domenica 7 febbraio 2016

Il ritorno dei Deadpool viventi: D-Nation (have mercy!)


Abbiamo visto il mercenario chiacchierone di casa Marvel alle prese con l’arte della guerra di Sun Tzu, lo abbiamo visto uccidere i classici, poteva mancare il suo scontro con i morti viventi?

Come avrete intuito dalla parola “ritorno” nel titolo, questo fumetto è il sequel del successo “La notte dei Deadpool viventi”, il primo divertentissimo scontro tra i non-morti e il non-zitto di casa Marvel, albo che la Panini Comics ha pensato bene di far passare tipo meteora delle edicole, quindi sono riusciti a leggerlo in pochi, per chi di voi (come me) se lo fosse perso, vi rimando al commento del grande Lucius, sul suo Blog Fumetti Etruschi.

Il primo volume si concludeva con Deadpool impegnato a fermare l’avvento di migliaia di “Z” utilizzando il suo prodigioso fattore di guarigione, morso ripetutamente dalle fameliche creature, Wade Wilson non solo non è morto, ma ha infettato gli Zombie con il virus di Deadpool! Risultato: siamo passati dalla notte dei morti viventi, alla notte dei Deadpool viventi… Fate Ciaone con la mano a Zio George A. Romeo, senza di lui tutto questo non sarebbe mai stato possibile.

Spiegare l'invasione di Deadpool con poche comode vignette.
La cosa positiva (una delle) di questo volume è anche la sua chiarezza, si può leggere tranquillamente anche per chi come me si fosse perso la prima parte, Cullen Bunn fa un comodo riassunto di mezza paginetta mettendo tutti i lettori, vecchi e nuovi sulla stessa linea di partenza.

Compro la tua arma per un dollaro!
L’omaggio allo stra-mega-iper-super capolavoro-pietra miliare del Cinema “La notte dei Morti viventi” di Romero è anche nei colori: l’albo riprende il bianco e nero del film del 1968, interrotto solo dai toni rossi del costume di D-Pool che, a ben guardare, è anche una trovata quasi meta-fumettistica, visto che proprio Wade Wilson è l’elemento di rottura della storia.

Il mondo de “Il ritorno dei Deadpool viventi” è costellato di sopravvisuti umani che combattono per restare in vita, niente di diverso da qualunque episodio de I Camminamorti (serie TV oppure fumetto) che abbiamo già visto, ma dopo l’intervento di Deadpool, ora la minaccia è rappresentata da tante versioni folli (ancora più folli!) del mercenario che si aggirano sulla Terra in cerca di vittime.

"Pensare che dicevi che c'erano troppi uomini ragno in giro, come la mettiamo ora?".
Il nostro protagonista all’inizio del volume non ha più memoria di se stesso e degli eventi accaduti in precedenza (forse nemmeno lui è riuscito a leggere l’albo della Panini…), sarà una giovane sopravvissuta, armata di una stilosissima mazza da baseball “Pimpata” anti-Zombie ad aiutarlo. Cullen Bunn farcisce l’albo di grande ironia anche nei dialoghi, ma non si limita a questo, introducendo anche un culto dei Deadpool, una vera e propria religione basata sulle fase della vita del mercenario chiacchierone, che ovviamente sono rappresentate dai vari autori che hanno scritto il personaggio negli anni, quindi i vari Fabian Nicieza, Joe Kelly, Gerry Duggan (ma anche lo stesso Cullen Bunn) vengono citati come profeti della D-Religione, al pari dei vari apostoli Cristiani… Meta-fumettografia portami via.

C’è il tempo anche per un assalto al treno dal look molto western e, a proposito di look, i disegni del volume sono davvero ottimi, frutto del lavoro al tavolo da disegni di Nik Virella, giovane disegnatrice molto promettente, che fa un ottimo lavoro con matite e china.

United States of D.E.A.D.P.O.O.L.
La curiosità è che questo volume potrebbe quasi essere considerato un ideale quarto capitolo della trilogia dell’uccisione, dopo aver ucciso gli Eroi Marvel, i Classici della letteratura, e se stesso (nel terzo capitolo di prossima uscita che ho intenzione di non perdermi…), Cullen Bunn fa scontrare Deadpool con un altro archetipo narrativo: gli Zombie Romeriani. Una trilogia estesa, quasi come quelle che fa Leo Ortolani sulle pagine di Rat-Man.

Vedremo se il film di prossima uscita dedicato al personaggio, sarà il suo ennesimo scontro, personalmente spero che sia pieno di sangue e molto meta-cinematografico, dita incrociate!

6 commenti:

  1. Grazie per la citazione, ormai è più facile che i morti tornino in vita che la Panini distribuisca i suoi prodotti :-D Forse essere una casa con milioni di miliardi di testate e distribuirne dieci per puzza non è proprio una mossa editoriale da applauso...
    Comunque Living Deadpool è geniale, a dimostrazione che un bravo autore non ha paura dello stereotipo «Sugli zombie ormai si è detto tutto» e sa creare magia e far sbellicare dal ridere ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego figurati, citazione doverosa ;-) La panini è grande-grande, ma in certi momenti sono veramente piccoli, specialmente quando fanno scelte sceme come queste. Hai riassunto alla perfezione, gli zombie sono sovresposti, ma la creatività è troppo spesso sottovalutata, si possono raccontare belle storie, anche se il mondo (dei fumetti e non solo) è pieno di non-morti ;-) Cheers!

      Elimina
  2. Risposte
    1. Non é uscito da molto, ma é davvero molto divertente ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Zombie + Deadpool, come non amarlo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, due cose che già da sole funzionano alla grande ;-) Cheers!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...