lunedì 23 maggio 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot (2016): Corri ragazzo laggiù (Vola tra lampi di blu)


Italiani! Popolo di santi, poeti… E lettori di fumetti!
Ed io da buon Italiano, puntualmente in ritardo come un treno delle ferrovie dello stato, sono riuscito a vedere finalmente il film trionfatore degli ultimi David di Donatello (che mi dicono essere un premio importante…) “Lo chiamavano Jeeg Robot”. E quindi? Quindi mi è piaciuto, ma quello un po’ già lo sapevo, era troppo nelle mie corde per non piacermi, mi ha stupito scoprire che mi è piaciuto, ma non per i motivi per cui mi sarei aspettato…

Essere Italiani è una roba strana, succede che vivi nel Paese con la forma (di scarpa) più buffa del pianeta, qui a Scarpalandia abbiamo una forma di patriottismo tutta nostra, spesso legata all’impettimento e ai risultati della NAZIONALE, l’unica considerata, quella dell’unico sport davvero importante, le altre sono riconoscibili perché etichettate come “Gli azzurri de [AGGIUNGERE-QUI-SPORT-MINORE-INUTILE]”.

Lo sapete come funziona, no? Si sale sul carro del vincitore in un tripudio di plurale maiestatico e di cori PO-Poroppo-Po-Po, eppure allo stesso tempo ci vergogniamo dell’essere Italiani, guardate i nostri fumetti, ad esempio.


"...E mo basta con 'sto poroppo-po!!".
Dylan Dog vive e indaga a Londra, Diabolik da qualche parte in Francia, persino il Ratto di Leo Ortolani, in una generica Città senza nome, del tutto americana nella forma (e nei palazzi), persino il nostro uomo di punta, Tex Willer, l’unico che da 70anni relega Batman al secondo posto dei fumetti più venduti in Italia (storia vera), è un Ranger del Texas, i personaggi di carta italiani anche nelle trame, sono davvero una manciata, quasi tutti poco noti al grande pubblico…

Allo stesso tempo, siamo anche stati uno dei primi Paesi ad assimilare nella propria cultura popolare i personaggi che arrivano dal lontanissimo Giappone. La mia generazione, la vostra e di sicuro quella di Gabriele Mainetti è cresciuta con Lupin III, l’Uomo tigre, le opere di Go Nagai e naturalmente Jeeg Robot.

Per questo, un super eroe italiano che parla con accento romano e porta il nome di un celebre Anime, è qualcosa di incredibilmente nostro, un personaggio che sottolinea come il cinema italiano stia iniziando a dare segni di vita.

"Ho dato una spinta alla ruota, finché non compro una vocale non si ferma".
Ora, prendo me stesso come metro di paragone: negli ultimi anni due anni ho visto quattro o cinque film italiani che in qualche caso mi sono piaciuti (Suburra e Il racconto dei racconti), in qualche caso piaciucchiati (Non essere cattivo e un altro che arriverà appena smaltisco il mio ritardo da treno FS). Che, bisogna dire, sono già quattro o cinque film italiani in più di quelli che ho visto negli ultimi quattro o cinque anni, per una semplice ragione: finalmente ci sono delle storie che ho voglia di vedere.

E’ chiaro che in giro ci siano autori e registi più orientati forse al film di genere, con la precisa volontà di portare le storie dei nostri film, lontano dai soliti schemi commedia-con-comico-televisivo-di-turno, oppure drammone famigliare, con madre/figlia/sorella/cugina/zia/nonna in crisi, di solito interpretata (BENISSIMO Eh, non dico nulla…) da Margherita Buy, che va bene una volta, due tre, alle centosettesima rompe un po’ anche i coglioni, la storia non la Buy, ma anche la Buy via, tanto sto sbragando!


Voglio un'alabarda giapponese, fatta di mercurio giapponese (Cit.)
Gabriele Mainetti, dopo il bellissimo corto “Basette” in omaggio a Lupin III e l’altro corto “Tiger Boy” è uno che ha il suo Nord magnetico puntato verso il Paese del sollevante, o forse ha semplicemente capito meglio di altri, che quei personaggi degli anime, ormai fanno parte delle nostra cultura popolare, quindi non c’è nulla di male a partire da quella base per raccontare storie ambientate in questo strambo Paese a forma di Manga… Ehm, di scarpa, scusate!

In una Roma sotto costanti attacchi terroristici Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) è un ladruncolo di Tor Bella Monaca, che in fuga dalle guardie, cade nel Tevere e, complici un paio di bidoni di scorie radioattive, diventa invulnerabile e super forte… In pratica, possiamo dire che è stato morso da un Tevere Radioattivo.


"Non poteva capitarmi il morso di ragno no? Proprio questo...".
Cosa fa un Italiano con i super poteri? Facile: sradica un bancomat e se lo porta a casa (storia vera).

Non va meglio quando Enzo cerca un po’ di soldi facili facendo un lavoro per il suo amico Sergio alle prese con alcuni ovuli di droga, le cose finiscono male, Sergio ci lascia le penne, lasciando sola al mondo Alessia (Ilenia Pastorelli), una ragazza con qualche problema psichico e un'ossessione per l’anime “Jeeg Robot”.


"Dannazione! Ho dimenticato il PIN..."
La ragazza, che è parecchio oltre il giardino, battezza Enzo Hiroshi Shiba (il primo che chiede chi è, verrà sputato!) e il nostro, a fatica, dovrà convincersi presto di essere l’eroe, specialmente quando entrerà in scena il cattivo, Fabio Cannizzaro, detto Zingaro (Luca Marinelli) seguono casini…

“Lo chiamavano Jeeg Robot” funziona grazie a dei personaggi azzeccati, interpretati dagli attori giusti e diretti bene da Gabriele Mainetti, il fatto che abbiano ricevuto le indicazioni giuste, si vede dal personaggio di Alessia, mi sono detto: “Ma che altri film ha fatto quest’attr…. Il grande Fratello!?!?”.

"Embè? Non lo guardi il GF? Guardi solo cartoni animati giapponesi?".
Ora, trovo inquietante il fatto che “Il Grande Fratello” abbia sfornato più attori per il nostro cinema che le scuole di recitazione, ma al netto del risultato, Ilenia Pastorelli è molto giusta per il ruolo, così come Claudio Santamaria, trucido candido vitaminizzato a budini, il fatto che sia anche lo stesso che abbia recitato in “Romanzo criminale”, ma che abbia anche doppiato Batman (sia quello di Chris Bale che il mio preferito, quello di “The Lego Movie”) fa di lui l’uomo giusto per la parte.

Le dinamiche tra i due restano un po’ legate al melodramma del nostro cinema, ma anche qui, funzionano, perché tengono i personaggi ancorati alle loro origini, imparando uno dall’altra e aiutandosi un po’ per esigenza un po’ perché in qualche strano modo si sono trovati. Per descrivere il loro rapporto scomoderei le immortali parole di un altro personaggio “de borgata”, ovvero Rocky: “Io ho i vuoti, lei ha i vuoti... Insieme li riempiamo".

Non mi sono giocato la citazione a "Rocky" invano...
Ci sono molte persone che hanno problemi con la Romanità e i suoi derivati, personalmente non sono tra queste, un film in dialetto romanesco funziona perché molto adatto ai personaggi e alla condizione di degrado in cui vivono e, poi, diciamocelo: dove lo trovate un film dove il classico sfottò (“Chi è?” , “Sto cazzo!”) possa funzionare diventando una delle punch-line più toste del cattivo… Ecco, il cattivo, parliamone di ‘sto cattivone!

Lo Zingaro sembra uscito da “Romanzo Criminale”, tutto quello che vuole è smetterla di prendere calci sui denti da tutti, ho sentito per il personaggio paragoni con il Joker, sono d’accordo, ma non quello anarchico per il gusto di esserlo di Heath Ledger, con cui condivide giusto il capello unto, direi più lo Showman di Jack Nicholson. Lo Zingaro è una Diva che fa il suo spettacolo cantando “Un'emozione da poco” della Oxa, ha la cattiveria del peggior tipo, quella dei mediocri, è pronto a fare una strage memore dei suoi 15 minuti di notorietà (una comparsata in “Buona Domenica”… Storia vera).

"Mi avrai visto in tv almeno una volta? Una dica, una!".
L’Overacting di Luca Marinelli è del tutto funzionale al personaggio, risultato è che lo Zingaro si mangia tutte le scene di cui è protagonista e il suo piano di scalata sociale e criminale, resta comunque più sensato di quello di molti altri super cattivi visti negli ultimi Marvel Film, poi, diciamocelo: Marinelli con questo tipo di personaggi sopra le righe dà il meglio, in “Non essere cattivo” era molto bravo, così come nella parte del travestito de “L’ultimo terreste”.

Gabriele Mainetti capisce che il romanesco e le canzoni italiane dello Zingaro, non solo fanno parte della nostra cultura (anche popolare), ma sono fondamentali per rendere credibili questi personaggi. Quello che mi sarebbe piaciuto di più vedere in questo film sarebbe stata l’idea di un super eroe italiano, idea che si perde pian piano (dal Bancomat in poi per capirci) in funzione di un arco narrativo molto più convenzionale, diciamo pure quello del classico eroe americano, con tanto di bambina da salvare. Ecco, qui speravo che “Lo chiamavano Jeeg Robot” rischiasse un po’ di più, ma allo stesso tempo ho capito che ho apprezzato il film, non per i suoi contenuti fumettistici, ma perché mi ha ricordato moltissimo “Lèon” di Luc Besson e questo è un complimento.

"Non t'azzardare a darmi più del Francese!".
Enzo silenzioso e senza radici, Alessia sensuale e infantile, ricordano parecchio Lèon e Matilda, mentre Luca Marinelli che ammazza gente mentre ascolta “Ti stringerò” di Nada, ovviamente è Gary Oldman… Questo, invece, è un GRAN complimento!


MVP! MVP! MVP! MVP!
Tutto pesche e crema? Purtroppo no. Nel finale Gabriele Mainetti si lascia tentare e anche se il piano dello Zingaro è quanto di più nazional-popolare possibile, gli mancano l’esperienza, ma soprattutto i soldi dei film americani: la sottotrama dinamitarda viene conclusa nel giro di mezzo dialogo, mentre i soldi del budget bastano per una scazzottata (breve) tra il buono e il cattivo, ma non per il finalone che Mainetti avrebbe voluto. Risultato: il film arriva alla fine con il fiato un po’ corto, il che è un peccato…

Sono sicuro che Mainetti abbia visto “Unbreakable” (ancora oggi il mio M. Night Shyamalan preferito), sarebbe stato meglio (anche per il budget) un finale di quel tipo, piuttosto che quello scelto, per fortuna l’ultima scena prima dei titoli di coda, funziona talmente bene che gli si perdonano subito capocce prostetiche e esplosione che sembrano più petardi che finali alla Michael Bay.


Ne voglio una uguale anche io (la maschera, non il piccione).
Risultato: “Lo chiamavano Jeeg Robot” mi è piaciuto, l’errore più grosso ora sarebbe adagiarsi dandoci dentro con il plurale maiestatico e i cori PO-Poroppo-Po-Po, ma davanti ad un film così, io non vedo più la realtà, nè quanta tenerezza vi dà, la mia incoerenza (pensare che vivreste benissimo anche senza…), perché allo stesso tempo questo film è la più decisa e concreta presa di posizione per riportare il cinema italiano nella direzione giusta, magari orgogliosamente di genere e senza paura di apparire troppo provinciali, se c’è uno che può farlo quello è Gabriele Mainetti, la dedica musicale arriva in automatico…

Corri ragazzo laggiù
Vola tra lampi di blu
Corri in aiuto di tutta la gente
Dell’umanità!

36 commenti:

  1. Credo che in molto l'abbiano visto in ritardo. Nonostante il successo è stato distribuito davvero male.
    Comunque buon film, a me è piaciuto molto, anche se mi tocca tristemente annuire sul finale :( però gli si vuole molto bene anche per questo.

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    1. Vero, alla fine sono riuscito a ripescarlo in sala solo dopo la pioggia di premi ai David di Donatello. Giustissimo, un film a cui è giusto voler bene, per il contenuto e per quello che rappresenta, la volontà di portare le storie del cinema Italiano lontano dai soliti territori (fin troppo) esplorati :-) Cheers!

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  2. Sono molto indeciso, qui a Roma la gente è impazzita ma la conoscenza di fumetti, manga e Jeeg è pari a zero. Il pubblico della Capitale è campione olimpionico del salto sul carro del vincitore, e se ne parlano tutti allora dev'essere bello. Anch'io sono vittima dello stesso modo di pensare, ma al contrario: se tutti ne parlano, non ho alcuna voglia di vederlo! :-D
    Visto quanto hai scritto ci darò un'occhiata, ma più avanti...

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    1. Orgogliosamente contro corrente ;-) Il film una visione la merita, ha tanti pregi ed alcuni difetti, finalmente ci sono storie italiane che viene voglia di vedere, aspetto il tuo parere, tanto pure io ci ho messo una vita prima di riuscire a vederlo… Cheers!

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  3. Visto, goduto, piaciuto. Bellissimo film. Una bella botta di vita nel panorama tristissimo del cinema Italiano attuale. Resta il fatto che i limiti che hai evidenziato sono veri, ma pur sempre una botta di vita. Bravo Cassidy.

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    1. Gracias! Come dicevamo qui sopra, è un film che si guadagna giustamente l’affetto del pubblico, mi sembrava giusto sottolineare anche i limiti (a breve da queste parti un alto titolo Italiano…), altrimenti non è più un parere, è tifo calcistico, a me manco piace il calcio ;-) Cheers!

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    2. Hai ragione e hai fatto bene, è così che si analizzano gli eventi. Grande Cassidy. Per quel che vale, per tutta la settimana sei nella bacheca del mio blog.

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    3. Per me vale molto, la prima volta che ci incrociamo ti offrirò una birra, inizia a segnare... Bro-fist ;-) Cheers

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  4. Ho letto dei "ma" nella tua recensione... Ma come, non lo sai? Di questo film si può solo parlare bene, altrimenti sei anti-italiano! Ti linciano!
    (Adesso corri a recuperare il mio video su questo film ;P )

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    1. No ma figurati, siamo così lucidi e lungimiranti nel parlare delle nostre cose… Disse Cassidy inseguito dalla folla armata di fiaccole e torce ;-)
      Azz esiste il video anche di questo?!? Porca miseria me lo sono perso! Vado a vedermelo il prima possibile! Cheers ;-)

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  5. Non posso che concordare con quanto da te scritto.

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  6. bello, ma bello proprio...nonostante i difetti una gran sorpresa, con un Marinelli tarantiniano (é un complimento ovviamente...)

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    1. Marinelli era uno che questo colpo lo aveva in faretra, e spero che abbia altre carte così nel suo mazzo, con qualche soldo in più, ci divertiamo un sacco ;-) Cheers

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  7. Sai, ancora mi manca.
    Col nuovo impiego devo trovare ancora lo spazio giusto al 100% per me.
    Comunque me ne hanno parlato tutti bene, e terrò presente la tua recenza.
    Vero che non facciamo storie fumettistiche ambientate in Italia, forse a noi sembra poco figo, poco fumettoso, molto provinciale.
    E penso sia vero, serve un gusto esotico che comunque deriva da una qualche tradizione (Usa, Giap).
    Prima di questo Jeeg lo ha fatto però Salvatores, eh^^

    Moz-

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    1. Figurati, anche io ho visto il film in super ritardo, quindi prenditi il tempo che ti serve, aspetto il tuo parere.
      Bravissimo, lo ha fatto anche Salvatores, che però a mio avviso peccava ancora di più di quella (strana) voglia di fare l’americano a tutti i costi, il suo ragazzo invisibile era più interessante (secondo me) come operazione cross-mediale (cinema e fumetti) che come film in se, aveva una trama piena di buchi e momenti “Maccosa”.

      Jeeg Robot sporca meno il foglio, dimostrando di non essere solo un film che parla di super eroi e di fumetti, ma per questo aspetto il tuo parere ;-) Cheers!

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    2. Diciamo che Salvatores ha cercato, secondo me, di sprovincializzare l'Italia.
      Scegliendo la meno italiana tra le città italiane (Trieste, e non perché non è in Italia, ma perché sembra quasi a sé, una città perfetta), e provando a fare una storia semplice come quella dei fumetti anni '60.
      Mi hai ispirato un post che ora scrivo, babe! :)

      Moz-

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    3. Sulla scelta della città hai perfettamente ragione, quello che manca è proprio l'origine dei poteri, se fosse stato il primo capitolo di una saga, sarebbe stato meglio, in ogni caso ora attendo il tuo commento sul film ;-) Cheers!

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    4. Beh, dovrebbero fare almeno il secondo episodio^^

      Moz-

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    5. Esatto, almeno a fumetti ;-) Cheers!

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  8. Sai che hai proprio ragione? L'accostamento con Leon è davvero azzeccato, non ci avevo pensato ma questo supereroe per caso, silenzioso e un po' disadattato me lo ricorda molto. Tra gli italiani ti consiglio anche Veloce come il Vento, che per me è persino migliore di questo e ci mostra un'altra prova di attore sopra le righe ma a mio parere straordinaria :)

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    1. Gracias, io sono fissato con Gary Oldman, quindi temo sempre di passare per un fanboy, ma la scena in cui Marinelli canta e massacra è stata rivelatrice ;-) "Veloce di mestiere"? In rampa di lancio, prossimamente qui in cartellone... Cheers!

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  9. Come ho scritto nella scorsa recensione: lo considero il "film che non ho mai girato".
    C'era un periodo che ho provato a fare cortometraggi. Robetta fatta con gli amici, ma uno l'ho anche mandato ad un concorso cittadino che è stato apprezzato. In ogni caso: mi sarebbe piaciuto fare qualcosa dedicato al mondo dei supereroi, ma non ci sono mai riuscito.
    Poi ho visto "Lo Chiamavano Jeeg Robot" e quasi mi commuovo. C'è tutto quello che ho sempre desiderato, ma che non sono riuscito a fare.
    Per me è un gioiellino solo per questo!

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    1. Ti capisco bene, mi è capitato qualche volta qualcosa di analogo, però trovo sia una bella sensazione, In fondo è la conferma che l'idea era buona ;-) Cheers!

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  10. Io la scena dello zingaro che canta Un'emozione Da Poco la rivedevo in loop continuamente su youtube.
    Personalmente la ritengo la scena più potente del film. :-)

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    1. Allora siamo in due ad aumentare le visualizzazioni di quel video ;-) Le canzoni dicono più dello Zingaro di mille parole, una Diva a cui manca il suo palcoscenico, scena grandiosa ;-) Cheers

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  11. Difficile da recuperare,come molti film italiani,ma prima o poi ci riuscirò ;)

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    1. Per fortuna è uscito in DVD, però hai ragione, in sala è stato un casino beccarlo. Cheers!

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  12. Mah visto oggi. A me non è piaciuto : a più riprese mi è sembrata una parodia.

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    1. Come mai? Cos'è che non ti è piaciuto, il dialetto dello Zingaro? Dimmi dimmi ;-) Cheers

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  13. Mi aspettavo una cosa più seria, non dico Nolan ma un pò più di aderenza al genere supereroi. Da qui la grande delusione. Marinelli delude, in Non essere cattivo mi ha convinto di più.

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    1. Capisco il tuo punto di vista, secondo me il bello è che a suo modo il genere un minimo cerca di smontarlo, Marinelli in "Non essere cattivo" era davvero molto bravo, qui è più sopra le righe, visto anche il ruolo è comprensibile questa scelta. Cheers!

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  14. Ancora mi sto chiedendo cos' abbia visto! °_O La cosa più azzeccata è effettivamente Marinelli che quando canta sembra il Corvo! XD Solo la scena con i cani stile "Moonraker"... XD
    mi aspettavo di vedere Santamaria che vestito con il suo costume menava XD ed invece...
    mi sà che questo è uno di quei film che o li si ama o li si "odia".

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    1. In effetti é stato gonfiato di parecchie aspettative. Non é la risposta romana alla Marvel quello no, ma non vuole nemmeno esserlo ;-) Cheers!

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  15. "Ora, trovo inquietante il fatto che “Il Grande Fratello” abbia sfornato più attori per il nostro cinema che le scuole di recitazione"

    Già! Incredibile! °_O

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    1. Poi giù ad esultare se un film italiano vince un premio. Ma se manca un sistema di cinema solido un premio serve a poco. Cheers!

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