domenica 28 febbraio 2016

Sandman - Parte 1: La vita è un sogno, o i fumetti aiutano a vivere meglio?


Era un bel pezzo che volevo rileggermi Sandman dall’inizio, quindi ho colto al volo l’assist che mi hanno alzato (Ciao Roberto!) per immergermi nuovamente nella lettura del capolavoro di Neil Gaiman.

Pubblicato dalla DC Comics sotto l’etichetta “per adulti” della linea Vertigo, tra il 1989 e il 1996, Sandman è stato il fumetto che ha traghettato la nona arte dalla rivoluzione dei Super Eroi revisionisti degli anni ’80, al fumetto degli anni ’90 il cui massimo rappresentante è stato sicuramente Preacher.
I 75 albi originali americani sono stati suddivisi in 10 archi narrativi, a cui è necessario aggiungere “Notti Eterne” pubblicato nel 2004 e il recente Sandman: Overture, che fa da prequel alla vicende di Sogno.

A metà degli anni ’80 la famigerata continuity della “Distinta Concorrenza” era molto in ordine. In ordine sparso. Le pulizie di primavera tra i super eroi sfociarono nella saga “Crisis on Infinite Earths” quella che ancora oggi viene ricordata come il più clamoroso rassettamento di cassetto dei calzini della storia del fumetto. In compenso la DC ai tempi, un po’ per fame un po’ per disperazione, ha lasciato carta (quasi) bianca ai suoi autori, il risultato sono state storie rivoluzionarie come “Il ritorno del cavaliere oscuro” di Frank Miller (1986), o i vari capolavori firmati da Alan Moore, “Swamp Thing” (1984), “Watchmen” (1986) e “Batman: the killing joke” (1988), pietre miliari del fumetto che hanno saputo ridefinire personaggi storici, ma anche insegnare ai lettori che il fumetto poteva essere più complesso e denso di argomenti maturi di come è stato inteso per decenni.


Neil Gaiman, l'uomo meglio vestito della storia dei Comics.
Nel 1988, forte della mini “Black Orchid”, l’uomo meglio vestito della storia dei Comics, ovvero Neil Gaiman, ottiene la fiducia della editor Karen Bergen, l’idea è quella di prendere qualche personaggio minore di casa DC e rilanciarlo. Gaiman inizia snocciolare nomi, la Bergen sistematica, glieli boccia tutti uno dopo l’altro, a quel punto le alternative erano due: ripiegare su un rilancio di Geppo la Super Scimmia o farsi venire una grande idea. Ovviamente dalla testona riccioluta di Gaiman esce fuori una grande idea: Sandman.

Personaggio creato nel 1939, su cui in passato hanno lavorato gente come Joe Simon e Jack “The King” Kirby, il primo Sandman della Distinta Concorrenza era un eroe Pulp con maschera antigas, il nome Sandman arrivava dalla polverina soporifera, utilizzata contro i nemici, del tutto simile (nei risultati) a quella della preghierina notturna al Dio del sonno Morfeo. Ovviamente, Gaiman non è interessato a scrivere di super eroi, gli sconfinfera di più l’idea di parlare di un personaggio che vive nei sogni. Karen Bergen accetta, Gaiman si mette al lavoro e crea Sogno degli Eterni.


Il primo Sandman contro i gondolieri abusivi di Venezia (o qualcosa del genere...).
“Sandman” pesca a piene mani dalla mitologia e dal folklore di diversi Paesi, mescolando i generi come solo quel geniaccio di Neil può fare, tra le pagine dei 75 numeri della serie si trova un po’ di tutto: fantastico, horror e supereroistico (specialmente nei primi numeri). Si parte da qui per arrivare alle sponde più remote del mondo dei sogni, per usare le parole dello steso Gaiman.

Sogno è uno dei sette Eterni (quasi delle divinità, che incarnano e controllano i vari aspetti della vita dei mortali), il fratello maggiore si chiama Destino, poi troviamo Desiderio, Disperazione, Distruzione, Delirio ed insieme a Sogno (Dream in originale) completa la rosa Morte (Death). L’uso della “D” per tutti i nomi è l’ennesima trovata geniale di Gaiman.

Sogno è la rappresentazione antropomorfa del mondo onirico, è uno degli Eterni più potenti, poiché umani e animali passano la maggior parte della loro vita dormendo (e quindi sognando). Ha molti nomi, ognuno per le molte culture d’appartenenza, ma è sempre rappresentato quasi uguale: pelle bianca, alto, magro con un mucchio di capelli neri e sempre rigorosamente vestito di nero, da questo punto di vista è del tutto simile al suo creatore Neil “Uomo meglio vestito della storia dei comics” Gaiman.
Originariamente freddo e distaccato, la sua evoluzione e la sua crescita etica sono la base su cui la serie “Sandman” è stata basata.

Preludi e Notturni (numeri 1-8 della serie originale, 1988-1989)

Il primo arco narrativo di “Sandman” cominciò nel 1916 in Inghilterra, l’occultista Roderick Burgess nella sua sperduta villa nel Sussex, organizza un rituale per intrappolare la Morte, guadagnandosi così la vita eterna, purtroppo fa un errore letale e cattura Sogno, fratello minore di Morte. Temendo una ritorsione da parte della potente creatura, lo tiene imprigionato in una sfera di cristallo. Sogno ci resta per 70 anni, tutti passati a fissare il proprio carceriere senza proferire una singola parola.


"No? Ma sempre no? Basta allora, io me ne vado...".
La vendetta è un piatto che va consumato freddo dicono, Sogno indebolito dalla lunga prigionia si libera e infligge una severa punizione al suo aguzzino: una veglia eterna, ovvero una serie infinita di incubi da cui non potrà mai più risvegliarsi.

Soccorso da Caino e Abele (personaggio che arrivano dalle pagine di “Swamp thing” di Alan Moore), Sogno ritorna alla sua dimora, solo per trovarla devastata. Il regno dei sogni è in rovina e tutti i sogni (e gli incubi) sono fuggiti via. Morfeo (Oneiros, Sogno, il Plasmatore… E chi più ne ha più ne metta) inizia il suo viaggio, per recuperare il suo elmo, il suo rubino e il suo sacchetto con la polvere, che sembra talco ma non è e serve a fare dormire.


Caino e Abele direttamente dalla pagine di "Swamp Thing" di Alan Moore.
Per recuperare l’Elmo dovrà incontrare Lucifero all’inferno, personaggio caratterizzato così bene da Gaiman, da meritarsi una sua serie personale (“Lucifer” sempre edita dalla Vertigo). Il sacchetto con la sabbia è l’occasione per Morfeo di incontrare John Constantine, un altro personaggio creato da Alan Moore sulle pagine di “Swamp thing” preso in prestito da Gaiman, molti di voi potrebbero conoscerlo per la sua serie regolare “Hellblazer” altro capolavoro del fumetto contemporaneo, ma questa…. E’ un'altra storia. Per altro, il racconto con protagonista Constantine è uno dei finali più agghiaccianti mai visti in tutta la serie “Sandman”. Lettore avvisato, mezzo salvato.

Il rubino, invece, dovrà recuperarlo dalla mani di un pazzoide fuggito dal manicomio di Arkham, John Dee, noto anche come Dottor Destino (ma non quello della Marvel Comics nemico dei Fantastici Quattro… Occhio!), in una doppia storia che rappresenta l’ultimo tentativo di Gaiman di utilizzare il suo personaggio all’interno dell’universo della Distinta Concorrenza, l’ultimo necessario scotto da pagare all’impero dei super eroi, prima di portare il suo personaggio verso ben altri (e più onirici) lidi.

Non credo sia un caso che “Preludi e notturni” con i suoi alti e bassi e i suoi compromessi con la casa editrice, si concluda con il numero 8, celebre per l’esordio di quella che è a tutti gli effetti il secondo (molti direbbero il primo) personaggio più riuscito della carriera di Neil Gaiman, ovvero Morte.


"Chi è caro?" , "Pare sia un certo La Morte, venuto per la mietitura" (Cit.)
Una giovane ragazza con trucco Gotico sugli occhi (il più riprodotto tra le cosplayer di tutto il pianeta), minuta, vivace, saggia, allegra e vestita di nero. Un personaggio chiave di tutta la serie, protagonista di due miniserie a lei dedicate (“Death: l'alto costo della vita” del 1993 e “Death: Il momento della tua vita” del 1996), per quella che ancora oggi è una delle più originali rappresentazioni della mietitrice che siano mai state fatte nell’arte e nella letteratura… Fumetti li chiamano, Tzè!

Casa di bambola (numeri 9-16 della serie originale, 1989-1990)

Nel secondo arco narrativo, Morfeo comincia a recuperare tutti i sogni e gli incubi sfuggiti sulla Terra in forma umana. Facciamo la conoscenza della giovane Hippolyta Hall, convinta di vivere ancora con la sua famiglia in realtà intrappolata in un'illusione, ben rappresentata da Gaiman con il metaforone della casa di bambola del titolo. Titolo che per altro non arriva dalla celebre opera di Ibsen, ma da un romanzo per ragazzi, un tipo di letteratura che Gaiman conosce bene, visto che molti dei suoi libri (tipo Coraline o Stardust) si rivolgono proprio ai lettori più giovani.

Nel doppio racconto ambientato ad una particolarissima convention (di Serial Killer) Morfeo incontra e sconfigge uno dei suoi incubi più terribili, l’iper-dentuto Corinzio. In questa storia Gaiman lancia qualche stoccata all’American way of life, l’idea di una riunione annuale dei Serial Killer è qualcosa che può venire in mente solo ad un Inglese che osserva un Paese ospite, sottolineando tutti i suoi tick. Per altro, alcuni dei dialoghi più riusciti di tutta la serie si trovano proprio qui.


Se il buono è vestito di nero, il cattivo che colori avrà?
“Casa di bambola” si completa con alcune storie brevi veramente mirabili, la prima è il prologo di questo arco narrativo, una leggenda orale tramandata di padre in figlio tra le tribù africane, la leggenda della regina Nada, amante dell’incarnazione dei Dio dei Sogni del continente nero. Il primo racconto in cui Gaiman dimostra di poter utilizzare il suo personaggio in un modo nuovo e alternativo, discostandosi dai tipici schemi di narrazione del fumetto americano. L’altra storia che funge da epilogo per “Casa di bambola” è la vicenda di Robert Gadling, l’uomo a cui Morte ha concesso di non morire, più che altro per dare una piccola lezione su suo fratello minore Sogno. Ogni 100 anni Morfeo e Robert si incontrano e attraverso l’evoluzione dell’uomo, Sogno impara qualcosa sul valore della vita.

Le terre del Sogno (numeri 17-20 della serie originale, 1990)

Quattro storie indipendenti una dall’altra, in cui Sogno non è nemmeno il protagonista, ma il più delle volte una presenza marginale,. Si inizia con il triste destino di Calliope, la musa delle arti, tenuta prigioniera da uno scribacchino da quattro soldi divenuto, grazie alla presenza della poveretta, prima un grande scrittore, poi un autore di best sellers e, infine, un regista famoso. Interverrà Sogno a liberare la sua ex amante.

Per tutti i gattofili, la storia “Il sogno di mille gatti” vi regalerà tutti i musini e le zampette che volete, personalmente guardando il mio cane che dorme, ho sempre pensato che 5 Euro li avrei investiti volentieri, per vedere sul grande schermo una proiezione dei suoi sogni, ma si sa che i gatti sono molto più nobili, furbi e vendicativi, il sogno di mille gatti potrebbe far impallidire “Il pianeta delle Scimmie”, storia meravigliosa, in cui Sogno assume per la prima volta la sua forma felina (vista anche in Sandman: Overture).


Pensateci la prossima volte che lasciate il micio solo a casa...
Si continua con “Sogno di una notte di mezza estate” sì, proprio il celeberrimo racconto di Shakespeare e qui è proprio il giovane Bardo a portare in scena la commedia commissionata da un pallido mecenate dell’arte vestito di nero, per un pubblico molto particolare, ovvero gli stessi protagonisti (reali) di sogno di una notte di mezza estate. Una storia geniale che è valsa a Gaiman un World Fantasy Award nella categoria racconti brevi, uno dei mille mila premi raccattato in giro per il mondo dal buon vecchio Neil.


Con tanti saluti al caro vecchio Will Shakespeare.
Si chiude con una triste storia con protagonista Urania "Rainie" Blackwell, ovvero la Element Girl della Distinta Concorrenza, forse l’ultimo colpo di coda dei super eroi all’interno delle trame di “Sandman”.

La stagione delle nebbie (numeri 21-28 della serie originale, 1990-1991)

Il grande affresco tirato su da Neil Gaiman ripesca Nada, vista nella bella storia africana di “Casa di bambola”, il re dei Sogni vuole giocarsi il tutto per tutto per liberare l’anima del suo antico amore dall’inferno in cui è relegata. Morfeo affronta nuovamente Lucifero e si reca nell’Ade per trovarlo… Vuoto.

Demoni ed anime dannate sono state scacciate da Lucifero, intenzionato a tirare giù la serranda per sempre, gli effetti collaterali sono notevoli, sulla Terra i morti ricominciano a tornare in vita, come nella frase di lancio di “Dawn of the Dead” di George A. Romero.
Morfeo si è presentato dal principe dei dannati pronto per la guerra e con grande sorpresa Lucifero si presenta remissivo, tanto da donare le chiavi dell’inferno a Morfeo… Un dono che gli poterà più problemi che altro.


"Ma chi ci tengono lì dentro, King Kong?" (Cit.)
Il risultato è che divinità provenienti dai Pantheon di tutto il mondo, bussano alla porta di Sogno, per reclamare le chiavi del regno lasciato vuoto, qui Neil Gaiman per la prima volta, ha l’occasione di offrirci la sua visione sugli Dei e le divinità, come avrebbe fatto successivamente nel suo fantastico romanzo American Gods.

Odino, Thor e Loki dal Pantheon norreno (molto diversi dalla loro versione Marvel bisogna dirlo), sono i primi ospiti, ma non mancano Anubi, Bast e Bes dal Delta del Nilo, Azazel arrivato da una delle cerchie dell’inferno, fino a personalità meno note come Tremula della Brigata dei Matti in rappresentanza del principio del Caos e i due Angeli Remiel e Duma. Ovviamente, con ognuno di questo personaggi Gaiman si sbizzarrisce nel definirli, ognuno con le proprie caratteristiche peculiari e i tick distintivi. Alle prese con questa difficile situazione diplomatica e con il rischio di fare una scelta che scontenta tutti, attirando su di sè le ire di molti potenziali nemici, il pragmatico Sogno riesce a fare la scelta giusta, dopo aver ascoltato le motivazioni di tutti i suoi ospiti.

Non ho detto nulla riguardo ai disegnatori. I primi numeri di “Sandman” sono stati disegnati da Sam Kieth che ha abbandonato la serie presto, a suo dire, impossibilitato ad esprimere a pieno il suo talento su una serie non molto nelle sue corde. Fino all’ultimo numero, i disegnatori si sono succeduti, l’unico a firmare tutte le 75 copertine è stato Dave McKean, le cui tavole, un misto di fotografia, disegni e svariate tecniche artistiche, hanno contribuito alla maturazione del fumetto. Ancora oggi, nessuna serie può vantare copertine così riconoscibili e artistiche, senza quasi mai mostrare Sogno, dei veri pezzi di inconscio portati con grande talento su carta.


I maggiori Pantheon di Dei, riassunti in una sola splash page.
Inutile girarci intorno: i talenti che si sono succeduti al tavolo da disegno hanno fatto tutti un ottimo lavoro, ma è la prosa di Neil Gaiman e la sua straordinaria inventiva il vero motore di “Sandman”. Nei primi quattro archi narrativi si è già visto di tutto, Pantheon di Dei, convention di Serial Killer, Will Shakespeare e sogni visti dal punto di vista dei gatti, un quantitativo di materiale e idee (geniali) che solo uno con una testa fuori dal comune può gestire in una storia coerente, senza trasformare tutto in un gran casino.

“Sandman” è un capolavoro capace di sperimentare, la dimostrazione lampante che certe storie possono essere raccontate solo con il mix di prosa e disegni che soltanto i fumetti possono vantare, penso che nemmeno il Cinema avrebbe mai potuto portare in scena tutto questo materiale. “Sandman” ha contribuito a far rialzare la testa ad un'intera forma d’arte troppo spesso soggetta a sudditanza psicologica nei confronti degli altri media.

Per la prima parte di “Sandman” è tutto, prossimamente torneremo nella terre del sogno per gli altri archi narrativi di questo capolavoro, che ho diviso in tre grosse porzioni, qui sotto trovate il resto del menù, in attesa del prossimo capitolo, buona notte… E sogni d’oro!

ARCHI NARRATIVI DI SANDMAN
[01] Preludi e Notturni (#1 – #8)
[02] Casa di bambola (#9 – #16)
[03] La terra dei Sogni (#17 – #20)
[04] La Stagione delle Nebbie (#21 – #28)
[08] La Locanda alla Fine dei Mondi (#51 – #56)
[09] Le Eumenidi (#57 – #69)
[10] La Veglia (#70 – #75)

18 commenti:

  1. Ma allora dillo che vuoi analizzare tutti i capisaldi che vorrei leggere ma ancora non ho letto! :-D Mitico nuovo ciclo cassidiano ^_^

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    1. Ahahah ti ringrazio moltissimo, leggendo il prequel della saga (Sandman Overture, che concluderò a breve) mi è tornata voglia di rileggermi questa pietra miliare del fumetto dall'inizio. Spero di riuscire ad onorarlo come merita... Cheers! ;-)

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  2. Ti dico un segreto... di Sandman so davvero poco :S
    Vorrei iniziare a recuperarlo

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    1. Ti consiglio di iniziare proprio dai volumi RW Lion, che hanno di recente ristampato "Sandman", trovi il primo volumone intitolato "Sandman Deluxe", la copertina è quella che ho utilizzato in testa al post. Per me è un fumetto fondamentale, brillante e a tratti sperimentale, da leggere insomma ;-) Cheers!

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    1. Assolutamente si, una storia geniale, colta e piena di gran momento. Un classico del fumetto ;-) Cheers!

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  4. Bello. Sono bellissime letture :) Grazie zio Gaiman!
    Devo leggere gli ultimi volumi ancora, e il finale di Ouverture, ma come opera in sé è veramente un (lo dico di nuovo, ultimamente rischio di usare questa parola un po' a sproposito) capolavoro!

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    1. No per una volta non è una parola usata a casaccio, ma l'unica da utilizzare per parlare di "Sandman" ;-) "Sandman Overture 6" è qui sulla mia scrivania che mi guarda, solo da commentare, a breve da queste parti ;-) Cheers!

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  5. Ah! Sandman! Letteratura con la L maiuscola! Sono riuscito dopo quasi dieci anni a completare l'arco narrativo: ho dovuto aspettare di trovare l'ultimo volume su eBay usato dell'allora Magic Press (quando ancora aveva un catalogo di tutto rispetto e non pubblicava roba come le 'Avventure di Pene e Vagina'). Adesso non ho ancora capito chi lo ripubblica e lo ristampa ma purtroppo sembra essere destino che in Italia la Distinta Concorrenza debba essere sempre non adeguatamente rappresentata.

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    1. Ai tempi ai tizi della Magic Press ho lasciato un sacco di soldi, il loro catalogo era di tutto rispetto. Ora la RW Lion ha ereditato (quasi) tutto, però hai ragione, a differenza della Marvel, la Distinta Concorrenza ha sempre avuto vita difficile. Per fortuna le serie Vertigo in un modo o nell'altro si trovano sempre ;-) Cheers!

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  6. Sandman è indubbiamente il mio fumetto preferito.
    Recensione perfetta su un fumetto che è quasi impossibile da recensire.
    Hai fatto un mezzo miracolo. :-)

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    1. Ti ringrazio moltissimo e mi tolgo il cappello davanti ai tuoi ottimi gusti in fatto di fumetti ;-) Sandman è uno di quei casi in cui il fumetto non ha nulla da invidiare a nessun altro formato. Ora sto rileggendo le storie relative alla "Parte 2" sono ancora incantato ad ogni pagina, e sudo freddo per quando dovrò provare a commentarle ;-) Cheers!

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  7. Oddio, "Sandman"! Una delle letture fondamentali che mi hanno cambiato la vita insieme a "Watchmen" di Alan Moore! Mezza mia adolescenza è racchiusa in mezzo a quelle pagine.
    In più, ti dirò, ai tempi avevo proposto a degli editori una graphic novel di chiara ispirazione gaimaniana. Peccato che l'esito sia stato abbastanza disastroso ^^'
    Grande rispolvero, comunque. Gli hai dato giusto omaggio :D

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    1. Un giorno dovrò parlare anche di Watchmen, per forza ;-) Però ora sono curiosissimo, io una graphic novel Giamaicana la leggerei volentieri! Ti ringrazio molto... Cheers ;-)

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  8. Io non sono riuscita a trovare il primo volume e lo sto leggendo in inglese... alla fine qui dove sono mi viene più facile recuperarlo. Bello, bellissimo. Molto letterario. E Morte è incredibilmente cool :)

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    1. Il primo è quello ancora più legato agli schemi del fumetto di super eroi, ma è già pieno di genio, dal secondo in voi Gaiman vola... Morte è il personaggio "secondario" più figo della storia dei fumetti, senza se e senza ma ;-) Cheers!

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  9. Risposte
    1. Ogni volta che ti vedo citare l'urlo post tiro da tre di Reggie "Killer" Miller mi esalto tantissimo ;-) Cheers!

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