cava, dalle otto alle cinque a spaccare pietre sotto il sole, mentre Dolor, li guarda all’ombra del suo ombrellone, capellino di paglia in testa e romanzo di Garçia Lorca da leggere, nell’animal factory degli animali uguali, qualcuno è più uguale degli altri.


"Non si può mai stare tranquilli a leggere in questa prigione...".
Tra una pietra spaccata (e un film di  Isaac Florentine) Boyka fa amicizia con il rappresentante degli Stati Uniti, Mr Turbo (Mykel Shannon Jenkins). Amicizia, oddio, parola grossa, prima si menano, poi finiscono entrambi in isolamento, poi si menano ancora un po’ e alla fine più o meno iniziano a collaborare. La cosa incredibile è che il loro rapporto è anche funzionale a quel minimo di trama che ha il film, da un po’ di spessore, Scott Adkins e Mykel Shannon Jenkins si impegnano per cercare di non fare proprio schifissimo a recitare e, tutto sommato, ci riescono, quindi va anche bene così.


"Yo brotha whatsapp!" , "Quando parla questo mi servono i sottotitoli...".
Ma, ovviamente, la materia di cui è fatto “Undisputed III - Redemption” non sono né i dialoghi né le dinamiche tra i personaggi, ma sono le mazzate e quelle sono il meglio che vi possa capitare di trovare in un film di arti marziali NON orientale.

Isaac Florentine pare l’unico che ha capito che le scene di lotta si dirigono inquadrando tutto da lontano, senza mai staccare la macchina da presa, aggiungendo i giusti rallenty per enfatizzare i colpi e lo fa davvero alla grande! In alcuni momenti è impossibile non credere che il colpo sia realmente andato a segno, tutto è talmente dinamico, ben girato e coinvolgente che, anche se la trama è già praticamente tutta scritta, il film ti lascia incollato allo schermo.

Quel finale lì, che non ve lo dico perché che cavolo andate a vederlo! Ad Isaac Florentine basta inquadrare un oggetto di scena e riprendere la frase “Champion of the toilet”, per apparecchiare il tavolo per un finale grandioso!


"...anzi sono già arrabbiato".
Le coreografie di Larnell Stovall sono uno spettacolo, forse nemmeno lui poteva credere di avere tutti quegli atleti così in forma con cui lavorare. Se non bastassero i protagonisti, aggiungiamo anche solo le mosse di capoeira impossibili di Lateef Crowder, giusto per far capire che in questo film, forse anche la segretaria di edizione potrebbe costringervi a terra con una chiave articolare al gomito.

Sugli scudi, ovviamente, c’è Scott Adkins, tirato come una spina, in uno di quei ruoli che sanno tanto di personaggio della vita (e il tempo sta dimostrando che le cose stanno proprio così), un eroe occidentale delle arti marziali, che si permette di dire cose tipo “Questi Americani parlano troppo” con il suo marcatissimo accento Russo, uno che si gioca l’unico sorriso del film (o forse della serie) nella scena finale, mentre prima si limita a ringhiare come un Bulldog e a picchiare come un fabbro, il sogno di Boyka era quello di essere "the most complete fighter in the world", ora come ora Scott Adkins è il miglior artista marziale occidentale in circolazione, direi che può anche andare bene così.

Non cercate di girare lo schermo, è solo Scott che ha preso il volo...
Ma il bello di questa saga, a differenza di tanti altri film di botte più blasonati, ma meno riusciti è quello di ricordarsi che il cattivo è importante almeno quanto il buono e per rappresentare una vera sfida, deve essere minaccioso sul serio, Marko Zaror è uno spilungone di 1,92 che fa sembrare Boyka un tappo.


"Io ti spiezzo in due" (Cit.)
La cosa pazzesca del marzialista Cileno è che ha l’altezza di Ivan Drago, ma l’agilità di un campione orientale di Kung Fu, ovviamente in Cile lo chiamano “Il Bruce Lee Cileno”, ma vabbè questa non era nemmeno quotata da bookmakers inglesi, quello che incanta è il gioco di gambe, una velocità di piedi da ballerino, che va di pari passo (ah-ah!) con una capacità di far volteggiare in aria quelle gambe come una libellula Cilena di due metri… Pazzesco!


"Tu da dove cavolo sei uscito spilungone?".
Me lo sono rivisto ancora con gran piacere qualche giorno fa, “Undisputed III - Redemption” resta un apice dei film di menare, trama e dialoghi fanno davvero il minimo sindacale, ma c’è più cinema di alto livello nella realizzazione dei combattimenti di questo film, che in alcuni film di serie A che ho visto di recente ed ora voglio il quarto capitolo, chiamatelo “Undisputed IV”, chiamatelo “Boyka: Undisputed”, oppure chiamatelo anche solo “Boyka” (Boy-Ka! Boy-Ka! Boy-Ka!), basta che lo facciate uscire il prima possibile… O dobbiamo aspettare che evada da solo?

Boy-Ka! Boy-Ka! Boy-Ka! Boy-Ka!

10 commenti:

  1. Potrei passare il resto della giornata a scrivere quanto abbia amato questo film, di come abbia vissuto ogni singola scena e di come all'epoca abbia tradotto in italiano i sottotitoli per farlo vedere a mio padre (anche lui amante dei film di menare), prima che i pirati sfornassero i sub-ita.
    Invece mi limito a raccontare di quando ho partecipato a un concorso britannico per i fan-video migliori dedicati ad Adkins, vincendo il Blu-ray autografato del film! (Le foto le trovi su Facebook)
    YouTube mi ha bannato e ha cancellato il video in questione, ma bravi pirati l'hanno salvato ;-)
    http://m.vbox7.com/play:f70359a0?p=favourites&id=3370192

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    1. Credimi, so per esperienza che tradurre i sottotitoli è un lavoraccio, quindi bisogna essere davvero motivati per farlo, e la tua era un ottima motivazione ;-) Andrò di sicuro a cercarmi le foto sul faccialibro, lo dico sempre che l’utilità della pirateria è molto sottovalutata ;-) Appena ho un minuto corro a guardarmi il video, parola!

      Film esaltante, se lo avessi visto da bambino probabilmente sarebbe finito nel mio personale empireo dei film di menare, invece è arrivato solo nel 2010… Ma ne è valsa la pena aspettare! ;-) Cheers

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  2. Se fosse uscito negli anni 80 sarebbe diventato un blockbuster, magari con Stallone o Arnold protagonisti.

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    1. Vero, che poi è il destino di Scott Adkins, uno che ha tutto per essere tra i grandi, gli manca solo il pubblico.
      Se lo avessi visto da bambino boh, non so, sarebbe stato davvero un classico dell’infanzia, solo che negli anni ’80, un protagonista Russo in un film Americano, sarebbe stato difficile da vedere, almeno per qualche anno ;-) Cheers!

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  3. Se fosse uscito negli anni 80 avremmo visto la gente piangere di gioia all'uscita dei cinema

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    1. Ne sono certo, per alcune dinamiche è proprio un film degli anni '80, solo uscito nel 2010 ;-) Cheers!

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  4. Certo che se ne sono date di botte in questo film...

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    1. Davvero un sacco a coppie di due fino a risultare dispari ;-) Cheers!

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  5. Bello l'articolo, in alcuni punti mi hai fatto ridere e non poco :)

    Questo film lo dovrebbero vedere tutti, amanti di film marziali e non, ha delle coreografie veramente pazzesche e il villain è un mostro, Marko Zaror ha un talento assurdo...L'ho scoperto grazie a questo film, e non me ne sono pentito.

    Scott qua è al top, veramente un grande. Questo è un film che non mi stancherei mai di rivedere.

    Boy-ka! Boy-ka! Boy-ka!

    Ah, Lucius Etruscus mi ha consigliato questo blog, muy bello :)

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    1. Ti ringrazio molto, mi fa piacere che ti sia piaciuto, un onore che il grande Lucius mi faccia tale pubblicità, quindi te ne approfitto per darti il benvenuto sulla Bara Volante! ;-)
      Zaror è pazzesco, un giraffone con un agilità di gambe micidiale, insieme alla forma fisica di Scott portano il film ad un altro livello. Forse tutto questo aspettare è finito, in questi giorni è uscito il nuovo capitolo "Undisputed IV" sperando che sia all'altezza di questo filmone! Cheers

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