lunedì 11 gennaio 2016

Il ponte delle spie (2015): "Vai forte, vai giovane, vai Spielberg"


Tra una cosa e l’altra sono arrivato un po’ lungo con il commento dell’ultimo film di Steven Spielberg uscito alla fine del 2015, poco male, spesso per commentare certi film è meglio attendere qualche giorno per vedere se hanno lasciato effettivamente qualcosa dopo il loro passaggio.

Il film è uscito nelle sale lo stesso giorno di Episodio VII – Il risveglio della nuova speranza dell’impero che colpisce ancora, per un puro caso, i due film hanno quasi la stessa durata, cinque minuti scarsi di differenza, però questo almeno mi ha fatto fare pace con il Cinema, se devo scegliere un regista con gli occhiali tondi io non ho dubbi, mai nella vita. Trama e poi ne parliamo:

1957. In piena guerra fredda, il classico brav’uomo americano (che infatti ha il faccione di Tommaso Aquile), l’avvocato James B. Donovan,  si ritrova ad essere l’uomo di punta per la risoluzione di un difficile negoziato tra Stati Uniti e Unione Sovietica, l’obiettivo è il rilascio del pilota Francis Gary Powers (Austin Stowell) abbattuto dai Russi mentre era in volo con il suo U-2 Spia, evidentemente ai Sovietici non piacciono i gruppi rock irlandesi…

In cambio i Russi richiedono la liberazione della spia filocomunista Rudolf Abel (Mark Rylance), l’avvocato viene spedito a Berlino per trattare, a complicare il tutto, ci si mette la Repubblica Democratica Tedesca che vorrebbe un ruolo di primo piano nella trattativa, per essere riconosciuta come stato sovrano, Mr. Hanks, la palla è nel suo campo…

Tom Hanks segue le orme di Totò e Peppino, diviso a Berlino.
Giocatori in campo, Steven Spielberg e Tom Hanks si ritrovano nuovamente insieme, alle prese con una sceneggiatura scritta dai Fratelli Coen. L’ultima volta che i fratellini del Minnesota hanno scritto qualcosa per qualcuno, non è stato tutto pesche e crema, bisogna dire che questa volta almeno per la parte tecnica, lo script è finito nelle mani capaci del vecchio Steven, infatti la messa in scena del film è davvero notevole sotto tutti gli aspetti.

I Coen non sono certo i primi registi e sceneggiatori della storia del Cinema a prestare un copione scritto da loro ad altri, quello che ho apprezzato è il fatto che specialmente nella parte iniziale del film, i due Fratelli abbiano piazzato qualche stoccata caustica, riservandole quasi tutte ai politici americani. Ma è impossibile non notare che i due non abbiano utilizzato la solita scrittura la vetriolo, e sulla lunga distanza, complice anche un certo buonismo (forse anche troppo) nel finale, è chiaro che il testimone del film sia saldamente finito nella mani di Zio Steven.

Come dicevo, ho visto il film qualche settimana fa, quindi ho avuto modo di riflettere sulla retorica presente nella pellicola. Ora, la retorica nei film è come la mostarda in cucina: prima o poi salta fuori in qualche ricetta e se non ci inzuppi il piatto può anche renderlo più gustoso (a volte). Ora fatemi uscire da questa pericolosissima metafora culinaria in cui mi sono infilato dicendovi che “Il ponte delle spie” in certi momenti è molto retorico, in generale il sottotesto è abbastanza chiaro: Americani = BUONI, Russi = Cattivoni, un tripudio di bianco contro nero, con buona pace delle zone grigie.

"Grigio? Non c'è il grigio nella bandiera americana...".
Il montaggio parallelo che mostra la disparità di trattamento tra i due prigionieri, quello Sovietico, svegliato come farebbe una brava mamma dai suoi carcerieri Yankee, mentre il povero pilota Americano trattato in stile… Beh Guantanamo, qui un po’ di vetriolo avanzato ai Coen lo utilizzo io.

L’altra grande critica mossa a questo film è la sua eccessiva lentezza, certo la prima parte è molto orientata a presentare i personaggi e la situazione in cui si trovano, non si può certo dire che sia tutta esplosioni e mortaretti, ma si è visto ben di peggio. Quando il film sale di colpi, ho trovato anche appassionante seguire le vicende di quest'uomo qualunque, in territorio straniero e dalle cui azioni, dipendono i destini del mondo. Qui entriamo nel campo della soggettività, ma Tom Hanks anche questa volta dimostra di essere il più bravo di tutti a dare volto e corpo all’uomo normale che si trova ad affrontare condizioni straordinarie, bravo Tommaso!

Ma, siccome mi conosco e so cosa mi piace vedere in un film, la cosa che ho apprezzato di più de “Il ponte delle spie” è stato l’intreccio, è il classico film in cui appena pensi “Ma perché Tom Hanks non telefona più alla moglie?”, Spielberg ti piazza la scena della cabina del telefono e mette a tacere i nascenti dubbi dello spettatore caga minchia (cioè io) e se lo fa per un dettaglio semplice come questo, figuriamoci per tutto il complesso intrigo politico portato in scena, che a mio avviso, si segue con una facilità disarmante e questo non perché in sala siamo diventati tutti degli Henry Kissinger, ma perché il regista de Lo Squalo tira le redini della narrazione alla grande.

"Quella birreria di cui mi parlavi era qui Steve?" , "No, Berlino Est, da questa parte".
L’apice del film è, ovviamente, la scena che dà il titolo al film, ambientata sul ponte di Glienicke, a questo punto, ritmo o non ritmo, retorica o non retorica, mi potete dire quello che volete, ma non che Speilberg non abbia fatto un lavoro magistrale di regia e montaggio, creando una scena che comunque ti lascia incollato allo schermo, anche se nel fondo del cranio sai già come finirà, giù il cappello!

Gli ultimi cinque minuti soffrono di eccesivo buonismo e soffrono anche dell’effetto della “Moltiplicazione dei finali”, non so come descriverla meglio: arriva una scena che sembra il finale del film, poi ne arriva un'altra e un'altra ancora e anche se Hanks che guarda i ragazzini americani che saltano il muro di cinta risulta un momento molto riuscito (“Didascalico! Letterario!” cit.), ogni finale aggiuntivo porta con sè altro buonismo.

Malgrado tutti i difettucci, devo dire che ho apprezzato il film, certo, se avesse fatto fare un cameo anche al cavallo di “War Horse” sarei stato più felice, ma non si può avere tutto dalla vita.

Steven facciamo un altro film insieme... Mi manchi!

35 commenti:

  1. Non Tommaso Aquile,ma Tommaso Matasse! XD
    questo film lo guarderò per amore,perchè solo l'argomento mi mette già sonno ;)
    Ma se non è dispiaciuto a te,dovrebbe piacermi!E poi Spielberg solitamente lo apprezzo.

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    1. Che poi sarebbe stato più logico Tommaso Falchi, ma ti dirò, mi piace molto di più Tommaso Matasse… Aggiudicato! ;-)
      Fammi sapere se vi è piaciuto, ti dirò, come al solito è una cosa soggettiva, personalmente posso dire che quando Mr. Matasse resta solo a Berlino, il film ha iniziato ad appassionarmi di più, non è tutto pesche e crema, ma Zio Steven sa sempre il fatto suo ;-) Cheers!

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    2. Tu tra tutti questi uccelli ti stai confondendo,caro Cassidy....falchi si dice hawks ;) cmq paura per sicario,lo sto sponsorizzando al Khal ma se dite che è lento forse meglio che lascio perdere!

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    3. Oggi ho la dislessia galoppante, anche più del solito ;-) “Sicario” ti rispondo qui sotto... Cheers!

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    4. Piaciuto tanto,un bel film alla vecchia che funziona dall'inizio alla fine!!!!Meno lento del previsto,e bravo Tommaso Matasse,nella parte del pacato avvocato :)
      Solo l'interpretazione della spia russa,con queste perenni sopracciglia in moto di stupore,mi ha convinto poco...

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    5. Oh bene sono contento vi sia piaciuto, anche secondo me tutte questa accuse di lentezza sono un filino esagerate. Non ho fatto caso alle sopracciglia, lo terrò a mente per una seconda visione ;-) Cheers!

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    6. Guarda,se non è lento per il Khal,non è lento per nessuno XD

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    7. Quindi oltre al Dothrakometro, introdurremo anche il Khalometro, il contachilometri per la velocità dei film ;-) Cheers!

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  2. E c'ho provato, giuro. Con tutto che Tommone mi rimbalza all'entrata manco la d-fense line dei Rams qualsivoglia cosa faccia e Spielberg m'ha perso fascino con l'invecchiaggio (mio ma anche suo). Ci ho provato, ciò, perchè son cresciuto in mezzo a spy novel di prima grandezza e la topografia di Mosca e Berlino Est la conosco meglio di tante altre città e a me è piaciuto molto tipo anche "La Talpa" che nessuno ha capito. E niente... l'abbiam mollato.
    Ma siamo stati puniti perchè al suo posto abbiamo guardato Sicario pensando in più brio e..... -madonnamacheccazzoabbiamvistooddiomenomaleevaporeràabrevechemmmmmerda-

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    1. La difesa dei Rams è tosta ;-) “La talpa” è un film meraviglioso, non accetto definizioni che possano etichettarlo meno di così ;-) Questo ponte delle spie inizia piano, poi migliora (secondo me) e poi si impantana con i piedi nella melassa del finale, spero di essere riuscito nel commento a sottolineare pregi e difetti della pellicola.
      “Sicario” l’ho commentato, ma non qui sopra. Diciamo che ritmo e Sicario non vanno bene nella stessa frase. Penso che sia un film Manniano, più riuscito di “Blackhat”, recitato alla grandissima da tutto il cast, fotografato da Dio, con un montaggio che levati, e la scena dei SUV… Quella ti tiene incollato ai braccioli della poltrona.
      Personalmente amo molto i film in cui i personaggi parlano poco, e le immagini dicono tantissimo, “Sicario” è uno di quei film, Benicio Del Toro non era così bravo da anni, il suo personaggio parla con le rughe e i silenzi. Bisogna essere preparati ad un film di questo tipo (e apprezzarle) per amare “Sicario”, che di fatto è un film di genere, con l’autorialità sull’11 come l’amplificatore degli Spinal tap… Mi sa che facevo prima a commentarlo qui sopra ;-) Cheers!

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    2. La talpa ci ha annoiato tanto da smollarlo a neppure metà.Avrai notato che il Khalasar i film lenti li digerisce difficilmente XD Sopratutto il Khal che se vede che manca il ritmo,a 15 minuti dall'inizio vota già per il drop!io di solito insisto per provare,ma dopo la mezz'ora-40 min(con lui che si lamenta continuamente),di solito cedo anch'io! Andró a leggermi la tua rece di sicario,ma mi sa che non è davvero roba per noi.

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    3. Il problema di Sicario non sono certo i dialoghi e ancor meno Benicio. O la fotografia che percarità...Il problema di Sicario è: sei un "Film di Genere" ? perfetto. benissimo.

      MA CHE CAZZO DI GENERE SEI? No perchè vorrei capì la trama di cosa in effetti parlasse, in fondo. E non mi riferisco ovviamente allo svolgersi della vicenda. Credo che la sintesi perfetta sia l'espressione facciale della Blunt per tutto il film: #oddiomiviendavomitare. Personaggi, espressioni, sequenze di un piatto che in un "quasi action"/"quasi thriller" urlano bestemmie.

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    4. Mi piacete voi Dothraki, condivido il vostro amore per le cose semplici e valide del cinema, un bel ritmo indiavolato e tante budella esposte ;-) “La talpa” non va bene, però potrei inventarmi un logo “Dothraki approved” da mettere nei commenti dei film di questo tipo, il Dothrakometro ;-) Cheers!

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    5. Hai riassunto il problema del film di Denis Villeneuve, anzi, di tutti i film di Denis Villeneuve, ovvero le trame, che rappresentano sempre la parte più debole. Malgrado due scene d’azione fatte alla grande (la scena di apertura del film e quella dei SUV) non è abbastanza “Action”, cerca di essere un po’ dramma umano un po’ Thriller, un po’ parla dei cartelli della droga che fanno il bello e il cattivo tempo… In soldoni però non prende mai una svolta vera. Lo sceneggiatore viene dalla tv e si vede, infatti al Franco-Canadese manca solo uno sceneggiature… A questo punto dobbiamo sperare che ne trovi uno per quando dirigerà “Blade Runner 2” (GULP!). Cheers! ;-)

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    6. *Si spara nel naso con un uzi mentre deglutisce cicuta, buttandosi dal Burjy Khalifa dritto sui rotori di un elicottero in fiamme pilotato da zombie assatanati, con due linci infuriate legate allo scroto* ...ah, E' LUI CHE GIRERA' il sequel meno atteso della storia? No, vabbè...

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    7. Whahahaha mi piace l'idea del Dothrakometro! \m/ \m/
      In realtà io avrei molto più spirito di sopportazione,per la lentezza,è che col Khal che mi borbotta nell'orecchio senza sosta mi stufa più lui che il lentume XD XD XD

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    8. Ahaaha linci idrofobe ovviamente ;-) Per il resto: "Non vorrei essere l'ambasciatore di cattive notizie, Sua Ariosità..." (cit.) però purtroppo è davvero così, ci toccherà pure il sequel di cui nessuno ha mai sentito il bisogno, ma consoliamoci, prima uscirà almeno un altro “Indiana JoneXXXXXXXXXXXX - TILT - TILT- TILT!

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    9. Non vogliono lasciare in pace il lascito cinematografico di Harrison Ford... Cheers!

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  3. Buondì!
    Io l'ho visto settimana scorsa con colpevolissimo ritardo e devo dire che mi è piaciuto molto.
    Unica pecca, come dici, un certo senso di lentezza che però -per quanto riguarda i miei gusti- è compensato da tutto quel mostrare il bel mondo borghese di quell'epoca sulla east coast: uffici ben arredati con pannellature in mogano, armadi dei liquori, bicchiere di whiskey sempre in mano, fazzoletti, begli abiti etc. etc.... diciamo che spesso queste scenografie sono l'unica ragione che mi spinge a guardare film di avvocati e tribunali, categoria e luoghi che in realtà detesto.

    Per quanto riguarda la retorica ne ho vista parecchio anch'io, ma non l'ho interpretata in senso negativo. Quei sovietici mi sono sembrati estremamente realistici, mentre da parte americana, bé, dietro i bei sorrisi dei dirigenti ci sono le fredde mani della CIA... l'agente Hoffman probabilmente è l'unico, vero cattivo del film!
    Più che altro ci ho letto quella vecchia storia su ciò che -secondo le persone di buon senso, come Spielberg- rende gli USA superiori ad altri sistemi sociali ed economici, e cioè la garanzia dei diritti costituzionali e l'accettazione del dissenso. Prendi le due scene delle sentenze: negli USA c'è chi festeggia per aver salvato Abel dalla sedia elettrica e chi vorrebbe prenderlo e impiccarlo in aula, in URSS i presenti si alzano ed applaudono, TUTTI, nessuno escluso, a sottolineare l'omologazione comunista.

    Comunque per me il momento topico è stato quel piano sequenza su Pryor che si muove fra est e ovest con il muro in costruzione sullo sfondo... che io ricordi quel momento drammatico non è mai stato mostrato al cinema, o almeno non così intensamente.

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    1. Buondì a te ;-) In pratica sei un fan di “Madmen”? Dalla descrizione potrebbe essere la tua serie preferita… Lo dico sulla fiducia perché purtroppo non l’ho mai vista (Rimedierò! Rimeriderò!).
      Sollevi una bella questione… A memoria mia non ricordo scene della costruzione del muro, mi sa che hai proprio ragione ;-) Cheers!

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  4. anche io l'ho apprezzato nonostante la retorica, alla fine è una specie di classico spielbergiano fatto bene..

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    1. Si è parlato così bene di questo film perché è di Spielberg, ma quanto di buono troviamo nella pellicola, sta lì proprio perché è un film di Spielberg… Il Comma 22 applicato al regista con gli occhiali tondi ;-) Cheers!

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  5. Mi sono gustato la tua recensione e la chiusura con gli occhioni languidi di War Horse (che però mi fanno ridere, ora che ho visto la serie Netflix "Bojack Horseman" ^_^) ma dubito fortemente che mi piacerà questo film, quando lo vedrò alla sua uscita in home video. Tutti gli elementi che hai identificato mi fanno accapponare la pelle: non è un giudizio lucido, è un fatto di pelle. E "Sicario" l'ho stoppato a metà, maledicendomi per aver messo play :-(
    Non ci posso fare niente: come dice Lady Gaga, sono nato così :-D

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    1. “Bojack Horseman” volevo iniziarla anche io! :-D
      Do sempre un grande peso ai giudizi a pelle, nel commento a cercato di mettere giù pro e contro del film.
      Penso di sapere perché non ti è piaciuto “Sicario”, come dicevamo sopra con GIOCHER, è un film di genere, si ma di che genere? Tu invece sei il Padrino del film di genere (di menare e di sparare) vero, ho in pista un paio di commenti su film di questo genere, che genere? Quello bello ;-) Tutto, ma non ti facevo anche esperto di Lady Gaga, ma visto che mi è simpatica cinque alto per la citazione! Cheers.

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    2. Bojack è assolutamente consigliata: divertente e spietata critica all'Hollywood Style, addirittura molto drammatica ed amara per essere una serie umoristica.
      Il problema dei messicani è di vitale importanza per gli americani, quindi Sicario ha i tempi da film biblico e una "gravità" che, da estraneo a quel contesto, ho trovato un po' artificiosa.
      Non ho visto "Il ponte delle spie" quindi tornerò in futuro a commentare, ma questo revival delle spie ha preso la parte peggiore di quel genere: l'intrico intricato di intrighi intrigosi. Che Woody Allen ha tumulato definitivamente con "Io & Annie", quando ad un certo punto Diane Keaton tira fuori una pistola e dice «Dammi la lettera». Non c'entra niente e non si capisce a che lettera si stia riferendo: ecco, questa è la spy story all'americana :-D

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    3. Vero, ricordo bene la scena di “Io & Annie”, dici bene, la tomba delle spy story americane, ottima analisi ;-) Per il resto, prossima fermata: Bojack! ;-) Cheers!

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  6. Penso davvero che Spielgberg non cambierà mai... nel bene e nel male!

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    1. Forse è anche un pò la sua forza, o almeno la sua caratteristica ;-) Cheers!

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  7. Oh! Sara´ un caso che al ritorno per le vacanze natalizie in Italia abbia visto proprio i due film summenzionati nella tua recensione? :-D Comunque un 'buon' film (il virgolettato lo metto apposta) ma nulla di piu´: sicuramente meglio del copia-incolla messo in opera da Abrams nell'episodio sette (argh!) di Star Wars.

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    1. "Nulla accade per caso, tutto è volere della Forza" ;-) Concordo un buon film, e ci stanno anche le virgolette, più Steven meno Giei-Giei Abrams ;-) Grazie per il commento... Cheers!

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  8. Sono contenta ti sia piaciuto.
    Sì, sicuramente c'è un campanilismo a tavoletta, però almeno (credo) vi è il tentativo di contrapporre alla presunta spia sovietica (un uomo di gran gusto, pacato, leale) la figura del pilota americano (un bambenetto ingenuo e un po' pericoloso)... No? Forse no.

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    1. No? Si dico io, hai ragione, infatti la spia russa é palesemente il personaggio più carismatico di tutto il film, il pilota invece é un frignetta citando Leo Ortolani;-)Cheers!

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  9. Io non l'ho visto. Ma lo dico solo perché passavo da queste parti. A dirla tutta non mi attira moltissimo il tema. Per dire, tra i pochi romanzi di uno dei miei scrittori inglesi preferiti (Ian McEwan) quello che ad un certo punto ho mollato è stato Lettera a Berlino; ambientato nella Berlino della guerra fredda con per protagonista una spia suo malgrado. Okay, me ne vado. non mancando però di aggiungere che per me Sicario è un filmone pazzesco.

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    1. É il classico film che ha tutto per piacere o per essere demolito. Il tema può piacere o no, quelli é soggettivo, in ogni caso anche io penso che Sicario é un gran film, avercene ;-) Cheers!

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