lunedì 2 maggio 2016

Hardcore! (2016): Videogiochi e film violenti fanno male? Ma chissenefrega!


Dead Space, Call of Duty, Duke Nukem, Wolfenstein, se avete familiarità con questi nomi, allora questo film farà decisamente per voi, se guardando il trailer vi siete posti la domanda vi rispondo subito: sì, è tutto in soggettiva, sì, traballa un casino… Ma è anche molto più figo di quello che avrei mai creduto!

Parliamo subito dell’elefante Hardcore parcheggiato nel soggiorno, a sua volta Hardcore, se i vostri dubbi su questo film vertono su argomenti come: “Ma che differenza c’è tra questo e un videogames?”, oppure: “Ma non ti viene mal di testa a guardare sta roba?”. Vi rispondo subito: il traballamento, l’ondeggiamento e una certa dose di sbatacchiamento sono il prezzo da pagare per guardare “Hardcore Henry”, ma se devo dirla tutta, non ho trovato la visione più fastidiosa di un qualunque found footage.

Parlando di quel filmaccio di Grace - The Possession, mi ero sbilanciato dicendo che la tecnica del found footage ormai ha stufato anche i registi che decidono di utilizzarla (figuriamoci noi spettatori), la cosa positiva di un film interamente in soggettiva, è che almeno non dobbiamo assistere alla solite scene “Spegni quella maledetta telecamera!” o il protagonista che riprende tutto in qualunque momento, anche quelli meno probabili.

Quindi, se siete sopravvissuti a [INSERIRE-QUI-TITOLO-DI-FILM-FOUND-FOOTAGE-PARTICOLARMENTE-ODIOSO] potete guardarvi anche “Hardcore Henry” che non esaurisce tutte le sue idee montando una GoPro in faccia al protagonista (o meglio, agli stuntmen che hanno impersonato Henry in base alla scena da girare), perchè mi sono trovato di fronte un film con più idee di quelle che mi sarei aspettato, realizzato bene, con tanti stunts tutti matti e soprattutto: fottutamente divertente, no, non divertente, ho detto fottutamente divertente, perché rende meglio l’idea.


"Fatemi salire a bordo! Sono un cliente frequent flyer!".
Qualche settimana fa leggevo un'intervista al Maestro George A. Romero, dopo aver doppiato il personaggio di un videogames è stato intervistato sulle potenzialità del media, paragonato al cinema. Zio George che non è un videogiocatore, ha snocciolato una perla molto interessante che vi riporto: "Un film ha un respiro più ampio, contiene molto del suo creatore, ha una sua vita individuale. Il regista ha la responsabilità di offrire un punto di vista diverso. I giocatori di un videogioco, invece, vedono solo il loro punto di vista importando nel gioco tutti i loro pregiudizi. Ma non credo che uno dei due soppianterà mai l'altro".

In questo senso l’Henry protagonista del film è davvero un personaggio vuoto, tanto che non parla nemmeno (non c’è stato il tempo di installargli il software della parole nei suoi impianti bionici), quindi quello che sostiene Romero è valido, eppure “Hardcore Henry” riesce ad essere incredibilmente cinematografico, anche se non è un film che sembra un videogames, è un film che VUOLE essere a tutti i costi un videogames, ripetendone la struttura sul grande schermo, in maniera quasi ossessiva.


"Vai tranquillo, sei bravissimo, ha iniziato così anche Marlon Brando".
Prodotto da quel matto di Timur Bekmambetov (già produttore di quell’esperimento intitolato Unfriended), “Hardcore Henry” è scritto e diretto da Ilya Naishuller e non è altro che la versione estesa e distribuita al cinema dei suoi due videomusicali The Stampede (2011) e Bad Motherfucker (2013) del gruppo Biting Elbows, entrambi girati con la stessa identica tecnica, che sono valsi ad Naishuller il biglietto di sola andata per il cinema.

Dopo un breve discorso motivazionale di papà Tim Roth (cameo lampo dell’anno!), Henry si risveglia in uno strambo laboratorio, accanto a lui una bionda mica male che dice di essere sua moglie Estelle (Haley Bennett già vista in Kristy), il tempo di sostituire gli arti mancanti con delle protesi cyborg e pronti via, fanno irruzione gli sgherri armati del cattivissimo Akan (Danila Kozlovsky) un albino rosso vestito con tanto di poteri telecinetici che lo rendono un brutto cliente (deve essere il mostro finale o no?), da qui in poi è tutto un corri corri, spara spara, salta salta, intervallato solamente dalle comparsate di Jimmy (Sharlto Copley), uno strambo individuo che ha il compito di illustrare al protagonista la prossima missione e poi morire ogni volta malamente, come il Kenny di South Park, ma solo per tornare con un travestimento sempre più matto, il mio preferito? Facile: Sharlto Copley in versione Punk!

"Miiiii non ci posso credere!! Sharlto Copley il mio attore preferito!".
Nel basket si definiscono “Mulligan” (da noi “Tiri ignoranti” come battezzati da Gianluca Basile), quei tiri senza senso che fanno partire le coronarie al tuo allenatore, ma di solito vanno dentro, “Hardcore Henry” è così: esagerato e senza coscienza, un tiro ignorante applicato al cinema, lo potremmo quasi definire un film ignorante, ma guardandolo è chiaro che ha troppi contenuti validi per bollarlo così. Il rapporto tra azione sullo schermo e spessore della trama, fa sembrare Crank, un film di fratelli Dardenne, di fatto, la trama di “Hardcore Henry” è la stessa di “Super Mario Bros.”: bisogna salvare la principessa, ma è come se Mario prima di partite per la missione, si sia fatto un giro dentro GTA per raccattare un po’ di armi.

Un film bulimico come tutto l’action moderno sa essere (tantissima azione visiva al netto di una trama lineare, tipo Mad Max Furiostrada per capirci) e con una voglia di esagerare manifesta, ma soprattutto, guardandolo è impossibile non ritrovarsi a ridere forte pensando: “Ma voi siete completamente matti!”.


Guidate sicuri (pubblicità progresso)
O almeno di fronte ad alcune trovate volutamente cazzone io mi sono divertito come un bambino, se avete chiaro in testa che tipo di film è, “Hardcore Henry” è un'esperienza cinematografica che nessuno dovrebbe negarsi, anche solo per l’alto livello di spasso.

Per quanto riguarda trama è più “complessa” (virgolette d’obbligo) di quello che avrei pensato, senza rovinarvi nulla, basta guardare il Jimmy di Sharlto Copley per capire quanto Ilya Naishuller conosca bene i videgiochi e voglia ricrearli nel dettaglio sul grande schermo. Jimmy sembra la Cortana di “Halo”, ogni volta viene ucciso, ma solo per tornare come se avesse sbloccato l’opzione “Vite infinite” e nella scena del bordello, forse complice la moquette rossa, ho avuto continui dejà vù delle ore passate a giocare a “Duke Nukem”.


Una scena del film "Hardcore!" ... Ehm, no ho sbagliato.
Il personaggio di Sharlto Copley ha un suo arco narrativo interessante, costruito apposta per far scatenare l’attore Sud Africano in tutto il suo mattissimo talento di mattatore, ma i motivi di interesse per i non-giocatori sono parecchi, perché in “Hardcore Henry” c’è davvero tantissimo cinema ed è tutto lì da guardare e scoprire.

Il risveglio di Henry ad inizio film mi ha ricordato la soggettiva della “nascita” di Robocop, nel film omonimo di Paul Verhoeven e se pensate che aver messo una GoPro sul protagonista sia l’unico asso nella manica di Ilya Naishuller, è bello stupirsi e trovarsi a pensare: “Ma come cacchio l’hanno girata quella scena?”


“Me lo compro io per un dollaro!” (Cit.)
Sì, perché l’apparente assenza di montaggio può essere un limite per alcune delle sequenze dirette da Naishuller, ci sono alcuni stunt che sono davvero degni dei migliori film di arti marziali indonesiani, mi basta citare una scena per vincere facile: l’inseguimento sull'autostrada è veramente qualcosa di pazzesco, che non puoi dirigere solamente usando una GoPro, vedere per credere.

L’uso della musica, come tante cose in questo film, sembra una soluzione casuale, come se stessimo ascoltando la musica sparata nelle cuffie del giocatore che tiene in mano il joypad, ma in realtà ogni pezzo musicale è stato scelto in maniera pensata: quando Henry sale a cavallo, parte il tema de “I Magnifici sette” (un trovata che mi ha fatto esclamare amichevolmente “Siete dei cazzoni!”) e in una mega battaglia verso il finale, di cui non vi dirò nulla, parte “Don’t stop me now” dei Queen, che dopo “Shaun of the dead” è ormai la canzone ufficiale per le scene di lotta di massa.


Don't stop me now ('cause I'm having a good time).
Quello che stupisce è quanto cinema ci sia, in un film che sembra così tanto (e volutamente) un videogioco, basta dire che il cattivo albino, sembra uscito da un film di James Bond, tra un inseguimento e un sparatoria in soggettiva, “Hardcore Henry” butta nel mucchio discorsi sull'identità, sulla conservazione della memoria, mandando in scena una trama meno banale di quanto il trailer avrebbe fatto pensare. Insomma un film ignorante nel senso migliore del termine, ma non stupido, sulla scala del divertimento un dieci pieno ed ora: date ad Ilya Naishuller tutti i soldi di cui ha bisogno per dirigere un film su “Duke Nukem”!

18 commenti:

  1. Bella idea, sì, ma non ho resistito più di mezz'ora. Magari lo guardo a rate, perché mi ha messo il mal di mare :)

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    1. Bisogna armarsi di Travelgum e di santa pazienza, si balla e si traballa per tutto il tempo ;-) Cheers

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  2. Lo so: appena mi si presenta lo devo vedè....

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    1. Vai e fammi sapere, intanto mi sono letto il commento del tuo primario, siamo molto d’accordo sul film. Cheers

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  3. Aiuto..a me è venuto il mal di mare a veder Cloverfield, figurati te....

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    1. Allora guardati “10 Cloverfield lane” quello è il Cloverfield senza il mal di mare ;-) Cheers

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  4. Va visto, un film che si rifà ai videogiochi non può non piacermi! :D

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    1. Io non sono nemmeno un videogiocatore incallito, anzi, però mi sono divertito, se non altro per stunt e sparatorie il film il suo dovere lo fa. Cheers

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  5. Pur avendo lavoricchiato nel settore, non sono un patito di videogiochi, quindi non è che mi attiri molto. Ma forse per una serata ignorante ci sta.

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    1. Idem, l’ignoranza c’è, si vede, ma alla fine è mitigata da qualche trovata intelligente, anche se l’andazzo grezzo da serata ignorante è tutto lì da vedere ;-) Cheers

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  6. Titubavo, ma dopo averti letto mi devo vedere il film ;-)
    Che bello incontrare qualcun'altro che si è sfondato di Duke Nukem! Tra il mitico Duca, Wolfenstein (quello classico), Doom (i primi 2) e Blood... non so a quale mi sono ammazzato di più :-P
    Tempo fa hanno fatto un fumetto su Duke (arrivato in Italia per GP Publishing) ed era fico: ora toccherebbe al film...

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    1. Bulimico, ridondante ed esagerato, ma molti stunt sono davvero uno spasso, se ci si lascia prendere dal (video)gioco, può essere molto divertente ;-)
      Mamma mia Doom, anche quello ore ed ore, il fumetto del Duca mi manca, così come il film, che poi dai cavolo, giocando a “Duke Nukem” abbiamo TUTTI scritto la sceneggiatura di un possibile film, era un personaggio già pronto per il cinema ;-) Cheers!

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  7. Continua a puzzarmi di possibile fregatura, però il tuo giudizio positivo (uno dei pochi) mi regala un po' di fiducia. ;)

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    1. Tutto sta come lo affronti, io avevo aspettative bassissime, e la guardia alta in attesa della fregatura, alla fine mi ha divertito, è meno scemo di quello che pensavo, ma meglio non credere alla frase di lancio sulla locandina Italiana ;-) Cheers

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  8. Sempre odiato gli FPS, quindi !mi sa che lo salto a piè pari. :-p

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    1. Ok hai la giustifica firmato, puoi passare oltre senza rimpianti ;-) Cheers

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  9. Non sono riuscito a vederlo. Meglio dire: so che è una cosa molto figa, ma non so se riuscirei a reggere quasi 2 ore di emozioni interrotte. Sono una mammoletta XD

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    1. Puoi sempre aspettare l'home video, tra le mura di casa ci si sente più tosti ;-) Cheers

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