lunedì 21 marzo 2016

Spie come noi (1985): Guerra fredda, anzi guerra di freddure


Lo sapete che ho una totale venerazione per quell’icona che risponde al nome di John Landis, i suoi film hanno la capacità di farmi fare sempre pace con il cinema riallineandomi i Chakra, secondo voi potevo perdermi la festa di compleanno per i primi 30 anni di “Spie come noi”? Non scherziamo dai, qui si parla di cose serie… Più o meno.

“Spies like us” è il secondo film di Landis uscito nel 1985, dopo il fantastico “Tutto in una notte”, il 1985 in sè è stato un anno molto particolare, la canzone più in voga era senza ombra di dubbio “We Are the World”, potreste averne sentito parlare.

A proposito di cose di cui potreste aver sentito parlare, il saltatore (russo) Sergei Bubka diventava il primo atleta al mondo a battere il record dei sei metri con salto con l’asta, mentre in uno strambo Paese a forma di scarpa di mia e vostra conoscenza, il governo Craxi approvava il decreto noto anche come “Berlusconi bis” e, in tutto questo, il presidente degli Stati Uniti era un ex attore di nome Ronald Reagan. Di tutte queste informazioni, l’unica rilevante ai fini di questo film è l’ultima, ma tenete a mente che in Italia uno come John Landis non lo abbiamo mai avuto, altrimenti avrebbe avuto un sacco di materiale su cui lavorare…

Per festeggiare i 30 anni di questo film, ho fatto squadra con il mitico Lucius, autore del banner celebrativo!



Inoltre, Il Zinefilo celebra a suo modo il film, e su IPMP trovate la locandina italiana dell'epoca, schiacciate fortissimo questo link, voglio sentirli piangere!

Da un soggetto e una sceneggiatura scritta da Dan Aykroyd (allargate il discorso su “Persone di cui potreste aver sentito parlare”), insieme e Lowell Ganz e Babaloo Mandel, il film riunisce John Landis e il grande Dan per la terza volta in carriera dopo “The Blues Brohers” e Una poltrona per due. Nel cast compare la bionda Donna Dixon, allora (e ancora) moglie di Dan Aykroyd e nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto essere della partita anche John Belushi… Purtroppo viviamo in una fottuta realtà parallela dove le cose sono andate diversamente.


... Chiedetevi cosa possono fare questi due per il loro paese.
Il ruolo di Belushi è andato quindi al grande comico Chevy Chase e qui devo fare una confessione: io con Chevy Chase ho sempre avuto qualche problema. Di tutta la cricca di comici americani degli anni ’80, è sempre stato quello che sopportavo meno, non so dirvi il perché, forse per via del fatto che ha sempre fatto lo stesso personaggio di improbabile sciupafemmine con faccione da schiaffi, in ogni caso, per questo film e soprattutto per la gloriosa serie dedicata alla famiglia Griswold “National Lampoon's Vacation (cinque film e un recente reboot/remake) Chevy Chase sta nell’empireo della comicità, poi ha pure lavorato con John Carpenter (Storia vera) ed ora… Parliamo della trama!

Austin Millbarge (Dan Aykroyd) è un brillante analista della CIA, capace di decrittare codici cinesi usando la sorpresa che trovate nei cereali (storia vera) incastrato in un sottoscala per la ragione più antica della storia: se sei bravo, il tuo capo non ti farà mai fare carriera. Mentre Emmett Fitz-Hume (Chevy Chase) è un gran perditempo che cerca di raggiungere la vetta usando scorciatoie, sono sicuro che avete dieci colleghi di lavoro così anche voi.

Durante il test di ammissione ai ranghi operativi dell’agenzia, Emmett manda in scena dei grotteschi (e comicissimi) tentativi per trassare, tirando dentro alla sua truffa anche Austin. I due vengono selezionati come candidati ideali (leggere il dizionario alla voce: sacrificabili) per un missione oltre le linee nemiche.


A scuola ho conosciuto gente in grado di fare anche peggio.
I due devono fare da esca per il nemico, permettendo ai veri agenti di concludere la missione, dopo un veloce corso di addestramento (sto giù ridendo…), i due vengono paracadutati in Pakistan, raggiungono l’Afghanistan dove vengono scambiati per medici (rido più forte…), raggiunto il Tagikistan si ricongiungono ai veri agenti, nel tentativo di prendere il controllo di una base di lancio mobile e del missile nucleare sovietico da disinnescare attraverso un fantascientifico sistema laser, risultato… Robetta, Terza Guerra Mondiale, niente di che.

John Landis dopo aver detto la sua su molti generi cinematografici come il College Movie (Animal House), il musical (The Blues Brothers), l’horror (Un lupo mannaro americano a Londra) e come farà successivamente sempre con Chevy Chase con il western (I tre amigos), questa volta decide di sfruttare la spy story per fare quello che gli viene meglio, commedie che prendono per i fondelli metà del pubblico pagante che si reca al cinema per farsi due risate, per la precisione, la parte repubblicana del pubblico.

Inutile girarci attorno: anche se conditi da grandi momenti comici, i film di Landis contengono una satira politica al vetriolo, oltre alla presenza di Dan Aykroyd, “Spie come noi” ha parecchi punti di contatto con Una poltrona per due. In entrambi i film i due improbabili protagonisti si ritrovano a collaborare malgrado le evidenti differenze, ma il minimo comune denominatore è chiaramente lo sfottò politico, “Trading Places” se la prende con i ricconi di Wall Street, mentre “Spies like us” con le alte cariche militari.


"Qui tu non riderai! Tu non piangerai! Qui si riga dritto e basta!" (Cit.)
Non è un caso se Emmett Fitz-Hume (Chevy Chase) in ufficio prima del test, perde tempo guardando in tv il musical “Il collegio si diverte” (She's Working Her Way Through College) con un canterino Ronald Reagan prima di mettere le mani sul volante del mondo occidentale. Per altro nei primi minuti del film, la foto del sorridente Ronaldo compare su tutte le scrivanie e in tutti gli uffici che fanno da location al film, esattamente come faceva bella mostra di sè sulla scrivania di Randolph e Mortimer Duke. Per altro, nei ringraziamenti del regista nei titoli di coda del film, oltre a Rachel (moglie) e Max (figlio), Landis cita anche “The President of the United States - Ronald Reagan” come fai a non voler bene a questo geniale buffone!


"Hey canta bene questo Ronald, è uno che farà strada!".
Senza rivelare niente della trama a quei (due) che ancora non avessero visto questo film, il piano finale del generale Sline (il grande Steve Forrest), ricorda molto da vicino lo stesso tipo di satira portata sullo schermo da Stanley Kubrick ne “Il Dottor Stranamore”, infatti il finale originale del film era molto più simile a quello del capolavoro di Kubrick, ma i primi test su un pubblico campione registrarono la delusione più totale, quindi si optò per un finale più convenzionale, considerando gli enormi incassi al botteghino forse è stato meglio così.

John Landis non tira via la mano nemmeno quando è ora di sfottere i Sovietici, ad esempio ho sempre considerato una trovata incredibilmente geniale (e cazzona, nel senso migliore del termine) mettere il poster de “Il Dottor Zivago” nel capanno della polizia di frontiera russa, la tipica scemenza che può sembrare un dettaglio da nulla, ma se guardandola ti ritrovi a ridere, allora vuol dire che hai lo stesso tipo di umorismo caustico di quello stregatto barbuto di Landis.


E' per idiozie geniali come questa che voglio bene a John Landis.
Se proprio devo essere onesto, di tutti i film di John Landis, “Spie come noi” è quello con il ritmo più ondivago, la sceneggiatura è ben scritta e per quanto il piano sia (volutamente) al limite del farsesco, la pellicola sembra sempre un po’ troppo spezzettata, di fatto a tener su la baracca sono la gag, si passa il tempo ad aspettare sempre la prossima trovata comica dei due protagonisti.

Per fortuna l’attesa è ben pagata, si inizia fortissimo con la scena del test, dove Chevy Chase dà spettacolo sotto gli occhi dell’austero esaminatore Frank Oz, voce ufficiale del maestro Yoda e, cameo quasi automatico in molti film di Landis, era l’ufficiale che faceva uscire di prigione Belushi in “The Blues Brothers” e quello che sbatteva in cella Dan Aykroyd in Una poltrona per due.


Il Professor Frank Oz, severo ma giusto.
La scena dell’addestramento militare è uno spasso, ovviamente il top è il test ad alta velocità, ma nemmeno quello per le alte temperature scherza, anche se forse la mia preferita è quella dell’attacco dei Ninja (uno spasso!). Ma il film è pieno di momenti divertenti, la coppia Chevy Chase e Dan Aykroyd funziona, anche perché il primo è un cazzone con la faccia di tolla, il secondo, invece, è quello brillante, ma imbranato, che tutto sommato porta a casa il risultato. Lo ripeto sempre, ma nessuno nella storia della commedia ha la capacità di fare da secondo violino di Dan Aykroyd, mettendo sempre il proprio ego al secondo posto dopo la riuscita finale del film.


Sono passati trent'anni e ancora non si sono ripresi...
Malgrado i 30 anni di età, e il clima datato da guerra fredda, “Spie come noi” funziona ancora alla grande, battute come “They're Afghani freedom fighters! They're on our side! WE'RE AMERICANS!” prima di finire appesi a testa in giù sono ancora (tristemente?) attuali, ma in generale è proprio la porzione del film ambientata in Afghanistan che regala i momenti migliori, la scena dell’operazione all’appendicite (“Quest’uomo… E’ morto!”) o l’incontro tra Dottori, con la parola “Dottore” pronunciata 17 volte (le ho contate!) ogni volta mi fa ridere come lo scemo che sono.


Diplomati astenersi...
Il tocco di John Landis si riconosce anche se la sceneggiatura non è stata scritta da lui (motivo per cui in questo film, purtroppo, non ci sono né scimmie nè tette), come suo solito Landis farcisce i suoi film di tanti cameo di registi famosi amici suoi, “Spie come noi” da questo punto di vista è quasi da record mondiale.


Beh un pò di tette ci sono, altrimenti non sarebbe un film di Landis!
Tra i “Dottori” (Dottore, dottore, dottore…) abbiamo sua Maestà e leggenda Ray Harryhausen (sempre sia lodato!) e il mio Phyton preferito Terry Gilliam, che di cameo semi muti è esperto fin dai tempi del Flying Circus, qui ha anche una battuta, la già citata “Quest’uomo… E’ morto!”.

Terry nella sua migliore posa da attore drammatico.
Il golfista che fa irruzione nella tenda è il mitico Bob Hope, le sue commedie sono state per ammissione di Dan Aykroyd un'ispirazione per la sceneggiatura di “Spie come noi”.

Tra i soldati russi compare il regista Costa-Gavras, mentre nella base segreta americana Bob Swaim e Michael Apted, vengono accolti da Larry Cohen e il legendario B.B. King, una presenza quasi fissa nei film di John Landis. Le due guardie armate all’ingresso della base, invece, sono Joel Coen e Sam Raimi, due che si conoscono bene, molto bene…


Blacks Without Soul P.O. Box 1305A Atlanta, Georgia (Questa la capiranno in tre...).
Per altro tutto questo mi ricorda che un giorno voglio fare un post dedicato ai camei di John Landis e Sam Raimi, nei propri film e in quelli degli altri, per cercare di capire una volta e per sempre chi dei due è il maestro di questa specialità, su due piedi non saprei proprio su chi puntare il mio dollaro!




Fratelli separati alla nascita, uniti nel cameo.
Tra gli altri marchi distintivi di John Landis, abbiamo anche il classico sguardo in camera dei protagonisti, qui John senza farsi mancare nulla, ne ha piazzati addirittura due, uno è quello di Dan Aykroyd, quando capisce di poter fermare il missile, l’altro quello di Chevy Chase quando la bionda Karen Boyer accetta la sua proposta per ehm… Riempire gli ultimi 20 minuti prima dell’esplosione.
Può mancare il mitico “SYNW” (see you next Wednesday)? Frase che compare in tutti i film del regista? Assolutamente no! Qui fa bella mostra di sè sotto forma di poster di reclutamento, nella base del comandante del campo di allenamento.


Non quello che viene, il prossimo Mercoledì, chiaro no?
Anche le musiche fanno il loro dovere, il pezzo principale della colonna sonora, intitolato “Spies like us” è stata scritta ed eseguita da Paul McCartney e, come dice Douglas Adams, ogni ritornello di McCartney è capace di prendere domicilio sul fondo del cervello di chiunque. Per non farsi mancare nulla, la regia del videoclip fu affidata proprio a John Landis, diciamo che, però, si sforzò un pochino meno di quella volta che diresse quel via là, quello per Michael Jackson, mi sfugge il titolo, eh pensare che era un pezzo famoso, eh!

In ogni caso, penso che la scelta di Paul McCartney sia un altro modo per parodiare il genere spionistico, perché il Beatles aveva comporto anche il pezzo “Live and Let Die” per il film omonimo di James Bond.



“Spie come noi” di certo non ha il peso specifico di altri film di John Landis, ma ogni volta che mi capita di rivederlo mi fa ancora morire dal ridere, per due ragioni: la prima è che fa davvero ridere un sacco, il che per una commedia non è una cosa da poco. La seconda è che un film (e un filmaker) con una faccia da culo tale, da prendere per i fondelli i potenti del mondo. Penso che sia qualcosa di necessario: una bella anarchica risata tante volte è la cosa migliore, peccato che ad ovest di Chicago, non abbiamo ancora trovato un altro regista con lo stesso piglio adorabilmente cazzone di John Landis.

Quindi, auguri di buon compleanno “Spie come noi”, auguri Dottore, Dottore, Dottore, Dottore… Dottore. Ok, dai basta!

8 commenti:

  1. Onesto: è l'unico dei Landismovie che non ho mai apprezzato per l'unico motivo che ho un problema come il tuo con ChevyChase ma elevato alla n.

    Cacchio però la quantità di bellagggente che c'ha fatto capolino è impressionevole :O

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    1. Al netto della sua filmografia è un gigante, ma niente, a pelle proprio non mi piace, ti dico che la sua versione 2.0 (in tono minore) Will Ferrell mi fa lo stesso identico effetto repulsivo.

      Si molto impressionante, un giorno capirò come fa Landis a convincere tutti a partecipare, secondo me lì porta a bere la sera prima ;-) Cheers!

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    2. Will Fferrel però ha anche avuto una carriera musicale che Chase se la sogna! Vogliamo parlare di cosa sarebbero le hit dei RHCP senza la sua base ritmica?

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    3. Ahaha in effetti sono identici! Senza bisogno di trucco è anche più simile lui a al vecchio Chad Smith che Jimmy Fallon quando fa Bruce Springsteen ;-) Cheers!

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  2. Mitico pezzo, e ne approfitto per fare outing: all'epoca non sopportavo neanch'io Chevy come attore, ma mi piacevano i suoi film (a parte i due Fletcher, storie serie trattate da commedia). Poi dopo il connubio con Carpenter ho smesso di apprezzare anche j suoi film :-P
    Però qui mi sembra l'attore perfetto, onestamente non ce l'avrei visto Belushi...

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    1. Ti ringrazio ;-) Guarda titoli alla mani ha fatto dei filmoni, e dei filmini che mi piacciono anche, solo che ogni volta che lo vedo dico “Ah, Chevy Chase… Ok”, anche se poi magari il film mi diverte, questione di pelle non so.
      Sul suo film con Carpenter, ho un intera rubrica del Venerdì per parlarne, quindi Cassidy vs Chase secondo match arriverà su questi binari a breve ;-)
      Concordo, ci voleva il mollicone Chevy Chase, Belushi era più esplosivo (in tutti i sensi) ma nemmeno io resto a pensare a questo film con nessun altro che non sia Chase, vedi? Alla fine la scampa sempre ;-) Cheers!

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  3. Grande film e grande coppia comica!

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    1. Esatto, ogni volta rido come lo scemo che sono, pochi film hanno questa freschezza anche dopo 30 anni ;-) Cheers

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