domenica 17 aprile 2016

Capitani oltraggiosi di Joe R. Lansdale: Due Uomini in Barca (e svariate altre cosette)


Giunti alla sesta avventura della coppia più bella (e male assortita) del mondo, verrebbe quasi da parlare di un Lansdale minore e se non fosse per i personaggi, i dialoghi e il brio con cui Big Joe porta avanti la trama potrebbe essere anche vero.

Dietro al favoloso titolo di “Capitani Oltraggiosi” (ogni riferimento con un certo libro di Kipling è puramente voluto) si cela un romanzo che risulta un po’ troppo spezzettato, provo a spiegarmi:
il grande Joe R. Lansdale ha fatto una crociera, non si è divertito, anzi, diciamo pure che gli è piaciuta così poco che è arrivato a definirla "di inferno".

Evidentemente, nelle notti movimentate passate in mare, si sarà ritrovato a pensare che i due personaggi più personali della sua bibliografia, la pensassero come lui in merito di viaggi via mare. Quindi, “Capitani Oltraggiosi” è una specie di “due uomini in barca”, solo che quei due uomini sono Hap e Leonard.

Nelle note del romanzo, Big Joe scrive che la scena di apertura, quella in cui Hap salva la ragazza, è liberamente ispirata da un evento reale accaduto ad un suo amico poliziotto, a mio avviso, proprio quell’inizio, è anche la parte migliore di tutto il romanzo. Mettete insieme questo e il viaggio in barca e Lansdale si è ritrovato con tre quarti del romanzo tra le mani.


"Due settimane in crociera, una noia mortale, non avevano nemmeno le Dr. Pepper".
Quello che si nota durante la lettura, è che il personaggio di Beatrice, con le sue mezze verità mai raccontate per intero, l’ambientazione messicana della trama, esauriscono piano piano il suo fascino, infatti, ad un certo punto del libro, Lansdale riporta tutta la sua banda di personaggi in Texas, fa tornare in pista Brett, che sembrava dovesse essere la grande assente di questo libro, ma alla fine non è stato così, aggiungerei anche: per fortuna!

Così facendo il romanzo torna alle “solite” dinamiche da libro di Lansdale, l’ultimo colpo di coda è il Boss nudista e il suo enorme sicario testa di incudine, che sembra uscito di peso da un fumetto di Garth Ennis, che sono sicuro Lansdale conosca bene.

La trama generale è abbastanza coerente, ma non siamo di sicuro dalle parti di uno degli intrecci più solidi mai visti per la saga di Hap e Leonard, l’idea di introdurre in corda un boss criminale, ma soprattutto quel finale, efficace anche se un po’ frettoloso che ricorda molte delle dinamiche dove spesso Lansdale si rifugia. Basta dire che i protagonisti studiano un sacco di piani e poi Hap prende, parte e decide di agire da solo, ma in soldoni, perché tutte quelle premesse sulla pericolosità di Testa di incudine, per poi utilizzarlo così poco? Bah…


El Burro de las copertinas... Oh insomma! La copertina originale del libro!
Il lato positivo di “Capitani Oltraggiosi” è rappresentato proprio i personaggi, ormai Big Joe li conosce così bene, che pare che si scrivano i propri dialoghi da soli, il loro battibeccare è magnifico e quando i personaggi storici come Veil, Jim Bob Luke ed Hanson tornano in soccorso dei protagonisti, sembra di assistere ad una riunione di famiglia, gli sfottò e le battute fanno spanciare dal ridere, il tormentone su John che prepara il thè quando è nervoso è una bomba!

L’idea di uccidere un comprimario storico della serie sembra un modo per smuovere una trama che a metà libro, rischiava di stagnare troppo. Sarà anche un modo per far cominciare la seconda metà del romanzo, ma il lutto in questione è davvero un colpo al cuore… Auch!


Aragosta con sigaro... Cosa aveva fumato il copertinista?
Malgrado il lutto, “Capitani oltraggiosi” è il primo romanzo della serie che si conclude in maniera abbastanza positiva per i protagonisti, una cosa molto anomala per le abitudini malinconiche di Lansdale e della sua controparte cartacea Hap Collins.

Non sarà il miglior romanzo della serie e non è tra i miei preferiti di Lansdale, ma pure questo libro si fa leggere di gusto, dove ti porta Big Joe non lo fa nessuno, compresa la crociera!

2 commenti:

  1. Sono affezionato a questo titolo perché è il primo di Lansdale che ho letto "in diretta", cioè appena uscito in Italia. Per fortuna è uscito proprio quando avevo appena finito i precedenti.
    Facevo il pendolare e l'ho iniziato uno di quei giorni neri per i mezzi pubblici. Dopo aver atteso il treno per un'ora in stazione, è iniziata una lunga agonia infinita, pressato come un'alice in un vagone sciabordante gente: malgrado sia rimasto per tutto il tempo su un piede solo (perché non c'era spazio per mettere giù l'altro, storia vera!) avevo tutto ciò che mi serviva. Una mano libera per leggere Lansdale!
    Un giorno d'inferno che però mi ha permesso di spararmi almeno mezzo libro tutto d'un fiato ^_^

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    Risposte
    1. Ti capisco bene, il primo libro di "Hap & Leonard" che ho letto in diretta è stato "Devil red" ;-) Per il resto muoversi sui mezzi pubblici è considerato sport estremo, durante gli scioperi invece è già roba da settimo Dan ;-) Per questo bisogna sempre avere qualcosa da leggere con se, tipo Lansdale... Grazie per la storia (vera) ;-) Cheers!

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