domenica 20 marzo 2016

Sandman Overture No. 6: Un sogno dentro un sogno...


Il concetto stesso di prequel nasce sfortunato proprio per la sua natura di antefatto di una storia conosciuta. Raccontare una bella storia è già qualcosa di molto complesso, figuriamoci dover appassionare un pubblico che conosce il destino dei personaggi in gioco.

Questa è la ragione principale per cui non amo i prequel, spesso raccontare le origini di personaggi molto amati, non fa altro che privarli di fascino, abbiamo davvero bisogno di sapere l’origine della malvagità di Hannibal Lecter, non possiamo proprio vivere senza assistere ad Anakin Skywalker che cede al lato oscuro della Forza? Proprio di questo ultimo esempio in particolare, ne avrei fatto volentieri a meno

Per raccontare un antefatto di una storia celebre e molto amata, bisogna essere molto bravi, molto motivati e soprattutto conoscere bene i protagonisti, oppure... Essere Neil Gaiman!

Nel primo numero della storica serie “Sandman” iniziata nel 1988, Sogno veniva catturato dall’occultista Roderick Burgess e tenuto prigioniero per 70 anni, nella sua sperduta villa nel Sussex, sono sicuro che tutti ricordiate molto bene l’inizio di questo capolavoro del fumetto

Quello che in pochi si sono chiesti, a ben pensarci era una domanda molto semplice: come ha fatto un occultista da strapazzo come Burgess, ad intrappolare un entità di infinita potenza come Sogno degli Eterni? Davanti ai numeri di “Sandman” era naturale non porsi il problema e lasciarsi travolgere dalla lettura, ma questa domanda semplice e, ammettiamolo, anche del tutto lecita, nasconde una storia molto interessante che Neil Gaiman ha deciso di raccontarci nei sei numeri della miniserie “Sandman overture”.


Tutta l'arte di J.H. Williams III in una tavola doppia.
Per rispondere alla domanda, senza rovinarvi la lettura, possiamo dire che Burgess ha avuto una gran colpo di culo, il suo incantesimo ha funzionato solo perché Sogno era stravolto dopo uno scontro epico che ha quasi portato alla distruzione totale di tutta la realtà. Anche se non credo si possa parlare di fortuna, considerando il trattamento che Sogno ha riservato al suo carceriere…

“Sandman Overture” è una miniserie bellissima, ora che ho completato la lettura anche dell’ultimo capitolo posso dirlo: è totalmente circolare, sia da un punto di vista grafico (anche il sesto volume, mestamente come il primo numero, contiene una super Splash page composta da sei pagine pieghevoli, appena appena spettacolare!), ma anche dal punto di vista narrativo, infatti potete tranquillamente leggere questa miniserie sia se siete lettori di vecchia data di Sandman (considerandola un prequel), sia se non avete mai fatto la conoscenza di Sogno e della sua famiglia, forse sarà più complesso cogliere qualche sfumatura, ma di certo non sarà complicato lasciarsi ammaliare dal personaggio creato da Neil Gaiman.

Avevamo lasciato Sogno, alla fine dello scorso numero, alle prese con una situazione impossibile: la fine ormai è vicina, l’unica speranza arriva dalla controparte felina del re dei sogni, che ha radunato mille sognatori (che ricordano molto le celebre storia “Sogno di mille gatti”) su un veliero. Tra i passeggeri anche la giovane Speranza, morta prematuramente, personaggio vagamente metaforico (appena appena) come potreste intuire dal suo nome.


Quando compare Morte, vuol dire che le cose stanno per mettersi davvero male...
Sarà proprio il micione a convincere Sogno ad affrontare il vortice che sta minacciando di distruggere tutto il creato e qui la struttura del prequel mostra i suoi limiti, siccome abbiamo già letto il primo numero di Sandman, sappiamo già che Sogno riuscirà a trionfare, ma uscirà fisicamente debilitato, tanto da finire prigioniero del Sussex, finale anticlimatico, quindi? Assolutamente no, perché Neil Gaiman dal suo riccioluto testone tira fuori un colpo da maestro che non vi rivelerò per non rovinarvi la lettura, quello che posso dirvi è che il colpo di coda dello scrittore inglese è talmente funzionale, da fornire tutta un'altra chiave di lettura del rapporto tra Sogno e un altro storico personaggio di questa serie.

Risultato: non solo Gaiman è riuscito a raccontarci un antefatto senza intaccare minimamente il mito della monumentale opera da lui stesso creato, ma è anche riuscito a dire qualcosa di nuovo sulla storia, facendomi tornare la voglia di leggermi nuovamente la serie originale… Per la serie: tutte le scuse sono buone!

Ho già ampiamente parlato bene delle matite oniriche di J.H. Williams III e degli straordinari colori di Dave Stewart, era un’impresa difficile portare qualcosa di innovativo, ad un fumetto geniale come “Sandman”, ma i due artisti ci sono riusciti, dimostrando di aver capito la natura artistica e sperimentale della serie.


Ho detto sperimentare con i pennelli, non sperimentare con gli acidi dai!
Neil Gaiman da parte sua ha avuto un discreto fegato a tornare a scrivere una storia tanto rischiosa, del personaggio che gli ha regalato la fama, eppure ha dimostrato davvero di avere ancora una storia da raccontare su Sogno. Bello vedere un ritorno di uno storico personaggio con cui siamo tutti cresciuti che non è stato fatto solo per sfruttarne la fama e incassare soldi facili sfruttando la malinconia, di questi tempi, purtroppo è una cosa molto rara.

Tutti i numeri della miniserie:
Sandman Overture No.1
Sandman Overture No.2
Sandman Overture No.3
Sandman Overture No.4
Sandman Overture No.5
Sandman Overture No.6

4 commenti:

  1. Davanti ad una perla simile, il silenzio contemplativo è l'unico commento possibile.
    Disegni stupendi e la prosa lirica di Neil si sposano a meraviglia.

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    1. Concordo, Gaiman in gran spolvero, e l'acronimo umano JHW3 penso sia il miglior disegnatore mai passato sulle pagine di "Sandman2 senza togliere nulla a nessuno. Cheers!

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  2. Minchia... non ho letto tutto di Sandman... Certe tavole mi lasciano a bocca aperta!

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    1. Ho detto la stessa cosa quando mi sono ritrovato a srotolare la pergamena (tipo paginone centrale di Playboy) di otto tavole di questo numero, non comodissimo da tenere in mano durante la lettura, ma una gioia per gli occhi ;-) Cheers!

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