venerdì 1 gennaio 2016

Bone: Finalmente ho recuperato questo capolavoro del fumetto


Quando ti piazzi un tomo di 1318 pagine sullo sterno, devi proprio essere motivato per arrivare fino all’ultima pagina, i libri lunghi non mi hanno mai spaventato (sono un fan si Stephen King…), ma per più di una ragione, non ultima il segno rosso a forma di copertina che avevo nel centro del petto a fine lettura, “Bone” mi ha ricordato “Il Signore degli Anelli”, di sicuro per entrambi i libri si può parlare di capolavoro, tanto che “Bone” è considerato uno dei miglior fumetti di sempre, se non volete credere a me e al mio sterno, credete almeno a Time magazine che gli ha appioppato questa onorificenza anni fa.

Sono contento di aver finalmente letto il celebre fumetto frutto della creatività e della genialità di Jeff Smith, il protagonista Fone Bone, ammorba tutti sulla bellezza del romanzo “Moby Dick” ed io, che sto per ammorbarvi con la bellezza di “Bone” vi dico che questo romanzo ha molto in comune con il capolavoro di Melville.

“Moby Dick” lo puoi leggere in due modi: ti piazzi il librone sullo sterno (se come me leggete spesso da sdraiati, poi se leggete a testa in giù nell’armadio siete liberi di farlo, eh?) e parti, ti puoi perdere nelle infinite descrizioni dei Capodogli, o provare a stare dietro al miliardo e mezzo di citazioni (Bibliche e non solo) che farciscono il libro, oppure puoi farti trasportare da storia, location e personaggi, per vedere dove riesci ad arrivare.


Ho avuto la stessa reazione leggendo questo fumetto...
“Bone” è così: inizia con una trama molto semplice, i tre cugini Bone sono costretti a lasciare Boneville, perché il più avido di loro, Phoney Bone, ha quasi rischiato il linciaggio della folla, con lui si sono messi in viaggio Smiley Bone, sorridente come il suo nome lascia intuire e Fone Bone, il nostro pacifico protagonista.

Presto separati da un attacco di locuste, i cugini si ritrovano nella valle, Fone Bone incontra Thorn (e se ne innamora…), mentre Smiley e Phoney, fanno la conoscenza prima del mitico Lucius e della sua taverna, poi della fortissima Nonna Rose e delle sue mucche. Questo è solo l’inizio di un'epopea gigantesca, che li porterà prima a cercare di non farsi divorare dalle creature ratto (anche quelle golose di quiche, una gag che leggerete molte volte lungo tutta la storia), fino ad affrontare un viaggio che li porterà dall’altra parte del mondo.


I disegni di Jeff Smith sono bellissimi, l’autore è capace di bellissime pagine doppie, o di popolate scene di battaglia, ma tra i numerosi talenti c'è soprattutto quello comico micidiale, infatti tutta la prima parte di “Bone” vi farà ridere, forte, grazie a gag usate con grande mestiere e battute micidiali.


Phone Bone e tutta l'allegra brigata.
Smith mescola con sapienza la lezioni di maestri del fumetto come Carl Barks, papà dei paperi della Disney, ma anche gli animali antropomorfi delle strisce a fumetti di Pogo del grande Walt Kelly, l’umorismo slapstick lascia pian piano il passo ad una storia epica e di grande respiro, con non pochi punti in comune con “Il Signore degli Anelli” di cui parlavo lassù di J.R.R. Tolkien.

Le creature Bone sono simili agli Hobbit, Fone Bone ha un po’ il candore di Frodo, ma anche lo spirito di Bilbo, Thron e il suo destino ricordano un po’ quelli di Aragorn e il signore delle Locuste è un incappucciato Sauron, ma ridurre il lavoro si Smith a mera copia di quello di qualcun’altro sarebbe ingiusto e riduttivo.

Uno dei tanti colpi di genio di Smith è quello di rappresentare i Bone con un tratto cartoonesco essenziale: sono piccoli, candidi e paffuti, sembrano l’omino dei marshmallows dei Ghostbusters in miniatura. Appaiono completamente in contrapposizione agli altri personaggi, disegnati con tratti fumettosi, ma indubbiamente umani, inoltre, la Boneville da cui provengono non ci viene mai mostrata, ma dai racconti dei tre cugini, possiamo capire che nella cittadina, è possibile sorseggiarsi uno Smooty, fare spese in un negozio, persino l’enorme pallone aerostatico con le sembianze di Phoney (non è spoiler, tranquilli) è palesemente qualcosa di troppo moderno per l’ambientazione fantasy della storia.


Bone alle prese con una delle (tante) creature ratto.
Proprio perché i Bone sono il modo in cui il lettore può facilmente approcciarsi a questa storia fantasy, finirà per aggrapparsi proprio al carattere dei tre protagonisti, perché la trama procedendo con le pagine, diventerà sempre più epica, ma anche più drammatica.

Jeff Smith al pari di Woody Allen o Leo Ortolani, in carriera ha dovuto sentirsi ripetere dai suoi lettori la classica frase comiche “Erano così belle le storia che facevi all’inizio”, sì, perché Smith pian piano abbandona le gag e le trovate comiche, in favore di una storia di più ampio respiro. Sono contento di aver potuto leggere “Bone” nel bel volumone della Bao Publishing, in modo da poter tenere (sullo sterno) la storia completa e devo dire, che alla fine ha avuto ragione Smith, perché il racconto sacrifica l’umorismo facile, ma regala uno dei fumetti più belli di sempre.

La cosa bellissima della trama è la sua portata, nel mito della Locusta e dei Draghi, puoi percepire il lavoro di Smith abilissimo a creare quasi una mitologia precedente al suo racconto. La sensazione leggendo “Bone” è quella di essere finiti in mezzo ad una storia molto più grande, che poi probabilmente è quello che hanno pensato i cugini Bone: tutto il passato di Lucius e di Nonna Rose, potrebbe occupare da solo un altro libro, magari non di 1318 pagine, ma è chiaro che Smith ha in testa il passato dei personaggi e ci racconta solo quello che ci serve sapere, mentre procediamo nell’avventura insieme ai Bone.


Meglio non fare arrabbiare Lucius...
Tutta questa complessa mitologia e il passato di alcuni personaggi è stato successivamente approfondito da Smith in volumi dedicati (già sul mio comodino…), ma anche senza queste appendici, “Bone” è una storia meravigliosa, capace di cambiare passo e maturare, facendo leva su svariate emozioni che spaziando dal divertimento alla paura, passando per il completo coinvolgimento. Se non siete lettori di Time Magazine ve lo ripeto e credetemi: una delle cose migliori che vi possa capitare di leggere nella vita, trovate un punto del vostro sterno comodo per piazzare il librone, ne varrà davvero la pena.

8 commenti:

  1. Di Bone ho letto pochissimo... Un giorno recupererò tutto quanto!

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    1. Esistono due versioni, la prima originale in bianco e nero, e quello a colori. Hai solo da scegliere la versione che preferisci ;-) Cheers!

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  2. Ma sai che per anni ho visto pubblicità di questo personaggio senza mai avere l'occasione di poterlo leggere? Ora che ha il benestare della Bara Volante, non posso più sottrarmi alla lettura ^_^

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    1. In effetti è un fumetto che gira da molti anni, sappi che ha anche un personaggio di nome Lucius, così potrai sentirti a tuo agio ;-)Cheers!

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  3. In wishlist da anni, ma solo per il costo proibitivo che mi spinge sempre verso altri lidi, altrimenti lo avrei preso già da tempo.
    Ma prima o poi...

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    1. Ho fatto lo stesso, infatti ho aspettato gli sconti Bao per regalarmelo, ti assicuro che ne vale la pena però ;-) Cheers!

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  4. E' un fumetto che volevo recuperare da molto tempo e quando ho visto l' edizione a colori scontata su Amazon non ho saputo resistere. Mi è piaciuto molto anche se non riesco a giudicarlo il capolavoro che molti sostengono che sia ( ma forse mi ricredero' alla seconda lettura) . Mi sapresti dire quali sono gli altri volumi dedicati che hai gia' sul comodino? :) , grazie in anticipo.

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    1. E’ pieno di sfaccettature, avevo iniziato a leggerlo nell’edizione a volumetti, e mi piaceva, ma leggerlo per intero è il modo migliore per apprezzare l’evoluzione dei personaggi, e di Jeff Smith. Gli altri volumi sono i seguenti:
      “Racconti intorno al fuoco”: Storie dal mondo di Bone, da leggere rigorosamente dopo il volumone.
      “La Principessa Rose”: Un prequel sul passato di nonna Rose.

      Per ora sono ancora nel mucchio delle letture, la pila è grande ma io sono determinato a scalarla ;-) Grazie a te Cheers!

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