giovedì 19 maggio 2016

X-Men - Giorni di un futuro passato (2014): eXterminator (benvenuto multiverso)


PROLOGO. Anno 2035.
Un invecchiato Bryan Singer con i capelli grigi sulle sue tempie, appoggia un consumato volume che sta rileggendo per risponde al 3Dfono, l’immagine olografica è una chiamata in entrata dal suo Manager (Che nella mia testa ha la faccia di Pete Postlethwaite).

K: “Ciao Bryan, ti disturbo?”
BS: “No, figurati, stavo leggendo”
K: “Quante volte l’hai letto quello?”
BS: “Qualcuna, cosa volevi dirmi…”
K: “Non ho buone notizie purtroppo, ho parlato con l’Accademy, non ti daranno l’Oscar alla carriera… Mi spiace Bryan.”
BS: “Non ti preoccupare, non ci ho mai creduto davvero… A chi lo daranno?”
K: “Non fare domande se non vuoi conoscere le risposte.”
BS: “Dai, non fare il misterioso, ho la pelle spessa”
K: “Brett Ratner… Mi dispiace Bryan”
BS: “Non fa niente Kobayashi, grazie per la chiamata, buona notte”

Singer guarda fuori dalla finestra, un fulmine gli illumina il volto:
“Non è giusto… C’è un solo uomo che può aiutarmi, un mio vecchio amico, un Canadese dal brutto carattere di nome James…”.


No, non tu, parlo di un altro Canadese.

Esterno giorno, un omone in camicia a quadri sta usando in mini sommergibile per abbattere un albero … I'm a lumberjack and it's ok…

J: “Hai intenzioni di restare nascosto ancora a lungo Bryan o mi dirai perché sei venuto fino a qui?”
BS: “Come hai fatto a sapere che ero qui… Supersensi?”
J: “No, ho due ex mogli ed una parecchio appassionata di armi. Cosa vuoi?”
BS: “Tanti anni fa mi hai dato questo e ci hai mostrato che si poteva fare, adesso ho bisogno del tuo aiuto”

James prende il rovinato volume, sulla copertina si legge ancora “Giorni di un futuro passato” e i nomi degli autori Chris Claremont e John Byrne.


Ancora oggi, una delle più iconiche ed imitate copertine di sempre.
J: “Un futuro dispotico, robot assassini, la resistenza, un uomo che torna indietro nel tempo per cambiare il presente impedendo un omicidio… L’ho già fatto tanti anni fa… Anzi, l’ho fatto DUE VOLTE

BS: “Lo so, ma io ho bisogno che tu mi dica come fare… Come fare a tornare indietro”.

FINE PROLOGO.

Voi ci scherzate, io qui sopra l’ho fatto di sicuro, ma ho scoperto che quanto Bryan Singer si è messo in testa di tornare a dirigere un film sugli X-Men, ha davvero chiesto una consulenza a James Cameron, in modo da gestire in maniera logica e credibile il tema del viaggio del tempo, quindi dopo Terminator Genisys, il vecchio Jimmy è ufficialmente il consulente temponauta numero uno di Hollywood (storia vera).


Dubbi sui viaggi nel tempo? Better call Jimmy!
Già, perché Bryan Cucitrice è stato il primo a pentirsi di aver lasciato i suoi X-Pupilli in mani meno capaci della sue e tra prequel frettolosi, Spin-off su Wolverine di dubbia (dubbissima!) qualità e… Brett Ratner, c’era davvero bisogno di qualcosa di grosso per riportare in auge la saga degli Uomini-Pareggio.

Come già fatto per X-Men 2, Singer sceglie di ispirarsi ad una delle saghe a fumetti più celebri di sempre dei mutanti di casa Marvel, ovvero “Giorni di un Futuro passato” (che aveva già ispirato Cameron). L’idea è chiara: fare pulizia, rimettere a posto il pasticciaccio brutto di continuity e personaggi fatto dai suoi colleghi in sua assenza e riprendersi il timone degli X-Film.

Il risultato è davvero ottimo, perché Bryan Singer con “X-Men - Giorni di un Futuro passato”, mette in chiaro un paio di cose: la prima è che ormai come regista padroneggia alla grande il film corale, era già migliorato moltissimo tra il primo e il secondo film della X-Saga, ma ormai se non ha meno di 86 attori nel cast non si sente a suo agio.

L’altra è che ora Mr. Cucitrice ha imparato a fare qualcosa che prima non gli riusciva granché bene: le scene d’azione.

Basta guardare la scena di apertura, nell’oscuro futuro del film, Singer introduce un paio di storici X-Men, come Blink (con i suoi “portali” che le consentono di tele portarsi con facilità) e il mitico Alfiere, personaggio a cui sono legato visto che la sua storia d’esordio, è stata anche la mia prima lettura Marvel (… Storia vera!).


Se riesci a riconoscerla, vuoi dire che hai letto TROPPI fumetti degli X-Men!
Se nel 2000 Singer doveva illustrare i personaggi e i loro poteri, tornato al genere che ha contribuito a inventare, ora può permettersi una scena d’azione quasi muta, dove finalmente vediamo gli Uomini-X agire come un gruppo addestrato da anni di esperienza, ma malgrado tutto, la minaccia che si trovano ad affrontare nel prologo del film è davvero troppo anche per loro.

La sentinella caccia mutanti di questo oscuro futuro personalmente mi ha ricordato molto la “Furia”, avversario del ciclo di storie di “eXcalibur” scritte dai due Alan (Moore e Davis): un essere letale e capace di adattarsi velocemente ai poteri dei suoi avversari (quasi come un T-1000), un avversario davvero potente sia nella sue versione evoluta, che in quella più “Robottosa” degli anni ’70, con motore nel petto e colori sgargianti. Anche nel portare al cinema i celebri robot anti-mutanti Singer ha fatto un lavorone: finalmente la mitologia degli X-Men è completa, abbiamo anche le Sentinelle!


"Vivo o morto tu verrai con me" (Cit.).
 Con le dovute differenze con il fumetto originale (qui l’X-Men che torna indietro nel tempo è Wolverine, nel fumetto era Kitty Pryde), Singer non solo trova il modo giusto per far interagire gli attori del vecchio cast e i giovani saliti a bordo con “X-Men - L’inizio”, ma riesce a riportare l’ordine regalandoci un film che a livello di intrattenimento funziona alla grande.

Anche rivedendo il primo X-Men di recente ho avuto la conferma che il punto debole di quel film era proprio la mancanza di esperienza di Singer nel dirigere scene d’azione decenti. Bene, il regista di “X-Men – Giorni di un futuro passato”, invece, sembra uno che nella vita non abbia fatto altro che dirigere blockbuster con riuscite scene movimentate, basta guardare il finale, dove Magneto fa sfoggio dei suoi poteri sollevando uno stadio in giro per i cieli di Washington D.C., ma soprattutto, il momento più figo di tutto il film: l’evasione di Magneto dalla sua cella sotto il Pentagono. Fuga spettacolare che va a buon fine solo grazie all’aiuto del personaggio che prima dell’uscita del film, era stato sbeffeggiato da tutti per il suo look… Sì, sto parlando del velocista Pietro.


"Ah niente più battutine adesso?".
Ora, qui mi tocca aprire una parentesi sul personaggio, che sarà così grande che quando vedrete questa ")", potreste esservi dimenticati l’ultima volta che avete visto questa "("… Dai, iniziamo!

Fin dal primo trailer del film il personaggio è diventato l’oggetto di scherno di tutto l’Internet, vuoi un po’ per la maglietta dei Pink Floyd (che però personalmente apprezzo) o per la giacchetta da reginetto della pista da ballo, la cosa incredibile è che malgrado il look, nel film il personaggio funziona alla grande, è giovane e strafottente come la sua super velocità gli permette di essere, inoltre, la sua controparte fumettistica ha molta più puzza sotto il naso e disprezzo per noi “lentoni” di così.


"Quando vuoi un lavoro fatto in fretta, meglio farselo da soli".
Visivamente ottiene il massimo della spettacolarità, perché così così veloce che quasi può fermare lo scorrere del tempo e nella scena dell’evasione questo talento si traduce nella migliore sequenza di tutto il film.

Singer continua la sua tradizione di concentrarsi su un nuovo mutante alla volta per film (Wolverine nel primo e Nightcrawler nel secondo), qui è la volta di Pietro e in un attimo ti viene da puntare il dito contro lo schermo e dire: "E’ lui il mio nuovo X-Men preferito!".


"Spider-Man? Dilettante...".

Ormai lo sanno anche i sassi: i diritti cinematografici dei personaggi fumettistici sono divisi tra Marvel Studios e Fox, l’effetto collaterale è proprio il personaggio di Pietro, qui è chiaramente un mutante e in una riga di dialogo ci lasciano anche intuire che potrebbe essere il figlio di Magneto (esattamente come nel fumetto). Quando la Marvel ha deciso di introdurre il personaggio (insieme a sua sorella Scarlett) in Avengers - Age of Ultron, non possedendo i diritti sugli X-Men, ha dovuto eliminare questi dettagli (e non solo quelli… Ma non voglio rovinare la sorpresa a chi non avesse ancora visto il film di Joss Whedon).

Poi se vogliamo dirla tutta, ho trovato molto più pezzente il look di Aaron Taylor-Johnson nel secondo Avengers (con la maglietta aderente comprata da Decathlon e il parrucchino da Andy Warhol in testa), piuttosto che il Pietro di questo film… Per altro, i due Quicksilver cinematografici, Evan Peters e Aaron Taylor-Johnson, recitavano in un altro film tratto da fumetto (Kick-Ass), diretto da Matthew Vaughn, proprio il regista di X-Men - L’inizio… Non basta il titolo complicato del film, no? Pure tutti questi intrecci degni di “Beautiful”!


Avete letto tutti quei fumetti, e poi scegliete lo stesso personaggio!?
Chi non fa confusione, invece, è proprio Bryan Singer, se il film precedente era un pasticcio a livello di continuity, in questo Mr. Cucitrice rimette ordine facendo un piccolo miracolo, il suo livello di ossessione per il dettaglio è ammirevole. Per dirvi di quanto Singer sia sul pezzo: si ricorda anche dell’ormai celebre “Fuck you” di Wolverine a Xavier di “First Class” e lo utilizza all’interno della trama in maniera logica, per giustificare la sciatteria del giovane Chalers… Giù il cappello!

Visivamente Singer fa un gran lavoro anche nel mettere in scena le varie ambientazioni temporali del film, il futuro dispotico è fotografato in maniera cupa, mi sarebbe piaciuto vedere qualcosa di più di questo tempo oscuro (magari con un omaggio alla bella copertina del fumetto “Giorni di un futuro passato” che mi avrebbe fatto sciogliere), ma fare meglio di James Cameron in quanto a futuri apocalittici non è proprio possibile, quindi Singer se la gioca in modo diverso contrapponendo le nuvole nere a venire, con il passato, gli anni ’70 colorati e del tutto non realistici.


Non è proprio Pam Grier, ma per ora va bene lo stesso...
I “Seventies” di questo film sembrano sospesi nel tempo, una specie di riassunto di tutto quello che fa anni ’70 al cinema, Singer sfrutta l’iconografia di quel decennio (il Presidente Nixon e le sue registrazioni, il complottismo intorno all’omicidio di JFK in cui Magneto ha un ruolo non da poco…), ma anche il look dell’epoca, tra gli occhiali e la giacca di pelle di Wolverine, i baffi a manubrio di Dinklage, la pelliccia di Raven e il look da “Shaft” di Magneto. Tutto volutamente esagerato, quasi come se stessimo sfogliando le pagine di un vecchio fumetto Marvel proveniente proprio da quel decennio.


"Giù le mani dalla mie registrazioni... Non sono un criminale!".
Il film è molto più corale, incentrato su Erik e Charles, con un Wolverine più umano e meno “So figo so bello” del solito, esattamente come il primo film, l’artigliato canadese torna ad essere il punto di vista degli spettatori sul “mondo” del film.

Mystica è una specie di svolta narrativa con le gambe, ha parecchio minutaggio ed è un personaggio “parlante” come già visto in “First Class”, Jennifer Lawrence fa il suo dovere senza sporcare il foglio, ma ditemi cosa volete, preferivo la vecchia Mystica silente e letale dei primi due film, anche per il semplice fatto che qui la Lawrence va in giro con una tutona blu, aderente quanto volete, quello sì, mentre Rebecca Romijn poteva permettersi di aggirarsi per il set a culo nudo e dipinto, cantando “Nel blu dipinto di blu”, risultando comunque il personaggio più figo di tutti… Grande ‘Becca! A proposito, che fine ha fatto?

Ma con tutti questi eroi in giro, ci vuole un cattivo alla loro altezza e non parlo in termini di centimetri, ma di carisma, perché Bryan Singer qui si gioca il Bolivar Trask interpretato da Peter “Più grande attore del mondo” Dinklage!


"Ho anche i baffi più belli del mondo...".
L’idea del regista è quella di fare una specie di parodia di Hitler, non uno slanciato ariano, ma un nano, il personaggio è molto più sfaccettato, la sua idea è quella di sfruttare i mutanti (come Hitler ha fatto con gli ebrei) in nome di un utopistica pace per tutti, sconfiggendo l’estinzione della razza. La classica trovata che se recitata male, rischia di passare come il delirio di onnipotenza di un pazzo, ma nella mani del divo di Giocotrono, Bolivar Trask diventa un freddo e minaccioso calcolatore.

Singer e Dinklage riescono, inoltre, a non cadere nell’errore (facilissimo) di caratterizzare Trask come un nano che invidia i mutanti per i loro poteri, nel suo ufficio Trask è ritratto in un quadro insieme ad una bambina malata (la figlia?), questo dice del personaggio più di cento spiegoni. Il resto lo fa Peter “Più grande attore del mondo” Dinklage, che ogni volta che appare sullo schermo si mangia il film, è stato scelto da Singer per la parte non per via delle sue dimensioni fisiche, ma per la grandezza del suo talento, in un film che parla (anche) di discriminazione, è una cosa non da poco da mettere nel mucchio.

Certo, la trama non è tutta pesche e crema, qualche momento un po’ forzato c’è, ma nell’insieme il film funziona molto bene. La cosa che spesso quelli che vedono il film per la prima volta si chiedono è: “Ma Charles Xavier non era morto all’inizio di X-Men Conflitto finale? Come mai qui è vivo e vegeto ad inizio film?”.
"Sono questo qui sulla maglietta" , "No sul serio gente è lui, garantito".
Questo è perché Singer ha saputo portare sul grande schermo una cosa che nei fumetti (e nelle storie di fantascienza) è considerata la normalità: il Multiverso.

Eravamo rimasti alla scena dopo i titoli di coda di “X-Men - Conflitto Finale”, dove si sentiva la voce di Xavier, mentre Wolverine, nel suo secondo film solista (detto “Wolverine - L’Inguardabile”) aveva perso l’Adamantio presente nelle sue ossa. I due personaggi che ritroviamo nel prologo di questo film sono differenti, le cose sono due: è successo qualcosa che non abbiamo visto, oppure, entrambi provengono da un futuro alternativo e con il loro viaggio a ritroso tra gli eoni del tempo, influenzano anche l’andamento della saga, cancellando di fatto gli eventi di “X-Men - Conflitto Finale” e di “Wolverine - L’Immortale”… In pratica: hanno fatto un enorme favore all’umanità!

Ora, nel film ci spiegano che Mystica è stata catturata, hanno fatto esperimenti su di lei per creare le sentinelle/Furia (Ormai ho deciso che si chiamano così), quindi le Sentinelle esistono nel futuro di QUELLA linea temporale, che possiamo considerare come il futuro alternativo di Ritorno al Futuro Parte II, quello dove Biff è corrotto, potente (e spostato con tua madre!), mi seguite?

"Quindi in un futuro alternativo io potrei essere Ian McKellen!?".
Se nel futuro esistono le Sentinelle, vuol dire che nel passato di QUEL futuro, qualcuno le ha create (Bolivar Trask/Peter Dinklage), tornando indietro e cambiando il corso della storia, si genera un nuovo presente, in cui Xavier, Jean e, purtroppo, anche quel cretino di Ciclope sono ancora vivi, risultato: la saga è stata riassettata e pronta a ripartire da capo. Avete presente quando nel finale Wolverine dice a Charles che sarà il caso che il Professore gli racconti qualcosa di quello che è successo nel frattempo? Mi aspetto che il prossimo film “X-Men: Apocalisse” sarà una “Storia mai narrata” del passato di questo coraggioso nuovo mondo.


Magneto, una calamita per le femmine...
Non ci avete capito niente? Nemmeno io tranquilli! Il Multiverso funziona così e rende tutto molto Wibbly Wobbly timely wimelly (Stuff), ma in ogni caso “X-Men - giorni di un futuro passato”, resta uno dei film più riusciti della saga e forse, anche uno dei migliori cinecomics mai prodotti. Ora, al netto della scena dopo i titoli di coda (En Sabah Nur! En Sabah Nur!) mi siedo qui e aspetto… (X-Men) Apocalisse!

EPILOGO
In una bolla di luce azzura, l’anziano Bryan Singer ricompare nudo in un vicolo dietro ad alcuni camion. Kobayashi che attendeva il suo ritorno lo accoglie porgendogli una copertona.

BS: “Ci sono riuscito! Ho cancellato il Brett Ratner dalla storia! Ora non mi resta che cancellare dalla memoria di tutti, quanto fosse brutto Superman Returns!”

K: “Non ti preoccupare Bryan, a quello ci ha già pensato Zack Snyder, quando ha fatto un Superman molto peggiore del tuo”.

8 commenti:

  1. Chiusa fantastica XD
    E un gran bel film, quello sì! A dispetto di tutte le aspettative mi era davvero piaciuto!

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    1. Ti ringrazio ;-) Si funziona molto bene, anche se costringe il pubblico a “pensare quadrimensionalmente (cit.), fa davvero una gran pulizia e poi… Intrattiene molto bene. Cheers!

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  2. Post meraviglioso, ho battuto le mani per tutto il tempo! Se prendi ordinazioni, ci sono altri film che vorrei far sparire: lo contatti tu James? :-P
    Non ci capisco nulla di continuity marvellosa, lo sai, ma questo film è piaciuto anche a me, quindi sa parlare anche ai neofiti più ignari.
    Però la vetta della miticità l'hai toccata con la citazione del Lumberjack, così alta che mi serve l'aiuto di un Uomo Pareggio per raggiungerla e batterti il cinque!
    Questo posso dire di Cassidy: signor di tutta la foresta egli è, con l'ascia in mano si sente un re! ^_^

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    1. Ahaahah grazie mille! :-D Il fan dei Python dentro di me non perde occasione per cicciare fuori a suo piacimento, sono contento che tu abbia apprezzato la citazione ;-) Esatto, il film si lascia davvero seguire molto bene, e dopo tre sequel, un prequel e svariati spin off, per un neofita potrebbe essere una giungla, invece funziona e ci si diverte. Hai ragione la lista è mooooolto lunga, tra cui svariati sequel di Terminator tanto per cominciare, penso che ad Hollywood, il numero di Cameron sia tra le chiamate rapite, salvato come 911-J-I-M-M-Y ;-) Ancora grazie mille!! Cheers ;-)

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  3. Alla fine sono riusciti a salvarsi in extremis, riuscendo a colmare tutti i pasticci continuity delle scorse volte. Sui due Quick Silver, all'epoca ci ho riso tantissimo! Qualche giorno fa ho letto che Evan Peters c'è rimasto male per la morte di Quick Silvers del MCU. Sperava in una competizione con Aaron Taylor-Johnson. Quasi quasi mi dispiace per loro.

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    1. Esatto, hanno fatto un gran lavorone, sarebbe stato bello, uno scontro tra velocisti, ovviamente una gara di corsa ;-) Cheers!

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  4. Gran bel film, meraviglioso post. Applausi :)

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    1. Infinite grazie, anche per la pazienza di averlo letto tutto ;-) Cheers!

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