lunedì 22 febbraio 2016

Yado (1986): Sonje rosse per te (ho comprato stasera)


Viviamo tempi cupi, una era di smartphone e pantaloni con il risvoltini, ma soprattutto, di eroine cinematografiche costruite a tavolino per piacere al pubblico, protagonista di pellicole Youn-adulte pensate per ingraziarsi il pubblico femminile, ma non sempre è stato così, questo nuovo (coraggioso) ordine mondiale è sorto dal crollo di un Era cinematografica violenta, dove nessuno aveva paura di mostrare teste mozzate. Oggi facciamo un salto indietro nell’Era hyperborea del Cinema, un'epoca folle e violenta: gli anni ’80!

Era parecchio tempo che avevo voglia di rivedere “Yado”, più o meno da quando ho parlato di Conan il Barbaro e Conan il Distruttore, devo ringraziare il mitico Lucius per avermi proposto di celebrare il 30esimo compleanno del film uscito in Italia il 22 Febbraio del 1986, un'occasione per rivederlo e celebrarlo che davvero non potevo perdere. Beccatevi anche il super-logo, creato dal grande Lucius!


Erano parecchi anni che non lo rivedevo, ma devo dire che me lo sono riguardato con gran gusto, visto il film che mi sono ritrovato ad ammirare e l’aria di celebrazione ho capito che il modo giusto per festeggiare i 30 anni di “Yado” era dedicargli un capitolo della rubrica… I Bruttissimi di Rete Cassidy!


Lo ripeto tutte le volte per non creare confusione: i Bruttissimi è la rubrica a cadenza non-periodica che celebra quei film oggettivamente bruttini, ma comunque mitici, non si tratta di uno spernacchiamento, ma di un sentito omaggio ai film che sono entrati nella storia del Cinema… Dalla parte sbagliata. Ora, il fatto che io abbia già dedicato non uno, ma due Bruttissimi a film prodotti dal grande Dino De Laurentiis, dovrebbe DAVVERO iniziare a farmi riflettere…

Ho visto “Yado” centinaia di volte durante la mia infanzia, galvanizzato dai due film precedenti su Conan, specialmente quello di John Milius, non potevo non amare questo strambo film, che ai tempi non sapevo bene come classificare, per assurdo lo ricordavo come una specie di versione alternativa dove Conan non si chiamava Conan, ma Yado, aveva una rossa (e guardabile) guerriera al suo fianco, ma erano altri due elementi ad essere rimasti impressi nella mia mente:  il primo era sicuramente il posticcissimo ragno meccanico che la cattiva del film si portava appresso, una specie di versione macabra di un chiwawa Toy da borsetta (cioè, ancora più macabro di un cane in una borsetta intendo dire…).

Non sono mai stato aracnofobico, anzi, trovo che i ragni siano delle bestiole fantastiche, ma ogni volta che mi capita di vederne uno al cinema o dal vivo non mi fanno ne caldo ne freddo, peccato che mi senta come dire… Camminare addosso per tutto il tempo, non so se ho reso l’idea. Ricordavo questo ragnone schifosissimo, che ruotava su se stesso come se fosse radio comandato, chissà perché lo ricordavo centrale per la trama, in realtà rivedendo il film ho scoperto che la bestia otto-zamputa è poco più che un complemento di arredo.

... Con te che sei la mia passione, io ballo, il ballo del ragnone.
Ricordavo bene, invece, la sfregiata cattiva che nascondeva la sua cicatrice dietro una maschera d’oro, essendo interpretata (alla grande) dalla bellissima Sandahl Bergman, la stessa attrice che interpretava Valeria in Conan il Barbaro, creava nel me stesso bambino qualche scompenso di natura complottistica, nella mia testa mi ero fattto una versione alternativa della storia, in cui Conan e Valeria erano tornati in ruoli differenti e la cattivissima regina di Yado, voleva vendicare la sua morte nell’altro film… Rivedendo il film, ho riscoperto che le motivazioni della regina Gedren erano molto più semplici: il buon vecchio dominio del mondo.

Quello che non è stato affatto semplice è la genesi del film, dopo il grosso successo di quelli su Conan, il produttore più vulcanico della storia del cinema aveva intenzioni davvero bellicose per espandere il mondo del Barbaro producendo altre pellicole.

La sua prima idea è quella di portare sul grande schermo uno dei personaggi (fumettistici) più celebri della saga di Conan, ovvero Red Sonja, un personaggio creato dai mitici Roy Thomas e Barry Windsor-Smith, sulla pagine della serie a fumetti “Conan the Barbarian n. 23” (Febbraio 1973), vagamente ispirato al personaggio di Red Sonya (occhio alla Y che cambia tutto…) protagonista di una storia breve di Robert E. Howard intitolata “The Shadow of the Vulture” (Gennaio 1934). I diritti del personaggio allora erano nella mani della Marvel Comics, ma se volete sapere tutto sulla vita editoriale della Rossa, vi rimando al lavorone di ricerca e riepilogo fatto da Lucius sul suo blog Fumetti etruschi.

Red Sonja disegnata dalle dinamiche matite di Frank Thorne.
L’idea originale dovrebbe essere quella di lanciare la rossa Hyrkaniana al Cinema, in un film in cui Conan compare qualche minuto a fare da raccordo con i due film precedenti, un modo per espandere l’universo dei personaggi di Robert E. Howard al cinema, dando il via ad un altro franchise.

Un film dedicato ad un personaggio tosto e indipendente, una donna capace di tenere testa e il più delle volte trionfare senza l’aiuto di nessuno, in un mondo di omaccioni violenti, il prototipo di tutte le eroine che nel 2016 popolano i blockbuster moderni, insomma. Ma quel volpone di Dino De Laurentiis non era certo uno che apriva il suo (capiente) portafoglio senza la certezza di non rientrare largamente del suo investimento, qui si fanno film mica beneficenza…

Intuisce che il personaggio di Red Sonja è celebre solo negli Stati Uniti, presso la porzione di pubblico che già segue le storie a fumetti, ma nel resto del mondo, Italia compresa, è quasi una sconosciuta… Non che la cosa sia tanto cambiata nel 2016 per questo strambo Paese a forma di scarpa per Crom!
Quindi decide di cavalcare il successo di Conan, per lanciare il nuovo personaggio, per farlo deve prima fare una chiacchierata con Arnold Schwarzenegger.


"Visto? Quando dicevo che sarei tornato parlavo sul serio...".
Il mitico Swarzy allora era a contratto per, si dice, una decina di film con il produttore italiano, insieme avevano già mandato a segno i due Conan, “Codice Magnum” (che potrei anche decidermi a riguardare un giorno…) e questo film. Arnold, che arrivava dal successo di Terminator, non era molto convinto di volersi impegnare nuovamente in un ruolo da comprimario, De Laurentiis terrorizzato all’idea di perdere il Divo di origini austriache fece la cosa più razionale del mondo: mentì spudoratamente.

Ma no Swarzy tranquillo, tu vieni giù in Italia dove stiamo girando il film, stai una settimana, sette giorni, non uno di più, dici le tue battute, ti godi il cibo, il panorama poi torni a casina tua, una cosa semplice semplice, una particina da comprimario, tranquillo, fidati di me…

Schwarzenegger si ritrovò così in Abruzzo, dove gran parte del film venne girato, incastrato per la bellezza di quattro settimane consecutive, se mi lasciate l’icona aperta, più avanti vi spiego anche come vennero spese dall’Ex Mr. Olimpia. La beffa di De Laurentiis, un personaggio che non è Conan, ma è interpretato dallo stesso autore (“Arnold Schwarzenegger è Yado!” tuonavano tutte le locandine dei film nel 1986) allo scopo di portare la gente in sala, tanto che il film, in questo strambo Paese a forma di scarpa, non uscì nemmeno con il suo titolo originale “Red Sonja”, ma venne storpiato in “Yado” proprio per concentrare l’attenzione tutta su Swarzy, ma la cosa più divertente (si fa per dire) in assoluto, è che il personaggio interpretato da Arnold nel doppiaggio originale non si chiama nemmeno Yado, ma Lord Kalidor, che nei romanzi di Robert E. Howard è una delle identità “da viaggio” di Conan. Quindi, il film che tutti noi conosciamo come “Yado” in originale non solo non si chiama così, ma non c’è nemmeno nessun personaggio di nome Yado nel film… De Laurentiis avrebbe saputo vendere la neve agli Eschimesi.

Almeno nella versione francese hanno giocato a carte scoperte con il titolo...
Squadra che vince non si cambia, una volta confermato l’attore, il danaroso produttore coinvolge anche il regista Richard Fleischer, lo stesso di Conan il Distruttore, ma anche di cosine come “Viaggio allucinante” e 2022: i sopravvissuti (filmone!), l’idea originale è quella di affidare alla stessa Sandahl Bergman il ruolo della protagonista, scelta che a mio avviso avrebbe anche funzionato, ma forse avrebbe confuso troppo il pubblico (perché intitolare il film “Yado” no? Vabbè…), dopo un'attenta selezione (tra cui è venuto fuori anche il nome di Sigourney Weaver, storia vera), per la rossa Hyrkaniana viene scelta la modella 21enne Brigitte Nielsen, sì, proprio quella Brigitte Nielsen, qui da noi ultra celebre specialmente negli anni ’90, quando presentò il Festival di San Remo accanto a Pippo Baudo… Peccato De Laurentiis non abbia pensato anche a Baudo nel cast, me lo sarei visto bene nel ruolo dello stregone, ora come faccio a togliermi la visione di Pippo Baudo in costume da mago? Ma perché mi vengono queste idee?

L’inizio del film ricalca i primi venti gloriosi minuti del Conan di Milius, o almeno, lo fa nelle intenzioni, perché l’omicidio della sua famiglia e lo stupro di Sonja subìto dai soldati della regina Gedren avviene in versione velocizzata attraverso alcuni (violentissimi, bisogna dirlo) flashback, poi ad un certo punto… Il disastro. Spunta una specie di, ehm, fantasma? Una roba tipo fata smemorina, ma decisamente più in versione Poltergeist, che per motivi abbastanza raffazzonati, decide di donare a Sonja dei non ben precisati poteri al fine di vendicarsi, tutto questo prima dei titoli di testa del film, e la fantasmosa apparizione ha già dato un sonoro calcio al secchio del latte all'atmosfera da fantasy epico che “Red Sonja” dovrebbe avere.

La povera Sonja è costretta a tenere su il titolo del film da sola,..
Siccome De Laurentiis, come John Hammond, non ha badato a spese, le musiche sono opera del Maestro Ennio Morricone, infatti sui titoli di testa il tema del film (molto Western bisogna dirlo) parte tonante mentre Yado cavalca nelle praterie, evidentemente Richard Fleischer non ha potuto resistere, quando gli hanno detto che il suo film avrebbe avuto le musiche di Morricone ha subito dovuto inquadrare qualcuno a cavallo e quando mi ricapita!

"Che devo fare Richard?" , "Fa una faccia Western e cavalca!".
Tutta la vicenda ruota intorno ad un talismano in grado di generare terremoti, inondazioni e disastri inenarrabili (tipo la pioggia il giorno di Pasquetta), una specie di grosso pallone di Kryptonite verde con le borchie che farebbero invidia ad un cantante Black Metal. Questo simpatico, ma terribile talismano si carica con la luce, come Daitarn 3 per capirci e un antico culto di suorine guerriere sta cercando di gettarlo nelle viscere della terra per renderlo inoffensivo. A metà del rito fanno irruzione nel tempio i soldati della regina Gedren che massacrano le suorine e si impossessano del potente talismano, che può essere maneggiato solo da mani femminili, i possessore di cromosoma Y che tentano di toccarlo PUFF! Finiscono svampati.

I talismani fluorescenti sono i migliori amici delle donne.
Non è dato sapere cosa potrebbe succedere se a toccare l’arma fosse un omosessuale, un animale o un alieno sbarcato da Krypton, purtroppo le istruzioni sono andate perdute insieme alla confezione originale e alle pile (vendute separatamente).

Mettimi nell'urna urna u...Urna cineraria, mettimi nell'urna funeraria...
La scena di lotta è abbastanza divertente, anche se è chiaro che le comparse scelte per il ruolo delle suorine guerriere, sono entrate a far parte del film per la lunghezza delle loro gambe piuttosto che per le capacità di spadaccine, quella che maneggia l’arma meglio, colpisce il nemico come si farebbe con una mosca fastidiosa utilizzando uno scacciamosche…

Va molto meglio quando finalmente Red Sonja fa la sua entrata in scena, impegnata a conseguire un Master di spada presso il maestro Giapponese, con un curioso look: due vistose bandiere segna vento piazzate sulle spalle, una roba comoda da portarsi in giro.

"Occhio a come ti muovi, che con quegli affari sulle spalle fai atterrare gli aerei di linea".
Qui iniziano i casini veri del film, visti i trascorsi di Sonja, la rossa guerriera rifiuta l’aiuto degli uomini, ma malgrado tutto, per la durata del film non farà altro che ripetere che si concederà (in moglie? Sì, ma spesso questo dettaglio risulta nebuloso…) a chi saprò sconfiggerla in duello. Non fatemi commentare l’infelice augurio del maestro, che prima dichiara che la rossa dovrebbe trovarsi un uomo e poi per farle scegliere la sua nuova spada, se ne esce con un infelice: “Un grande guerriero dovrebbe avere una grande spada”, frase che si espone a più di un doppio senso… Cosa avrà voluto dire?

L’unica sopravvissuta del massacro del tempio è la sorella di Sonja (si capisce perché anche lei è rossa di capelli) che incappa in Yado, ancora intento a cavalcare sulle note di Morricone. Il guerriero si prende in carico la missione di trovare Sonja e portarla dalla sua morente sorella, come faccia a trovarla al primo colpo e perché la rossa dovrebbe seguirlo senza sospettare di lui non è dato sapersi, meglio non farsi troppe domande, credetemi.

"Ti aiuterò io" , "Ma chi sei? Sono tre ore che mi segui pussa via!".
Dopo l’estremo saluto alla sorella Sonja parte nella sua missione di vendetta contro la regina  Gedren, ma siccome è un'eroina tosta e indipendente, da il benservito a Yado, che ovviamente non farà altro che pedinarla per il resto del film come il peggiore degli stalker, mi piacciono le tende nuove che hai messo in soggiorno Sonja…

Cosa manca alla formula collaudata di De Laurentiis? Lo avrete già intuito: le spalle comiche. In questo film sono rappresentate dal Principe Tarn, interpretato da Ernie Reyes Jr. (artista marziale di origini filippine intravisto in parecchi ruoli da stunt) e il suo fidato servitore Falkon (interpretato dal grande Paul L. Smith, lui sì un curriculum i tutto rispetto!), i due sono la coppia peggio assortita della storia, il principino è un bimbetto odioso e spacca maroni, con fin troppe battute considerando il fatto che ogni volta che apre bocca viene voglia di prenderlo a schiaffi fino alla maggiore età. Ora che ci penso, però, i bambini orientali nei Blockbuster americani degli anni ’80 erano un must, tra lo Shorty di Indiana Jones e il Data de I Goonies evidentemente De Laurentiis non voleva essere da meno, solo che ha pescato la pagliuzza più corta.

Se alto vuoi apparire, un pò devi soffrire...
Falkor, invece, ha la nobiltà e l’orgoglio dell’Anthony Hopkins di "Quel che resta del giorno", ma dentro il corpo del mostro macellaio calabrese, basta dire che la sua arma principale è un enorme osso con cui spacca i crani degli avversari  (Storia vera).

Stan Tarnel e Oliver Falkon.
Il film fu un flop al botteghino, la povera Brigittona Nielsen si portò anche a casa un Razzie award come “Peggior esordiente” il che ci può stare a giudicare dalle (poche) parti in cui recita, ma di certo non per la presenza scenica, o la credibilità durante i combattimenti, il problema principale di “Red Sonja” / “Yado” sta tutto nel cambio di titolo italiano: hai per le mani un film con un'eroina donna, ma è proprio il produttore a non credere che un'eroina donna possa reggere da sola il film.

E’ impossibile non notare il fatto che ogni momento in cui la rossa Hyrkaniana si trovi nel bel mezzo di un pericolo, arriva in suo soccorso Yado a salvarla, a questo aggiungete i continui dialoghi, un costante martellamento di personaggi maschili che ripetono costantemente alla protagonista la loro volontà di prenderla in moglie, o di prenderla e basta, senza nemmeno passare dal gioielliere a compre l’anello.

Brigitte si esibisce nella sua espressione "Bitch please".
Quando Red Sonja deve vedersela contro Lord Brytag (il grande Pat Roach) per recuperare la chiave del cancello, invece di vedere la nostra sola contro molti, cosa succede? Arriva Yado a risolvere la situazione, questo accade sistematicamente per tutto il film, chi sconfigge il mostro marino meccanico? Yado, ma l’apoteosi è il finale dove Arnold Schwarzenegger solleva grate, architrave, porte e portoni conducendo tutti alla salvezza mentre Sonja non fa… Niente.

"Ok vediamo chi porta a casa la pelle oggi...".
Non lo si può definire un film maschilista, ma è veramente triste vedere come quella che dovrebbe essere la vera protagonista del film, venga costantemente messa da parte, in perfetto contrasto con la sua filosofia di donna forte e indipendente, se poi dovessimo metterci a fare confronti tra questa versione del personaggio e la Red Sonja fumettistica… Saluti e baci, il film ne esce con le ossa rotte.

Ma sapete cos’è ancora più triste? Il fatto che purtroppo Red Sonja “Yado” da questo punto di vista ha fatto scuola e proseliti, non vedo troppa differenza tra le scelte sbagliate di De Laurentiis nel 1986 e tante eroine di film “Young Adult” di oggi. Non per so voi, ma per me un personaggio femminile forte non è una donna che sa menare le mani, ma è una davvero indipendente. Forse non in maniera palese come succede in “Yado”, ma tutta questa indipendenza dai colleghi maschi, in troppi film moderni non la vedo…

Tra le cose divertenti legate a “Yado” ricordo un'intervista di qualche tempo fa, in cui un divertito Swarzy, dichiarò che per anni, ha minacciato i suoi figli dicendogli: “Se non fate i bravi vi costringo a guardare ‘Yado’ a ripetizione capito?” aggiungendo che i suoi figli non gli hanno mai creato grossi problemi, quindi, per i genitori alla lettura, potreste considerare il film come metodo educativo.

Metodo Montessori? No, meglio il metodo Schwarzenegger.
Anche perché in “Yado” ci sono davvero molte cose buone, malgrado il fatto che Maria Shriver, l’attuale moglie di Arny, conosciuta e sposata DOPO la realizzazione del film, abbia dichiarato al marito: “Se questo film non ti ha ammazzato la carriera, niente potrà mai farlo”, la nipote di JFK ci aveva visto lungo, infatti Arnold dopo “Yado” ha potuto permettersi persino un film dove partoriva senza perdere un minimo di carisma (storia vera).

Quello che funziona sono gli ottimi costumi, il design è innovativo, retrò, ma comunque molto adatto a portare in scena la moda dell’era hyperborea pensata da Robert E. Howard, guardate gli elmi con teschio incorporato dei soldati della regina, un piccolo (e truculento) colpo di genio.

Guardando il film, poi, si intuisce anche dalle scenografie che i nostri protagonisti vivono in un' Era post-preistorica totalmente Fantasy, lo scheletro di dinosauro (con unicorno sulla fronte) utilizzato da Red Sonja come ponte per attraversare il dirupo è uno di quei piccoli tocchi che danno profondità alla storia.

Pensate a quel poveretto che ha dovuto accendere tutte quelle candele...
Così come il design della “Macchina della morte” della regina: un mostrone anfibio con la pelle corazzata, che malgrado i 30 anni della pellicola, risulta ancora una delle scene più coinvolgenti del film, a distanza di tempo, una creatura così folle a livello di design, devo ancora vederla.

Anche perché Richard Fleischer sapeva il fatto suo, i combattimenti abbondano e hanno un ritmo mica male, il resto lo fa la fisicità degli attori, Sandahl Bergman è bravissima nei panni di una strega cattiva che ha un look a metà tra la Baronessa dei G.I.Joe e la Madame Masque della Marvel, poi trovo che sia sempre difficile rendere credibile un personaggio per il quale la motivazione principale sia il dominio del mondo, in un certo senso sembra la nipote dell’imperatore Ming da Mongo di Flash Gordon.

"Lady Gaga? Mai sentita nominare... Inginocchiati davanti a Gedren!".
Inoltre, Richard Fleischer dall’alto della sua esperienza riuscì comunque a rendere il film violento il giusto, attraverso trucchetti molto semplici, il mio preferito è senza ombra di dubbio la scena della testa mozzata, per due volte nel film il regista inquadra prima Yado e poi Red Sonja, impegnati a mimare un fendente davanti alla macchina da presa, nel controcampo, invece, ci mostra una testa (ovviamente finta) alzata in aria tipo palla a due nella pallacanestro. Risultato: non una sola goccia di sangue (così la censura è felice), ma il massimo risultato… Questo film e altri titoli degli anni ’80 (sì, sto pensando ad “Highlander”) hanno contribuito a farmi credere che una testa umana potesse saltare via come un tappo di Champagne, ah! Beata ultra violenza nei film! Quante gioie ci hai regalato…

Lame affilate: Decapitiamo capocce dal 1981.
Arnold Schwarzenegger si mangia tutte le scene in cui compare, ma ero debitore di un'icona lasciata aperta lassù: pare che Arnold e Brigitte Nielsen avessero trovato un modo per intrattenersi nelle quattro settimane passate sul set, facevano del gran sesso. Roba che proprio ogni pausa era buona per andare ad infrattarsi dietro qualche cespuglio abruzzese. Ma la chicca più gustosa (e qui siamo in piena zona Gossip) è un'altra: pare che Brigitte costringesse il fotografo presente sul set a scattarle foto piuttosto pepate, da spedire ad un manzo su cui aveva messo gli occhi durante il tour promozionale del film, il soggetto in questione gradì parecchio la cosa, tanto da affidarle due ruoli nei film in cui stava lavorando, per poi successivamente sposarla, anche se il matrimonio naufragò piuttosto presto… Probabilmente non l’aveva sconfitta in combattimento prima di portata all’altare.

Per la nuda cronaca, il manzo in questione era Sly Stallone, i film erano “Rocky IV” e “Cobra” ma questa è’ un'altra storia…

La donna che ha orizzontalizzato due terzi dei proprietari di 'Planet Hollywood'.
Tutto questo gossip per dirvi che quando hanno distribuito il carattere, Brigitte Nielsen non è arrivata in ritardo e considerando la presenza scenica, forse sarebbe stato giusto darle più fiducia, invece di relegarla al ruolo di spalla del co-protagonista.

In ogni caso, “Yado” resta un film memorabile principalmente per aver saputo portare in scena in maniera lussuosa l’enorme genio creativo di Robert E. Howard e il suo mondo letterario, una volta messi in chiaro i (tanti) difetti del film, è impossibile non godersi questa pellicola, vedere quei due vichinghi di Brigitte Nielsen e Arnold Schwarzenegger esprimere una frustrazione orizzontale, cercando di affettarsi in una duello in verticale è un incanto, 30 anni fa come oggi.

Ad ogni colpo di spada, lassù Robert E. Howard sorride...
La speranza è quella di non dover aspettare altri 30 anni prima di poter vedere la rossa Diavolessa al cinema, magari in una versione un po’ più simile al personaggio cartaceo creato da Roy Thomas, nel 2009 Robert Rodriguez ha minacciato un film su Red Sonja con la sua allora musa Rose McGowan nei (pochi) panni dell’ Hyrkaniana, ma il progetto si è risolto in un nulla di fatto, ufficialmente per via del flop commerciale del remake di “Conan il Barbaro” (dannato Marcus Nispel! Che tu sia dannato in nome di Crom!!), ufficiosamente perché la moglie di Rodriguez (e produttrice dei suoi film) ha beccato il marito a letto con la McGowan, oh! Ma com’è che basta parlare di un film su “Red Sonja” che a tutti quanti si risvegliano gli ormoni!?

Siccome le celebrazioni per il compleanno di "Yado" sono appena iniziate, qui sotto trovate il film a fumetti raccontato da Lucius sul suo blog Fumetti Etruschi, la locandina Italiana originale, ma soprattutto il suo commento direttamente dalle pagine de Il Zinefilo.

Buona lettura e buon compleanno "Yado" o "Red Sonja", boh, insomma... Auguri!

26 commenti:

  1. Spettacolare come sempre, "I Bruttissimi di ReteCassidy" è ormai una rubrica di culto ^_^
    Gedren/Lady Gaga m'ha fatto morire :-D
    Ormai credo di stare a quota quattro visioni del film, nel corso degli anni, ma non riesco a trovare pregi: invidio questa tua capacità :-P

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    1. Ti ringrazio moltissimo, devo cercare di non prendermela troppo con il grande Don Dino però ;-) Cerco sempre quanto di buono è possibile trovare in un film, qui era molto difficile però ;-) Grazie ancora per l'iniziativa, davvero uno spasso! ;-) Cheers!

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    2. Inizierò a spulciare i quotidiani italiani del 1986 e vediamo se riusciamo a stanare qualche altro ghiotto trentennale :-P

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    3. Ho una mezza idea in testa, poi se mai ci parliamo ;-) Cheers!

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    4. Io stò a due! Dopo oltre 10 anni magari una terza me la concedo. XD

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    5. Ci vuole una Red Sonja ogni 10 anni ;-) Cheers!

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  2. Yado l'ho scoperto l'altro anno... Ancora non l'ho recuperato

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    1. Preparati ad una cosa molto molto stramba, brutto in maniera memorabile, in ogni caso da vedere ;-) Cheers!

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  3. Lo vidi in pieni anni 90 in televisione, il film non era un gran che però visto col senno di poi rimane una simpatica testimonianza di un modo di far cinema.

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    1. Vero, è anche simpatico il modo in cui tutti quelli che lo hanno prodotto hanno provato a discostarsi inventando le scuse più incredibili, mancava solo la classica: Le Cavalette!! ;-) Cheers

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  4. Oddio, ricordo che lo vidi alle medie in tv e che pensai subito: "Ma che è 'sta minchiata?" XD
    Articolo molto interessante, comunque. Poi pure fornito di notizie gossippare ;)

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    1. Esatto, lo hai riassunto alla perfezione con una sola parola! ;-) Ti ringrazio, mi sono divertito a scriverlo, il Gossip è compreso nel prezzo ;-) Cheers!

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  5. Veramente brutto, mamma mia.
    Io non amo follemente nemmeno i due Conan. Ho rivisto ieri il primo e mi sa tanto di kitsch/invecchiato male.
    Per me la filmografia di Schwarzy acquista valore da Terminator in poi. E comunque Codice Magnum è un mio cult assoluto da sempre, rivedilo.

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    1. Il Conan di Milius per me è un film assoluto, questo invece non gli allaccia nemmeno le scarpe ;-) A questo punto mi rivedrò anche "Codice Magnum" almeno completo i film dell'era Swarzy/De Laurentiis ;-) Cheers!

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    2. "kitsch/invecchiato male"

      Il primo!?! XD Passil il 2, ma il primo... XD

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    3. " A questo punto mi rivedrò anche "Codice Magnum" almeno completo i film dell'era Swarzy/De Laurentiis ;-)"

      Per me sono andati in calando. CM lo considero ancora più noioso di "Yado" che qualche trovata ce l' ha! La scena migliore è quella finale credo.

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    4. Accreditato tra gli sceneggiatori di CM Luciano Vincenzoni! °_O Incredibile! XD

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    5. Tyrant ed io non siamo completamente allineati sui film, per quello il suo parere per me conta molto, mi fa notare cose che non vedo ;-) Cheers

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    6. Anche secondo ne Codice Magnum é più prevedibile, anche se lo stesso Swarzy lo ritiene il suo peggior film. Cheers!

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    7. Vincenzoni ha scritto alcuni dei titoli più fighi di sempre, tra famosi e meno famosi, una produzione da grande fabbrica ;-) Cheers!

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  6. Brutto, ma d'impatto.
    Io con 'sti film, da ragazzino ci andavo a nozze. :-)

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    1. Bravissimo, hai proprio capito lo spirito dei "Bruttissimi", un omaggio ai film brutti ma comunque d'impatto, anche se a volte nel senso di impatto con il suolo ;-) Cheers!

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    2. A me questo film, che non fa affatto impazzire come scritto, piace più di "Titanic". XD

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    3. Tu mi stai ricordando che prima o poi dovró affrontare la bagnarola anche io ;-) Cheers!

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  7. Lo beccai già iniziato alla scena del pescione meccanico e mi chiesi: "Ma c' è un altro Conan!?!"! °_O XD Avevo un opuscoletto con la filmografia di Schwartzy uscitomi con "Codice magnum" in edicola e lì ne erano indicati solo due. Boh! Non ricordo bene se proprio da lì risalii a "Yado". Comunque lo trovai abbastanza godibile, ma sotto i due Conan.
    Alcuni anni dopo lo ridanno e me lo vedo da capo. La scena iniziale con quel misto appunto tra "Cenerentola" e "Sotto accusa" mi lasciò piuttosto stranito! °_O Finito il prologo, la sortita al "convento" da gusto, ma poi da lì in poi il film mezzo si ammoscia. La migliore è effettivamente il combattimento con il pesce. L' arma sarebbe pure figa, ma visto a quanto pare il budget, la vediamo poco utilizzata. Far recitare SB con quella maschera è da denuncia! XD
    Comunque alla fine mi ha alquanto deluso. "Conan il distruttore" è divertente (nel senso buono del termine XD). Questo invece lo trovo un pò noiosetto. E come scritto nell' articolo si ricicla quà e là dai film del cimmero.
    Ah, però riguardo Conan-Kalidor!
    Solo qualche anno fa ho scoperto che a Campo imperatore e vicinanze sono stati girati un botto di film! Molti tosti mentre questo è la pecora nera credo! XD
    Hanno più da regalarci gli aneddoti che non il film in sé. XD
    De Laurentiis, come ha scritto qualcuno, a livello di produzione americana non conosceva vie di mezzo (o quasi): o filmoni o mezze ciofeche! XD

    " Ora che ci penso, però, i bambini orientali nei Blockbuster americani degli anni ’80 erano un must, tra lo Shorty di Indiana Jones e il Data de I Goonies evidentemente De Laurentiis non voleva essere da meno, solo che ha pescato la pagliuzza più corta."

    A quanto pare Jonathan Ke Quan non era disponibile. XD

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    1. Un incrocio tra Cenerentola e sotto accusa dovrebbe essere la "Dvd quote" sulla copertina ;-) Vero pecora nera ha i suoi momenti ma pochini, dopo Milius siamo andar in discesa. Cheers!

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