giovedì 5 maggio 2016

X-Men 3 - Conflitto finale (2006): Nessuno può fermare gli Uomini-Pareggio (tranne Brett Ratner)


Squadra che vince non si cambia... A meno che il regista non si svegli una mattina gridando: “Vado a fare un film su Superman!” e qui iniziano i casini… Bentornati alla X-Rubrica di quelli che aspettano “X-Men: Apocalisse”.

Dopo il successo di critica e pubblico del capitolo precedente, Marvel e Fox mettono in cantiere il terzo capitolo della saga, quello finale, nelle loro intenzioni l’idea è quella di rendere la saga degli Uomini-Pareggio una trilogia sul modello di quella di Guerre Stellari, senza prequel o robe strane… Lo so che detto ora fa un po’ ridere, dopo due prequel e altrettanti spin-off.

Il problema è che Bryan Singer da qualche tempo, guarda il cielo fischiettando il tema di John Williams, si è messo in testa che il suo schema rodato per gli X-Men, potrebbe funzionare anche per rilanciare al cinema il personaggio di Superman, Marvel e Fox non sono disposte ad aspettarlo, perché il terzo capitolo deve uscire a Maggio del 2006, cascasse il mondo, quindi Singer salta la barricata e passa alla Distinta Concorrenza della Warner Bros, per dirigere “Superman Returns”, in linea di massima sapete com'è andata a finire… Non bene.

Quando ti ho detto "Prendi il Golden Gate" non intendevo letteralmente!
Ma questo film sa da fare! Tocca trovare un regista, il primo nome è quello di Matthew Vaughn che viene assunto a Marzo del 2005, ma quando realizza che ha solo 14 mesi per consegnare il film, passa la mano, convinto che non potrà mai lavorare bene con così poco tempo, voi intanto fate una cosa: segnate il nome di Vaughn sul vostro taccuino, perché tornerà buono per i prossimi capitoli di questa X-Rubrica.

Prima che a bordo si accenda la luce con su scritto “Panico!”, Marvel e Fox vanno alla ricerca di un altro nome e ricordandosi di aver offerto la regia del primo film a Brett Ratner, tornano a bussare alla sua porta, quando Ratner accetta il disastro è pronto ad avvenire.


Andateci piano, stiamo facendo "X-Men" non "XXX-Men".
Ora, io non ho nulla contro Brett Ratner è un onesto mestierante, meno peggio di tanti altri registi che si trovano in circolazione, ha sfornato stupidate su commissione come “Rush hour” e il suo “Red Dragon” non era nemmeno un brutto film, aveva solo la sfiga di arrivare dopo il “Manhunter” di Michael Mann (non proprio la pizza con i fichi), certo se fosse stato lui a dover dirigere il primo film degli Uomini-Pareggio al posto di Bryan Singer, probabilmente ora la saga non sarebbe prossima al sesto capitolo, ma arrivato in corsa su un progetto avviato, quanto male potrà mai fare? Ecco… Tanto!

“X-Men - Conflitto finale” o “X-Men: the Last stand” se preferite il titolo americano (ben più cazzuto), è il film con cui Brett Ratner si è guadagnato la nomea di povero imbecille e da allora non è ancora riuscito a fare nulla per scollarsela di dosso, anzi, quando gli anno affidato la regia della notte degli Oscar del 2012, il nostro eroe parlando ai giornalisti ha commentato il fatto che fare le prove generali non è da lui, perché “Rehearsal is for fags", letteralmente: le prove sono roba da femminielli… E si è fatto licenziare in tronco dall’Accademy. Sicuro che non era meglio aspettare Bryan Singer?


Siamo rimasti in due a ballare l'alligalli...
“X-Men - Conflitto finale” non è nemmeno un brutto film, per essere una pellicola nata con lo specifico intento di concludere una trilogia, piazza due o tre colpi di scena clamorosi e per sfruttare il finale del capitolo precedente, porta in scena la saga di Fenice Nera (ma perché devi essere razzista anche con gli animali mitologici!!?!), una delle storie degli X-Men più celebri di sempre, scritta dal solito Chris Claremont con i disegni di John Byrne.

Nel tentativo di dare più spessore alla trama, gli sceneggiatori pescano da una run a fumetti più moderna intitolata “Talenti” (Gifted), disegnata da John Cassaday e scritta da… Joss Whedon. Strano, ma vero, nessuno alla Fox ha mai pensato a Whedon come regista, ma anche qui, in linea di massima sapete come è andata a finire.


Così anche questa volta sapete quali fumetti sono stati rovinati...
Nei laboratori Worthington situati sull’isola di Alcatraz (non si sa perché) la dottoressa Kavita Rao sforna un antidoto al gene mutante X, che prende il nome de “La Cura” forse perché la dottoressa è una fan di Franco Battiato. La comunità mutante si spacca in due, Magneto ancora latitante la vede come l’ultimo affronto alla sua razza da parte degli umani, e anche qualche X-Men tra le fila di Xavier inizia a pensare che una vita senza poteri potrebbe essere migliore…

A tutto questo aggiungete l’esplosivo ritorno di Jean Grey, che era un pochino morta, ma come tutti gli X-Men la morte è solo temporanea, e posseduta dal potere di Fenice, ora è la mutante più potente in circolazione, il RAS del quartiere con super poteri, seguono casini.


"Ehm no no, volevo dire, certo che mi piace il tuo nuovo taglio di capelli!".
Il film si apre subito nella famosa “Stanza del pericolo”, una specie di ponte ologrammi (in stile Star Trek) dove gli Uomini-X si allenano, tagliata per motivi di budget dai film precedenti, viene inserita qui, perché forti di 210 milioni di ex presidenti passati defunti stampati su carta verde, ti puoi permettere questo è altro, infatti Brett Ratner con tutti questi soldi cosa fa? Sbraga malamente!


Prossimamente: X-Men VS Mazinga Z
Bryan Singer in X-Men 2 era stato tanto pragmatico da aggiungere pochissimi nuovi mutanti per non alterare i già difficili equilibri di gestione del casting, Brett Ratner invece non bada a spese, e si trova anche a dover risolvere un cast di attori che ormai è composto quasi interamente da VIP.


Si sono moltiplicati... Ecco per cosa sta la lettera X!
Alan Cumming pensa bene che 8 ore di seduta di trucco sono troppe per apparire pochi minuti nei panni di Nightcrawler, quindi saluta amici e parenti e porta le sue labbra ad un indirizzo nuovo, James Marsden e Rebecca Romijn hanno altri film da girare, e possono stare sul set davvero poco tempo, in compenso, Halle Berry che in quel periodo appariva in un film si e nell’altro pure, pretende più spazio per Tempesta, che in due film ha davvero fatto poco o niente. Insomma una tragedia, c’è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda, e nel tentativo di accontentare tutti e dare un finale alla trilogia gli sceneggiatori corrono dietro alle esigenze di tutti.


My heart will go oooooooooooon...
Ah! Vi ho detto della caterva di personaggi nuovi inseriti nella trama? Si perché se non bastasse tutto questo casino, in questo terzo film esordiscono tre personaggi buoni per #TeamBuoni (Bestia, Kitty Pryde e Angelo) e ben tre, quattro… Ah boh non so! Una miriade per #TeamCattivi (Il fenomeno, l’uomo multiplo, Callisto, Stacy-X, Spike e chi più ne ha più ne metta). Ovviamente il minutaggio è utilizzato alla meno peggio, qualche personaggio ha un minimo sindacale di caratterizzazione, come Kitty interpretata da Ellen Page alle prese con una mezza storiella amorosa con l’uomo ghiaccio (un amante molto focoso…), mentre gli altri, beh ciccia! Angelo è il tizio con le ali e Bestia è… quello Blu, se volete sapere altro leggetevi i fumetti che cacchio! Vorrete mica che vi raccontiamo tutti noi no?


"Tu chi saresti, Puffo peloso?", "Parli tu Commissario Basettoni!"
Brett Ratner fa il suo quando si tratta di dirigere una scena spettacolare, come quella del Golden Gate che resta probabilmente la migliore di tutto il film, ma quando deve rendere credibile un nuovo personaggio, fa rimpiangere tantissimo l’assenza di Bryan Singer, ora, io mi rendo conto che sia complesso far digerire al pubblico un personaggio che si chiama “Il Fenomeno” (di nome probabilmente Jimmy), ma se lo fai interpretare a Vinnie Jones con dei ridicoli muscoli posticci e un casco in finta(vera) plastica, che dice cose come “Ma lo sai chi sono io? Sono il Fenomeno” vi rendete conto da soli che quella nomea di cretino, Brett Ratner un po’ se la merita pure.


La faccia che fa il Fenomeno, quando sente la barzelletta sugli abitanti di Trepalle.
“X-Men - Conflitto finale” resta un film anche coraggioso nella sua volontà di terminare una saga amata dal pubblico, le morti celebri non mancano, e sono tutte un colpo al cuore per il pubblico, quella più clamorosa è la dipartita di Mystica, anche se la frase di saluto di Magneto riassume alla grande il personaggio (“Peccato, era così bella”).


Perchè continuo a pensare a "You can leave your hat on" di Joe Cocker?
A proposito di Magneto, Ian McKellen pare quello che si diverte più di tutti sul set, è talmente rilassato che rende alla perfezione l’eccesso di boria del suo personaggio, il peccato è che ad una storia che poteva essere solida e traghettare la saga ad un finale funzionale, sono stati aggiunti personaggi poco approfonditi, e nemmeno il cambio di regista riesce a limare l’effetto di legnosità di battaglie e i combattimenti, in questo senso, la scelta del comico 50enne Kelsey Grammer, per la parte dell’agilissimo Bestia, non sembra proprio una buona idea…


Invece che Bestia, sarebbe stato meglio chiamarlo Bradipo...
“X-Men - Conflitto finale” è un film sfilacciato e troppo frettoloso, che verso la fine, pecca un po’ di vigliaccheria, dopo aver ammazzato personaggi per 104 minuti, ci tocca ad assistere ad una moltiplicazione di finale, la scena di Magneto che muove (perché lo muove, si vede) il pezzo degli scacchi, e la scena dopo i titoli di coda, con la dottoressa Moira MacTaggert, senno tanto di passi indietro.

Risultato al netto di un film che poteva essere anche bello, e che per alcuni tratti riesce anche ad esserlo, ne escono quasi tutti scontenti, persino lo stesso Bryan Singer, che si è mangiato gomiti e malleoli di aver abbandonato i suoi X-Pupilli, ma parleremo anche di questo in questa X-Rubrica.

10 commenti:

  1. Ha delle scene memorabili, tutto il resto invece è da buttare. Peccato, se si concentravano solo su una trama e la facevano bene poteva uscirne qualcosa di spettacolare...

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    1. Concordo in pieno, è un film che ti fa venir voglia di rosicchiarti i gomiti, l’idea di una “Last stand” pochi contro molti era fantastica, anche il coraggio con cui ammazzano parecchi personaggi storici, peccato che abbiano sbragato malamente, peccato davvero… Cheers!

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  2. Ho visto questo film ma devo averlo rimosso totalmente: Kelsey Grammer come Bestia???? Ragazzi, ma siam pazzi? Potevano chiamare Michael J. Fox a fare Wolverine :-D
    Non è un film che possa farmi cambiare (la pessima) opinione sulle supertutine al cinema :-P

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  3. No anzi, questo è un film in grado di far cambiare idea anche a quelli a cui piacciono le supertutine ;-) Kelsey Grammer, assurdo, non so proprio a cosa stessero pensando quando hanno fatto il casting. Cheers!

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  4. Penso che dei tre sia il più fiacco.
    Preso nel singolo è un'occasione sprecata, messo nella trilogia va pure bene.
    Sempre meglio dei sequel con Wolverine: d'oh!

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    1. Vero, è un buon finale per la trilogia, ma è anche il più moscio e debole dei tre, pensare che poteva essere fighissimo. Gli spin off su Wolverine... Ecco bravo, la citazione ad Homer ci sta tutta ;-) Cheers

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  5. Ma poi se la storia esiste già perché cacchio la cambiano???? Non mi capacito. Un film fiacco.

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    1. Ti dirò, il cambiamento ci può anche stare, almeno chi ha già letto il fumetto non si annoia, però il problema di questo film non sono i cambiamenti, hai detto bene, è fiacco e basta ;-) Cheers

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  6. la trama è pasticciata, troppi personaggi alla rinfusa. L'ho visto due volte e continuo a non ricordarmelo: o sono i miei pazienti che mi influenzano, oppure il regista ha, come dici giustamente tu, troppo sbragato. peccato.

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    1. Temo sia proprio colpa di Brett Ratner, ancora mi chiedo la funziona di Angelo in questo film... Bah, davvero un mistero. Cheers!

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