martedì 26 gennaio 2016

La grande scommessa (2016): A che ora è la fine del mondo?


Quando ho realizzato che l’Adam McKay che ha scritto e diretto questo “The Big Short” era lo stesso Adam McKay che arriva da tanto Saturday Night Live, da parecchi film con Will Ferrell e dalla riscrittura di Ant-Man dopo la dipartita (artistica) di Edgard Wright, mi sono stropicciato gli occhi.

Non avevo visto nemmeno mezzo trailer, ne avevo a malapena sentito parlare come di un film che spiegava le ragioni della bolla economica del mercato immobiliare americano, la stessa famigerata bollaccia che ha dato il via alla crisi economica. Già l’argomento non è semplice, ma non era questa la cosa ad urtarmi, puoi pure tenermi 130 minuti a parlare di economia, ma 130 minuti a vedere quella faccia da pirla di Christian Bale proprio non posso farcela…

Devo dire che alla fine “La grande scommessa” mi è anche piaciuto, Adam McKay ha fatto un ottimo lavoro adattando per lo schermo “The Big Short - Il grande scoperto” (The Big Short: Inside the Doomsday Machine), ma soprattutto trovando la chiave di lettura giusta per accalappiare gli spettatori.

I quattro cavalieri dell'apocalisse (economica).
La storia inizia nel 2005 ed è tutta raccontata dal punto di vista di pochi personaggi, gli unici a riuscire a guardare più in là del proprio naso, anticipando il disastro prossimo venturo dei titoli tripla A e dei CDO sintetici.

Parliamo subito della principale caratteristica di questo “The Big Short”: i personaggi del film parlano solo ed unicamente utilizzando termini tecnici, chi come me non è molto ferrato in economia e conta ancora con le dita (so contare fino dieci! VENTI se uso i piedi!) potrebbe avere più di una difficoltà. L’unica cosa che mi ha salvato oltre al fatto che ogni tanto un giornale lo leggo anche io…

…Cassidy! Playboy non è un giornale e non si legge!

L’ho scritto o era solo una delle voci nella mia testa? E poi è pieno di articoli intere... Ma stavo dicevo, mi ha salvato il fatto di aver visto l’ottimo documentario di Charles Ferguson del 2010 intitolato “Inside Job” (consigliato, se voleste approfondire), quindi non sono rimasto completamente stordito (quello lo sono già di solito) di fronte a cose come i credit default swap e altre strambe sigle.

Quello che non ha fatto la mia (scarsa) preparazione, lo ha saputo fare Adam McKay in questo film, inventandosi una trovata molto efficace. Spesso i personaggi del film infrangono la parate della quarta dimensione rivolgendosi direttamente al pubblico, un po’ come fa Frank Underwood in House of Cards per capirci, ma soprattutto, ogni tanto il film è intervallato da alcune scene fuori contesto, che spiegano attraverso riuscite metafore, il disastro economico. Anche se devo dire che il primo utilizzo di questo trucco, mi ha lasciato un po’ spiazzato.


Secondo voi cosa dovrei capire io se a spiegare è una così?
Quando viene introdotta Margot Robbie, in una vasca da bagno piena di schiuma a spiegare il primo concetto chiave del film, ho creduto che tutta la pellicola fosse una grossa trovata satirica, spiego: secondo voi c’è qualche uomo davvero in grado di capire un concetto (anche semplice) se di fronte a sé ha Margot Robbie in una vasca da bagno? Figuriamoci un concetto economico complesso, dai!

Ho seriamente creduto che la mossa di Adam McKay fosse satirica, tipo quei servizi del TG che si presentano come una chiara spiegazione dei fatti e poi, in soldoni, non spiegano nulla e ti lasciano con più dubbi di prima. Devo dire che nel corso del film, invece, la scelta di Adam McKay paga dividendi, la scena con Selena Gomez al tavolo da Black Jack è totalmente riuscita e illustra alla perfezione la situazione… Quindi, posso dire che il problema è stato solo la scelta di Margot Robbie, tutto sotto controllo.

Come dicevo ho apprezzato molto “La grande scommessa”, anche per il suo andamento, questo senso di apocalisse imminente si avverte e, anche nel finale, la pellicola di Adam McKay non fa mai facili concessioni al buonismo o ad un finale cinematografico rassicurante. Se devi parlare di fine del mondo, fallo come si deve, è il buon Adamo ci è riuscito.


"Tu! Ti ho riconosciuto anche con quel tintone! Sei l'autista di Drive!".
Passiamo alle note negative? Essendo io a parlare del film, non potevano non esserci… Prima di iniziare a fischiarmi datemi il tempo di dirvi la mia in merito!

Ho trovato tutto il cast azzeccato e molto in palla, anche Steve Carell, malgrado il suo curriculum da attore comico, funziona alla grande qui, perché per fare il comico bene, per prima cosa devi saper recitare e Carell ha già dimostrato di saperlo fare anche in film drammatici come Foxcatcher.

Proprio parlando di Foxcatcher, avevo espresso il mio dubbio sulla questione “Attori che si fanno brutti per imitarci”, purtroppo “La grande scommessa” soffre della stessa sindrome: il biondo-occhi-azzurri Ryan Goslin, diventa un moro-occhi-marroni per entrare nei panni dell’investitore di Deutsche Bank. Brad Pitt molto misurato (volutamente) malgrado gli occhiali da Antonello Venditti è quello che risulta meno “Strambo” di tutti, ovviamente dall'altra parte dello spettro, c’è sempre lui, il maledetto, Chris Bale.


"Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se vengo vestito da Antonello Venditti?".
Sono sicuro che il vero Michael Burry sia eccentrico, ma qui francamente mi è sembrato che Adam McKay o Chris Bale (o entrambi) abbiano davvero calcato troppo la mano per caratterizzarlo, scalzo e in braghini in giro per l’ufficio, ascoltando Metallica, Mastodon e Pantera a volumi criminali. Non che io non apprezzi la scelta musicale (anzi, tutt’altro), ma mi è sembrato un modo di scrivere (e interpretare) il personaggio, usando il pennarellone a punta grossa, ma dopo essersi metto i guanti da forno, giusto per essere sicuri di scrivere proprio grande grande la parola ECCENTRICO. Con il Caps lock acceso, ovviamente.


In ufficio tante volte, vorrei fare così anche io...
Di suo, Christian Bale ha dichiarato in un'intervista di aver imparato a suonare la batteria a doppio pedale (anche se la suona così così solo in una breve scena) ascoltando “By demons be driven” dei Pantera e per questo stavo quasi per ricominciare, non dico a volergli bene, ma almeno a recuperare un po’ di stima per lui.

Solo che poi, per rimettere in equilibrio l’universo, dichiara che i Mastodon fanno Death Metal e allora ciao Chris, ciao proprio, le pensi tutte per farti stimare…

"By demons be driven... Beckon the call!".
Detto questo, il film mi è piaciuto e mi ha anche sorpreso, diciamo che se la scena in borsa del finale di Una poltrona per due vi ha sempre lasciati con qualche dubbio, "The Big Short" di certo non vi farà fare pace con l'economia.

"La grande scommessa" non ha la forza e la follia di “The Wolf of Wall Streets” che resta superiore, ma entrambi i film ci confermano quello che già sapevano: chi ha le mani sul volante del mondo, ha dimenticato la responsabilità negli altri pantaloni e questo è il finale più horror che si potesse dare ad un film che parla di fine del mondo.

10 commenti:

  1. Oddio, questo è uno di quei film (rarissismi film...) che non mi ispirano per niente! XD
    A giudicare da quello che scrivi, forse farei meglio a ripensarci... per ora non prometto niente, però! :P

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    1. Ti capisco benissimo perché nemmeno io gli avrei dato un centesimo, poi Chris Bale ormai mi urta… Invece alla fine ha davvero il suo perché, una bella sorpresa ;-) Cheers!

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  2. come ho già scritto da qualche parte, questo film rappresenta la mia personalissima idea di film dell'orrore, non per come è stato realizzato (tutt'altro!) ma per quello che racconta.
    Non so nemmeno come riuscire a scriverne.

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    1. L'incedere é quello di un film apocalittico, il finale (tristemente aperto) é degno degli horror, la scena in cui Pitt cazzia i suoi che festeggiano é rappresentativa, é come se riprendesse quegli spettatori che potrebbero non aver capito la vera natura della storia. Cheers!

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  3. E dire che non mi ispirava ma, come sta succedendo con "Steve Jobs", sto rivalutando la voglia di non vederlo.
    Avrai miei news ;)

    PS: ok, come per Megan Fox, credo di essere l'unico a cui la Robbie non piaccia...

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    1. Attendo le tue notizie con piacere ;-) Cheers!
      P.S. Megan Fox porella devastata da chirurgia inutile, la Robbie guardabile, ma aspetto di vederla in "Suicidiosquadra" per vedere se possiamo anche chiamarla attrice.

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  4. Per i troppi film di Gennaio, alla fine non sono riuscito a vederlo.
    Spero di recuperarlo il più presto possibile.

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    1. Hai ragione, è pieno di roba a Gennaio, il periodo pre-Oscar è sempre carico. Per me è stata una sorpresa, non gli avrei dato due lire. Cheers!

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  5. «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se vengo vestito da Antonello Venditti?» sto ancora piangendo dal ridere :-D
    Gli attori sono tutti bravi, malgrado Bale, quindi sono combattuto. "Margin Call" (2011) con Kevin Spacey, che spiegava la "crisi", mi è piaciuto sebbene non ci abbia capito un'acca, ma quello è un mio problema: serve una vasca bella grande e tante bollicine per spiegarmi l'economia :-P
    Insomma, mi fido della Bara e vedrò il film... anche solo per spernacchiare Bale tutto il tempo...

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    1. Bene ho colpito nel segno allora ;-) Un giorno a spernacchiare Bale è un giorno ben speso! "Margin call" me lo ricordo, ti dirò che forse questo mi è piaciuto di più...Anche se Kevin Spacey è sempre il migliore. Questo è il motivo per cui non leggo "Il sole 24 ore" non ci sono abbastanza foto di vasche da bagno con le bollicine ;-) Cheers!

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