sabato 7 maggio 2016

Sandman - Parte 2: Ora sapete cosa leggere, prima di andare a dormire...


Un essere umano durante l’arco di tutta la sua vita, in media dorme 230.000 ore, circa 26 anni, la maggior parte dei quali passati a sognare, quindi i restanti 50 anni e qualcosa (mal contati) che passate da svegli, tanto vale dedicarli a leggere bei fumetti, no? Proprio per questo motivo continua la mia rilettura del capolavoro di Neil Gaiman: “Sandman”.

I tre cicli di storie che compongono la parte centrale dell'opera sono i più variegati, ma anche quelli con cui il grande Neil ha saputo sperimentare maggiormente, se vi siete persi la prima parte, trovate tutto QUI.

Il gioco della vita (numeri 32-37, 1991-1992)

In questo ciclo di storie, così come nei successivi, il protagonista Sogno appare davvero pochissimo, infatti in “A game of you” la protagonista è Barbie, che non è una bambola di plastica della Mattel, ma una ragazza che da piccola faceva costantemente sogni straordinari, nei quali era la principessa di un reame fatato con amici immaginari altrettanto fantasiosi, ma crescendo Barbie ha smesso di sognare, anche se i suoi amici immaginari onirici non si sono affatto dimenticati di lei… Per una trama del genere lo zio Walt darebbe via due dita di una mano, se non fosse incastrato in una capsula criogenica.

Barbie vive in un palazzo di New York pieno di personaggi coloriti, ma per sua fortuna meno molesti dei miei vicini. Ci sono le due ragazze omosessuali Hazel e Foxglove, Wanda, un altissimo travestito (un giorno scoprirò se Leo Ortolani ha letto Sandman prima di creare Cinzia Otherside), concludono il quadretto la pacata Thessaly e l’inquietante George.


Siamo sicuri che Ortolani non sia un lettore di Sandman?
Il reame creato nei sogni di Barbie è in pericolo, il misterioso Cuculo sta cercando di distruggerlo imprigionando tutti gli abitanti, nel tentativo di salvarlo, uno di loro viene spedito nel mondo reale per contattare la Principessa. Ora, io non vorrei scomodare quel fottutissimo quadrupede di Artax che sprofonda nella paludi della tristezza ne “La Storia infinita”, ma la scena dell’incontro tra Barbie e il suo vecchio amico di infanzia, è una delle cose più tristi che mi sia capitato di leggere in vita via, ogni volta che mi ricapita di leggere questa storia mi viene un magone grande grosso come tutta la pila di fumetti di “Sandman”, consideratevi avvisati.


Artax ha rovinato almeno un paio di generazioni per sempre...
Barbie ricorda tutto e si ritrova catapultata nel reame immaginario, da qui la storia si svolge su due piani: quello onirico, in cui la principessa Barbie e i suoi amichetti d’infanzia si mettono alla ricerca del cuculo e… Time Out Cassidy!
Non ci credo di aver davvero scritto “la principessa Barbie e i suoi amichetti d’infanzia”, guarda cosa è capace di farmi fare Neil Gaiman! Fine del time out.


No sul serio, voi questi quattro qui come lì descrivereste?
Il resto dello scontro avviene nella realtà, il cuculo utilizza l’unico maschio del palazzo, George, per cercare di uccidere l’addormentata Barbie e le sue amiche, Thessaly si rivela essere una strega, interviene fermando l’assassino e facendosi rivelare il suo piano, in una scena appena appena splatter…
Per effetto del rituale lunare (e grondante sangue), Thessaly, Hazel e Foxglove raggiungono Barbie nel mondo immaginario, purtroppo Wanda non può seguire le sue amiche, perché la luna non accetta i possessori del cromosoma Y e qui Neil Gaiman piazza la chiave di lettura vera di tutta la storia.

Morfeo arriva soltanto nel finale della storia, a reclamare il reame onirico creato da Barbie, il suo intervento risolve la situazione, ma il Dio dei sogni non è un “Deus ex machina”, le quattro donne riusciranno a sconfiggere il cuculo ritornando nel mondo reale, ma non senza un sacrificio.


Evito battutacce sui Chipmunks...
Questo ciclo si conclude con una bellissima storia, in cui Barbie fa visita al paesino di provincia dove Wanda (anche se tutti si rifiutano di chiamarlo così) è cresciuta, un racconto sulla diversità toccante e mai banale, che chiude alla perfezione il ciclo di storie più dedicato alla lotta tra i sessi di tutto “Sandman”. In compenso, molti dei personaggi di “A game of you” torneranno, Hazel e Foxglove saranno personaggi chiave della miniserie dedicata a Death, mentre Thessaly avrà un ruolo a dir poco fondamentale nelle vicende di Morfeo, appena appena proprio.


Favole e riflessi (numeri 29-31, 38-40, 50, 1992-1993)
“Fables and Reflections” è interamente composta da storie brevi autoconclusive, la prima s'intitola “Paura di volare” il racconto di un regista teatrale che teme le conseguenze della sua opera ed ogni notte sogna di cadere dalla montagna che sta scalando… Direi che non serve Sigmund Freud per capire l’origine delle sue angosce. In suo soccorso non arriva il padre della psicanalisi (altrimenti la serie si chiamerebbe “Zigmund”), ma il signore dei sogni.

“Tre settembre e un gennaio” è la storia vera (anche se romanzata) di Joshua A. Norton, primo ed unico imperatore degli Stati Uniti d’America, autoproclamatosi con il nome di Norton I e poi dicono che leggendo i fumetti non si impara niente, tzè!

Ambientata durante la rivoluzione francese, “Termidoro” vede come protagonista Lady Johanna Constantine, incaricata da Sogno di recuperare la testa di Orfeo, finita nella mani dei rivoluzionari. L’antenata di John Constantine (creato da Alan Moore sulla pagine di “Swamp Thing” e titolare della serie Vertigo “Hellblazer”) dovrà vedersela con St. Just e Robespierre. Neil Gaiman mescola alla grande il vero andamento della rivoluzione alla missione della sua protagonista. La testa di Orfeo, sarà un altro elemento molto importante nel ciclo finale di storie di “Sandman”, tanto che nella storia omonima (intitolata appunto “Orfeo”), Gaiman si diverte a raccontarci il mito di Orfeo ed Euridice utilizzando gli Eterni nei ruoli chiave della storia.


Uguale a quel peperino di John, stesso piglio deciso.
Alle nozze della coppia troviamo, quindi, Sogno insieme ai suoi fratelli e le sue sorelle, quando Euridice viene morsa da un serpente, la morte implorata da Orfeo ha il look gotico di Death, da qui in poi dovreste sapere come continua la storia, a meno che a scuola, invece di ascoltare la lezione non abbiate passato le vostre giornate a leggere i fumetti come facevo io… In ogni caso, poco male, per vostra (e mia) fortuna ci pensa Neil Gaiman a narrarci il mito utilizzando i suoi personaggi.

Se anche durante la lezione di storia eravate ancora con il naso tra i fumetti, con il racconto “Terre soffici” Gaiman vi aggiornate sulle (dis)avventure di Marco Polo, disperso per colpa di una tempesta nel deserto del Gobi, dove prima di riuscire a ricongiungersi alla carovana di suo padre (solo grazie all’aiuto di Morfeo), farà la conoscenza di Rustichello da Pisa, che afferma di aver conosciuto un Marco Polo, molto più anziano, ospite delle prigioni di Genova, non propriamente l’Hilton.

Il potere della storia è omaggiato ne “Il parlamento dei corvi”, con protagonisti Caino, Abele (già visti nei primi numeri della serie) e il corvo si Morfeo. In “Caccia”, invece, un nonno racconta alla sua nipote una stramba storia d’amore tra una principessa e un giovane cacciatore di una razza di uomini dotati di antichi poteri, la storia si conclude con una piccola sorpresa finale, ma il bello del racconto, è il racconto stesso, poiché Gaiman, per bocca del vecchio, sottolinea quanto la storia abbia una vita propria e superiore anche a chi la racconta, se lo dice uno come lui potete crederci!

Ma il mio racconto preferito di questo ciclo di storie, è senza ombra di dubbio “Augusto”. Su consiglio di Sogno, l’imperatore Augusto, un giorno all’anno si finge un mendicante per riflettere rimanendo inosservato, insieme a lui in nano Licio. Il racconto è una chiacchierata lunga un giorno intero tra i due, una specie di seduta psicoanalitica con cui l’uomo che governa tutto il mondo conosciuto, riuscirà finalmente a venire a patti con l’ombra del suo celebre predecessore (e padre adottivo) Giulio Cesare, riuscendo anche a capire perché, tutte le notte da decenni, fa sempre lo stesso incubo. Non vi rivelo di più, ma psicoanalisi, storia romana, il tutto in una storiella breve in cui il titolare non si vede nemmeno, ribadisco: c’è ancora qualcuno che pensa che siano solo fumetti…


L’Imperatore Augusto, in partenza per la sua lunga giornata.
L’ultimo racconto “Ramadan” vede come protagonista il califfo che regna su Bagdad, la Città Celeste, la perla d'Arabia. Lo scorrere del tempo rende ansioso il califfo, che teme che la città possa perdere il proprio splendore, per cercare di garantirlo eternamente, invoca il signore dei Sogni, se avete familiarità con le storie brevi, avrete già intuito come va a finire…

“Favole e riflessi” è un ciclo variegato e mai banale, sia nella scelta dei temi, che dei protagonisti (veri o immaginari) delle singole storie, proprio in questo ciclo di storie Neil Gaiman riesce a portare in scena l’importanza (e gli effetti) dei sogni nella vita reale, rendendo Morfeo impalpabile ma potentissimo, come ci si aspetterebbe dal re dei Sogni. Per dirla tutta: questa run di storie, con il protagonista presente, ma quasi mai mostrato, ha fatto talmente scuola, che tanti hanno cercato di imitarla, basta pensare ad un intera porzione di racconti di “Spawn” in cui Todd MacFarlane ha tentato disperatamente di ottenere gli stessi effetti scimmiottando Gaiman.

Vite brevi (numeri 41-49, 1992-1993)
Un tempo gli eterni potevano contare su un altro membro della famiglia, Distruzione, ormai scomparso da tempo dopo aver abbandonato il ruolo e le responsabilità che ne conseguono. Delirio la sorella minore di Sogno si mette in quella sua testa bicolore di ritrovare il fratello, cercando il supporto degli Eterni nella sua ricerca, tutti quanti gli rispondono prontamente “picche”, tranne Sogno che decide di accompagnarla, ma senza una vera motivazione, più che altro per avere qualcosa che lo distragga da tutti i suoi pensieri, siccome non può solo leggere fumetti come fanno tutti, si mette in viaggio.

Il viaggio dei due Eterni assume un tono quasi comico, specialmente quando Delirio pretende di guidare (storia vera!), ma la spensieratezza del viaggetto dura poco, perché Distruzione, nel tentativo di non farsi trovare, ha seminato una serie di trappole pronte ad attivarsi nel caso che qualcuno iniziasse a cercarlo, questi meccanismi difensivi provocano la morte di colore che cercano di aiutare i due Dei, questo spiega il titolo di questo ciclo di storie.


"Ma chi ti ha insegnato a guidare? Un Corvo?".
Uno dei personaggi più riusciti è sicuramente Ishtar, ex amante di Distruzione, un tempo dea babilonese della fertilità, finita a vivere di espedienti sulla Terra, se dei caduti in disgrazia finiti a mantenere un basso profilo sulla Terra vi ricordano qualcosa, tranquilli, Neil Gaiman stava soltanto facendo le prove generali per il suo futuro romanzo super premiato American Gods.

L’irrequieto Sogno prima abbandona la ricerca, per poi tornare ad aiutare Delirio. Il motivo di tale indecisione è legato ai dubbi di Morfeo, turbato dal suo cambiamento, sempre più vicino alla sensibilità degli umani e con qualche senso di colpa per suo figlio Orfeo, che come abbiamo visto nel ciclo precedente di storie, ormai è solo una testa immortale, custodita sull’isola di Naxos da una società segreta. Per ritrovare Distruzione, Morfeo avrà bisogno di chiedere aiuto al suo figlio veggente… Uno li fa studiare tutti questi anni e poi con cosa ti ritrovi? Una testa veggente! Il dentista doveva fare, quello è un lavoro!

Orfeo che da un'eternità non può fare altro che guardare il panorama e disperarsi per la sua Euridice perduta, chiede al padre il più tragico dei gesti (si trova in Grecia, no? E che tragedia greca sia allora…), in cambio dell’esatto nascondiglio di Distruzione, Orfeo chiede al padre di porre fine alla sua vita. La scena muta, così carica di tragedia che segue, è l’ennesimo esempio di come si scrivono i fumetti fornito da Neil Gaiman al mondo, vediamo solo Sogno entrare nella casa di Orfeo e quando esce, non ci viene mai mostrato il suo volto, ma lo vediamo solo allontanarsi da solo verso l’orizzonte.


Voto dieci allo storytelling della tavola.
Una volta ritrovato Distruzione, l’ex eterno ribadisce la sua voglia di libertà, il finale di “Vite brevi” è un lungo addio, come molti viaggi, più della meta finale, contano le esperienze fatte dai viaggiatori e nel fondo del testone riccioluto di Morfeo, s'instaura un 'idea che maturerà nell’ultimo ciclo di storie di “Sandman”.

Volete sapere quale? Vi tocca leggere “Sandman”, oppure aspettare la terza (ed ultima) parte di questa mia rubrica, in realtà una scusa (e anche della peggior specie) per rileggermi questo capolavoro del fumetto. Ricordavo questa porzione di storie variegata e ricca di creatività, rileggendola posso dire che in realtà è ancora più profonda di quanto la ricordassi e sono sicuro che se dovessi rileggerla ancora (cosa che potrei fare anche subito), scoverei un sacco di altre chiavi di lettura e possibili interpretazioni, questa è una delle (cento) ragioni per cui “Sandman” è un classico del fumetto.


Le copertine di Dave McKean si lasciano sempre guardare dai.
Avete presente il discorso iniziale sul numero di ore di veglia? Ecco, qualcuna di quelle dedicatela a questo fumetto, fatevi un regalo.

Ci vediamo qui, prossimamente per Gara 3, la definitiva, con l’ultimo ciclo di storie di “Sandman”, buona notte e buone letture a tutti.


ARCHI NARRATIVI DI SANDMAN
[05] Favole e Riflessi (#29 – #31, #38 – #40, #50)
[06] Il Gioco della Vita (#32 – #37)
[07] Brevi Vite (#41 – #49)
[08] La Locanda alla Fine dei Mondi (#51 – #56)
[09] Le Eumenidi (#57 – #69)
[10] La Veglia (#70 – #75)

6 commenti:

  1. Una delle più belle e complesse serie a fumetti di tutti i tempi. E pensare che all'inizio era nata con minori aspettative, la D.C aveva chiesto a Gaiman una serie horror, giusto per sfruttare il trend positivo che quel genere stava vivendo all'inizio degli anni 90.

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    1. Esatto, infatti i primi cicli di storie, quelli di cui ho parlato nella "Parte 1", sono anche quelli più legati all'universo di personaggi della Distinta Concorrenza, mentre nella parte centrale di "Sandman" Gaiman sperimenta facendo letteratura di alto livello, non male per un fumetto nato con intenti del tutto diversi ;-) Cheers!

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  2. Il mio ciclo preferito è "La stagione delle nebbie", ma "Il gioco della vita" è quello che mi ha fatto scendere una lacrimuccia. Come ha trattato il personaggio di Wanda ti fa capire che Gaiman è una persona di una sensibilità unica.

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    1. "La stagione delle nebbie" è geniale a tratti, però hai ragione, "Il gioco della vita" è quello che colpisce al cuore grazie ai personaggi, infatti l'ultima storia di quel ciclo è tutta per Wanda, un epilogo doveroso e bellissimo. Cheers!

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  3. Mi pento di non aver ancora iniziato Sandman...

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    1. Sei sempre in tempo, anche se bisogna un po' combattere a trovare le ristampe. Cheers!

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