sabato 9 aprile 2016

Black Sails - Stagione 3: L'uomo che volle farsi re (dei pirati)


Il tempo è quello che determina se una serie tv ha ancora delle cose da dire, o è destinata a spegnersi e scomparire, giunti alla fine della terza stagione, possiamo dire che il vento soffia forte, gonfiando le vele (nere) di “Black Sails”!

Alla fine della scorsa stagione, abbiamo lasciato la bella Eleanor Guthrie (Anna Nuova) prigioniera degli Inglesi e proprio da qui ripartiamo, con una terza stagione veramente spettacolare, con un finale esplosivo, che mette in chiaro molte cose, tra cui il fatto che gli amici di oggi, potrebbero essere gli avversari di domani.

Flint (un sempre intensissimo Toby Stephens) porta avanti la sua personale vendetta, trasformandosi nell’uomo nero personale della Marina Inglese, ma i suoi uomini ormai lo seguono più per paura che per vero rispetto, in questo senso la fuga all’interno della tempesta (3x03 - XXI. ) è rappresentativa di quanto il capitano guidi i suoi uomini con pugno di ferro, anche attraverso scelte a dir poco azzardate.


"Cos'è? Non ti piace il mio nuovo look alla Walter White?".
Un altro capitano a tener banco è Edward Teach, che finalmente fa il suo esordio in questa serie, interpretato dal grande (in tutti i sensi) Ray Stevenson il Frank Castle di Punisher: War Zone. Mi aspettavo parecchio dal personaggio di “Barbanera”, a dirla tutta non è mai davvero stato all’altezza delle aspettative, ma bisogna dire che Teach è perfettamente integrato nella lunga trama tessuta da Jon Steinberg e Robert Levine, il capitano che arriva da un'idea di pirateria vecchio stile, inizialmente smuove le coscienze degli abitanti di Nassau, ma alla lunga si rivela un potente alleato.


"Se ti avvicini con quella lametta da barba finisci impallinato".
Parlando della prima stagione di “Vele Nere”, avevo candidamente ammesso che l’idea stessa di sfornare un prequel al classico della letteratura “L’isola del Tesoro” di Robert Louis Stevenson, era un'idea balorda, giunti alla terza stagione posso dire che l’idea di base può far storcere il naso, ma la gestione di trama e dei personaggi è talmente appassionante da farti dimenticare (almeno fino al clamoroso finale di stagione) il pericoloso intento, questo è sicuramente una lancia da spezzare a favore dei due showrunner.

L’evoluzione dei personaggi è gestita con grande intelligenza tutti, anche quelli apparentemente secondari, optano sempre per scelte di trama coerenti e logiche, senza mai lasciarsi influenzare dal pubblico, pensate che un colpo di scena (CLAMOROSO!) come quello del penultimo episodio di questa stagione, non sarebbe mai replicabile in una serie come che so The Walking dead? Dove i beniamini del pubblico sono ormai immortali? Non credo proprio…

Se durante la prima stagione, mi avessero detto che personaggi come Jack o Annie, sarebbero stati centrali per la storia, non ci avrei mai creduto, invece, entrambi fanno la differenza, il primo arriva addirittura a comandare una nave tutta sua, la seconda è ormai uno dei personaggi più sfaccettati della serie, forte e indipendente, per altro ho recentemente letto un'intervista all’attrice che la interpreta, Clara Paget e devo dire che è proprio una matta per cui vale la pena fare il tifo.


"Sorpresa! Adesso anche noi siamo protagonisti della serie".
L’unica nota negativa è che Idelle purtroppo resta ancora nelle retrovie… Peccato! Per fortuna il resto dei personaggi femminili, in particolare Eleanor e Max, portano in scena dinamiche inedite, mostrandoci come nasce, si evolve e cresce la ribellione di Nassau.


Questa ragazza ha qualcosa di magnetico, saranno gli occhi non so.
Ok Scusa scusa! La smetto con le battutacce!
Ma “Vele Nere” si conferma come una delle migliori serie in circolazione, proprio perché può permettersi di dare sonori coppini sulle nuche delle proprie rivali, la battaglia finale che conclude la stagione, non è solamente spettacolare, ma viene combattuta su due piani differenti: quello dello scontro fisico e su un duello, quasi scacchistico, tra Flint e John Silver.

La chiacchierata notturna dei due, si alterna alle cannonate e alle sciabolate, gettando le basi per la quarta stagione, i due approcci differenti di John e Flint, sono il vero filo rosso che ha tenuto insieme tutta questa terza, riuscitissima stagione, non voglio rovinarvi la visione, ma attraverso il personaggio di Dobbs, passa tutta la differenza di peso specifico tra i due alleati per ora, destinati a scontrarsi in un prossimo futuro.


Beer Rum drinkers and hellraisers.
Non so voi, ma io voglio un posto in prima fila per assistere a quello scontro: da una parte il risoluto capitano mosso dalla vendetta, dall’altra l’uomo partito dalla cucine, destinato a diventare il re dei pirati, affilate le spade in attesa della quarta stagione!

4 commenti:

  1. Avevo già commentato la seconda serie sempre su questo blog e confermo tutte le mie perplessità. Onestamente mi stupisce proprio la tua frase: "la gestione di trama e dei personaggi è talmente appassionante da farti dimenticare (almeno fino al clamoroso finale di stagione) il pericoloso intento, questo è sicuramente una lancia da spezzare a favore dei due showrunner."

    Senza voler fare troppi spoiler mi vuoi dire che la decisione di Rackam di tornare indietro è logica???? E per quale motivo??? Per il suo nome? Ma gli autori si sono dimenticati che parliamo di pirati???? Non politici inglesi del 900 ma pirati del 1700!!!!!
    Ora io un po' di storia la conosco e gli inglesi non si sono mai preoccupati dell'opinione pubblica delle proprie colonie. Devo ricordare una certa India dove fino al 1948 gli inglesi sparavano sulle manifestazioni uccidendo centinaia di persone senza farsi scrupolo? E invece di fronte ad un'isola di pirati a cui hanno concesso la grazia sono tutti preoccupatissimi del loro eventuale malcontento!!! Così preoccupati da valutare ogni mossa manco fossero in un parlamento. Paradossalmente, almeno da questo punto di vista, meglio i pirati dei caraibi. Almeno là gli inglesi appendono gli scheletri dei pirati davanti al porto e non si preoccupano dell'opinione pubblica.
    Già la seconda serie era apparsa ridicola: Flint che orchestra tutto un piano e si consegna a un governatore inglese solo perchè era suo amico 15 anni prima. E poi si stupisce che questo invece di sacrificare la sua carriera e tutto il resto lo vuole impiccare considerando che è un noto pirata. Che sorpresa!!!!
    Poi la morte di un certo personaggio verso la fine della serie è ridicola. Si sacrifica perchè così diventa un esempio per far nascere la rivoluzione. E che abbiamo Mazzini o Garibaldi? I fratelli Pisacane?
    La serie si dimentica di un piccolo particolare: è ambientata in un mondo di pirati con questi che sono i protagonisti della serie!!!! Invece si butta sulla psicologia, sulla politica, sugli equilibri delle diverse personalità. Io accetto il carisma di Flint o di Silver ma che essi possano davvero convincere un pirata (ultima puntata) a sacrificarsi perchè vuole riguadagnare la loro stima è davvero ridicolo. Ditemi che gli avete promesso una montagna d'oro e io ci credo ma non il discorsetto di psicologia inversa per favore.
    Infine la vena Malcom X è davero antistorica per eccellenza. Proprio da un punto di vista antropoligico gli schiavi erano considerati meno di nulla e qua parliamo di pirati non di dotti avvocati alla Amistad!!
    Cosa si salva? La messa in scena delle azioni che è fatta bene, le battaglie navali e la ricostruzione degli ambienti. Per il resto veramente piena di di cose assurde. Capisco che dietro ci sia Bay però..... Poi in questa terza stagione si vedono anche poche donnine nude. Che tristezza

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    1. Scusa se ti rispondo solo ora, e grazie per essere tornato da queste Bare ;-)
      La frase che hai citato si riferiva a Silver in questa storia, che di fatto è un prequel, quello che intendevo dire è che guardandola spesso ci si dimentica di questo dettaglio, il che per me è un bene.

      Per il resto concordo con te, questa serie non è accurata storicamente, fa l’errore di far comportare Inglesi e Pirati come personaggi del 2016 e non nel 1700.

      L’Inversione ad “U” di Jack è una forzatura, so che dire “Ho visto di peggio” non è una scusa, ma non mi ha disturbato troppo. Dietro a quella morte celebre, penso ci sia un rinnovo di contratto con l’attore in questione, è una forzatura anche questa, ho apprezzato però il fatto che questa serie, possa permettersi di rinunciare ad uno dei personaggi principali, è una cosa rara nelle serie odierne ;-)

      Nell’ottica del non-realismo, ci sta l’alleanza con gli schiavi, ma solo guardando la serie con questi occhi, sono pirati mitizzati e forse pure un po’ favolistici, quindi il libro di Stevenson sarebbe meglio tenerlo a mente, e parlo anche per me stesso ;-) Invece sulla donnine nuda hai ragione… La mia Wing-Woman dice sempre che le serie iniziano con tanto scene di sesso, e più vanno avanti più diventano caste, intanto però ci accalappiano così ;-) Cheers!

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  2. Ma guarda io posso pure capire la non accuratezza storiografica (che è comunque una gran pecca) ma qua parliamo proprio di stravolgimento della figura del pirata. Io comprendo l'aspetto favolistico e mi sta pure bene ma per fare un esempio con i più famosi pirati dei caraibi, là abbiamo Sparrow che è una macchietta tutta facce buffe e mosse acrobatiche ma almeno è chiaro che è un pirata e che se può guadagnare qualcosa da un'azione lo fa fregandosene di amicizie, amori, sesso e tutto il resto. E come lo fa lui lo fanno tutti gli altri. E' tutto un gioco di voltafaccia e patti non rispettati tanto che anche "i buoni" cominciano a giocare allo stesso modo. Ora nei pirati dei caraibi è tutto teso verso il ridicolo (soprattutto nei sequel) però questa caratteristica rimane.
    Qua in black sails sembrano tutti moschiettieri del re che si farebbero ammazzare (e qualcuno lo fa pure) pur di non venir meno ai propri patti. Ecco questo per me è davvero troppo una forzatura

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    1. In effetti è un punto di vista più che sensato, molte delle dinamiche tra i personaggi sono basate sul rispetto reciproco e a quello della parola data, i pirati si passavano al filo di spada per molto meno. In questo senso era più credibile Sparrow che pensava al suo tornaconto.

      In generale quello che apprezzo di questa serie è l’evoluzione dei personaggi, il modo in cui cambiano, magari non come farebbero dei pirati, ma rispetto ad altre serie tv l’evoluzione è presente, magari a colpi di forzature questo bisogna dirlo ;-) Cheers

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