giovedì 10 dicembre 2015

L’elenco telefonico degli accolli di Zerocalcare: Il punto (Zero) su vita e carriera...


Al costo di passare per uno di quei lettori cagacazzo (per usare un francesisimo) di cui Zero parla anche in questo volume, un paio di cose su “L’elenco telefonico degli accolli” ultimo libro di Zerocalcare le avrei da dire.

Al pari del suo primo libro “Ogni maledetto Lunedì su due”, l’ultima fatica di Zero è la ristampa su carta delle storie a fumetti presentate a cadenza (quasi, ma anche no) settimanale sul suo blog. La cosa che ho trovato quanto meno buffa è stata la gran bagarre intorno a questa nuova pubblicazione, con tanto di copertina alternativa numerata (in “sole” 5555 copie, numero al limite del Satanico) disegnata da Leo Ortolani. Bella, eh? Peccato che Zero e l’armadillo in versione Iron Man non avessero poi molto senso con le storie che troviamo all’interno del volume, sarebbe stato più logico mostrarli in versione Hobbit, ma evidentemente Ortolani aveva voglia di disegnare un po’ di armature di Iron Man…


Leo Ortolani ogni volta che può ricorda a tutti che è un fan di Star Wars.
Già le storie all’interno... Tutta questa gran caciara per storie che sono leggibili (non giriamoci attorno) gratis sul blog dell’artista di Rebibbia, sembrerebbe il classico caso del topolino, la montagna e la storia del parto. Inoltre, dopo il bellissimo Dimentica il mio nome, era inevitabile tutta questa grande attesa.

Quello che posso dire, però, è: sì, le singole storie le avevo già lette seguendo il blog e sì, mi avevano già fatto ridere fino alle lacrime (tipo quella del bagaglio a mano, o “Quelli che non buttano via le cose”). Eppure a quella che potremmo tranquillamente considerare una seconda lettura, la versione cartacea ha due valori aggiunti: la forma e il contenuto.

La forma è rappresentata dalla storia creata da Zero apposta per “L’elenco telefonico degli accolli” che fa da collante per quelle già presentate sul blog. Così facendo il nostro Zero ha saputo trovare il filo rosso che unisce tutta questa porzione di storie singole, trasformandole in un unico racconto, il colpetto di genio è la scelta del contesto, un percorso verso il monte Fato, camminando in equilibrio sulle uova.


La battuta su Sonic mi ha fatto ridere per cinque minuti buoni...
Da questo punto di vista “L’elenco telefonico degli accolli” è la raccolta di storie che funziona meglio come unico romanzo, ma se lo confrontiamo con l’ottimo Dimentica il mio nome, risulta un passo indietro del percorso come autore di Zero.

L’altro punto di forza è il contenuto. A questo punto della sua carriera, Zero riflette sulla sua vita, su come il successo potrebbe averlo cambiato, con tutte le paranoie e i dubbi morali che il ragazzo di Rebibbia puntualmente elabora nella pagine dei suoi fumetti. Proprio il contenuto è la vera forza di “L’elenco telefonico degli accolli”: ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarci, per quello che facciamo, per come lo facciamo, ma anche per quello che NON facciamo. Chiamateli accolli oppure accuse, tutti quanti noi abbiamo persone che puntano il dito (da uno schermo, come accade in questo volume, ma non solo) e criticano, il percorso in equilibrio sulle uova di Zero è anche un po’ il nostro, anche questa volta riflettendo su se stesso, Zerocalcare riesce a parlare a tutti quanti noi.


Conosco un sacco di gente che non ha ancora capito questa semplice regola di vita...
Il successo porta con sé delle critiche e la maturazione è un percorso spesso difficile, anche se “L’elenco telefonico degli accolli” non è un romanzo nuovo, ma solo una raccolta di storie già presentate sul blog, risulta comunque una lettura (o rilettura) molto valida, devo dire anche coinvolgente e come sempre molto divertente. La storia del ‘Premio Brega’ (ogni riferimento a fatti, cose, persone o premi Strega è puramente voluto) fa davvero molto ridere e sembra quasi una confessione messa nero su bianco.

Forse il vero punto di forza di questo libro è l’unico che non avevo elencato (o previsto), ovvero: il tempismo. Infatti, è il tipo di storia giusta a questo punto della carriera di Zerocalcare, ma se devo aggiungere una nota personale, anche per me ha rappresentato la lettura giusta al momento giusto. Poteva andare decisamente peggio per essere una ristampa di storie già viste sul blog.

8 commenti:

  1. Ho letto troppo poco di Zero e questo potrebbe essere per me l'occasione di apprezzare i suoi passati lavori sul blog.
    Bel pezzo, che mette i puntini sulle i ma alla fine elogia l'opera ;-)

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    1. La sensazione al momento dell’acquisto è stata “Me state a cojonà?” per fortuna durante la lettura Zero si è fatto perdonare, però mi sembrava giusto sottolineare pro e contro. Ti ringrazio molto e se vuoi iniziare, ti consiglio questo volume, oppure “Ogni maledetto Lunedì su due”, con le prime storie viste sul Blog di Zerocalcare ;-) Cheers!

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  2. La cosa che mi piace di Zerocalcare è il suo mettersi in discussione in ogni opera. Non mi è mai parso uno che "se la tira"...

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    1. Non l'ho mai incontrato ma la sensazione é quella, mettersi in discussione é fondamentale, per quello ho apprezzato questo suo libro, di "Dive", anche nel mondo del fumetto, se ne trovano un soldo alla dozzina purtroppo ;-) Cheers!

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  3. Io di Zero seguivo sporadicamente il blog e, guardacaso, proprio ieri ho letto "La profezia dell'armadillo" e ne sono rimasto estremamente colpito - complice anche il fatto di averlo letto in un periodo in cui sono 'sensibile' a quegli argomenti.
    Adesso via con "Un polpo alla gola"! *.*

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    1. "La profezia dell'armadillo" è molto bello, per certi versi "Un polpo alla gola" mi è piaciuto anche di più, Zero sa raggiungere sempre le corde giuste, a me ha fatto lo stesso effetto con questo libro, che dire... Buona lettura! ;-) Cheers

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  4. Io ho preso questo volume perchè ne avevo già letti altri di Zerocalcare (che ho conosciuto ed è una persona davvero dolce, disponibile e modesta!) e perchè inoltre non mi piace leggere fumetti o libri sul pc, amo il cartaceo.
    Però hai ragione, non è il migliore. L'unico che devo ancora leggere è Un polpo alla gola, e ho amato tantissimo la prima raccolta di strisce, Dimentica il mio nome e La profezia dell'armadillo.
    Invece di Dodici, la storia sugli zombie, ne avrei fatto volentieri a meno.
    Ah, il mio nickname ufficiale è Petralia Alaskana, sono un'ailurofila pazza. In realtà non sono pazza ma mi piace fingermi così!
    Bel blog ;)
    Petralia Alaskana

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    1. Ti ringrazio moltissimo, benvenuta sulla Bara Volante, come direbbe lo Stregatto, "Siamo tutti pazzi qui", quindi mettiti comoda ;-)
      Un polpo alla gola a me è piaciuto molto, Dodici è simpatico, ma a mio avviso piacerà di più agli appassionati di Zombie ;-) Spero di rileggerti presto... Cheers!

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