martedì 22 dicembre 2015

Heart of the sea (2015): Moby without Dick


Confesso che ero moderatamente fomentato per questo film, per una semplice ragione: è la prima pellicola a tema “Baleniere” che mi capita di vedere dopo aver finito di leggere (a fatica) “Moby Dick”.

Inutile che cerchi di dirvi qualcosa sul capolavoro di Herman Melville che viene giustamente considerato il primo grande romanzo americano, posso solo confermarvi quello che si dice del tomo: è davvero difficile da finire. I mille-mila riferimenti biblici sono sicuro di averli mancati quasi tutti, se non quelli più ovvi, le infinite descrizioni sulle tecniche marinaresche o la distinzione tra balene e capodogli sono solo alcune delle insidie di un libro bellissimo, che di base resta un'avventura, un racconto di follie e ossessioni, un archetipo narrativo grosso come il cetaceo bianco del titolo.

Una cosa che ho sempre apprezzato del Cinema di Ron Howard è la sua semplicità, per questo pensavo che il buon vecchio Richie Cunningham fosse l’uomo giusto per questa missione, riportare “Moby Dick” alla sua ossatura, ovvero: avventura, machismo in uno scontro ambientato in mezzo all’oceano. Il risultato è un film confezionato alla grande, ma che perde un po’ di vista l’obbiettivo. Non si può criticare un film per quello che non è (o per cosa avremmo voluto vedere), resta il fatto che “Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick” (complimenti per il sottotitolo “for Dummies”) si lascia guardare, ma in vari momenti sbraga…


"Devo chiudere l'occhio con cui guardo oppure l'altro, non ricordo mai...".
Le premesse sono buone, non fare l’ennesimo adattamento di “Moby Dick”, per quello Howard avrebbe dovuto chiamare Russell Crowe (tenetemi l’icona aperta sul Kiwi che ripasso…), ma adattare per il grande schermo un altro romanzo, “In the Heart of the Sea: The tragedy of the whaleship Essex”, scritto da Nathaniel Philbrick. Non l’ho letto quindi non vi so dire quando Howard sia stato accurato, ma si sa che la tragedia della baleniera Essex, è stata una delle ispirazioni di Herman Melville per il suo romanzo. Riassumendo: “Heart of the Sea” è tratto da un libro, non quello… L’altro. Tutto chiaro? Bene parliamo del film (era ora!).

Mi sarei aspettato dalla pellicola molte più strizzate d’occhio, roba del tipo: “Una balena bianca” (Occhilino! Occhiolino!). Bisogna dire che qualcuna sparsa qua è la nel film c'è, ma niente di particolarmente fastidioso, Howard trova la quadratura del cerchio inserendo lo stesso Herman Melville (interpretato da Ben Whishaw) nel film, lo scrittore si reca da Brendan Gleeson (uno che mi fa sempre piacere rivedere in un film) per scoprire qualcosa del naufragio della Essex e raccogliere materiale per il suo romanzo. Questo è l’incipit della trama, i due personaggi coprono i ruoli di narratore (quindi del regista) e di noi spettatori, il fatto che Melville paghi per sentire il racconto dovrebbe aiutarci tutti ad immedesimarci con lui…


"Veramente quella sedia la tengo per appoggiarci la giacca...".
Quando inizia il racconto vero e proprio, tutto è abbastanza schematico, mi è sembrato di assistere ad un racconto che procede per conflitti, quello tra Owen Chase (Chris “Thor” Hemsworth) e il capitano George Pollard (Beniamino Camminatore). Il primo di umili origini e di tanta esperienza, il secondo di famiglia ricca, ma esperto di navigazione come il sottoscritto di particelle nucleari, le motivazioni di Chase sono quasi tutte rivolte ad un futuro migliore, diventare capitano a suo volta sarebbe il raggiungimento di un obbiettivo per sè e per la sua famiglia, ma anche per Thor vale la regola aurea che vale in qualunque posto del mondo: se sai lavorare non ti promuoveranno mai capo.

Chris Hemsworth fa un buon lavoro, ha il “fisico di ruolo” per interpretare tutti questi ruoli da eroe, se continua così gli si prospetta una carriera lunga a prolifera, il problema è che la storia sembra un po’ “La canzone mononota” e batte sempre sullo stesso tasto: Chase è un testardo propenso all’incazzamento facile, capisco anche perché sia stata fatta questa scelta, ossia per enfatizzare la scelta finale del personaggio, il suo clamoroso non-lancio dell’arpione, però mi è sembrato tutto piuttosto scontato.


"Per un perfetto tiro con la fiocina da caccia, prendere la mira, traguardando il bersaglio...".
Di solito non parlo mai dei doppiatori, ma una cosa devo dirla: Massimiliano Manfredi, non mi sembra molto adatto ad Hemsworth, almeno in questo film, va bene quel modo di doppiare le battute un po’ enfatico, molto adatto ad un Dio Scandinavo che risulta un po’ fuori tempo (e fuori luogo) sulla Terra, un po’ meno adatto per Chase, malgrado il fatto che la storia sia ambientata nel 1820, non credo sia obbligatorio pronunciare le battute in quel modo altisonante, parere mio, Manfredi lo apprezzo spesso quando mi capita sentirlo doppiare altri personaggi. Per concludere sulla prova di Hemsworth, il suo tanto pubblicizzato dimagrimento, mi è sembrato davvero esagerato, capisco che sia la classica cosa che piace all’Accademy, ma con un po’ di trucco si poteva ottenere lo stesso risultato senza alterare la dieta, anche perché le scene di Secco-Chris sono quasi tutte primi piani…

Visto che ho aperto il capitolo attori, Tom Holland inizia ad annusare l’aria che si respira nei film ad alto budget, preparandosi ad entrare nella calzamaglia dell’uomo ragno (e già che c’è fa amicizia con Thor), mentre non so quale torto abbia fatto Cillian Murphy per lavorare così poco. Personalmente lo trovo molto bravo, probabilmente è andato a letto con la moglie di qualche produttore, oppure ha fatto manovra parcheggiando sulle scarpe nuove di qualche regista potente, altrimenti non mi spiego come mai si veda così poco e in ruoli sempre minuscoli laggiù nel Bosco di Holly.


"Hey ma quella laggiù non è la fidanzata sexy di Harvey Weinstein?".
Ron Howard fa un ottimo lavoro, il problema è che ad un certo punto perde di vista la natura della storia che sta raccontando, in alcuni momenti sembra tentato dall’occasione di rifare lo Squalo di Spielberg, ma non avendo una pinna da mostrare (e non potendone incollare una sulla groppa di un capodoglio… Anche se sarebbe stato uno spasso!), sottolinea in modo quasi ossessivo le parti più riconoscibili dell’animale, la grossa coda posteriore e l’occhio pallato con cui fissa il protagonista… Forse pensando: “Hey! Ti ho visto in Avengers!”.

In alcuni momenti, poi, cerca un'epica che davvero non è necessaria, come se con il passare dei minuti si fosse reso conto di avere una balena bianca e si fosse sentito costretto a rifare a tutti i costi un film su Moby Dick. Come dicevo, non si possono giudicare negativamente i film soltanto perché non sono qualcosa che ci aspettavamo, ma Ron Howard per me sa sempre andare al nocciolo di una storia. Prendendo come esempio solo “Rush”, quel film funzionava alla grande perché è stato diretto da un regista a cui non importava una mazza della Formula Uno (e si vede) e ha saputo concentrarsi solo sul duello tra i due protagonisti. Inoltre, sempre parlando di “Rush” era un film piuttosto crudo per i suoi standard, ora, non mi aspetto che Ron Howard porti in scena atti di cannibalismo (tema che quest’anno al cinema va forte), ma nemmeno che sorvoli come ha fatto qui, quasi con la stessa volontà censoria dei sopravvissuti dell’Essex.

Poi ditemi che Roy Scheider non ha sempre ragione...
Nei momenti in cui Ron Howard si ricorda di parlarci solo dei protagonisti, manda a segno scene molto riuscite come l’abbandono della nave distrutta, forse la migliore di tutto il film, per il resto mi ha dato la sensazione di stare tenendo i piedi in troppe scarpe. La decisione finale di Owen di non scagliare il suo arpione, a mio avviso, è un tentativo di cercare lirismo a tutti i costi, non ci ho visto grossi messaggi, ma quasi una rappresentazione del Karma, infatti poco dopo i naufraghi vengono salvati… Ma magari non ho capito un arpione io, eh!

In soldoni: “Heart of the Sea” è un buon film, non credo che mi lascerà moltissimo a distanza di tempo, probabilmente avrei preferito vedere qualcosa di più diretto, una sfida uomo contro natura che di solito è sempre nelle mie corde, non pretendevo nemmeno la versione cinematografica di Iron Tusk dei Mastodon, ma dopo “Rush” ero pronto ad aspettarmi qualcosa di più sanguigno, però cavolo! È sempre di Richie Cunningham che stiamo parlando!

12 commenti:

  1. A voler essere cattivo, direi che è la classica operazione in cui si fa un remake giustificandosi col fatto di rifarsi ad un romanzo precedente, tipo quando Tim Burton spergiurava d'essersi rifatto alle scimmie letterarie di Boulle.
    Mi sa troppo di furbata per piacermi, magari ci buttero' un "occhio a palla" quando arriverà in videoteca :-P

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    1. Mi sembra un paragone con cittadinanza il tuo, dopo “Rush” e visto il soggetto, speravo in qualcosa di più dritto e crudo, evidentemente Ron Howard ha realizzato di avere la possibilità di dire la sua su un archetipo come Moby Dick e ha perso un po’ il film, leggerò il tuo commento con gusto ;-) Cheers!

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  2. Concordo pienamente con l'animus del tuo post. È come se ci avessero messo dentro un po' di tutto (l'epica, l'etica, il karma) per non scontentare nessuno, ma senza neanche accontentare nessuno.
    E sì, Cillian Murphy è uno bravo (e pure schifosamente bello), però se non fosse per Nolan al cinema lo avremmo visto poco e niente.

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    1. Cerca di essere un po’ troppe cose… Vero almeno Nolan lo fa lavorare, penso che sia molto bravo, è androgino quasi come il miglior Bowie, in “Breakfast on Pluto” si è guadagnato tutta la mia stima ;-) Cheers!

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  3. Esatto, sarà perchè non impazzisco per storie marinaresche che non abbiano del fantastico, ma mi sarei aspettato di più da Ron Howard. Il film non era brutto ma sono uscito dalla sala con la faccia da "ok, ma secondo me manca qualcosa". Concordo sul doppiaggio di Manfredi (sinceramente non ci avevo fatto caso :lol ).

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    1. Ho appena visto degli episodi di “Broadcurch” dove Manfredi doppia David Tennant, e la cosa mi è balzata agli occhi, poi sono passato alla lingua originale per non perdermi l’accentone Scozzese ;-)
      Infatti temo anche io che alla lunga mi resterà pochino di questo film… Purtroppo. Cheers ;-)

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  4. Da me lo davano solo in 3D, per protesta non ci sono andato...
    Lo recupererò quando sarà.

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    1. Fino al prossimo film di James Cameron le proiezioni in 3D non servono ;-) Cheers!

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  5. Concordo anch'io su Cillian Murphy. Bravissimo attore, ma mai del tutto sfruttato.
    Il film... beh dai,il mio parere lo sai e grossomodo concordiamo.

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    1. Inoltre è Irlandese, quindi stima ;-) So so, e concordo, anzi ora vado a leggermi il film che hai appena messo che mi interessa parecchio ;-) Cheers!

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  6. Questo mi sa che lo recupero stasera! Ho un biglietto scontato e non c'è niente di più attraente. Di solito le avventure in mezzo all'oceano con qualcosa di grosso e pericoloso mi affascinano, ma i pareri son tutti tiepiducci come il tuo. Vedremo! :)

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    1. Fammi sapere come lo hai trovato, era lo stesso motivo per cui interessava anche a me ;-) Cheers!

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