domenica 3 gennaio 2016

The Walking Dead vol. 23 - Dai sussurri alle grida: ...I see trouble on the way


Il volume precedente ha cambiato lo scenario per i potagonisti della celebre “Never ending zombie story” di Roberto Kirkuomo, lasciandoci anche con degli avversari completamente nuovi, in effetti il titolo “Dai sussurri alle grida” è veramente il più azzeccato per sottolineare l’escalation nei rapporti con i nuovi arrivati…

Carl Grimes sta diventando grande, il figlio dello sceriffo è dovuto crescere in fretta e con lui è cresciuto anche il suo mito, ora che si è trasferito ad Hilltop, è arrivato comunque dopo la sua fama, che ormai lo precede. La comunità guidata da Maggie ha già i suoi bei problemi, Carl e Sophia si troveranno al centro di un “Casus belli” che rischia di mettere in discussione la leadership di Maggie che dovrà fare i conti con un tentativo di golpe…

Ma i nemici interni di Hilltop sono pericolosi come quelli esterni, proprio in questo volume scopriamo qualcosa della misteriosa comunità di “sussurranti” che indossano la pelle degli Zombie come una maschera per mimetizzarsi tra di loro. Robert Kirkman azzecca la chiave di lettura, in un volume dove il punto di vista è quasi sempre quello di Carl, per scoprire qualcosa dei nuovi arrivati, il creatore della serie introduce una giovane ragazza presa prigioniera dalla comunità avversaria.


50 kg bagnati, ma quintali di problemi...
Non è difficile fare due più due: Carl ha ereditato lo spirito del padre (almeno di quello fumettistico, per fortuna non somiglia allo sceriffo pasticcione della serie tv), ma essendo un adolescente ha gli ormoni che fanno le sgommate nei piazzati, quindi il patatrac è dietro l’angolo.

Ovviamente, appena pensi di aver capito cos'ha in mente Kirkman, quel diavolaccio porta la storia in un'altra direzione, quindi per ora lo scontro è rimandato, ma Hilltop (e in particolare Maggie) vengono minacciati e per una volta la minaccia all’interno delle mura sembra la più pericolosa.

"Ho la sensazione che qualcuno ci segua", "Ma no stai tranquillo, va tutto bene...".
L’epopea Zombesca di Kirkman continua alla grande, anche ora che Rick e soci hanno raggiunto una ritrovata stabilità, attraverso la loro fitta rete di scambi tra comunità, la meschinità che alberga nell’animo umano torna a fare capolino, perché come il Maestro George A. Romero insegna, in una storia di Zombie, i veri mostri sono gli umani. Kirkman lo sa molto bene e riesce a sfornare dialoghi che rendono anche questo volume numero 23 una lettura da bere in un solo sorso… Penso che la gente si sia abituata a vedermi fare silenziosamente “Nuuuuuooooo!” di fronte ai colpi di scena, mentre leggo “The Walking Dead” sul pullman (Storia vera).


Le copertine originali Image di due dei numeri contenuti in questo volume.
Charlie Adlard, coadiuvato dalle chine del nostro Stefano Gaudiano non perde un colpo, anche se negli Stati Uniti la serie ha aumentato la frequenza di pubblicazione, il nostro sta al passo mantenendo la qualità e la coerenza con i numeri precedenti, considerando anche quanto siano cambiati i singoli personaggi nel corso dei 23 volumi, è un dettaglio non da poco.

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