lunedì 11 aprile 2016

Victor Frankenstein (2016): Landistein Junior (si pronuncia Landistin)


Penso ci siano davvero poche storie declinate in ogni loro possibile variante, un numero infinito di volte, com'è capitato con quel pietrone miliare della letteratura che è il romanzo “Frankenstein” di Mary Shelley. Una storia tanto seminale, evocativa e iconica da riuscire ad affascinare lettori e spettatori fin dalla sua prima edizione nel 1818.

Evidentemente Max Landis era convinto che mancasse all’appello solamente una versione in cui la arci nota storia, venisse raccontata dal punto di vista dell’assistente del Dottor Frankenstein, il gobbo Igor. Quindi, la prima domanda da porsi sarebbe: se il protagonista è Igor, perché il film non si chiama “Igor” (o magari Aigor, all’americana), ma “Victor Frankenstein”? Non lo so, nel dubbio, i titolisti italiani ci hanno messo lo zampino anche questa volta.

Evidentemente, hanno pensato che il pubblico di uno strambo Paese a forma di scarpa, potrebbe non capire che un film intitolato “Victor FRANKENSTEIN”, potrebbe parlare di “Frankenstein”, in effetti è un titolo di così difficile interpretazione, da poter essere scambiato per una commedia romantica (“Se scappi ti ammazzo, ma poi ti riporto in vita con un fulmine”) o un musical (“tutti insieme Frankesteinamente”), quindi hanno optato per una soluzione geniale, chiamandolo “Victor” (ma Victor chi? Chiiiii??) e ricorrendo al Lina Wertmülleriano sottotitolo “La storia segreta del dott. Frankenstein”. Ah! Ma Victor Frankenstein il Dottore! Ditelo subito no! Io pensavo a Victor Frankenstein il vicebidello…

La trama la potete intuire, ha ben poche varianti rispetto all’originale: in un circo itinerante, un clown gobbo (nel senso di “Con la gobba” non di “Tifoso della Juventus”) attira le attenzioni di un eccentrico dandy, quando sfoggiando notevoli conoscenze anatomiche, riesce a salvare la vita alla bella trapezista Lorelei, caduta malamente a terra durante un esibizione volante.


"Che botta che ho preso!" "E aspetta di vedere come continua il film".
Sorvolando sull’improbabile manovra eseguita sulla ragazza (100% Medically Accurate… Ma anche no), avrete già intuito che il Dandy è Victor Frankenstein (James McAvoy), che semina con zompetti e astuzie varie i circensi, portandosi via il gobbo, che in realtà gobbo non è (tifa per la Fiorentina), protuberanza e postura possono essere sistematica con un siringone e una pancera dotata di tiranti. La nuova identità dell’ex gobbo sarà quella dell’assistente (morto) del Dottore, una doccia e una pettinata dopo, il mondo è pronto ad accogliere il bellissimo Igor Strausman. In quanto bellissimo, è interpretato dal "bello bello in modo assurdo" Daniel Radcliffe (detto Fabio, se volete vi spiega anche il perché).

"Non ridete di me! Una volta ero come voi!" (Cit.)
Sulle piste del gobbo prima e dello strambo Dottore poi, troviamo il poliziotto timorato di Dio Roderick Turpin, interpretato dagli “occhi neri senza vita” (cit.) di Andrew Scott. Alla rumba aggiungete il biondino ricco e annoiato Rafferty (Bronson Webb) prima scettico e poi finanziatore del Dottor Frankenstein e il suo assistente Dettweiler (quel gran mito di Mark Gatiss).

Ora, sapete che io sono in buoni rapporti con la Famiglia Landis, quindi mi spiace parlare male del figliolo del grande John, però la questione Max Landis sta leggerissimamente scappando di mano ad Hollywood… Diciamo pure che il ragazzo l'ha fatta fuori dal vaso, ma parecchio, roba del tipo "Per terra non c'è un incendio" e quello che hai in mano non è un idrante".

Max ha uno stringato curriculum come scrittore di fumetti ed è piuttosto noto come celebrità del web, tra le sue affermazioni più note, aver dato della Mary Sue alla Rey di Star Wars Episodio VII (a mio avviso pure con ragione) e aver dichiarato che se il film dei Fantastici Quattro lo avesse scritto lui, sarebbe stato una figata (storia vera), ma considerato quanto faceva pena quel film, anche se lo avesse scritto una scimmia riportata in vita con un fulmine sarebbe stato migliore. Diciamo che Massimino non è uno che non le manda a dire, ma che dalla sua ha solamente un brutto taglio di capelli, quel cognome e la sceneggiatura del film “Chronicle” da sbattere in faccia a chiunque.


"Questo è quel bischero del mio figliolo, perdonatelo se potete...".
Premesso che l’altro film scritto da Landis Jr non l’ho ancora visto (“American Ultra” di cui ho sentito parlare in tutti i modi possibili…), ero curioso di vedere se “Chronicle” è stato un colpo di culo o Max ha davvero delle cose da dire, alla luce del risultato, posso dirlo con certezza: a volte il sole batte anche sul culo di un cane (Cit.).

La regia del film è stata affidata a Paul McGuigan, uno che ha esordito nel 1998 con il chiacchierato “The Acid House” e poi è passato a cosine oneste e patinate come “Gangster nº 1”, “Slevin - Patto criminale”, ma anche cose profondamente sbagliate come “Push”. Dal punto di vista estetico e tecnico, Paul McGuigan fa un buon lavoro, quando la trama accelera il regista scozzese si fa trovare pronto dirigendo scene movimentate passabili, quanto si tratta di dirigere il cast di attori le cose vanno molto peggio, ma il problema è che la dirompente smania autoriale del giovane Landis (Landistein Junior!) costringe tutti, attori e regista a correre in equilibrio precario sul filo sottile dell’umorismo involontario…

"Lupo ululà, castello ul..." , "L'Hanno già fatta Max! E' vecchia ormai!".
Mi spiace perchè voglio bene a papà John da tantissimi anni, ma mi tocca fare come una delle sue amate scimmie e dal mio ramo lanciare palline di cacca sulla testa di Max, perchè è chiaro il giovanotto ha fatto i compiti, si è riguardato un paio di vecchi film e si è convinto di poter dire la sua sul mito di Frankenstein (Dottore e creatura), ma anche sui personaggi di contorno di questa mitologia, il problema è il suo approccio, che poi è quello tipico dei lettori di fumetti di super eroi americani, vado a spiegare…

Essendo anche io un rappresentante di tale categoria, posso permettermi di parlare (male) dei miei simili, senza rischiare di risultare "Nerdista" (il razzismo nei confronti dei Nerd). Il lettore medio di fumetti di supereroi è fisicamente incapace di godersi una storia, senza conoscere tutto il passato dei personaggi, non è proprio concepibile fruire di un racconto in cui un personaggio ha il nome di un tizio celebre, senza averne anche le caratteristiche, o per lo meno, la storia deve spiegare il perché di tali differenze.

Per questo motivo l’assistente Igor, non può essere solo un ragazzo brillante legato al Dottore che gli ha salvato la vita, no! Igor deve essere per forza gobbo, quindi è necessario mostrarlo mentre si trasforma da gobbo a Daniel Radcliffe con parrucca a mocio Vileda in testa, capisco che questo serva a cementare il legame tra i due protagonisti, ma di fatto il film ruota talmente tanto intorno a Victor che le parti di Igor sono quasi accessorie.


"Non ti spaventare Daniel, credo ci sia un animale morto sulla tua testa".
Il rapporto tra Igor e la bella Lorelei è inutile ai fini della trama, serve solo in un dialogo, scritto con il pennarellone a punta grossa, per suggerire ad Igor di aiutare il suo amico, che rischia di sprofondare nel baratro della pazzia, cosa che anche lo spettatore seduto, nell’ultimo posto a sinistra ormai aveva già capito, visto che James McAvoy recita dal primo all’ultimo minuto TANTISSIMO sopra le righe, non so se su specifica richiesta del regista, o perché ha capito che lo script fa pena, quindi tanto vale cercare di passare per un Nicholas Cage senza parrucca, perchè tanto la parrucca oscena è già sulla testa dell'ex Harry Potter.

"Here's Johnny!" (Cit.)
Lorelei, quindi, è poco più che un complemento d’arredo, mi aspettavo di vedere Jessica Brown Findlay (vista nel secondo episodio della prima stagione di “Black Mirror”) fare almeno la damigella in pericolo, in realtà nemmeno quello. Max Landis prova a far vedere a tutti di conoscere la mitologia del mostro, attraverso il personaggio del poliziotto Turpin, così facendo Landistein Junior trova il modo di omaggiare l’Ispettore Krogh, il monocolo e il braccio mutilato sono quelli del personaggio visto nel secondo storico film del 1939 “Il figlio di Frankenstein”, anche se la maggior parte del pubblico probabilmente ricorderà meglio l’ispettore Kemp della geniale parodia di Mel Brooks “Frankenstein Junior”, ecco… Mel Brooks, parliamo del grande Mel.

"Scusa ma non era già questa la parodia di Frankenstein?".
Chiunque voglia scrivere o dirigere un film su Frankenstein, deve confrontarsi non tanto con il romanzo originale, o con la miriade di film dedicati alla creatura, quanto proprio con l’ingombrante presenza del capolavoro di Mel Brooks, il paragone diventa inevitabile, anche perché il film “Young Frankenstein” non era solo una riuscitissima parodia piena di battute da mandare a memoria, ma anche il miglior omaggio a tutti i film mai prodotti tratti dal romanzo di Mary Shelley.

Il problema di questo “Victor - La storia segreta del dott. Frankenstein” sta tutto qui, nella sua scalciante smania di essere considerato un autore, Max Landis porta tutti a fondo con sè, spargendo lungo tutta la pellicola momento tragicomici durante i quali è impossibile non pensare al film di Mel Brooks e così facendo dà un calcio al secchio del latte alle (poche) intuizioni azzeccate, come la frase di Igor che cerca di convincere l’amico e Maestro che nessuno ricorderà Frankenstein, il dottore, ma solo la creatura, se consideriamo il fatto che ancora oggi, dicendo “Frankenstein” tutti pensano ad un mostro gigante con la testa piatta e i bulloni nel collo, questo passaggio della sceneggiatura era molto 
azzeccato.


"Perchè tutti si ricordano di te e nessuno mai di me! Perchè!?".
Bisogna dire, però, che la famigerata creatura si vede sì e no una decina di minuti nel finale (di un film che comunque dura due ore) e, per altro, a livello di effetti speciali, è anche una mezza delusione. Per riempire l’attesa Max Landis s'inventa il primo esperimento del Dottore, un omuncolo costruito usando parti di animali, tra cui gli Scimpanzè, ora, io sono sicuro che quella scena verrà demolita dal grande pubblico, ma quando ho visto una Franken-Scimmia, zompettare scintillando scariche elettriche, il fanatico dei film con le scimmie dentro di me si è esaltato tantissimo! Sarà pure la trovata più trash di tutto il film (anche se gli effetti speciali non sono niente male), ma vedendo quella scena ho capito che per i Landis, le scimmie sono un affare di famiglia!


La famiglia Landis continua ad alimentare i Monkey-Movies!
Max con la sua esuberanza, o la sua spocchia di autore consumato (fate voi) trascina tutto il film a fondo, il risultato è che anche quel poco che possiamo trovare di buono, risulta ridicolo come, ad esempio, la prova di Daniel Radcliffe, uno che ha già dimostrato di trovarsi a suo agio in opere gotiche (come “The Woman in Black” ad esempio), anche se qui tutto è talmente sbagliato che più che "Gotico" parlerei di "Comico". Certo che poi se Radcliffe smettesse di essere così "Fabiesco" sarebbe meglio per tutti...

Anche il resto del cast va sotto contro le mire autoriali di Landistein Junior, in certi momenti sembra sempre di stare guardando qualcosa che scimmiotta (penso sia la parola più adatta) un episodio di Sherlock e da questo punto di vista, avere nel cast Andrew Scott (il Professor Moriarty nella serie della BBC) e Mark Gatiss (autore e interprete di Mycroft Holmes) non aiuta moltissimo…

Insomma, Max: non basta avere il cognome importante e aver scritto quattro fumetti per essere un autore, però cacchio, la scimmia! Voi Landis trovate sempre il modo regalarmi almeno una gioia cinematografica in un modo o nell’altro! Salutami tanto papà e cerca di fare il bravo dai!

22 commenti:

  1. Questo film infatti mi puzzava! Se lo recupererò non sarà al cinema ;)

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    1. Il tuo fiuto ti consiglia bene, peccato perché delle idee le aveva anche questo film… Ma poi si perde malamente. Cheers!

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  2. Condivido in pieno, e plaudo alla trovata di "Landenstein Junior" :-D
    Mi sa che a casa Landis c'è il pienone di scimmie che scorazzano li ere :-P

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    1. Ti ringrazio moltissimo, mentre scrivevo ho avuto l’illuminazione ;-)
      Io la immagino proprio così casa Landis, piena di scimmie e gorilla che saltellano da tutte le parti ;-) Cheers!

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  3. Diciamoci la verità, non è che ci si potesse aspettare molto di diverso, con quei preamboli. Diciamo solo che Swiss Army Man diventa sempre più interessante, mano a mano che Redcliff colleziona cosucce del genere sullo schermo...Giusto per vederlo usato in ogni maniera becera possibile!!!! XD
    McAvoy aveva la faccetta interessante e sembrava promettente, temo si rivelerà una sola spaventosa come attore...

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  4. Ce l'ho lì, in punta di streaming ma non mi decido a vederlo. A questo punto...

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    1. Mettiamola così, non è un buon periodo per la creatura di Frankenstein, e nemmeno per i film a lui dedicati, però almeno lo sai ;-) Cheers

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  5. Si, "Swiss army man" pare interessante anche per la protagonista femminile (a breve da queste parti con un altri film). McAvoy temo che con i film commerciali vada così così, mi sa di uno da drammone indipendenti o quasi ;-) Cheers

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  6. Non vedo un film decente su Frankenstein da "Frankenstein di Mary Shelley"

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    1. Mi sa che quello era davvero l'ultimo decente, ma se devo dirla tutta nemmeno quello mi ha mai convinto del tutto ;-) Cheers

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  7. Onestamente tra i due Frankenstein usciti recentemente mi sembra più interessante l'altro :)

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    1. Ho in canna il commento anche su quel film (ne ho scritto solo metà...), quindi prossimamente da queste parti, se possibile mi è piaciuto anche meno di questo ;-) Cheers

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  8. A noi non è dispiaciuto affatto,l'abbiamo trovato intrattenente,e ci è piaciuto anche American Ultra,anche se ha la trama scritta su di un francobollo proprio.Chronicle invece ci aveva annoiato alla morte,tanto che non l'abbiamo manco finito.La recitazione sopra le righe di McAvoy non mi è dispiaciuta,sempre calcolando che il film non mi dava l'impressione di volersi prendere troppo sul serio ;) La scena con la scimmia è fighissima!E mi piace molto il fatto che la gobba non sìa una gobba ma una megaciste e la schiena gli si sìa piegata a furia di stare gobbo,quindi si può sistemare col busto etc etc.
    Molte volte ci abituiamo ad essere qualcosa che non siamo solo perchè ci convincono gli altri che siamo così.Finchè non arriva qualcuno a farci capire che la realtà è diversa ;)

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    1. Vero, basta pensare che è Igor ha stabilire il metro di giudizio sull’amico e maestro Victor, il film ha un sacco di cosette fighe sparse, oltre a quelle da te citate (anche se la scimmia scintillante è il top!) ho apprezzato molto il detective filologicamente accurato, il problema è una certa smania di autorialità a tutti i costi, e poi in alcuni passaggi mi è sembrato un film “troppo scritto”, nel senso che dentro ci trovi fin troppi concentti, forse aveva ragione McAvoy a recitarlo leggere senza prendersi sul serio, mi guarderò American Ultra appena riesco ;-) Cheers!

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    2. C'è anche da dire che McAvoy in costume col suo accento brit e la sua voce sexy mi fa un sangue da paura,quindi forse il mio giudizio è un pò di parte ;)

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    3. Ahaaha anche questo è un motivo più che lecito per guardarsi un film, goditelo qui prima che lo rapino a zero per fare Xavier negli X-Men ;-) Per altro molto meglio quando usa il suo accento originale, personalmente lo Scozzese suona in un modo tutto matto che mi manda ai matti! Cheers

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  9. d'accordo... e la sceneggiatura di American Ultra è bruttina pure...

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    1. Un giorno devo trovare il tempo di guardarlo quel film, anche perché è lì che mi guarda da mesi. Cheers!

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  10. Boh, non è che mi ispiri più di tanto, quindi credo che per il momento mi do all'altro F senza tanti ripensamenti. Ma poi, se nel romanzo non c'era, da dove spunta la figura di Igor?

    PS: ma solo io ritengo "Slevin" uno dei film più sottovalutati degli ultimi anni?

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    1. Anche l’altro Mr. F non mi ha entusiasmato se deve essere onesto, l’Igor di questo film viene… Dai film! Max Landis si è macinato un paio di film (giusti) prima di mettersi a scrivere.

      A me “Slevin” piaceva, mi sembrava un po’ tanto patinato, ma era divertente, i dialoghi sul migliore 007 erano del tutto condivisibili ;-) Cheers

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  11. Mah, io ho dubbi persino sul romanzo di Mary Shelley figuriamoci su quest'ultima versione targata Landis Jr.

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    1. Ah beh qui proprio alzo le braccia, Landistein Jr non è l’uomo che ti farà cambiare idea ;-) Cheers!

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