martedì 29 marzo 2016

Daredevil - Stagione 2 - Citazioni: Bentornati ad Hell’s Kitchen


A differenza della prima stagione del diavoletto di Hell's Kitchen, in cui ho commentato i singoli episodi uno per uno, quest’anno l’effetto Netflix si è fatto sentire, potersi sparare i 13 episodi della stagione in un colpo solo mi lascia meno tempo per commentarli tutti, ma non rinuncio al tradizionale post con le citazioni e, come promesso parlando della seconda stagione, se non avete ancora visto la serie, vi avviso, SPOILER come se piovesse!

Se non ti piace il caldo esci fuori dalla cucina (del diavolo):
Nei primi episodi della seconda stagione, a tener banco oltre alla striscia di cadaveri che il Punitore si lascia alle spalle è il caldo torrido di New York. Una trovata che ci regala non una, ma ben due citazioni!


Iniziate a segnare, questo è solo il primo dei fumetti consigliati.
La prima è la miniserie “Daredevil: Father” scritta e disegnata da Joe Quesada, in cui la temperatura della città era bollente proprio come nei primi episodi della serie tv. La seconda citazione è al (bellissimo) film di Spike Lee S.O.S. Summer of Sam del 1999, la storia vera del serial killer noto come “Il figlio di Sam” che seminò il panico durante la torrida estate del 1977. Non penso che sia un caso che Foggy paragoni il Punitore al figlio di Sam…

Episodio 3 - La vendetta del Punisher:
Come vi dicevo parlando della seconda stagione di Daredevil, il Punitore spesso calamita l’attenzione, anche grazie all’ottima prova di Jon Bernthal.

Il terzo episodio della serie (2x03 “Il meglio di New York”) è uno dei più riusciti di tutta la stagione, un po’ per il piano sequenza (di menare), ma soprattutto per lo scontro verbale tra Frank e Matt sul tetto del palazzo.


Questo riferimento era facile, andiamo con quelli difficili su!
Daredevil incatenato al comignolo, con una pistola in mano, mentre il Punitore lo invita a sparargli per impedirgli di uccidere un criminale, è una dinamica molto nota ai lettori del fumetto, perché arriva direttamente dalla pagine di “Bentornato Frank” del 2001, il rilancio del Punitore scritto da Garth Ennis e disegnato da Steve Dillon (si, gli stessi di Preacher), anche se bisogna dire che nel fumetto, (Dare)Devil faceva una figura molto meno eroica. Casualmente, o forse no, l’albo in questione era proprio il terzo, numero fortunato.

Grotto:
Il criminale noto come “Grotto” ha avuto anche lui la sua storia editoriale, è comparso la prima volte nel 1981, sul numero 168 (serie originale) di Daredevil scritto da Frank Miller (non proprio pizza e fichi), guarda caso il fumetto conteneva anche la prima apparizione di Elektra.

Elektra (con la K come Jessika):
Beh, dai, un po’ ormai dovreste conoscerla, comparsa nel primo (osceno) film di Daredevil del 2003, e in un suo film solista, con la mascella di Jennifer Garner, Elektra è stata protagonista di un sacco di fumetti, qualcuno riuscito come “Elektra: Assassin” o “Elektra vive ancora”, altri decisamente meno interessanti


"Hai una copia di 'Elektra: Assassin' in tasca o sei solo contento di vedermi?".
Creata da Frank Miller, è stata inserita nella continuity del cornetto, come una sua ex fidanzata (pazza) dei tempi del college, esattamente come succede nella seconda stagione della serie Tv. Miller, appena appena appassionato del lavoro di quel genio di Will Eisner (mito e icona!) ha creato il personaggio ispirandosi alla Sand Saref della storica serie “The Spirit”. Come dite? Un film su Spirit diretto da Frank Miller? No, mai sentito, mai sentito nominare… NON ESISTE VA BENE!! Non esisteeeeeeeeeeee!!!

(Cassidy si rotola 20 minuti sul pavimento in preda alla convulsioni).

Zona di Guerra:
Parlando del Punitore, ben due personaggi si giocano una battuta molto simile, Grotto descrive il mucchio di criminali irlandesi morti ammazzati dicendo: “Like a God-damn war zone”, mentre Foggy è ancora più esplicito quando dice: “This place is about to become a war zone”.

Entrambi sono riferimenti alla storica collana a fumetti “Punisher: War Zone” (1992-1995), ma anche all’omonimo film, l’unico guardabile dedicato al personaggio del 2008, con protagonista Ray Stevenson.

Da non confondere con quello con Tom Jane, o ancora quello con il grande DolphLundgren.

Cani e padroni di cani (vorrei stringervi le mani…):
Uno dei pochi essere viventi per cui Frank Castle prova un minimo di empatia è il cagnone salvato dai combattimenti, nella serie è un Pittbull, ma ricorda molto Max, il Rottweiler con cui il Punitore faceva squadra nei suoi fumetti degli anni ’90.


"Bravo cagnone, dopo ti do due tibie da sgranocchiare".
Dog of Hell (now i wanna, be your dog):
Questi qui, non li porto a far pipì, ve lo potete scordare...
Parlando di cani, passiamo a quelli a due zampe, la gang di motociclisti che viene macellata da Castle aveva già esordito nell’universo Marvel televisivo nella serie tv “Agents of S.H.I.E.L.D.” (noto anche come Agents of P.I.R.L.A.) nell’episodio “1x15 Yes Men”, l’agente Coulson (Clark Gregg) e l’Asgardiana Lorelei (Elena Satine), si scontravano brevemente con la versione poveraccia dei SAMCRO.

Drink like an Irishman:
L’attore scozzese Tony Curran, nella serie interpreta il gangster irlandese Finn, un chiaro riferimento al personaggio quasi omonimo di Finn Cooley, lo sfigurato (causa esplosione provocata dal Punitore) personaggio della serie Punisher MAX “Massacro all’Irlandese”, in cui Frank Castle scambiava cortesie con dei criminali ex IRA, ovviamente tutto scritto dal solito Garth Ennis e chi se non lui?


"Prendo una pinta di Guinness e un calibro 12, grazie".
Tony Curran oltre ad aver interpretato Vincent Van Gogh in uno degli episodi più belli di sempre di Doctor Who, era anche Bor, il padre di Odino (quindi nonno di Thor) nel film “Thor: The Dark world”, se non vi siete addormentati durante la visione lo ricorderete, anche se era difficile lo so…

Passato militare:
Durante il processo al Punitore, viene chiamato a deporre il Colonello Schoonover, interpretato dal mitico Clancy Brown (il cattivo di Highlander, ma anche il secondino gigante di “Le ali della libertà”), che racconta come Frank abbia salvato i suoi compagni affrontando da solo un plotone di nemici in Afghanistan.

Direttamente dalle pagine di "Punisher: Born".
Il racconto del Colonello, ricorda molto (ma davvero tanto) uno dei miei fumetti preferiti del Punitore di sempre, ovvero “Punisher: Born” in cui il marine Frank Castle, di stanza in Vietnam, resisteva da solo salvando la pelle al terzo plotone, diventando una macchina da guerra con il cervello fottuto e completamente dedicato alla morte. Un gioiellino di violenza scritto dal solito Garth Ennis, uno che ha davvero dimostrato di aver capito Frank Castle fino in fondo.

Bullet to the head:
La radiografia del cranio di Frank Castle, con un buco di proiettile, è un ovvio riferimento al celebre teschio sul petto del Punitore, ma ricorda anche molto il film “Bullet in the head” in cui il maestro John Woo ci regalava la sua versione de “Il Cacciatore”, con (tra le altre cose) un reduce del Vietnam con una dolorosa pallottola ancora nel cranio… Filmone!


Ya gotta fuckin' bullet in ya head...
First Blood:
Se nel finale dell’episodio 2x04 (Un penny e un decino) il monologo di un appena appena ispirato Jon Bernthal, non vi ha ricordato il finale di “Rambo” (1982), potete abbandonare questa pagina…

Scuola di polizia:
Mahoney, ormai è una specie di costante nelle serie Marvel di Netflix, lo abbiamo visto nella prima stagione di Daredevil, ma anche in Jessica Jones.

Qui il Sgt. Brett Mahoney (Royce Johnson) fa un piccolo omaggio al suo collega Clemons (il grande Clarke Peters) ucciso da Will Simpson proprio in Jessica Jones. La frase in cui lo cita è la seguente: "I ever tell you what Clemons used to say? Gotta treat witnesses like mushrooms - feed 'em shit and keep 'em in the dark."

Claire Temple - Agent of H.O.S.P.I.T.A.L.:
"Non mi sento molto bene" , "Basta Cassidy, è vecchia questa scusa...".
Se i film Marvel hanno come personaggio ricorrente Nick Fury (Samuel L. Jackson) nelle serie Marvel/Netflix, il filo rosso che unisce tutti i personaggi è l’infermiera Claire Temple (Rosario Dawson). Anche in questa seconda stagione di “Daredevil”, Claire fa riferimento al suo incontro con Jessica Jones e Luke Cage, questo fa di lei il Nick Fury di Netflix!

Al mio segnale, scatenate il Gladiatore:
"Vestito così mi fanno lo sconto a Lucca Comics".
Melvin Potter compare poco in questa seconda stagione, giusto il tempo di sfornare il nuovo (bruttino) elmetto di Devil e di sfoggiare la sua casacca protettiva, una specie di armatura nascosta sotto i vestiti che sfoggia gli stessi colori che Potter (Melvin non Harry) indossa nel fumetto, quando fa roteare lame affilate nei panni del gladiatore, ma di questo viavevo già parlato

ROXXON OIL:
Ricordatevi di questo nome la prossima volta che fate il pieno di benzina.
La celebre (e loschissima) azienda petrolifera dell’universo Marvel fumettistico, ha già fatto la sua comparsa sia nella serie tv Agent Carter, che nei tre film dedicati ad Iron Man, potevano non fare una capatina anche qui?

Corridoi bui:
"Si può accendere una luce? Cosa siete ciechi!?".
Nella prima stagione, la lotta (Old Boy style) nei corridoi era uno dei punti “di menare” più alti della serie, qui ci viene concesso un gustoso bis con il piano sequenza (finto ma ben fatto) dell’episodio 2x03 “il meglio di New York”. Ma siccome la serie è la numero DUE, i combattimenti nel corridoio raddoppiano, quello finale in prigione tra Frank Castle e tutto il blocco D? Mica male, no?

Punisher al gabbio:
A proposito di prigione, il blocco D, ricorda molto la run di storie di Devil, in cui il personaggio finiva in galera “The devil in cell-block D” (scritta da Ed Brubaker, uno che i carceri li ha nel cognome…), ma soprattutto ricorda le svariate volte in cui Frank Castle è finito in galera, restando sempre poco e facendo risparmiare parecchi soldi ai contribuenti, bisogna dirlo.


Colpevole fino a prova contraria? No finché non finisci nel mio mirino.
Ultima delle quali, dopo un processo, appunto “The Trial Of The Punisher” (2013) Marc Guggenheim and Leinil Yu, da cui arriva anche il nome della causa “The People VS Frank Castle”, la giuria si ritira per deliberare.

Civil War:
Il processo ai vigilantes, e i vari riferimenti a “the Incident” (che fa pensare ai fatti di Avengers - Age of Ultron), sembra quasi una preparazione alla guerra civile dei super eroi, che vedremo a breve al cinema nel prossimo film dedicato a Capitan America.

Man in the Box:
I'm the man in the box
Buried in my shit
Won't you come and save me
Save me…

Cantavano gli Alice in Chains proprio in “Man in the Box”, ma l’uomo nella cassa dell’episodio 2x10, oltre ad essere una citazione musicale, è anche un omaggio al finale del bellissimo ciclo di “Daredevil” scritto dal grande Mark Waid e disegnato da Chris Samnee, che riportava in scena un celeberrimo avversario del cornetto. Non a caso l’enorme cassa in pietra che Nobu trasporta, somiglia molto a quella disegnata da Samnee.


"Signora ho affettato un etto e mezzo di Diavolo rosso, che faccio? Lascio?".
Se vogliamo proprio dirla tutta, tra le armi conservate da Stick per i componenti della sua “squadra” oltre ai Sai di Elektra, nella teca alle spalle del maestro, è visibile anche una copia di letali Kama, la tipica arma di Ikari, un altro mortale avversario del diavolo rosso creato proprio da Waid e Samnee, che ci sia speranza di vederlo in azione nella stagione numero tre? Magari!

Jacques Duquesne:
A proposito di killer, il francesino che aggredisce Elektra si presenta come Jacques Duquesne, una vecchia conoscenza dell’universo Marvel, potrebbe essere, infatti, il circense assassino noto come “Lo Spadaccino” (the swordman), celebre per essere stato il primo maestro di Occhio di Falco.

Considerato che Jeremy Renner, l’attore che interpreta l’arciere nei film della Marvel, ha dichiarato che gli piacerebbe che ci fosse una serie Netflix dedicata al suo personaggio… Possiamo già iniziare a sperare?

Micro (Microsoft? Micronde?):
Sarà il CD di Windows 95?
Il cd nella mani del Punitore, con su scritto Micro, è un indizio chiaro come il sole, si tratta appunto di Micro, il socio (nerd) di Frank Castle, che lo aiuta nella sua crociata contro il crimine, fornendogli armi e gingilli tecnologici, lo abbiamo visto anche nel film Punisher: War Zone.

8 commenti:

  1. Spettacolare vademecum: ammazza che mare di citazioni! Gli sceneggiatori ne saranno usciti pazzi! :-D
    Ho passato l'adolescenza a leggere il Punitore ma un cane al suo fianco non lo ricordo proprio: devo andare a controllare!
    Ma Elektra non girava in mutande? Ora vedo che indossa il burka :-D

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    1. Elektra girava in mutande quando era vestita di tutto punto, però hai ragione, qui hanno optato per la versione burka ;-) Max il cagnone arrivava dai fumetti degli anni ’90, però è durato poco povero. In ogni caso, so che non sei tanto da serie tv, ma questa potrebbe piacerti, il Punitore è finalmente azzeccato, si menano come si deve e soprattutto è pieno di ninja, ninja da quintali! Cheers

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    2. Mi associo, hai sempre buon occhio per le citazioni cara Bara

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    3. Grazie capo! Ho l'occhio Nerd allenato ;-) Cheers

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  2. Guarda..a parte che sai in diretta quanto sia stato meravigliosamente soddisfatto da tutto questo popò di roba onesta, intelligente, umile e ben ponderata messo in opera...pensare di riuscire a dire qualcosa di sensato in apprezzamento ora che esco dalla "visione" di Batman Vs Superman..... E' come se stessi tentando di commentare la prima stesura della Divina Commedia in diretta col popolo dei Vogon di "Guida Galattica per autostoppisti" http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/NonLibri:Antologia_Poetica_Vogon

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    1. Penso di aver letto tutto il possibile su Douglas Adams, e tu mi ricordi che mancava la cosa più facile, Nonciclopedia! ;-) Non dirmi nulla, ho appena terminato il commento di “Batfleck vs Toncolo” e ho già voglia di ricominciare a guardarmi Daredevil su Netflix, anche con i sottotitoli in Vogon risulterebbe comunque meglio. Cheers!

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  3. Non leggo perché me la sto appunto guardando... sono appena alla 4 :)

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    1. Tranquillo tanto il post non scappa, anzi, buona visione, ti aspettano un pò di episodi davvero fighi ;-) Cheers!

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