lunedì 8 febbraio 2016

The Hateful Eight: D-C-I-T-A-Z-I-O-N-I. La D è muta.


Eccomi qua come promesso, con il secondo post dedicato all’ottavo film (e mezzo) di Tarantino, The Hateful Eight meglio noto come “Gli Ottodiosi”. Come al solito il vecchio Quentin ad ogni nuovo film ci bombarda di citazioni, rimandi ed Eastern eggs di vario tipo, ho provato a raccoglierle tutte quelle che sono riuscito a trovare… Ne ho persa qualcuna? Sicuramente! Quindi segnalate, scrivete, citofonate (ore pasti) vediamo se riusciamo a scovarle tutte! Unica avvertenza: in alcuni passaggi si parla un po’ della trama, quindi SPOILER… Sapevatelo!
Danza delle neve
Iniziamo con una cosa facile per scaldarsi, o in questo caso, per raffreddarsi. Il film è stato girato tra le montagne del Colorado, ma il caldo non previsto, ha rischiato di sciogliere molta delle neve necessaria alla trama, come risolvere il problema? Facile! Tarantino e tutto il cast del film si sono uniti alla popolazionelocale in un annuale rito semi pagano, fatto per ingraziarsi le divinità invernali, forse sarà un caso, ma due giorni dopo una grossa nevicata si è abbattuta sul Colorado. Io spero fortissimo che qualcuno abbia ripreso tutto e che il materiale finisca tra i contenuti extra del Raggio-Blu del film!

L’Ottavo film (e mezzo) di Quentin Tarantino:
Tarantino ha puntato tutto sul numero otto, sia nel titolo del film che nella numerazione, in maniera del tutto analoga al grande Federico Fellini e al suo celeberrimo “8 ½”, facciamo la conta: Le Iene (1992), Pulp Fiction (1994), Four Rooms (1995), Jackie Brown (1997), Kill Bill (2003-2004), Bastardi senza Gloria (2009), Django Unchained (2012) e The Hateful Eight (2016)… Nel mezzo vanno quindi considerati: My Best Friend's Birthday (1987), Grindhouse - A prova di morte (2007) e magari la piccola parte da lui diretta in Sin City (2005).

Musica… Maestro!
Dopo un lungo corteggiamento e parecchi due di picche dovuti a precedenti impegni presi da Morricone (l’ultimo per “Django Unchained”), alla fine Tarantino è riuscito a collaborare con il Maestro.

Quentin ed Ennio, best friend forever.
Esattamente come fece Carpenter nel 1982, Tarantino si è recato a casa di Morricone copione alla mano, dopo un’ora e mezza di lettura, Morricone era della partita. Non ha nemmeno dovuto farlo ubriacare, come fece con Brad Pitt per “bastardi senza gloria” (storia vera).

Come vi dicevo nel commento del film, “Gli Ottodiosi” oltre ai nuovi (bellissimi!) pezzi composti da Morricone, si gioca anche un paio di pezzi scartati da John Carpenter, per la colonna sonora de “La Cosa”. Se volete tutti i dettagli sull’incontro tra i due Maestri e altri gustosi aneddoti, vi consiglio l’articolo di Rolling Stones.

Citazioni ad altri film di Tarantino:
Le celebri sigarette “Red Apple” fanno la loro comparsata anche in The Hateful Eight, il tabacco che fuma Minnie è proprio di quella marca, mentre Bob il messicano le chiama “Manzana roja”, che poi non è altro che mela rossa in spagnolo.

Il fumo nuoce gravemente te e chi ti sta intorno, fuma responsabilmente (aut.min.rich.).
Dove abbiamo già visto le Red Apple? Le comprava Butch (Bruce Willis) al bandone del bar in “Pulp Fiction”, mentre la sposa di “Kill Bill” giunta in Giappone, passava davanti alla ciclicità delle sigarette in aeroporto. Ma comparivano anche in “Four Room”.

Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre le Red Apple fumerai...
Ad un certo punto del film, Michael Madsen pronuncia la frase “A bastard's work is never done”, che poi era anche la frase promozionale sulle locandine di “Inglourious Basterds”. Peccato che nel doppiaggio italiano la frase sia stata trasformata in "La madre dei bastardi è sempre incinta".

Il personaggio di Tim Roth, Oswaldo Mobray, è un Inglese che ad un certo punto della trama dichiara di chiamarsi Pete Hicox. Questo potrebbe fare di lui un parente del Sergente Archie Hicox (Michael Fassbender) di “Bastardi senza Gloria”. Non sarebbe la prima volta per Tarantino, d’altra parte i fratelli Vega comparivano uno in “Pulp Fiction” (Vincent, interpretato da John Travolta) e l’altro in “Le Iene” (Vic, interpretato da Michael Madsen), per anni Tarantino ha minacciato uno spin-off dal titolo “The Vega’s Brothers”, a questo punto chissà se farà anche “The Hicox’s family”.

Non notate una certa somiglianza tra questi due?
Sempre restando su Tim Roth, ad un certo punto sparano al suo personaggio nello stomaco, proprio come succedeva a Mr. Orange in “Le Iene”. Tim, consiglio una pastiglietta per il bruciore di stomaco la prossima volta…

Nel film per coprire le macchie di sangue (di Sweet Dave) sulla poltrona (di Sweet Dave) Channing Tatum utilizza delle spesse coperte, che poi è lo stesso trucco utilizzato da Mr. Wolf (Harvey Keitel) per coprire le macchie di sangue e cervella di Marvin in “Pulp Fiction”.

Il look di Tim Roth in questo film, somiglia molto a quello di Christoph Waltz in “Django Unchained” (che a sua volta ricordava quello di Klaus Kinski ne “Il grande Silenzio” di Sergio Corbucci). Waltz doveva far parte del film, ma non ha potuto collaborare (per la terza volta) con Tarantino, per via di precedenti impegni lavorativi, pare che avesse dovuto interpretare il ruolo di John Ruth.

"Hei! Tu non sei King Schultz, però gli assomigli! Sopratutto quel cazzo di cappello!".
Il film è ambientato nello stesso “Mondo” di “Django Unchained”, l’idea originale di Tarantino prevedeva come protagonista proprio Django, un personaggio che nel suo film ha ampiamente dimostrato di sapere come sopravvivere. Il titolo provvisorio era “Django in White Hell”, ma quando questa idea è naufragata, qualcosa è rimasto, infatti il capitolo conclusivo del film si intitola “Black man, white hell”.

Un'altra connessione con “Django Unchained” è possibile notarla nella pila di cadaveri sui cui è seduto il Maggiore Marquis Warren ad inizio film, si può intravedere la sella del cavallo e la giacchetta di velluto verde del personaggio… Hanno ammazzato Django! Brutti bastardi (senza gloria).

"Hai visto per caso scritto davanti a casa mia "deposito di negri morti"?" (Cit.)
Citazioni ad altri film:

Nel film il personaggio di Bruce Dern (mi pare) si rivolge a John Ruth (Kurt Russell) dicendogli: “Tu sei una Iena” (in lingua originale lo chiama proprio “Hyena”). Mi rifiuto di credere che non sia una cosa voluta, sono certo che Tarantino sappia benissimo che qui da noi il personaggio più celebre di Kurt Russell non si chiama Snake, ma Jena Plissken (“Chiamami Jena!”).

"Chiamami Hyena!".
L’ambientazione montana (e nevosa) mi ha ricordato molto un film che aveva giù ispirato Tarantino per “Django Unchained”, ovvero “Il Grande Silenzio” (1968) di Sergio Corbucci. Ma devo dire che ho pensato anche al film di André De Toth del 1959 “La notte senza legge” (Day of the Outlaw), forse perché anche quello era ambientato nel Wyoming.

Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh) fa le linguacce proprio come in "eXistenZ" di David Cronenberg (1999).

"Benissimo Jennifer, tonsille tutto ok, stai una favola."
La carrozza che trasporta i protagonisti ad inizio film, invece, è sicuramente un omaggio a “Ombre Rosse” di John Ford, il nome della compagnia che si legge sulla fiancata della carrozza è quasi la stessa ovvero "Overland Stage Line”.

"Siamo già al completo, prendete la prossima carrozza...".
Durata (non è importante quanto è lungo, ma come lo usi!):
La durata iniziale del film era di tre ore e comprendeva una “intermission” musicale di 12 minuti, più altri sei, pensati solo per la proiezione in 70mm. In ogni caso, con i suoi 182 minuti, resta il film più lungo di Tarantino… Lo batte solo “Kill Bill” che con le sue due parti (Vol. 1 & Vol. 2) arriva a 248 minuti.

Casting:
Sesto film insieme per Tarantino e Samuel L. Jackson, dopo “Pulp Fiction”, “Jackie Brown”, “Django Unchained” il piccolo cameo (di spalle) in “Kill Bill Vol. 2” e il ruolo di narratore in “Bastardi senza Gloria”.

Viggo Mortensen non ha potuto prendere parte al film, perchè impegnato su altri set, avrebbe dovuto essere Jody Domergue. Alla fine ha vinto Channing Tatum… Ora anche lui, come l’amico Jonah Hill può vantare una collaborazione con Quentin.

"Jonah? Uno ad uno palla al centro...".
Michelle Williams, Robin Wright, Geena Davis, Evan Rachel Wood, Hilary Swank e Demi Moore sono state prese in considerazione per il ruolo di Daisy Domergue.

BOB IL MESSICANO:
Nella prima stesura della sceneggiatura, il personaggio non era messicano, ma francese. Ma forse Tarantino non ha resistito dal citare “Il Grinta” con John Wayne, dove un messicano di nome Bob, faceva parte della banda dei cattivi.

SAM “I Am” JACKSON:
Il nome del personaggio di Samuel L. Jackson, “Maggiore Marquis Warren” deve il suo nome a Charles Marquis Warren, regista di un sacco di Western per la tv, tra cui la celebre “Gunsmoke”.

Il vero Charles Marquis Warren.
E' impossibile non notare quanto il suo look somigli a quello di Lee Van Cleef nella “Trilogia del Dollaro” di Sergio Leone, il mitico “Cattivo”, che ne “Il Buono, il Brutto e il Cattivo” scopriamo chiamarsi Colonnello Douglas Mortimer, era un ex militare diventato cacciatore di taglie, che spesso fumava la pipa… Direi che ci siamo.

"Non me somiglia pe niente!" (Cit.)
Riunione di famiglia:

Jackson è uno degli attori feticcio di Tarantino, così come Tim Roth e Michael Madsen, Kurt Russell è al suo secondo film dopo “A prova di morte”, ma questa è la prima pellicola che raduna insieme tutti i preferiti di Quentin.

Kurt Russell e Michael Madsen hanno interpretato entrambi uno dei fratelli Earp:
Russell è stato lo sceriffo Wyatt Earp in “Tombstone” (1993), mentre Madsen è stato il fratello Virgil Earp in “Wyatt Earp” (1994).

Questa città non è abbastanza grande per tutti questi baffi.
Kurt Russell e Jennifer Jason Leigh si ritrovano nello stesso film 25 anni dopo “Fuoco assassino” (1991), ma ancora più clamoroso è il fatto che i loro rispettivi padri, Bing Russell e Vic Morrow abbiano recitato molte volte insieme nelle serie tv “Combat!” e “Bonanza”… Proprio un affare di famiglia questo film!

6 commenti:

  1. 1) Considerando il periodo di riprese praticamente contemporaneo e le location vicine (Colorado/Columbia), 4/5 inquadrature di TH8 sono troppo identiche per soggetto e tipologia ad alcune topiche di The Revenant di Inarritu per non sembrare (ironicamente) fatte apposta. I tronchi degli alberi, la pelle dell'orso, O.B. che per salvarsi dall'assideramento si mette dentro la pelliccia come DiCaprio nel cavallo, le inquadrature sulle ferite in faccia del/della protagonista. Sembrano strizzatine d'occhio perculistiche alla pellicola con cui Tarantino sapeva di doversi confrontare....
    2)Samuel viene colpito e stramazza a terra esattamente nella stessa dinamica, inquadratura ed urlacci del suo personaggio di Django.
    3) Il Personaggio di Tim Roth è in effetti il trisavolo di quello di Fassbender di IB. L'ha dichiarato lo stesso Tarantino.
    3)La divisione di genere tra prima parte di un tipo e seconda virata decisamente sul gore è una citazione della struttura di "Dal Tramonto all'Alba", che comincia come un road movie e finisce, anche qui, come un horror splatter.
    4) La genesi della sceneggiatura come "Django 2" si nota ancora troppo tra le pieghe della storia. Soprattutto nella prima parte, personaggi e dialoghi sono apertamente "di rimando" al film precedente.

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  2. Impeccabile come al solito ;-) Anche l'inquadratura su Madsen che spara a Zoe Bell arriva da Kill Bill ;-) Il fatto che Tarantino stesse prendendo per i fondelli il suo diretto rivale ci sta, tipico del suo stile ;-) Cheers!

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  3. Sapevi del fatto della chitarra?
    http://www.badtaste.it/2016/02/07/the-hateful-eight-kurt-russell-chitarra-distrutta-jennifer-jason-leigh-spiega-andata/160242/
    Rimarrai a bocca aperta ahah

    Grande post!

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    1. Mi mancava questa, pazzesco é andata quasi come per Di Caprio e il teschio in Django, Kurt Rock star é finita in tragedia! ;-) Cheers

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  4. Ah, la storia delle 40mila sterle yanqui di chitarra schitarrata non la sapevi? Pensavo l'avessi evitata perchè mainstream.... Io invece ho dimenticato di farti notare che hai dimenticato le due sagaci inquadrature apparentemente inutili ed a ralenty dei due cavalli di testa della diligenza...Col binomio bianco-nero che tira metaforicamente la carretta delll'intero film... ;)

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    1. No era molto più semplice, in realtà mi ero fumato la notizia ;-) Quel ralenty mi ricordava qualcosa, pensavo fosse una citazione a qualche film (Ben-Hur? 70mm?) in realtà l'interpretazione giusta penso sia la tua. Cheers! ;-)

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