martedì 14 giugno 2016

Somnia (2016): Una valida alternativa al Valium


All eyes on me, come cantava Tupac, no, non ho deciso di impelagarmi in una complicata metafora Hip-hop che non saprei gestire visti i miei gusti musicali da ragazzo bianco e rockettaro, ma il pezzo in questione descrive alla perfezione la condizione in cui si è ritrovato Mike Flanagan dopo quella bombetta di “Oculus - Il riflesso del male”, questo suo nuovo film era atteso come un banco di prova per testare la sua stoffa, mi è piaciuto? Mah… Somnia…

Piccolo passo indietro. “Oculus” è la versione estesa di un corto scritto e diretto dallo stesso Flanagan, un film che ha diviso abbastanza, ma ha trovato i suoi estimatori tra cui il sottoscritto, la storia dello specchio maledetto che fa impazzire la gente era un film che sfoggiava un'ottima coerenza interna in termini di sceneggiatura. Certo, non era del tutto imprevedibile nello svolgimento, ma il bello del film era proprio quello: una pellicola che sapeva fare leva non sulla paura della morte, ma sul terrore scaturito dalla consapevolezza di non avere nessuna speranza di salvezza, di essere già condannati…

“Il terrore del silenzio” anche noto con il suo ben più efficace titoli originale Hush, era un home invasion condito da una protagonista sordomuta, una cosina molto riuscita, anche grazie alla cura di Flanagan nella sceneggiatura, semplice, ma solida, eppure non era in grado di smuovere l’ago della bilancia del giudizio su questo regista, la prova del nome era proprio “Somnia” o “Before i wake” se preferite il titolo originale… Trama! Una trama al tavolo due grazie!


"Buongiorno, sono Cody ho portato con me la trama".
I coniugi Hobson, Jesse (Kate Bosworth) e Mark (Thomas Jane) affrontano in modo diverso il lutto per la morte del loro figlio Sean, affogato nella vasca da bagno per mancanza di appigli, di attenzioni genitoriali o forse per esigenze narrative, l’ultima mi sembra la più quotata…

Malgrado il trauma ancora vivo e palpante, l’agente sostituta di Dana Scully in X-Files, Annabeth Gish affida loro il piccolo Cody, caruccio, educato e precisino, malgrado le vistose occhiaie da sonno. Sì, perché Cody oltre ad una fissa per le farfalle non dorme MAI, vitaminizzandosi con bibite zuccherate alla caffeina, le tenta tutte pur di non chiudere occhio la notte.


"C'è qualcuno?" , "NO", "Ah ok, buona notte".
Anche perché ogni volta che Cody si addormenta, i suoi sogni si trasformano in visioni molto realistiche, per i coniugi Hobson non è poi tutto questo grosso problema ritrovarsi il soggiorno pieno di farfalle colorate, anche le sporadiche visioni del dipartito Sean inizialmente risultano quasi consolatorie. A questo punto anche gli spettatori che dormono in ultima fila avranno capito che il principio vale anche per gli incubi di Cody, il più delle volte popolati dal segaligno “Uomo cancro”, la personale versione dell’uomo nero di Cody, frutto della brutta esperienza che lo ha reso orfano…

Ora, se anche io, che sono nato geneticamente privo della capacità di sintesi (potreste averlo notato…) possono riassumervi la trama del film in poche righe, questo dovrebbe già dirvi qualcosa su “Somnia”. Certo, la trama di Hush era ancora più stringata, eppure il film funzionava lo stesso, il problema è che Mike Flanagan per spiegarvi questi essenziali passaggi (già ben riassunti nel trailer del film) ci mette una mezz’ora buona, su un film di 90 minuti, potete capire che è un po’ tantino…


"Stavo già dormendo mamma, questo film concilia la nanna".
Gli Hobson sono tratteggiati in maniera grossolana, mamma Kate Bosworth di giorno alimenta in tutti i modi il subconscio di Cody, sperando di poter rivedere anche solo per pochi minuti, suo figlio Sean di notte, papà Thomas Jane (con degli inguardabili capelli lunghi, l’idea di Flanagan di esteriorizzare il lutto del personaggio) tenta la via delle coccole, del “Non è giusto usarlo come proiettore di filmini umano” (citando a memoria), ma beccami gallina se nessuno dei due si pone il problema sulla natura dei poteri del bambino!


I due sveglissimi genitori adottivi, due fulmini di guerra.
Mi è sembrata la classica situazione iniziale che uno come Stephen King, in un suo romanzo, saprebbe venderti benissimo, grazie al minimo sindacale di caratterizzazione, avrebbe giustificato i comportamenti dei personaggi, purtroppo Micheluzzo Flanagan non fa lo stesso tipo di lavoro, quindi tutto questo è presente nel film, ma soltanto abbozzato…

Così com'è abbozzato il resto della storia: il bullo scolastico con meno motivazioni della storia del cinema, prende di mira Cody, scatenando di fatto il ritorno dell’Uomo cancro, quello che segue sono sicuro lo potete facilmente immaginare, la parola che inizia a fare spallate per emergere nel fondo della testa degli spettatori è: Prevedibilità.


I'm your boogie man, I'm your boogie man, Turn me on...
Detta fuori dai denti: persino la scelta del nome del “Boogeyman” personale di Cody, non mi è sembrata una grande idea, mi ha dato tanto l’impressione di uno che si spara in un piede da solo, perché sono sicuro che chi di voi ha visto più di due film Horror nella sua vita, potrà tranquillamente intuire non solo l’andazzo di tutto il film, ma anche la “Sorpresa” finale che conclude la pellicola. Non per fare il grosso, ma dopo venti minuto mi sono detto: “Vuoi vedere che alla fine si scopre che…” e purtroppo Mike Flanagan non mi ha smentito.

Sarebbe stata tutta un'altra faccenda se almeno la messa in scena, fosse stata abbastanza coinvolgente da superare la prevedibilità della trama invece… Ciccia!

Mike Flanagan si gioca un paio di moscissimi “Salto-Paura” (Jump-Scare) lungo il percorso, Kate Bosworth è tanto caruccia quanto monocorde, cambia il titolo del film, ma le sue prove recitative negli anni restano fotocopia una dell’altra. 


"Kate fammi una faccia più... See vabbè, bravissima ferma così".
Non va tanto meglio con Tom Jane, uno che mi sta anche simpatico, ma poveretto proprio di recitare intensamente non è capace, per altro, inoltre pensavo che dopo l’ottimo “The Mist”, avesse chiuso con le parti da bravo padre di famiglia, invece è recidivo!

Non critico nemmeno tanto gli effetti speciali utilizzati per portare in scena l’uomo cancro, essendo una creatura onirica ci può stare che sia schematico e animato a scattoni, la tragedia vera è il modo in cui Mike Flanagan fallisce nel creare tensione e coinvolgimento ogni volta che il cattivone del film entra in scena, livello di minaccia prossimo allo zero, paura? Nemmeno l’ombra, insomma (‘somnia) tracciato piatto totale, per un film che annoia durante la visione e che si dimentica presto quando iniziano i titoli di coda…


Anche voi, apritela una finestra ogni tanto!
Il che è assolutamente deludente, visto che Micheluzzo Flanagan è stato capace di rendere veramente minaccioso uno specchio inanimato, per poi perdersi in un bicchiere d’acqua, con una storia molto più semplice da gestire… 

Insomma (‘somnia), delusione noia e tedio, passo falso oppure dobbiamo già archiviare Flanagan tra le ex nuove promesse? Bah, in questo caso, era meglio farsi un bel sonno, poco ma sicuro.

18 commenti:

  1. A me, paradossalmente, questo è l'unico dei suoi che mi è parso quantomeno carino :-P

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    1. Il soggetto non è brutto, sa tanto di già visto, e non mi ha preso granchè, vedremo cosa combinerà Mike in futuro, speriamo di non averlo caricato di troppe aspettative ;-) Cheers!

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  2. Boh, non so. Son curiosa ma lei non mi è mai piaciuta particolarmente e Jane, dopo The Veil...
    magari finito il trasloco, senza troppa fretta, ci darò una occhiata.

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    1. Anche a me lei dice ben poco, "The Veil" me lo sono risparmiato, affrontare un trasloco è molto più spaventoso che vedere questo film... Che la Forza sia con te! ;-) Cheers!

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  3. Ma cos'è, l'anno di Thomas Jane? Stavo giusto giusto dimenticandomi del suo Punisher e nel giro di pochi mesi lo ritrovo poliziotto unto contro le ginoidi in "Vice" (2015), contadino armato in "Standoff" (2026), santone schizzato in "Verità sepolte" (The Veil, 2016) ed ora qui... Ora capisco perché non trova il tempo di lavarsi i capelli :-D
    In effetti la trama sembra davvero ovvia e se il ragazzino non dorme temo che io lo farò eccome, ma mi hai messo curiosità e me lo vedrò sicuramente.

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    1. Hai ragione, “The Veil” me lo sono risparmiato, ma ho “Standoff” da vedere, pensa che ormai sono così ossessionato da Tom Jane, che l’altro giorno in un film ho visto uno con i capelli unticci e ho gridato: “Anche qui Tom Jane!?!” (storia vera) ;-) Cheers!

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  4. Finalmente uno che la pensa come me. Stavo cominciando a pensare di non aver capito nulla di questo film ahaha

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    1. Al terzo sbadiglio di fila nella fila dietro del cinema mi sono trovato la giuria del Guinness dei primati, pronta a certificare il nuovo record di sbadigli consecutivi ;-) Cheers!

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  5. Uno dei mali dell'horror moderno sono proprio i personaggi insipidi, per niente caratterizzati -e poco svegli- da come me li descrivi i due genitori del film non fanno eccezione.

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    1. Si fanno mille problemi, ma mai quelli giusti, se da spettatore non ti immedesimi nei personaggi, ciao ciao coinvolgimento. Cheers!

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  6. Ti dirò che a me non è dispiaciuto affatto, anzi...
    Certo i cliché per spaventare sono sempre gli stessi ed effettivamente la sceneggiatura, nel descrivere i personaggi, ha qualche buco, ma trovo che Flanagan riesca comunque a creare tensione e qualche brivido.
    E se è vero che chiamando l'uomo nero "Cancer man" è facilmente intuibile dove il regista sta andando a parare, d'altro canto conferisce al film un tono da favola nera che ricorda un po' il cinema di Del Toro (vedi Il labirinto del fauno), anche se naturalmente non ha la stessa forza evocativa e classe del cinema del regista messicano, poiché non ha le basi storiche per esserlo. Però per lo meno si differenzia da molti horroricchi giovanilistici che nulla aggiungono al genere...
    Poi c'è anche il fatto che il bambino protagonista (lo stesso di Room) ha un faccino che non può non conquistarti...

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    1. Si vero il bambino funziona (purtroppo non ho visto Room), è un film con delle idee, ne butta nel mucchio parecchie ma ne sviluppa davvero pochine, si siamo ad un livello un pochino di alto di tanti orroricchi da niente che affollano le sale, ma da Flanagan mi aspettavo un pochino di più di cosi, fa ancora in tempo a stupirmi con il prossimo film ;-) Cheers!

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  7. Anche il mio giudizio è "meh". Insomma. Si può fare di meglio. Bah. Vabbè. Uffa.

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    1. Anche io direi che mi attesto sul "meh", ma mi piace anche l'Uffa ;-) Cheers!

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  8. Lei è bellissima, quindi qualcosa del film mi sono goduto.
    Il resto, boh.
    Il bambino aveva solo una battuta praticamente: " vi chiedo scusa ". :-P

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    1. Concordo, da quel punto di vista Kate Bosworth non è mai stato messa in discussione ;-)
      Esatto va ripetendo sempre la stessa cosa, con logica, ma anche un pò monotematico. Cheers!

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  9. Come immaginavo. Dal trailer avevo già capito tutto...

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    1. Sto cercando di smettere di guardarli, ogni tanto ancora ci casco, alcuni sono un alternativa al film completo per quanti elementi snocciolano. Cheers!

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