giovedì 26 maggio 2016

Undisputed II - Last Man Standing (2006): Se non avete visto il primo non è un problema...


Scusi signora, sa dirmi se è già passato “Boyka: Undisputed”? Ah, lo stava aspettando anche lei? Beh, speriamo che arrivi presto e non sia in ritardo. Grazie signora.

Per riempire l’attesa prima del quarto capitolo della saga che dovrebbe arrivare da qualche parte nell’arco del 2016 cosa posso fare? Facile! Ripasso guardandomi i capitoli precedenti!
A questo punto voi direte: "Sì, ok, ma allora perché inizio dal secondo capitolo “Undisputed II - Last Man Standing”?". Bravi! Bella domanda! Vi rispondo subito.

Per prima cosa, per sottolineare che “Undisputed II” è uno di quei seguiti che possono essere visti anche senza conoscere il film originale che, però, vi consiglio caldamente. L’altra ragione è che per “Undisputed” del 2002 diretto da sua maestà Walter Hill con Wesley Snipes e Ving Rhames ho dei piani a lungo termine, quindi abbiate fiducia, ho la situazione in pugno. Ho bevuto un filtro (cit.).

“Undisputed II - Last Man Standing” ha in comune con il film precedente solo il tema generale, abbiamo di nuovo un campione di boxe che finisce in carcere e si trova a sfidare il campione, diciamo, locale. Questa volta, però, il ring non è una prigione di massima sicurezza americana, ma un gelido, lurido e decadente carcere nel bel mezzo della Siberia, una roba capace di far venir voglia di rigare dritto anche al peggior criminale di questo gnocco minerale che ruota intorno al Sole.


"Sono fuori posto come Woody Allen su un marciapiede di Harlem".
George "Iceman" Chambers, come Balboa in “Rocky II” è alle prese con alcuni imbarazzanti spot pubblicitari da girare controvoglia, in cambio di un po’ di soldoni, lo sponsor pagante è la cosa più russa dopo l’AK47: la vodka (“Cosa usate voi Sovietici per combattere lo stress?” Cit.).
Ma i soldoni veri, il gangster russo Gaga (non lady, infatti ha il grugno di Mark Ivanir) li fa con le scommesse sugli incontri clandestini di MMA in prigione, purtroppo il campione in carica, Yuri Boyka è imbattuto da tipo 800 incontri (o giù di lì), quindi il piatto piange e ci vuole qualcosa per rivitalizzare la fantasia degli scommettitori. Un pacco di cocaina nascosta nella Bibbia di Chambers dopo e George passa dall’essere “Iceman” di nome, ad “Iceman” di fatto, visto che finisce al fresco nella prigione Siberiana, da qui in poi la trama è bella che finita, sapete già cosa succede, c’è solo da godere delle mazzate.


Dentisti in piedi sugli spalti ad esultare!
Voi direte: "Ok, un carcere russo è la principale novità, ma dopo Walter Hill cosa mi devo aspettare?". Vi dovete aspettare Isaac Florentine, uno con un curriculum lungo come il suo braccio quando si tratta di dirigere film di menare, bravo a gestire il ritmo tenendo al minimo le esigenze narrative della storia e spingendo al massimo sui combattimenti, con belle riprese larghe e giusto un po’ di rallenty per mettere il guacamole sul singolo gesto. Insomma: il cinema di genere da home video al suo meglio.

Ovviamente, staremmo parlando della pizza con i fichi se non fosse per il casting che, a differenza del film di Walter Hill, vede opposti due che nell’antica e nobile arti di menare sanno davvero il fatto loro: George Chambers è interpretato da quell’icona vivente di Michael Jai White, Yuri Boyka, invece, ha il grugno di Scott Adkins… Signore, Signori, le mazzate sono servite!

"...E tu sei il primo che prenderò a calci!".
Michael Jai White ha esordito giovanissimo interpretando Mike Tyson in un film tv per la HBO, dopodichè si è picchiato con tutti da Steven Seagal a Van Damme, sempre scientificamente, un passo indietro, fosse nato 10 anni prima, ora parleremmo di lui come facciamo di tanti eroi dell’action, quando ha avuto un'occasione in titoli grossi, la sfiga ci ha messo qualcosa di più che lo zampino.

La sua parte in “Kill Bill - Volume 1” è stata tagliata, la trovate solo nei contenuti speciali del DVD, ne “Il cavaliero Oscuro” per qualche ragione (oscura) scambiava battute facendo fare bella figura al Joker, invece di spiaccicargli il trucco sulla parete più vicina con un pugno e concludere il film prima del tempo. Però ha anche interpretato un film di supereroi da assoluto protagonista… “Spawn”.

In un mondo ideale sarebbe stato un perfetto Pantera Nera, invece niente... Spawn, vi lascio il tempo per appoggiare il palmo aperto della vostra mano sul volto, in un doveroso Facciapalmo.

Se volete avere un'idea di che razza di talento sia Michael Jai White, dovete vedere a tutti i costi “Black Dynamite” una bomba clamorosa!


"Non avete visto Black Dynamite? Ecco adesso sono davvero arrabbiato!".
Ma il MJW di questo film, è anche quello che tre anni dopo, avrebbe spazzato l’universo in “Blood and Bone” (un film di cui potrei anche decidermi a parlare una di queste volte…): un atleta in una forma fisica splendida del tutto credibile nel ruolo di un campione di boxe, che si reinventa combattente di MMA dietro le sbarre.

Quello che “Undisputed II - Last Man Standing” può vantare rispetto a quasi tutti gli altri film di boxe, è la lezione più importante, quella che film come Southpaw ha dimenticato (e forse in parte anche un pò Creed), ovvero che l’avversario dev'essere caratterizzato, soprattutto come una vera minaccia, per dare spessore al protagonista e in questo film, il cattivone si mangia più e più volte lo schermo, impossibile non unirsi al coro di galeotti quando entra in scena: Boy-ka! Boy-ka! Boy-ka!


Boy-ka! Boy-ka! Scusate non ho resistito...
Scott Adkins e Isaac Florentine artisticamente sono una coppia consolidata, insieme sfornano un super campione russo cattivissimo, ossessionato dall’idea di essere il combattente perfetto (con tanto di vistoso tatuaggio a testimoniarlo), un personaggio sfaccettato nel suo essere un tocco di granito.

Boyka è capace di gesti di gratuita crudeltà solo per impressionare il suo avversario (tipo spezzare una gamba al tipo che gli regge il sacco), ma anche di estremo “Fairplay”, tipo quando pretende un secondo match contro Chambers, quando scopre che il primo è stato falsato da una droguccia aggiunta nel beverone di Iceman.


Iceman, dopo aver rubato i pantaloncini ad Ivan Drago.
La trama è prevedibile come una barzelletta vecchia, non manca l’arco narrativo dello spocchioso campione americano che grazie all’allenamento del vecchio Nikolai (Eli Danker) passa dall’essere un pugile ad un combattente di MMA con ironici pantaloncini CCCP e, in tutto questo, anche una persona migliore.
Certo, non mancano i momenti melensi, ad esempio non ho mai sopportato la scena finale alla stazione, ma un film come questo non si guarda per la trama, si guarda per i calci e i pugni!


"Ahhh sei lento!" (Cit.).
Isaac Florentine dirige alla grande tutti i combattimenti, ha per le mani due atleti pazzeschi, lo sa benissimo e fa di tutto per sottolinearlo, Michael Jai White si deve trattenere nel primo combattimento, quando è costretto dalla trama a usare soltanto i pugni, ma nell’ultimo, quando finalmente può far andare le gambe, è un vero spettacolo.

"Avevi ordinato un 45 a pianta larga a portar via?".
Scott Adkins ringhia per tutto il film, il suo Yuri Boyka è quello che a scuola prendeva per il culo Ivan Drago per la capigliatura e gli rubava pure la merenda, il film ha una durata standard, ma il suo personaggio resta impresso quasi quanto il protagonista.

Insomma: un film di menare ad altissimo livello! Se non vi bastano le motivazioni che vi ho dato per decidere di guardarlo, ve ne do un'altra: si chiama “Undisputed III” ed è un vero capolavoro. Ci rivediamo qui, per gara 2 dello scontro, portate il paradenti!

6 commenti:

  1. Super Cassidy Show! Mi vai dritto al cuore: mi facco beccare con un chilo di droga e mi faccio mandare in un carcere siberiano solo per batterti il cinque da lì ^_^
    Non mi metto a commentare tutto se no non basta il web, vjsto che è un filone di film che mi piace uno zinzinino e mi manda fuori di melone, però secondo me Michael ha fatto bene a stare un passo indietro agli action heroes, perché così si nota di più che loro sono dei falliti e lui invece è l'unico ancora in forma dagli anni Novanta!
    complimentandomi per l'iniziativa, non posso che darti appuntamento al carcere di Gorgon ^_^
    Boy-ka Boy-ka Boy-ka...

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    1. Un chilo rigorosamente nascosto dentro la bibbia… High five! :-D
      Tu sei il massimo esperto di film di menare, Michael Jay White ha la sfiga di non aver mai sfondato verso il grande pubblico, e allo stesso tempo, può guardare tutti i suoi colleghi dall’alto verso il basso, un mito! Ci rivediamo a Gorgon, prossima settimana devo solo stabilire il giorno ;-) Cheers!

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    2. Per carità, sono solo un malato di questo genere che quando trova un capolavoro - come il dittico di Boyka - gode come un mandrillo :-P
      Quando vidi Michael in "Universal Soldier il ritorno" mi augurai di essere inondato di altri suoi film, invece è subito scomparso: però poi esattamente dieci anni dopo, in uno dei migliori pit fight della storia come "Blood and Bone", lancia lo stesso calcio volante doppio che nel '99 ha tirato a Van Damme, e così gli ho perdonato tutto ^_^
      Comunque concordo: "Black Dynamite" è da Premio Nobel!

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    3. Analisi perfetta, MJW è un misto di charisma e condizioni atletiche ancora impeccabili, nel film perl a tv di HBO dove faceva Tyson era perfetto, “Blood and Bone” è il suo Boyka, una volta di queste lo devo commentare… Che poi è una scusa per rivedermelo, quello colpevolmente me lo sono perso per anni!
      “Black Dynamite” è l’omaggio al genere blaxploitation con marzialisti di colore, che anche Tarantino avrebbe sognato di dirigere, più conosci il genere di riferimento più lo apprezzi quel film ;-) Cheers

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  2. Stavo già per scrivere: ma perchè c'è anche un numero 1? :D

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    1. Eheh allora ho fatto bene a specificare, anche se andando avanti con i capitoli, il titolo perde di importanza ;-) Cheers

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